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24 cm, brossura illustrata; pp. 184; numerose illustrazioni in nero nel testo
In-8°, pp. 514, 51 interessanti illustrazioni (fotografie) in b/n fuori testo, tela rossa con titiolo impresso in nero al dorso. Solo volume uno
Un romanzo breve e otto racconti compongono questo libro che parla di vita e di musica.
ill., br. Attore, performer, musicista, imprenditore, viticoltore, atleta, scrittore, Maynard James Keenan è l'incarnazione del perfetto artista. Conosciuto soprattutto per essere il cantante dei multipremiati Tool, A Perfect Circle e Puscifer, ha sempre creduto nel percorso che ha intrapreso portando la sua voce verso mete a volte inaspettate. Questo libro ripercorre il suo viaggio dall'infanzia nel Midwest agli anni nell'esercito, dalla scuola d'arte al periodo passato in un negozio di animali a Boston, fino al trasferimento nel deserto dell'Arizona e alla consacrazione sotto i riflettori internazionali. La narrazione trascende il personale e diventa quasi un messaggio per il lettore: un incoraggiamento a seguire i propri sogni, a tenere duro sempre e a lavorare senza sosta per raggiungere i propri obiettivi. Fino a oggi i fan avevano avuto accesso solo a una versione ridotta della storia di Keenan. Questa "autobiografia" traccia un ritratto competo della sua carriera di artista e di produttore di vini, raccontando episodi, momenti di sconforto e altri di trionfo, le prime influenze che hanno plasmato la sua vita e il suo lavoro. Prefazione di Alex Grey.
P., Michel Lafon, 1996. In-4 cartonné, 502 pages abondamment illustré en noir et blanc. Nouvelle édition complétée et jumelee de "L'Age d'or du rock'n'roll" et de " L'Age d'or de la rock music". Tour d'horizon complet des differentes déclinaisons du rock.
Folk International. 1978. In-4 Carré. Broché. Etat d'usage. Couv. partiel. décollorée. Agraffes rouillées. Mouillures. 50 pages. Illustré de nombreux dessins et photos en noir et blanc. Couverture de Michel Bridenne. L'épopée Mandinguye. Lamine Konté. Djamel Allam. Pierre Cheriza. Kolinda...
br. Questo libro, universalmente considerato un punto di riferimento per chiunque abbia scritto sui Beatles, dovrebbe far parte della biblioteca di ogni appassionato di musica. Nell'"Estate di Sgt. Pepper" Sir George Martin racconta un momento cardine della storia musicale del Novecento: il concepimento e la realizzazione di uno dei più strabilianti album di tutti i tempi, destinato a influire profondamente sull'anima di un'intera generazione. Sir George, arrangiatore e produttore dei Fab Four, considerato da molti il "quinto Beatle", rievoca con dovizia di particolari e humour straordinario l'eccezionale avventura creativa da cui scaturì un disco meraviglioso oltre che assolutamente rivoluzionario. Martin ci offre la testimonianza diretta di chi con i Beatles non solo lavorò, ma ebbe anche un forte rapporto di amicizia. Ripercorrendo quei giorni, canzone per canzone, l'autore rivela retroscena tecnici e aneddoti del backstage, facendoci così rivivere tutta la magica atmosfera dell'estate '67. Prefazione di Stefano Bollani.
RIVISTA BIMESTRALE - brossura editoriale - illustrazioni - condizioni ottime
ril. L'importante è esagerare non è soltanto il titolo di una canzone: è una dichiarazione di guerra, una confessione esistenziale. Di certo Enzo Jannacci - il suo autore e interprete - è stato il cantautore più esagerato della storia della canzone, in grado di unire opposti normalmente inconciliabili: la tristezza e l'allegria, la tragedia e la farsa, la disperazione e la leggerezza. Coerentissimo dal punto di vista poetico, eppure ogni volta in grado di spiazzare e stupire. Popolare, eppure anticonformista e distante dai gusti e dalle preferenze del grande pubblico. Con la sua aria stranita, Jannacci ha saputo cantare come nessun altro gli ultimi della pista: i barboni, i tossici, le puttane, i telegrafisti dal cuore urgente, quelli che aspettano il tram, le donne che passano tristi serate in latteria, gli uomini a metà. È apparso sulla scena con la freschezza di un Buster Keaton nato dalle parti di Lambrate e con la genialità di un Gilbert Bécaud appena dimesso dal neurodeliri; se n'è andato con un'ultima, meravigliosa e definitiva interpretazione di El portava i scarp del tennis. Una storia artistica unica e irripetibile, che merita di essere conosciuta ed esplorata.
ill., br. Morrissey racconta Morrissey. Ventotto conversazioni, dal 1983 ai giorni nostri, ripercorrono la carriera e la vita privata del leader degli Smiths, il più famoso "charming man" della storia della musica. Una selezione di interviste che inquadrano da nuove angolazioni la sua figura, controversa e ironica, amata alla follia o odiata senza mezzi termini. Dalla passione per Oscar Wilde e James Dean all'immaginario ambiguo dei suoi testi, dai rapporti con il sesso e la politica alla lotta contro gli abusi sugli animali, in questo libro è racchiuso tutto l'Universo Morrissey: un interessante approfondimento sul cantante inglese e su una delle band più importanti degli ultimi trent'anni.
17x24 cm., XIV-181 pp., 12 ill. in nero n.t., bross. edit., cop. ill., biografie, bibliografie, nuovo, (Auditorium, 18. A cura di C. Chianura, M. Coralli). 836A
ill., br. La passione smisurata per i Beatles, il coraggio di fondare una band senza saper suonare uno strumento, la registrazione del disco d'esordio in una sola epica notte, le scorribande giovanili con Andrea Pazienza, la leggendaria performance d'avanguardia al Bologna Rock nel 1979: signore e signori, ecco a voi la vita straordinaria di Roberto Freak Antoni, leader degli Skiantos, innovatore rivoluzionario dello spettacolo e della musica rock italiana! Prefazione de Lo Stato Sociale.
ill., br. Dagli anni del boom al nuovo millennio la storia e la musica. C'è un sentiero che unisce i fatti della storia e la colonna sonora della nostra vita. La prima e unica storia d'Italia suonata a ritmo di pop e rock. Con Modugno gli italiani sognano di volare e si risvegliano nella notte del Vajont. Si scandalizzano con gli amori proibiti di Mina e la follia di Celentano. E poi gli enigmi della morte di Tenco, Gaber che rivendica la libertà dal conformismo, il processo degli autonomi a De Gregori, De André che solidarizza con i suoi rapitori, Dalla elogiato da Berlinguer, Guccini all'osteria con Wojtyla. E ancora: Rino Gaetano, l'irregolare, la rivalità tra Vasco e Ligabue, Pelù di fronte a Gelli, Pino Daniele e i lazzari moderni di Napoli. E mille altre storie, fra stragi impunite, terrorismo, il caso Moro, Tangentopoli e le tragedie dei migranti. Un mare di canzoni indimenticabili per chi c'era e per i millennial che cercano di suonare il futuro.
ill., br. La rocambolesca storia di un gruppo di musicisti che quando scoprono dell'arrivo in città del loro idolo, uno dei due fondatori dei Kiss, gruppo in onore del quale hanno formato una tribute band, mettono a punto un piano per portarlo a un loro concerto. In che modo? Non trovano soluzione migliore di quella di rapirlo. Naturalmente non può essere facile sequestrare un divo del rock, soprattutto da parte di questi sprovveduti il cui sogno è farsi vedere in concerto dal loro idolo... Una graphic novel realizzata dai Dressed to Kiss, la tribute band del famoso gruppo rock.
ril. «Sono sempre stato affascinato dalla vita di mia madre. La sua esistenza sembra una di quelle storie che si narravano una volta davanti al tepore del camino acceso in inverno oppure di fronte al mare, a quell'andirivieni di onde vecchie quanto il mondo...». Così Al Bano inizia a raccontare la straordinaria vicenda umana della madre Jolanda. «Attraverso i suoi ricordi e quelli che mi faceva mio padre, ho ricostruito la sua vita e assomiglia veramente a un romanzo. Nata subito dopo la fine della prima guerra mondiale, in un mondo contadino quasi del tutto scomparso, rimase prestissimo orfana della mamma. La vita l'ha messa subito alla prova, portandole via la mamma che era ancora piccola. Subì le angherie della matrigna, crebbe imparando a fare la sarta, si innamorò di mio padre e, contravvenendo alle regole di famiglia che la volevano maritata dopo le sorelle, fuggì con lui per costruire il proprio destino. Poi le privazioni durante la seconda guerra mondiale, quando il marito era prigioniero in Germania, gli scontri con un figlio che voleva conquistare il mondo cantando, i viaggi attorno al mondo, l'orgoglio per i miei successi, le sofferenze che hanno segnato la nostra famiglia e che lei ha affrontato con silenzio e dignità inaudite. Sempre usando i valori come armi per difendere il bene.» Una storia d'amore, dedizione, sofferenze e grandi gioie che si intreccia con quella degli ultimi novant'anni del nostro Paese.
br. A cinquant'anni dal leggendario Sgt. Pepper, questa biografia, la prima in Italia, ricostruisce la vita di Neil Aspinall, l'uomo dietro le quinte dei Beatles. È giovanissimo quando incontra McCartney e Harrison: dalle sigarette fumate di nascosto dagli insegnanti ai primi tour per l'Inghilterra il passo è breve. È lui a guidare il mitico camioncino che nei tour si riempie di graffiti e dediche. In seguito, grazie a un sorprendente intuito negli affari, arriva ai vertici della Apple Corps, fondata dal quartetto di Liverpool. Schivo e riservato, evita microfoni e giornalisti, ma è sempre in prima linea con i Fab Four, difendendoli dai fan - e, all'occorrenza, da loro stessi. Se sono arrivati a «essere più popolari di Gesù Cristo», parte del merito è suo. Un culto di cui Aspinall rimane la fedelissima vestale, anche dopo lo scioglimento, tanto da trascinare in tribunale la Apple di Steve Jobs. Talvolta la storia di una band non si esaurisce in ciò che illuminano i riflettori o nel chiasso dei fan prima dei concerti. È il caso di quel gruppo di Liverpool che in Neil Aspinall trovò un prezioso collaboratore, un amico, l'orma di un destino.
Fascic. in-8, cop. a col., n. 19, pp. 49-(1). Jimy Hendrix, Nighthawks, Fleetwood Mac, Fairport Convention, Costello, C. S. & N., Inmates, Church, Defunkt, ABC modern dance, Dexys Midnight Runners.
in-8, 153 pp., broché, couverture illustrée. Bon état. [MI-18]
br. La biografia, esaltante e drammatica, del chitarrista-compositore che fondò i Pink Floyd e ne fu la prima anima creativa. Con un'antologia di interviste di Barrett pubblicate dalla stampa musicale internazionale a partire dagli anni Settanta.
br. La canzone è la forma d'arte più fruita in assoluto: brevità e immediatezza la rendono accessibile più di qualsiasi altra forma musicale. Chiunque è stato appassionato, nel corso della sua esistenza, anche solo di una singola canzone, "autore", album o genere di musica leggera; chiunque si è trovato a pronunciare frasi come «mi piace molto la musica di Renato Zero», «sono un grande fan della musica di Gianni Morandi», «non vivrei senza la musica di Claudio Baglioni», «la musica di Roberto Vecchioni è pura poesia», e così via. Ebbene, buona parte di quello che abbiamo sempre pensato essere il prodotto della penna o della mente dei nostri beniamini è in realtà totalmente o parzialmente riferibile a veri e propri ghost writer, o, meglio ancora, ghost composer, compositori fantasma il cui lavoro viene menzionato, per una semplice questione di diritti d'autore, nei minuscoli credits sul retro dei CD. E oggi che il CD non esiste quasi più, oggi che quasi tutta la musica che ascoltiamo è digitale, i nomi di quei compositori fantasma, noti nel gergo come arrangiatori o produttori musicali, non compaiono da nessuna parte. «La bottega dei falsautori» si rivolge dunque al grande pubblico della canzone leggera con l'intento di dare a Cesare quel che è di Cesare, andando così a colmare un'enorme lacuna che media e critici di settore continuano ad alimentare. Un vero e proprio sondaggio, presente in apertura del libro, documenta numericamente un'enorme distorsione percettiva che impedisce di possedere, costruire, maneggiare, conoscere una vera storia della musica leggera, una versione autentica e non totalmente falsata del percorso che l'arte del suono ha avuto da un secolo a questa parte. «La bottega dei falsautori» è qui per questo motivo, per fare chiarezza in un mondo che di chiaro ha le sole luci della ribalta. Presentazione di Marco Travaglio, prefazione di Elvidio Surian e post di Federico Capitoni.
br. In un'epoca in cui la sostanza prevaleva sulla forma, e l'immagine non era tutto, ai cantautori si chiedevano significati, e i meno stimati erano i più poveri di contenuti. Nel libro si analizzano i versi di quello che Gino Paoli in queste pagine ha riconosciuto all'interno della scuola cantautorale essere "più poeta di tutti noi". Oltre a Gino Paoli, compaiono importanti contributi di Enrico De Angelis, Gian Piero Alloisio, Nada, Giuseppe De Grassi, Gianmaria Testa, Max Manfredi, Pino Pavone e il compianto Arnaldo Bagnasco. Ciampi è stato certamente un innovatore. Ha inventato un nuovo modo di versificare, imbrigliando la musica che lo accompagnava, o meglio cercava di affiancarlo, con termini e figure inusuali anche per una nuova forma di canzone d'autore che lui contribuì a creare. Non c'è una volontà di esaltare le metafore di Ciampi descrivendo i suoi eccessi. Non c'è l'esigenza di giustificare gli eccessi di Ciampi presentando le sue metafore. C'è la necessità, viva e puntuale, di approfondire l'aspetto letterario che riguardava l'artista allora e che ci riguarda oggi, e collegarlo con un'ipotesi di contiguità teatrale.
br. "La citazione è sintomo d'amore" è un viaggio attraverso il mondo nascosto nei versi delle canzoni di Vecchioni, Guccini, Branduardi, De André, De Gregori e Baglioni, con cui sono cresciute generazioni di italiani. Il libro mostra la trama delle citazioni e delle allusioni che dalla parola scritta di romanzi e poesie diventa parola cantata e segue le tracce del dialogo letterario che questi cantautori hanno intessuto con poeti e scrittori, rivelando come le più famose canzoni d'autore italiane siano ricche di sorprendenti citazioni colte.
in-8°, 215 pages, photos n&b, broche, couverture illustree. Tres bel exemplaire. [DV-23]
br. Canzone superba, unica, che non potrà mai venire a noia. Una chanson d'amour che, come l'autore-filosofo Giuseppe Pulina spiega in questo libro, non parla solo d'amore. Una canzone che pare scritta per chiunque l'ascolti: come se ognuno fosse l'essere speciale a cui è rivolta. Bella perché piacevole all'ascolto, perché sembra veramente poterti ristorare dalle fatiche, perché è una canzone di pace e perché contiene una raccomandabile istigazione alla felicità. E c'è anche chi pensa che La cura abbia dentro di sé un reale potere di guarigione, dalle vere malattie... La cura è una canzone che fa bene all'anima o, se non si crede che esista un'entità con questo nome, "La cura" è una di quelle rare canzoni che sanno far bene al cuore e alla testa, alla salute dello spirito e alla prestanza del corpo. Culla i sogni di eternità degli innamorati e fa piangere e fantasticare le donne incinte che raccontano nei blog l'esperienza della maternità. Non è la classica canzone d'amore, perché chi l'ascolta non soffrirà per un rapporto finito e nemmeno brucerà per un nuovo desiderio.
in-8°, 304 pages, broche, couverture illustree plast. Bel exemplaire. [AB-1] De Marilyn à Sharon Stone, de Morrison à Kurt Cobain.