1 514 résultats
Sound recording on plastic sheet in envelope advertising the production ot the Colonial Theatre Ephemera Good condition
br. Hanno inventato il 'beat', sono stati, assieme a Bob Dylan, i padri del rock, hanno scritto alcune delle canzoni più belle e famose del secolo scorso, hanno contribuito a rendere 'visibili' i giovani, hanno stabilito nuove regole d'abbigliamento e di vita, hanno fatto crescere i capelli a un'intera generazione, hanno cambiato alcune regole della nostra vita e molto, molto altro ancora. Il tutto con una dozzina di album, tutti passati alla storia, e in meno di dieci anni, tra il 1962 e il 1970. Un decennio rivoluzionario sotto molti punti di vista, così com'erano rivoluzionari i Beatles. Rivoluzionari erano il loro modo di stare in scena, il loro abbigliamento, i loro atteggiamenti privati e pubblici, la loro ricerca sonora, il modo di comporre, di usare lo studio di registrazione, di proporsi in pubblico, di sparire dalle scene, e la lista potrebbe continuare a lungo. La musica pop, tutta la musica pop, ha un enorme debito verso i Beatles. Non soltanto le band e gli autori che hanno deliberatamente preso spunto dalla loro lezione, ma anche chi, per contrasto, l'ha rifiutata, perché entrambi, i 'favorevoli' e i 'contrari', hanno dovuto fare i conti con gli straordinari cambiamenti, le radicali innovazioni, le incredibili invenzioni dei quattro di Liverpool. Innovazioni che hanno cambiato in maniera radicale il volto della musica popolare, l'hanno trasformata, aperta, liberata, portandola a essere arte.
In 8° br. fig. col. pp. 168, ben tenuto
Mm 230x275 Catalogo della mostra di Milano, Spazio Oberdan, 12 giugno - 14 settembre 2008. Brossura originale con bandelle, 140 pagine riccamente illustrate a colori. Copia in condizioni di nuovo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
ill., ril. A quarant'anni dallo scioglimento, i Beatles rimangono il più grande fenomeno musicale e di costume nel mondo dello spettacolo. Il libro indaga e documenta l'interesse che disegnatori, editori e appassionati hanno mostrato intorno allo speciale rapporto con l'universo dei fumetti, variegato e ricco di migliaia di pubblicazioni, a tutte le latitudini, con una fitta produzione che arriva fino ai giorni nostri. Ad accompagnare una scelta di immagini rare che tocca le testate più importanti, ma anche esempi pochissimo conosciuti agli stessi esperti, una serie di testi esplicativi, oltre alla cronologia completa per seguire i Beatles fino al 2010. Conclude un capitolo centrato su John Lennon a fumetti nell'anno che segna il 70° della nascita e il 30° della morte: un modo ulteriore per celebrare un geniale protagonista dell'arte e della cultura contemporanea.
bross. edit. con bandelle
128p., illus. Paperback Very good condition
trad. di Helena Colombini, Elena Fantasia, Silvia Marino in 16°, bross. edit. ill., lievi pieghe di lettura ai dorsi
ill., br. A partire dagli anni Sessanta le due band più famose del pianeta hanno dato vita a uno scontro epico che non smette ancora oggi di appassionare. Quanto fossero realmente in competizione, quanta rivalità sia stata creata ad arte dalla macchina discografica per far soldi, quanto i cliché corrispondessero al vero, lo sapremo se leggeremo "Beatles vs Stones", una vera miniera di rivelazioni.
8vo, 294 pages, illustrated. eng
A clean, unmarked book with a tight binding. Full maroon cloth boards. 8 1/2"w x 10 3/4"h. 158 pages. B&w illustrations.
100 pages. Features: Possibilities for planting wall gardens - rock walls; Showing civic pride with trees; The proper way to remove branches - photo-illustrated article on pruning trees; The third season in my garden; How shingles help in remodeling; Homes of famous Americans - part XLVI - Lockerbie Street, the home of James Whitcomb Riley; Let's have a fireplace; Nice one-page Johnson's Polishing Was ad features illustration of mother and child waxing floor; Preparing for your garden next year; Nice one-page color ad for Johns-Manville asbestos shingles features illustration of castle under attack; Nice one-page color Congoleum ad; Reader's letters; How proper insulation will help improve the home; Nice one-page ad for the Louisiana Red Cypress Bureau features the birth of New Orleans; A garden for a playmate; Nice one-page ad for 'Say it With Flowers' features George Washington and his mother; Poet Lew Sarrett's prescription for a tired world - with photo of Sarrett; Nice 2/3-page ad for True Temper yard tools; Nice vintage 2/3-page ad for Stanley Tools shows man installing bookrack; Nice 2/3-page ad for Yale door lock hardware; Poultry - a profitable hobby; Nice one-page Montgomery Ward & Co ad for their catalog; Nice 2/3-page ad for Sargent locks and hardware; Budgets for couples; Charming 2/3-page ad for the Wurlitzer Studio Grand piano; Beware of fake music publishers; Building healthy bodies - trees in the yard allow kids to exercise; One-page illustrated ad for the Kalamazoo Stove company; Attractive color ad for Sun-Maid raisins inside back cover; Soiled color ad for Mohawk Rugs on back cover. Above-average wear and soiling. Nibbling to upper corners. Covers detached but present. A worthy copy of this nice vintage issue. Magazine
A clean, unmarked book with a tight binding. 174 pages.
594pp. 24 cm. Hardcover Very good condition good
Very Good Very Good English Original bdg. Dust wrapper. 4to. (34 x 25 cm). In Turkish. color ills. 159 p. Mahruki's travels and expeditions to Himalayas and the other peaks, and Antarctica. Bir hayalin pesinde. Yedi zirveler, Bati Yariküre ve Antarktika.
Book is in excellent condition. Binding is solid and square, covers have sharp corners, exterior shows no blemishes, text/interior is clean and free of marking of any kind. Small format, 47 pages, with sections on Blue grouse, franklin grouse, ruffled grouse, willow ptarmigan, rock ptarmigan, White-tailed grouse, sage hen, euorpean grey partridge, chukar partridge, bob-white quail, california quail, mountain quail, ring-necked phesant, etc.. Illustrated with large black and white drawings throughout, map at front.
349p., illus. Hardcover Very good condition good
br. A mezzo secolo dalla sua pubblicazione, blows against the empire rimane una pietra miliare nella storia della musica rock. Il progetto, nato dalla mente geniale di Paul Kantner, è il risultato di una perfetta combinazione tra la sua creatività e l'apporto della comunità artistico-musicale della San Francisco degli anni Sessanta. Grazie alla carica utopica dei suoi testi, blows fu il primo album a essere candidato al premio Hugo, gli Oscar della narrativa fantasy e fantascientifica. Blows Against the Empire: viaggio a bordo dell'astronave Jefferson si concentra sul percorso dei Jefferson Airplane - dall'esordio nel 1965 fino alla pubblicazione dell'album nel 1970 - inserendolo nel tumultuoso contesto storico di quegli anni, caratterizzato da memorabili eventi tra i quali gli omicidi politici, la Summer of Love, la guerra del Vietnam e Woodstock. Il testo offre inoltre un'analisi di ogni canzone con traduzione e commento per una migliore comprensione dei numerosi riferimenti storico-culturali e letterari, in particolare quelli ai romanzi di fantascienza di Kurt Vonnegut, Robert Heinlein, Theodore Sturgeon, ed è arricchito da alcune testimonianze dirette dei singoli collaboratori coinvolti nella produzione dell'album: grafici, ingegneri del suono e musicisti. La postfazione è a cura di Giorgio Mariani, docente di Letteratura anglo-americana all'università di Roma "La Sapienza".
Mm 270x345 Edizione a cura di Giulia Pivetta. Brossura editoriale con piatto posteriore in cartone, pagine non numerate ma interamente disegnate in nero e a colori. Libro in condizioni di nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
ill., ril. "Questo libro è un omaggio al poeta americano (Duluth, Minnesota, in mezzo al nulla, 1941). Una serie di tavole rutilanti per ripercorrere giocando e divertendosi il primo folgorante periodo della sua carriera, dalla fine degli anni cinquanta al luglio del 1966, data del suo misterioso incidente di moto con conseguente ritiro temporaneo dalle scene. Una stagione di illuminazioni, creatività sbrigliata, opere geniali, espresse non solo attraverso la musica e i testi, ma anche con un'invenzione estetica rivoluzionaria. Questo libro vi mette a disposizione uno dei guardaroba più cool di tutti i tempi. Buon divertimento!" (Matteo Guarnaccia)
br. Due cantautori, su tutti gli altri, hanno dato voce al sentimento dell'America profonda, incarnandone nella maniera più autentica l'anima popolare: Brace Springsteen e Bob Dylan. Dopo avere consacrato a Springsteen (e alla sua canzone «Badlands») un libro memorabile, Portelli si dedica ora a Dylan, e sceglie come emblema e protagonista del libro «Hard Rain», la canzone che Dylan incise per la prima volta nel 1962, agli esordi della sua attività. Non è certo un caso se, durante la cerimonia dell'assegnazione a Dylan del premio Nobel per la letteratura 2016, la canzone che Patti Smith scelse di cantare fu proprio «A Hard Rain's A-Gonna Fall». Ed è ormai largamente noto il giudizio espresso dalla rivista «Rolling Stone», che l'ha definita «la più grande canzone di protesta scritta dal più grande autore di canzoni della sua epoca». Meno noto è che Dylan ha costruito «Hard Rain» a partire da un intenso dialogo con un'antichissima ballata di tradizione orale, il «Testamento dell'avvelenato», di cui si trova traccia addirittura nell'Italia del Seicento, e che si diffuse in tutto il mondo anglosassone, col titolo di «Lord Randal», per passare poi in America attraverso i canali propri della tradizione orale. Esplorando le relazioni fra queste due canzoni, il libro mostra come il testo di Dylan si alimenti della profondità storica incorporata nell'antica ballata, la proietti verso un immaginario contemporaneo, e li illumini entrambi. In quel momento, Dylan è immerso nel folk revival, ma si prepara a uscirne; è come se fosse «in bilico fra mondi», scrive Portelli, in un momento di «prodigioso equilibrio che neanche lui avrebbe mai più ritrovato con altrettanta potenza». Grazie a un confronto serrato con le forme della canzone narrativa popolare e della sua storia plurisecolare, il libro scava nell'immaginario di Dylan, nella sua visione della storia e del futuro, dall'incombente minaccia nucleare ai disastri ecologici del nostro tempo, mettendo in luce il rapporto che il grande folksinger intrattiene con i linguaggi della musica, della poesia, dell'industria culturale. Ne emerge una lettura di Bob Dylan la cui unicità consiste nel collocarsi sapientemente, come solo un artista della parola cantata può fare, nel punto in cui si incontrano oralità e scrittura, testo e performance, folklore e popular culture, fra la globalizzazione dei movimenti e delle culture orali e quella dell'industria culturale. Al bivio fra due possibili vie della storia, apocalisse o liberazione.
br. Bob Dylan. Non è nemmeno più un nome e cognome. È uno spettro, l'evidente incarnazione di qualcosa che non c'è più, che non c'è ancora. Si ama per resa, invidia, ammirazione. Si adora perché non saremo mai come lui, non riusciremo mai a lasciarci tutto alle spalle, non saremo mai così avanti rispetto ai nostri tempi. Forse è impossibile ascoltare Dylan per la prima volta, perché si aspetta di ascoltarlo per la prima volta tutta la vita. Si aspetta pazientemente, attraverso innumerevoli ascolti casuali o attenti, di sorprendersi in un bar con una canzone mandata per caso alla radio e alzare la testa dal bicchiere o dal giornale, stupiti per l'ennesima volta che è anche la prima.
ill., br. "Io sono le mie parole" ha scritto Bob Dylan: in occasione dei suoi settant'anni sono qui raccolte le voci di compagni di strada (come Joan Baez, innamorata di "lui e la sua chitarra e le sue splendide, sconnesse, mistiche parole", Allen Ginsberg e Fernanda Pivano) e di chi è cresciuto con le sue canzoni (da Richard Gere a Bruce Springsteen, per il quale è stato "il fratello che non ho mai avuto"). Non mancano i cantautori come De André e Guccini ("Dylan è le nostre idee di allora, le nostre discussioni di politica e di musica"), con una canzona tradotta da Patrizia Valduga e testi di Stefano Benni e Carlo Feltrinelli, senza dimenticare il rapporto di Dylan con Obama, di cui parla scrive Carrera: "Hey! Mr. Tamburine Man, play a song for me!". Con una divertente e semisconosciuta finta lettera scritta dallo stesso Dylan alla madre della Baez, riemersa dai cassetti della Folksinger.