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Questa bella mappa, pubblicata originariamente nel 1637, alla fine sostituì la mappa di Hondius del Polo Nord e divenne il prototipo per molte mappe successive, comprese quelle di Blaeu. La mappa incorpora le scoperte fatte dal capitano Thomas James lungo le coste meridionali e occidentali della Baia di Hudson nel 1631-2. La delineazione sulla costa artica della Russia è derivata dalle informazioni dell'esplorazione di Willem Barents del 1596-7. L'esploratore inglese Hugh Willoughby ha una piccola isola che porta il suo nome al largo della costa della Lapponia (Sir Hugo Willoughby's Landt). Willoughby capitanò una spedizione di tre navi per trovare un passaggio a nord-est nel 1553, ma due delle navi furono strappate via durante una tempesta. Willoughby e il suo equipaggio delle due navi morirono e furono ritrovati sulla Novaya Zemlja l'anno seguente, con il suo diario. La terza nave con il suo comandante in seconda Richard Chancellor arrivò in Russia. Le linee lossodromiche si irradiano dal Polo Nord e diverse rose di bussole abbelliscono la carta. Un grande cartiglio del titolo, con due figure e numerose teste di vento, nasconde convenientemente la costa nord-occidentale dell'America. La carta è ulteriormente decorata con navi e un cartiglio con l'imprint di Jansson, che raffigura uomini in parka, un orso polare e volpi. Questo esemplare è il quarto stato della lastra con Nova Zemlja collegata alla terraferma con un ponte terrestre e la costa di Spitzbergen completata. Joannes Janssonius, figlio dell'editore di Arnhem Jan Janssen, sposò Elisabeth Hondius, figlia di Jodocus Hondius, ad Amsterdam nel 1612. Dopo il suo matrimonio, si stabilì in questa città come libraio ed editore di materiale cartografico. Nel 1618 si stabilì ad Amsterdam accanto alla libreria di Willem Jansz. Blaeu, entrando in una seria competizione. Le sue attività non riguardavano solo la pubblicazione di atlanti e libri, ma anche di mappe singole e un vasto commercio di libri con filiali a Francoforte, Danzica, Stoccolma, Copenaghen, Berlino, Koningsbergen, Ginevra e Lione. Nel 1631 iniziò a pubblicare atlanti insieme a Henricus Hondius. Nei primi anni 1640 Henricus Hondius lasciò l'attività di pubblicazione di atlanti completamente a Janssonius. La concorrenza con Joan Blaeu, figlio e successore di Willem, nella produzione di atlanti spinse Janssonius ad ampliare il suo Atlas Novus finalmente in un'opera di sei volumi, in cui furono inseriti un atlante marino e un atlante del Vecchio Mondo. Dopo la morte di Joannes Janssonius, il negozio e la casa editrice furono continuati dagli eredi sotto la direzione di Johannes van Waesbergen (c. 1616-1681), genero di Joannes Janssonius. Le matrici degli atlanti di Janssonius furono in seguito vendute a Schenk e Valck. Incisione in rame, bellissima coloritura coeva, ottimo stato di conservazione. This beautiful map, originally published in 1637, eventually replaced Hondius' map of the North Pole and became the prototype for many later maps including those of Blaeu. This map incorporates the discoveries made by Captain Thomas James along the southern and western shores of Hudson Bay in 1631-2. The delineation on Russia's Arctic coast is derived from the information from Willem Barents' exploration of 1596-7. The English explorer Hugh Willoughby has a small island named after him off the coast of Lapland (Sir Hugo Willoughby's Landt). Willoughby captained an expedition of three ships to find a Northeast Passage in 1553, but two of the ships were ripped away during a storm. Willoughby and his crew from the two ships died and were found on Novaya Zemla the following year, with his journal. The third ship with his second-in-command Richard Chancellor made it to Russia. Rhumb lines radiate from the North Pole and several compass roses embellish the chart. A large title cartouche, with two figures and numerous wind heads, conveniently hide the northwest coast of America. Joannes Janssonius (Arnhem, 1588-1664), son of the Arnhem publisher Jan Janssen, married Elisabeth Hondius, daughter of Jodocus Hondius, in Amsterdam in 1612. After his marriage, he settled down in this town as a bookseller and publisher of cartographic material. In 1618 he established himself in Amsterdam next door to Blaeu’s book shop. He entered into serious competition with Willem Jansz. Blaeu.. His activities not only concerned the publication of atlases and books, but also of single maps and an extensive book trade with branches in Frankfurt, Danzig, Stockholm, Copenhagen, Berlin, Koningsbergen, Geneva, and Lyon. In 1631 he began publishing atlases together with Henricus Hondius. In the early 1640s Henricus Hondius left the atlas publishing business completely to Janssonius. Competition with Joan Blaeu, Willem’s son and successor, in atlas production prompted Janssonius to enlarge his Atlas Novus finally into a work of six volumes, into which a sea atlas and an atlas of the Old World were inserted. After the death of Joannes Janssonius, the shop and publishing firm were continued by the heirs under the direction of Johannes van Waesbergen (c. 1616-1681), son-in-law of Joannes Janssonius. The copperplates from Janssonius’s atlases were afterwards sold to Schenk and Valck. The map is further decorated with ships and a cartouche with Jansson’s imprint, which depicts men in parkas, a polar bear and foxes. This example is the fourth state of the plate with Nova Zemla connected to the mainland with a land bridge and the completed coastline of Spitzbergen. German text on verso. Very good condition.
1958 reprint of the 1950 second edition. xxxii, 1151 pages including index and several fold-outs. Black and white photos. Numerous detailed line drawings. Presents a compendium of all phases of modern hydroelectric practice. Chapters include: Rainfall; Evaporation; Factors affecting Runoff; River Gaging; Float Measurements; Estimating Stream Flow; Flood Flows; Investigation of Sites; Hydraulics; Head, Power and Efficiency; Pondage and Storage; Types of Hydro Plants; Cost of Steam Power; Cost of Hydro Power; Market Requirements and Load Studies; Capacity and Development and Economic Advisability of Hydro; Reports; Solid Gravity Concrete Dams; Arch Dams; Buttressed Concrete Dams; Earth Dams - General Design Principles; Earth Dam Stability; Details of Earth Dams; Rock-Fill Dams; Timber Dams and Stell Dams; Preparation and Protection of Foundations for Dams; Spillways and Headwater Control; Intakes; Conduits; Canals; Flumes; Steel Pipe; Wood-Stave Pipe and Concrete Pipe; Tunnels; Water Hamer; Surge Tanks; Powerhouse Substructure; Powerhouse Superstructure; Hydraulic Turbines; Parts and Auxiliaries for Hydraulics; Electrical Design; Generators, Exciters, and Transformers; Switching, Wiring and Auxiliary Power and Lighting; Transmission Lines; Plant Operation. Above-average wear to publisher's maroon cloth lettered in gilt upon backstrip. Narrow opening in binding after half-title page. Binding slack but intact. Minimal markings. A worthy reference copy of this superlative reference. Book
In-8 p. (mm. 202x135), elegante legatura in p. pelle bazana coeva, sottile cornice dorata ai piatti, dorso (picc. spacco e lievi abras. alle cerniere) con decorazioni e titolo oro su tassello, tagli gialli, pp. 252, molto ben illustrato f.t. da XXIII pregevoli tavole litografate da M. Ajello, più volte ripieg., ciascuna con numerose figure tutte descritte nell’Indice (la sola tav. XVIII con mancanza). Rara "edizione originale" di quest’opera di grande interesse per la storia delle uniformi del Regno di Sardegna. Introdotto dalle “Determinazioni” di Carlo Alberto di Savoia, il volume contiene il “Regolamento”, diviso in tre parti: "Armata di Terra" - "Divise e distintivi dei Servizi diversi dell’Armata di Terra" - "Divisa e Montura della Reale Marineria"”. Solo ultime 70 pagine brunite per la qualità della carta, altrimenti esemplare ben conservato.
Mappa decorativa della Terra del Fuoco, Capo Horn e dello Stretto di Magellano.Comprende tre rose dei venti, in alto al centro un cartiglio con il titolo, uno stemma con la dedica a Constantino Hugenio, sette velieri e linee lossodromiche.La mappa reca la firma di Guglielmus Blaeu ma è stata pubblicata da suo figlio Johannes.In basso a sinistra scala di misurazione con raffigurati un gruppo di indigeni.Le linee costiere sono rappresentate come grandi catene montuose, mentre l'interno è completamente privo di dettagli. Arricchita da numerosi elementi decorativi. Willem Janszoon Blaeu, avviò nel 1599 la sua attività di costruttore di globi e strumenti astronomici ad Amsterdam. Nel 1630, dopo aver comprato alcune lastre dell’atlante del Mercator da Jodocus Hondius II, fu in grado di pubblicare un volume di 60 mappe con il titolo di Atlantis Appendix. Cinque anni dopo, pubblicò i primi due volumi del suo atlante Atlas Novus o Theatrum Orbis Terrarum, in sei libri. Dopo la sua morte, Joan (Johannes) continuò l’opera paterna, completando l’intera serie di sei volume dell’Atlas Novus intorno al 1655. Fu inoltre autore di un Atlas Maior sive Cosmographia Blaviana, in 12 volumi pubblicati nel 1662 -72. Incisione in rame, coloritura coeva, in buono stato di conservazione. A decorative map of Tierra de Fuego, Cape Horn with the Straits of Magellan. Includes three compass roses, title, key, and scale cartouches, and a dedication to Constantino Hugenio, seven sailing ships and rhumb lines. The map bears Willem Blaeu's signature but was published by his son Joan.Three strapwork cartouches with title, key and scale featuring a family group of natives.The coastlines are depicted as very mountainous, while the interior is completely without detail. Willem Janszoon Blaeu, started in 1599 his business as a builder of globes and astronomical instruments in Amsterdam. In 1630, after buying some plates of the Mercator atlas from Jodocus Hondius II, he was able to publish a volume of 60 maps under the title Atlantis Appendix. Five years later, he published the first two volumes of his atlas Atlas Novus or Theatrum Orbis Terrarum, in six books. After his death, Joan (Johannes) continued his father's work, completing the entire six-volume Atlas Novus series around 1655. He was also the author of an Atlas Maior sive Cosmographia Blaviana, in 12 volumes published in 1662 -72. Copperplate with fine original hand colour, in very good condition.
Edizione italiana di un caposaldo della cartografia di Joseph Nicolas De L’Isle, la mappa del Nord Pacifico. Il De L’Isle passò gran parte del suo tempo in Russia, fondando l’ Accademia delle Scienze a San Pietroburgo; il suo lavoro cartografico più importante fu l’ "Atlas Russicus", dettagliata rappresentazione della regione. Nel 1747 tornò a Parigi, con una importante mappa manoscritta sul Nord Pacifico che includeva informazioni sul Nord Asia ed America e sullo stretto che le separava. Le informazioni erano frutto delle spedizioni russe nello Stretto di Bering effettuate tra il 1723 e il 1741. Il De L’Isle realizzò una carta molto dettagliata che fu pubblicata nel 1750, della quale vennero realizzate diverse copie in tutta Europa, inclusa questa del Santini, pubblicata dalla tipografia Remondini. La versione italiana è molto simile all’originale e si differenzia sostanzialmente per il cartiglio barocco con dei costumi popolari di abitanti della Kamchatka e della Louisiana. Carta geografica curata da don Paolo Santini e dal fratello Francesco per il loro prestigioso Atlas universel dressé sur les meilleures cartes modernes, sontuoso atlante composto da mappe che rielaborano la più aggiornata cartografia francese in una veste veneta. Le carte sono prese dai migliori geografi del suo tempo, D’Anville, Bellin, Bonne, Borgomo, Boscovich, Clarici, Delisle, Jaillot, Janvier, Robert de Vaugondy. In effetti nelle carte dei Santini, vengono mescolati termini francesi con italiani, ma sono offerte con una grazia compositiva ed incisoria loro caratteristiche: una toponomastica non fitta, scritta in grande e ben leggibile. L’atlante di Santini non ebbe una grande fortuna editoriale e uscì in poche copie: venne quindi ristampato dai Remondini, che avevano acquistato dal Santini nel 1781 le incisioni in rame. Alle carte di Paolo Santini, datate fra il 1774 e il 1780, i Remondini aggiunsero diverse altre carte, datate fra il 1782 e il 1784: fra queste, nel secondo volume, la grande carte ripiegata dell’Italia, la Repubblica di Genova, la Palestina, le grandi carte dell’Africa. Paolo Santini (1729, Venezia–1793, Belluno), sacerdote cattolico presso la Chiesa di Santa Maria Formosa a Venezia, docente di disegno alle scuole della città lagunare della Provincia Veneta della Compagnia di Gesù. Santini, cartografo, incisore ed editore, aggiornò e pubblicò le mappe dei geografi e cartografi francesi Gilles Robert de Vaugondy (1688–1766) e Didier Robert de Vaugondy (c. 1723–1786), ispirandosi anche alle opere dei cartografi italiani, innanzitutto a quelle di Giovanni Antonio Rizzi Zannoni (1736–1814). Utilizzando, come modello, le mappe raccolte e pubblicate nel 1752 nell’Atlas Universel di Gilles Robert e Didier Robert de Vaugondy, acquistate a Parigi da suo fratello, Francesco Santini, e le «migliori carte geografiche» dell’epoca, Paolo Santini incise nuove lastre e diede alle stampe a Venezia, nel 1776, l’Atlas Universel dressé sur les meilleures cartes modernes. L’anno successivo, 1777, cedette i diritti di pubblicazione all’editore Giuseppe Remondini (1754–1811) di Bassano del Grappa che ristampò l’«Atlas Universel» in due volumi che raccoglievano complessivamente 123 carte geografiche. Le matrici in rame in possesso dei Santini furono poi acquistate, nel 178, dalla stamperia Remondini. Incisione in rame, coloritura coeva dei contorni, in ottimo stato di conservazione. Bibliografia NMM III, 277; Nordenskiöld 276; Phillips, Atlases 647. Rodolfo Gallo, L'incisione nel '700 a Venezia e a Bassano, in “Ateneo Veneto”, A. CXXXII, v. 128, pp. 153-214; Tooley, The Mapping of America 104. An Italian edition of Joseph Nicolas De L’Isle's important map of the north Pacific. De L’Isle spent many years working as a cartographer in Russia, founding the Academy of Sciences in St. Petersburg and producing the first Russian Atlas. In 1747, De L’Isle returned to France with a manuscript map of the north Pacific, including information on northeastern Asia, northwestern America and the strait between the two. He produced an engraved map, which was presented to the French Academy of Sciences in 1750. This map was very advanced in some areas, being based on Russian expeditions of 1723, 1732 and 1741, along with Vitus Bering's first and second voyages and the explorations of a number of others such as Tchirkow and Frondat. Unfortunately, the cartography of northwestern America is based on the fictitious account of Admiral de Fonte, showing a huge inland sea, the "Mer de L'Ouest," and waterways leading off towards Baffin's Bay-the long sought for Northwest Passage. Delisle's rendering became the standard for the region until Cook's explorations later in the century. Delisle's map was copied by many publishers, including the Italian Santini, whose map was later issued by Remondini. The Italian versions have a handsome rococo title cartouche balanced by text and images of a native of Kamchatka and one of Louisiana. Map compiled by Don Paolo Santini and his brother Francesco, for their prestigious Atlas universel dressé sur les meilleures cartes modernes, a sumptuous Atlas composed of maps that rework the most up-to-date French cartography in a Venetian guise. The maps are taken from the best geographers of his time, D'Anville, Bellin, Bonne, Borgomo, Boscovich, Clarici, Delisle, Jaillot, Janvier, Robert de Vaugondy. Indeed, in Santini's maps, French terms are mixed with Italian, but they are offered with a compositional and engraving grace that is characteristic of them: an uncluttered toponymy, written large and clearly legible. Santini's Atlas did not have great publishing success and came out in few copies: it was then reprinted by the Remondini, who had purchased the copperplates from Santini in 1781. To Paolo Santini's maps, dated between 1774 and 1780, the Remondini added several other maps, dated between 1782 and 1784: among them, in the second volume, the large folded maps of Italy, the Republic of Genoa, Palestine, and the large maps of Africa. Paolo Santini (1729, Venice-1793, Belluno), Catholic priest at the Church of Santa Maria Formosa in Venice, professor of drawing at schools in the Lagooon city of the Venetian Province of the Society of Jesus. Santini, a cartographer, engraver and publisher, updated and published the maps of French geographers and cartographers Gilles Robert de Vaugondy (1688-1766) and Didier Robert de Vaugondy (c. 1723-1786), also drawing inspiration from the works of Italian cartographers, first and foremost those of Giovanni Antonio Rizzi Zannoni (1736-1814). Using, as a model, the maps collected and published in 1752 in the Atlas Universel by Gilles Robert and Didier Robert de Vaugondy, purchased in Paris by his brother, Francesco Santini, and the "best maps" of the time, Paolo Santini engraved new plates and gave to the presses in Venice, in 1776, the Atlas Universel dressé sur les meilleures cartes modernes. The following year, 1777, he sold the publishing rights to publisher Giuseppe Remondini (1754-1811) of Bassano del Grappa, who reprinted the "Atlas Universel" in two volumes that collected a total of 123 maps. The copper plates in the Santini's possession were later purchased, in 1781, by the Remondini printing house. Copperplate engraving, original outline coloring, in excellent condition. Bibliografia NMM III, 277; Nordenskiöld 276; Phillips, Atlases 647. Rodolfo Gallo, L'incisione nel '700 a Venezia e a Bassano, in “Ateneo Veneto”, A. CXXXII, v. 128, pp. 153-214.
Three volumes restored and rebound in quarter-leather hardcover. Original dust jackets are included and in excellent condition. The boards have minor shelf-wear. Elaborate A4 book plate on the front paste down of each volume. Pristine pages throughout the main body, all clean and clear. GE Used
In 12° (16x8,5 cm); (6),180, (4) pp., e 5 c. di tav. fuori testo più volte ripiegate (due tavole sono in questo esemplare unite insieme in un'unica tavola).Legatura coeva in piena pelle. Dorso a 5 nervi con titolo e ricchi fregi ai tasselli (cerniera del piatto anteriore lenta e strofinature ai piatti).Tagli spruzzati in rosso. Prima edizione assai rara di questo celebre viaggio immaginario nel quale l'autore parte dall'olanda per dirigersi in Groenlandia e da qui entrare nelle profondità della terra per poi riapparire dal parte opposta della terra. L'opera si inserisce nel filone dei viaggi immaginari e delle descrizioni utopistiche. La prima edizione di quest'opera uscì nel 1721 anche se con sole 3 tavole e con testo leggermente differente rispetto alle edizioni succesive. Questa del 1723 è la seconda, stampata da Amaulry anche se con lo stesso anno se ne trovano anche con altre intestazioni di stampatori. Tutte le prime tre edizioni 1721-1723-1724 sono assai rare. Una leggera e assolutamente non fastidiosa gora nel margine basso bianco da pagina 135 a 138 e per il resto, all'interno, in buone-ottime condizioni di conservaizone. Gove, Philip Babcock: The Imaginary Voyage in Prose Fiction: from 1700 to 1800 ; Versins - 944 <BR>
A Spese della Società Editrice,1857. In 8°pp.338n.con 12 Tavv. Incise di Vedute+ III Tavv. Incise su Unica Tav.ripiegata,+ 3 grandi Tavv. più volte ripiegate alla fine.legatura mz.tela e punte, piatti in carta francese. Forellini di ex tarli che interessano solo la tela della legat.
Affascinante e decorativa carta geografica della Terra Santa derivata da quella di Adricom, rispetto alla quale è abbellita da una serie di diciotto riquadri in cui sono raffigurati monumenti ed oggetti legati alla religione ebraica. Contribuiscono ad arricchire la decoratività il compasso della scala grafica, i galeoni e la rosa dei venti che riporta l'orientamento della carta. Inoltre in basso a centro, entro un cartiglio a volute, si trova la raffigurazione planimetrica della città di Gerusalemme basata sul celebre modello di Villalpando. Prima edizione stampata ad Anvera nel 1632. Esemplare in perfetto stato di conservazione caratterizzato da vivace ed omogenea inchiostratura.
La mappa raffigura la costa nord-occidentale del Nord America, e quella nord-orientale dell'Asia utilizzando le scoperte dei Russi riportate da J. N. De L'isle. La cartografia non è prettamente scientifica, di qui una serie di errori come ad esempio, solo per citarne alcuni, la miitica colonia cinese Fou Sang, quale traccia di una colonizzazione cinese nella regione, e lo Stretto di Anian rappresentato al posto dell'attuale Vancouver. Questi errori saranno corretti negli anni successivi soprattutto grazie ai rapporti dei grandi navigatori, tra i quali l'inglese James Cook. Il cartiglio pittorico comprende una mitica isola deserta sulla quale vivono numerosi animali i più adatti a climi tropicali - un coccodrillo, un elefante, un rinoceronte e uno struzzo. La nave raffigurato nella vignetta è quasi certamente è la nave del capitano Cook, l'Endeavour. Carta geografica tratta dall’Atlante novissimo, illustrato ed accresciuto sulle osservazioni e scoperte fatte dai più celebri e più recenti geografi. Stampato in quattro volumi da Antonio Zatta tra il 1779 ed il 1785. Atlante fra i più belli e completi mai pubblicati in Italia nel XVIII secolo, l'opera più famosa dello Zatta.L’Atlante Novissimo, come si specifica anche nel titolo, è “accresciuto sulle osservazioni scoperte fatte dai più celebri e più recenti geografi”. Tra le novità più significative vi è la comparsa delle nuove isole scoperte nell'Oceano Pacifico da James Cook e la prima carta italiana della Nuova Zelanda. Le illustrazioni furono ideate e disegnate dai suoi collaboratori Giovanni Marco Pitteri, Anton Friedrich Busching, Pietro Antonio Novelli ed incise da Giuliano Zuliani. Il primo tomo dell’atlante è introdotto da un breve saggio di geografia generale dove l’autore definisce in modo sintetico e preciso gli elementi che compongono i reticoli eclittico ed equatoriale usati nelle tavole. Interessante la sezione dove si sofferma a descrivere il fenomeno della precessione degli equinozi e quello della variazione ciclica dell'obliquità dell'eclittica. Acquaforte, stampata su carta vergata coeva, coloritura coeva dei contorni, in buone condizioni. Striking example of Zatta's map of the northern Pacific Coastal regions and one of the best illustrations of a late rendition of the Northwest Passage, here illustrating two wide passages from the Pacific to Hudson's Bay, based upon the mythical voyages of Admirals Cluny and de Font. The map depicts the Northwest coast of North America and Northeast coast of Asia and utilizes the Russian discoveries reported by J.N. De L'Isle. The map is noteworthy for the odd archipelago of islands off NE Asia, the rivers extending from the Pacific Coast to the interior of North America and the odd projection of the western coast of North America. This conical projection shows the western coast of North America from the Baja Peninsula, along the coast of California to Alaska and thence to the Bering Strait and the Kamchatka Peninsula. The map is filled with hypothetical cartography based on misunderstood or mythical reports about the northern Pacific shores. Alaska is represented by a group of islands clustered off the coast of Russia, and the northwest coast of North America is filled with the fictitious system of rivers and lakes of the mythical Northwest Passage and discoveries of Admiral de Fonte. The map shows locations of ethnic groups and communities, and mentions the legendary Quivara (an alternative name for southwestern North America). Canada is broadly conceived, with waterways across the north related to the search for a Northwest Passage. The erroneous belief that that Chinese mariners colonized America in the late 5th Century led to the mythical "Fou-Sang" (colony of the Chinese) and the so-called Straits of Anian noted on the map in what is now Vancouver, British Columbia. Wagner declares the map to be "A Vaugondy mixture of old and new names as far south as the end of the peninsula." All of this unscientific mapmaking would change quickly in the ensuing decades, as cartography benefited from a large number of expeditions in Arctic latitudes, beginning with the great English circumnavigator James Cook. As with many maps by the famous mapmaker, the large decorative title vignette dominates. The pictorial cartouche includes a mythical desert island on which live several incongruent animals, all more suited to tropical climates - a crocodile, an elephant, a rhinoceros and an ostrich. The ship depicted in the vignette almost certainly is Captain Cook's ship, the Endeavour. Map from the Atlante novissimo, illustrato ed accresciuto sulle osservazioni e scoperte fatte dai più celebri e più recenti geografi. Printed in four volumes by Antonio Zatta between 1779 and 1785. Atlas among the most beautiful and complete ever published in Italy in the eighteenth century, the most famous work of Zatta. The Atlante Novissimo, as also specified in the title, is “increased on the observations made by the most famous and most recent geographers”. Among the most significant innovations there is the appearance of the new islands discovered in the Pacific Ocean by James Cook and the first Italian map of New Zealand. The illustrations were designed and drawn by his collaborators Giovanni Marco Pitteri, Anton Friedrich Busching, Pietro Antonio Novelli and engraved by Giuliano Zuliani. The first volume of the atlas is introduced by a brief essay of general geography where the author defines in a concise and precise way the elements that make up the ecliptic and equatorial grids used in the tables. Interesting is the section where he pauses to describe the phenomenon of precession of the equinoxes and the cyclical variation of the obliquity of the ecliptic. Etching, printed on contemporary laid paper, contemporary outline coloring, in good condition.
In 4, pp. VIII + 432 con 43 tavole fotografiche fuori testo in nero e a colori e 6 grandi panorami fotografici piu' volte ripiegati + 1 grande carta geografica della Terra del fuoco in apposita taschina editoriale separata. Tutta tela editoriale con la rarissima sovraccoperta fotografica, estremamente difficile da reperirsi, probabilmente per la frase a firma Mussolini che campoeggia al piatto anteriore e che potrebbe aver indotto molti possessori a eliminarla. Curiosa la figura di Alberto MAria De Agostini, sacerdote salesiano e missionario in Terra del Fuoco, uni' alla sua attivita' pastorale anche quella di esploratore, alpinista e naturalista. Sali' infatti il Monte S. lorenzo nel 1943 e organizzo' varie spedizioni con Carlo Mauri e Monzino. Importanti furono anche le sue ricerche cartografiche e naturalistiche.
Carta tratta dalla "Geographia di Claudio Tolomeo", a cura di Girolamo Ruscelli, pubblicata in Venezia in più edizioni tra il 1561 ed il 1598. La carta più significativa dell'atlante di Ruscelli è proprio questa Septentrionalium Partium Nova Tabula, basata sulla carta di Zeno dell'Atlantico settentrionale, inclusa per la prima volta in un libro di viaggi del 1558 e che descrive un viaggio precolombiano nel Nuovo Mondo compiuto nel 1380 dai ventimigliesi Nicolò e Antonio Zeno. La mappa introduce in modo molto dettagliato molte nuove isole fittizie, tra cui la Frislandia (con 32 località nominate), Deogeo, Estotilandia, Estlandia e il monastero di S. Tomas in Groenlandia. Molte di queste isole e luoghi mitici furono rappresentati sulle carte geografiche per secoli, soprattutto perché Gerard Mercator accettò il viaggio di Zeno come autentico e ne adottò gran parte nel suo famoso mappamondo del 1569 e nella sua mappa del Polo Nord del 1595. Abraham Ortelius, a sua volta, utilizzò la mappa come prototipo per la sua mappa dell'Atlantico settentrionale; Frobisher e Davis la utilizzarono per le loro esplorazioni rispettivamente negli anni 1570 e 1580. Le mappe per la Geografia di Ruscelli vennero incise dai fratelli Livio e Giorgio Sanuto. La peculiarità di queste mappe è che sono incise due per lastra e successivamente tagliate; questo il motivo per cui il segno del rame appare solo in tre lati della mappa. Il testo del Ruscelli e le sue carte sono considerati come il miglior atlante moderno fino alla prima versione del Thatrum Orbis Terrarum di Ortelius, 1570. Solo la loro enorme diffusione ne impedisce una valutazione sostenuta nel mercato antiquario. L'opera infatti ebbe una prima stesura nel 1561, stampata da Vincenzo Valgrisi che ne curò anche la ristampa del 1562. Tre sono le edizioni firmate da Giordano Ziletti (due nel 1564 e una del 1574), mentre nel 1597 viene edita dai fratelli Calignani. Tutte queste edizioni contengono 64 tavole. Nel 1598 e 1599 vengono alla luce le due edizioni curate da Giuseppe Rosaccio e stampate dagli Eredi di Melchior Sessa. Queste ultime due edizioni comprendono 69 tavole; sono infatti aggiunte la carta del planisfero e dei continenti di Giuseppe Rosaccio. Bibliografia P. Burden, The Mapping of North America, 29; W. Ginsberg; Printed Maps of Scandinavia and the Arctic, 19. Early map of the North Atlantic Ocean depicting many fictions islands. Girolamo Ruscelli's edition of Ptolemy's Geographia included newly engraved copperplates by Giulio and Livio Sanuto. The most significant map in Ruscelli's atlas is his Septentrionalium Partium Nova Tabula map, which is based upon the Zeno map of the North Atlantic, first included in a 1558 travel book, which describes a pre-Columbian voyage to the New World in 1380 by Ventians Nicolo and Antonio Zeno. The map introduces many new fictitious islands in great detail, including Frisland (with 32 places named), Deogeo, Estotiland, Estland, and the monastery of S. Tomas in Greenland. Many of these mythical islands and places were depicted on maps for centuries, mainly because Gerard Mercator accepted Zeno's voyage as authentic and adopted much of it in his famous large 1569 world map and his 1595 map of the North Pole. Ortelius in turn used the map as a prototype for his map of the North Atlantic. Frobisher and Davis accepted the map for their explorations in the 1570's and 1580's, respectively. The map first appeared in the 1561 Ruscelli edition of Ptolemy's Geografia. Ruscelli edition of Ptolemy's "Geographia", printed in Venice from 1561 to 1598. Ruscelli's Atlas is an expanded edition of Gastaldi's Atlas of 1548, which has been called the most comprehensive atlas produced between Martin Waldseemüller's Geographiae of 1513, and the Abraham Ortelius Theatrum of 1570. Ruscelli and Gastaldi's maps were beautifully engraved on copper, marking a turning point in the history of cartography. From that point forward, the majority of cartographic works used this medium. As it was a harder material than wood it gave the engraver the ability to render more detail. Gastaldi sought the most up-to-date geographical information available, making the modern maps in Ruscelli's Geographia among the best modern maps of the period. The maps are engraved by the Sanuto borthers. A fine copy, in good condition. Bibliografia P. Burden, The Mapping of North America, 29; W. Ginsberg; Printed Maps of Scandinavia and the Arctic, 19.
Due tomi in folio (cm 22,3 x 34,8), legature piena pelle coeva con titoli e fregi in oro al dorso, angoli consunti, tracce d'uso. Tomo primo: pp (70) , 444, (7) cc di tavole ripiegate: "Chorographia Terrae Sanctae in augustiorem formam redacta et ex variis auctoribus a multis erroribus expurgata"; tavola uno: splendida carta incisa in rame dalla nitida inchiostratura, di cm 89 x 43 corredata di una mappa di Gerusalemme e diciotto incisioncine che incorniciano la carta geografica della Terrasanta raffiguranti luoghi ed oggetti tipici delle Sacre Scritture e dei luoghi santi; seguono quattro tavole di alberi genealogici da Adamo ed Eva a Gesù; "Tabula vasorum et mensurarum; Tabula ponderum et monetarum"; volume secondo: 318, (254) . Testo su due colonne, frontespizi bicolori, grandi ornamenti silografici tipografici. Esemplare in buone condizioni, uniformi bruniture intense nel testo di alcune carte. Monumentale esegesi biblica del Tirinus (1580-1636), gesuita di Anversa, teologo. Commento "plus étendu que celui de Menochius... On y trouve à la fin un Index controversiarum, ouvrage méthodique et solide; et au commencement une bonne carte de la Terre Saintem une Chronologie distribuée d'une manière fort commode, des Prolégomènes sur les anciens poids et monnaies des Hébreux, des Grecs et des Romains, comparés à ceux des Italiens, des Espagnols, des Français, etc." (De Feller). Tre esemplari censiti in SBN. De Feller, Tome XII pp 126-127. Detta opera è citata anche sui siti ufologici e nelle relative bibliografie, in quanto citerebbe gli antichi avvistamenti già citati nella bibbia.
IN-8°; pp. VIII; al frontespizio monogramma della società di gesù. Sommervogel I, 1804 n. 3. Cart. muto. Spiegazione sui colori dell’iride nel loro variare a seconda di come la luce del sole illumina ad esempio una goccia d’acqua. Orazio Borgondio (Brescia, 1675 – 1741) gesuita e matematico, fu professore di matematica nel Collegio Romano e maestro di Ruggero Giuseppe Boscovich, che gli successe nella carica alla sua morte. Fu anche custode del Museo Kircheriano del collegio a partire dal 1725, e a lui si deve l'allestimento di una sala dedicata agli strumenti di matematica, astronomia e fisica. fisica physics matematica mathematics società di gesù ottica optics colori iride colours iris esperimenti experiment
Telephone Talk was the glossy bimonthly publication of the British Columbia Telephone Company. It was written by employees for employees to present information of interest to those engaged in the plant, traffic, commercial, operating, accounting and other departments of the service. Each issue is replete with black and white photos and information on topics such as: company, industry and technological news, traffic levels, expansion plans, personnel announcements, publicity and social events, deaths, weddings, lists of exchanges, and more. As such, these issues serve as a vital preserve of rare and fascinating British Columbia history. This volume covers topics including: Twentieth Year of Telephone Talk; P.A.B.X. for Telephone Company in Vancouver; When this magazine was a bab - by the first editor of Telephone Talk; North-west Telephone Company acquires Prince George System; Hard battle for phone men in rough country along Howe Sound; Christmas gale puts 75% of toll lines out of order; cover photo of 20 ton cable reel for use in Fraser River link in Vancouver-Victoria line; Preparatory work on new trans-gulf cable job nears completion; Speeding Aeroplanes can keep in touch with the earth - two; George Gaetz - Victoria 'heavy' gang foreman; Cover photo of woman demonstrating how to use dial phone; Full page photo of cable barge Brico; First section of new trans-gulf cable successfully laid - 6 pages with many photos; New construction in Victoria; Night work required to build line across Ladner Marsh; The Brico succeeds the Iwalani; Heavy Gang Foreman Andrew Bertram (Andy) Jackson; Land portion of new Victoria-Vancouver cable route now complete - 3 pages with many photos; New Traffic Headquarters in the Georgia Building - several photos; Richmond is thriving Neighbour of big coast cities - photos and text; Picture for Telephone Talk obtained via ship-to-shore phone call; Over half of Trans-Atlantic calls are with Great Britain; We can now talk with South America; Nanaimo heavy gang restores Nanaimo-Victoria service; Vancouver can talk to ship on the Atlantic; Wilfred Calman; 5 page illustrated article announcing completion of Vancouver-Victoria cable; B.C.'s first radiotelephone service now open; Second Calgary Circuit provides Windermere Valley connection; Cable to link Europe with North America; New type of conduit being used for underground work; Record load handled by New Westminster staff; Work on Victoria's central office equipment progressing - many photos; Nice cover photo of the Prince Henry, first passenger ship on the Pacific equipped with dial phone system; New type of pay telephone in Vancouver; Burnaby feature - rapidly industrializing; Bob Perry - Blaster - The Lone Canadian; Ruined Burrard Inlet cable to be replaced; Phone service now available to/from a train; Dunsmuir residence in Victoria speaks with London, England; Dials being placed on Victoria phones - 4 pages with photos; Direct coast and Alberta service now available for Revelstoke; Phone men fight fire which takes 5 buildings in Nanaimo; Dial demonstration popular at Victoria Exhibition; John (Jack) C. Miles; Prince George Reconstruction; Many photos of new Plant and Engineering building in Vancouver; Radiotelephone experiments at coast points successful - 6 pages with photos; William Palliser; Powell River System joins phone family; Trans-Gulf cable now in service; The Terminal and Repeater Equipment of the all-cable toll route - 4 pages with photos; Victoria now using new dial system - photos; Nanaimo high span replaced with submarine cable; Building the B.C. link of the Trans-Canada Line; 17,500 mile link connects Vancouver to Australia; and more. Half-leather binding. Average wear. Ink stamp of company executive E.P. LaBelle upon top edge of text else unmarked. Binding intact. Backstrip almost entirely loose. Book
Anversa, 1632. Incisione in rame, b/n, cm 32,5 x 84,8 (la parte incisa). Veduta cartografica in oblungo, più volte ripiegata, raffigurante la Terra Santa, 18 piccoli riquadri ai margini mostrano il tempio e i suoi strumenti. Cartografata e stampata da Jacobus Tirinus (1580 - 1636), belga, gesuita e studioso biblico, la carta uscì ad Anversa nel 1632; al centro la pianta di Gerusalemme basata sul celebre modello di Villalpando, pubblicato nello "Hierosolymae Veteris Imago". Rara. Esemplare stampato su carta fine, carta velina applicata al verso, stretti margini, una piccola abrasione interessa la parte centrale del foglio e una, rimarginata, la parte sinistra dell'inciso da un terzo superiore del foglio fino al margine inferiore. Nell'insieme resta discreta la lettura della carta che si presenta con una buona impressione dell'inciso.
In-8 p. (mm. 202x124), 3 volumi, cartoncino coevo, tit. su etichetta al dorso, pp. CIX,277; (4),413; (4),370,8; con una bella e grande carta geografica del Mar Mediterraneo “dressée pour le voyage de Mr. de Chateaubriand” e un facsimile del contratto in arabo fatto tra Chateaubriand e il proprietario della barca che lo portò da Jaffa a Saint-Jean-d’Acre. "Prima edizione". Cfr. Gay “Bibl. des ouvrages relatifs a l’Afrique et a l’Arabie”,336: “Ouvrage réimprimé souvent depuis”. “François-Auguste-René de Chateaubriand (1768-1848), scrittore francese. Di nobile famiglia, iniziò giovanissimo la carriera militare, interrotta dalla Rivoluzione; compì un viaggio in America; combatté nell’esercito degli emigrati, poi andò esule, sino al 1800, in Inghilterra, dove pubblicò l’Essai historique sur les révolutions.. Mirando a un’arte cristiana che reggesse il confronto con la bellezza classica, scrisse poi un ampio poema in prosa, "Les Martyrs" (1809), servendosi di elementi raccolti durante un viaggio in Oriente ("itineraire de Paris a Jerusalem", 1811).. Il suo esempio non fu estraneo alla formazione artistica di Flaubert”, così Diz. Treccani,III, pp. 131-132. Rare e lievi fioriture, altrimenti esemplare ben conservato.
Affascinante carta del Polo Nord che rispecchia le conoscenze cartografiche del periodo, lasciando aperta la possibilità di una passaggio a Nordest che a Nordovest. La mappa è decorata da mostri marini, e vignette di cacciatori ed orsi. Pubblicata nell'opera di Heinrich Scherer Atlas Novus exhibens orbem terraguem per naturae opera, historiae navae acveterus monumenta, artistique geographicae leges et praecepta edita in 8 parti, stampate tra il 1702 e il 1710 a Monaco di Baviera. Heinrich Scherer, professore di matematica a Monaco di Baviera, era un gesuita devoto la cui opera sottolineava la gerarchia cattolica e la diffusione delle missioni gesuite in tutto il mondo. Il suo Atlas Novus contiene mappe di tutte le altre parti che mostravano la diffusione del cattolicesimo e delle missioni gesuite. Le 180 mappe incluse in questo lavoro sono state preparate tra il 1699 e il 1700 e sono state incise da Leonard Hecknaeur, Joseph Montelegre e Matthus Wolfgang; ogni volume è introdotto da splendidi frontespizi allegorici dagli stessi incisori. Incisione su rame, in ottimo stato di conservazione. Fascinating map of the North Pole by Heinrich Scherer (1628-1704) for his Atlas Novus exhibens orbem terraguem per naturae opera, historiae navae acveterus monumenta, artistique geographicae leges et praecepta...published in eight volumes from 1702-1710 in Munich. Scherer, a devout Jesuit, produced this geographical compendium to depict the Catholic hierarchy and the spread of Jesuit missions throughout the world.The map itself presents typical cartography for the period, leaving open the possibility of both a Northeast and Northwest Passage to the Far East. The map is literally filled with images of sea monsters, whaling, hunting and exploration. The title cartouche is engraved onto the hide of a polar bear with two hunters, and at right is a vignette of the people of Lapland.Copper etching, some light stains, otherwise in good condition.
Mm 220x320 Cinque volumi rilegati in mezza pelle, titolo e fregi in oro al dorso, piatti con carta marmorizzata con piccole abrasioni alla base. Legature tutte ben salde. Vol. I°, ( 2 Luglio - 24 dicembre 1968 ) di 414 pp. Vol. II°, ( 1° gennaio - 24 giugno 1969 ) di 414 pp. Vol. III°, ( 1° luglio - 30 dicembre 1869 ) di 430 pp. Vol. IV°, ( 6 gennaio - 30 giugno 1870 ) di 414 pp. Vol. V°, ( 7 luglio - 29 dicembre 1870 ). Tutti i volumi sono illustrati da xilografie con immagini anche a piena pagina. Alcune fioriture e bruniture in alcune pagine del testo, peraltro lo stato d'insieme di questo importante settimanale, di forte caratterizzazione eurocentrica, è ottimo. Raccolta di tutto il pubblicato della nota rivista a carattere geografico che seguì la edizione di lusso orientata ad un pubblico più facoltoso e che venne poi continuata e surrogata col nuovo anno dal " Giornale popolare di Viaggi". Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Venetiis apud Sebastianum Coleti, 1757. Due volumi in folio. (cm. 34 x 23). Legatura coeva in mezza pergamena con piatti marmorizzati e tassello con titolo ai dorsi; tagli blu. Pp. XII, 144, 616 e 11 tavole e carte geografiche f.t. pp. 676 e 19 tavole f.t. Corposo commento alle sacre scritture del celebre benedettino, adornato di varie carte geografiche più volte ripiegate e da alberi genealogici, costumi, piante, etc.
In 8 (cm 17,5 x 23,5), pp. CCXXXV + (1 bianca). Legatura coeva in piena pergamena con minimi forellini di tarlo ai margini interni dei piatti e alle due carte di sguardia iniziale e finale. Edizione originale, rara, di questa monografia storica sulla Liburia Ducale (ovvero Terra di Lavoro) e Agro napoletano pubblicata senza dati editoriali (il nome dell'Autore, il luogo e la data si desumono da pagina CCXIX). L'opera fa parte di una serie di tre studi che Carlo Franchi dedico' a questo territorio. Le altre due sono: 'Su l'origine sito e territorio di Napoli' e 'Breve ristretto di ragioni per la fedelissima citta' di Napoli contro la citta' di Aversa'. "Non abbiamo opera ne' piu' erudita, ne' piu' critica sulle antiche cose della nostra patria di quella del nostro veramente dottissimo Franchi. Ragiona nella prima dell'origine della Citta' di Napoli, del suo sito e primo territorio, della sua estensione in tempo de' Goti, parla della Citta' di Atella e del suo territorio utile al Napoletano dopo la sua distruzione, dimora qual fosse stata l'estensione del territorio napoletano fotto i Duchi, favella della Citta' di Aversa, e pruova che il sito, in cui fu edificata, e le terre donate in Oftabo, erano del tenimento di Napoli, e va finalmente a conchiudere, che il territorio Aversano non fu giammai diviso dal Napoletano" ("La Biblioteca storica, e topografica del Regno di Napoli di Lorenzo Giustiniani", 1793, p. 123) Platneriana, p. 230. Dura, 5675. Catalogo dei libri appartenuti al fu Don G. Selvaggi, p. 117. Bibliotheca Maphaei Pinellii Veneti, 1226.
Due voll. In 4°(mm 250x170). Testo incorniciato da bordura incisa in legno, fregi e testatine silografiche. Pagg. 504; 563 con 18 tavole complessive in litografia fuori testo di cui 10 vedute 6 carte geografiche e 2 statue. Legatura in mezza pelle coeva titoli in oro al dorso. Tagli spruzzati.<BR>Elegante edizione napoletana delle "Rimembranze" facente parte della collana "Raccolta di viaggi dalla scoperta del nuovo continente fino a' dì nostri compilata da F. C. Marmocchi", di cui forma i tomi II e III. I presenti volumi, a differenza dell'edizione di Prato (prima edizione con impianto silografico) sono caratterizzati dall'eleganza delle belle vedute litografiche; riportano interessanti notizie storiografiche del viaggio intrapreso a Gerusalemme e dintorni (Palestina, Tolemaide, Haim Fahri, Nazareth, il monte Thabor - Abau Gosh), nel Basso e alto Egitto, nelle isole dell'Egeo: Santorini, Cipro, Citera, Milo, Lemno, Itaca, Cefalonia, Zante, Rodi, ecc.; ed ancora Grecia continentale, Asia Minore, Smirne e Bitinia, Turchia europea con particolare attenzione a Costantinopoli. Bell'esemplare con ampi margini. Minime fioriture. Graesse IV, 406.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. COME NUOVO, LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. RISTAMPA ANASTATICA A TIRATURA LIMITATA. NOSTRO ESEMPLARE N. 0877 DI 2999. Scheda bibliografica Titolo: Ptolemaei Tabulae Cosmographicae Curatore: Bortolami Sante Autore: Claudio Ptolomeo Edizione: Novara, 2001 Editore: Istituto Geografico De Agostini Volumi: 2 Introduzioni: Traduttori: Fabio Orpianesi, Nada Tomain Coordinatore: Alberto Rocci ISBN: 8439591330, 9788439591337 Lunghezza: 400 pagine Facsimile opera 1486 - Studio e Traduzione Soggetti: Carte Geografiche, Tolomeo, Scienza, Cielo, Cosmo, Cosmologia, Tavole, Terra, Centro, Sferica, Pitagora, Parmenide, Anassimandro, Democrito, Platone, Timeo, Rotazione Terrestre, Astronomia, Almagesto, Geografia Matematica, Divulgazione Scientifica, Scienze, Incunaboli, Ristampe anastatiche, Riproduzioni, Libri Rari, Edizioni di Lusso, Edizioni Pregiate, Fuori catalogo, Libri Vintage, Scienze, Rivoluzione astronomica, Mappe, Geographic Maps, Ptolemy, Science, Sky, Cosmos, Cosmology, Tables, Earth, Center, Spherical, Pythagoras, Parmenides, Anaximander, Democritus, Plato, Timaeus, Earth Rotation, Astronomy, Almagest, Mathematical Geography, Scientific Disclosure, Science, Incunabula, Anastatic reprints, Reproductions, Rare books, Luxury, Precious editions, Out of print books, sciences, Astronomical revolution, Maps Descrizione: 40x29 cm., splendida legatura pergamenata, in cofanetto da biblioteca, in seta, con scritte e disegno impressi in oro alle facciate, carte n.n., circa 200, comprese le stupende carta geografiche e i capi-lettera, su carta speciale, testo in latino su 2 colonne; pagg. X, 307 in italiano, quasi tutte con testo su 2 colonne, sempre su carta speciale, edizione di grande pregio, in tiratura limitata, numerata e garantita da apposito certificato notarile e documento stampato su pergamena in apposita busta, esemplare n. 0877/2999, ad personam, in stato di nuovo. Allegata certificazione notarile sull'autenticità della firma. Note: Il volume è una riproduzione facsimile dell'opera Ptolomaei Tabulae Cosmographicae stampata da J. Roger nel 1486 nella città tedesca di Ulma con pagine ricavata da altri incunaboli in migliori condizioni. Per produrlo è stata scelta una carta che, per le sue speciali caratteristiche, si avvicina molto a quella usata dall'incunabolo originale. Per riprodurre anche fedelmente la tinta della carta originale è stato introdotto un colore in più in fase di stampa. Le sbiaditure che compaiono in alcune parti dell'opera sono presenti anche sull'incunabolo originale. " La presente edizione è in 2 volumi con coperta in carta Pergamenata Marina e fregi impressi in oro. Il cofanetto è in tela, realizzato a mano con impressioni in color oro. Il facsimile in latino è realizzato con speciale carta Corolla Bianca di Fedrigoni, stampato a 5 colori per riprodurre la tinta originale della carta e rilegato con antica tecnica artigianale. Tutto il procedimento di braghettatura è rigorosamente manuale".
London, printed for the author by W. Bowyer, 1743 - 1745. Tre volumi, rilegati in due, in folio. Mezza pelle dell'epoca con titolo ai dorsi (usure e spellature). pp. (2), vi, (8), 310; xi(i), 268; vii(1), 308. Esemplare mancante di tutte le tavole f.t. Internamente ottimo esemplare.
in-8°. 2 voll. vignette incise su rame al frontespizio incisi a rame, capilettera figurati incisi su rame. legatura in piena pergamena coeva con titolo manoscritto al dorso e tagli in rosso. primo vol: pp. (22) 482. Carta geografica della Terra Santa ripiegata, antiporta con ritratto del Cristo incisa a rame. Un piccolo numero di pagine presenta una tarlatura marginale. secondo vol: pp. (2) 480. Opera dedicata a papa Benedetto XIV.