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MUSCI GIUSEPPE LA COLTIVAZIONE DELLE UVE DA TAVOLA NEL MEZZOGIORNO. Ravenna, Società Tipo-Editrice Ravennate E Mutilati 1928, Buono (Good) Piatto danneggiato, per il resto buon es.. <br> in ottavo In 8 <br> Leg. bross. edit. <br> pp. 108 (4)<br>
ill., br. Per millenni l'olio di oliva ha rappresentato un bene prezioso per i popoli del Mediterraneo non solo come alimento di primaria importanza ma come medicina, conservante, cosmetico e presenza indispensabile in ogni rituale. Oggi numerosi scienziati ed esperti celebrano le straordinarie proprietà di quella sostanza pregiata e rigenerante che definiamo, con un'espressione carica di significati, "olio extravergine": un prodotto la cui provenienza italiana è in tutto il mondo sinonimo del massimo standard qualitativo. Ma è possibile che questo simbolo di benessere e di purezza sia diventato il bersaglio di corruzioni, adulterazioni e truffe internazionali? E siamo sicuri che quello che ci propongono i più famosi e pubblicizzati marchi industriali sugli scaffali dei supermercati possieda le qualità che la parola "extravergine" richiede per legge? Alcune importanti indagini e diverse vicende giudiziarie, qui documentate con la serietà del miglior giornalismo d'inchiesta, raccontano una storia molto diversa, fatta di traffici, adulterazioni e scarsissima attenzione ai diritti del consumatore; una storia che sta mettendo in ginocchio i tanti piccoli produttori di olio eccellente, per i quali restare in un mercato saturo di "extravergini" fasulli a prezzi stracciati è sempre più difficile. A partire da un esplosivo reportage commissionatogli dal "New Yorker" nel 2007, Tom Mueller ha indagato il mondo dell'olio d'oliva. Prefazione di Milena Gabanelli
In 8, pp. XIV + 764 con ill. in nero n. t. Br. ed.
In 16°, br. edit. ill. (piccola gora al d. e lievi fioriture sparse), pp. 263,(1), con ill. b.n. n.t.; buon es..
ill., br. Il libro tratta gli aspetti agronomici, alimentari, salutistici, culturali e gastronomici di specie quali l'arancio, il mandarino, il limone, che da molti secoli sono tra le più coltivate nei Paesi che si affacciano sul mar Mediterraneo. Contributi di Laura Dell'Erba, Pasquale Montemurro, Renato Morisco.
In 8° (20x13 cm); XII, 127, (3) pp. e una bellissima antiporta figurata incisa da Virginia Cordelli su disegno di Filidauro Rossi. Bella legatura coeva in piena pergamena rigida con titolo impresso al dorso. Tagli marmorizzata. Stemma calcogr. del dedicatario, il conte Emanuel de Richecourt, sul front. Antico timbretto settecentesco della celebre "Biblioteca Comitale Borgettiana" al frontespizio. Il domenicano Tommaso Maria Borgetti, eminente personalità del mondo marchigiano, dopo aver ereditato la biblioteca di famiglia integrò la stessa nel corso della sua vita attraverso scambi, vendite ed acquisizioni. Nei primi anni dell'ottocento rese disponibile la sua collezione alla consultazione di studiosi e bibliofili e alla sua morte, nel 1833, lasciò la sua biblioteca a lla città di Macerata che la fece confluire i volumi in quella che sarebbe poi diventata la Biblioteca Comunale Mozzi-Borgetti proprio in memoria delle due donazioni principali che ancora oggi la compongono. All'interno dell'opera qui presentata si trova la celebre "Relazione dell'erba detta da' botanici orobanche e volgarmente succiamele, fiamma e mal d'occhio che da molti anni in quà si è soprammodo propagata quasi per tutta la Toscana. Nella quale si dimostra con brevità qual sia la vera origine di detta erba, perchè danneggi i legumi, e il modo di estirparla. Scritta a benefizio degli agricoltori Toscani". Prima assai rara edizione in prima tiratura (una seconda tiratura uscì nello stesso anno) di questo importante scritto che diede origine all'Accademia dei Georgofili opera del celebre agronomo, letterato, studioso e accademico dei Georgofili, Antonio Motelatici. Fu proprio in risposta a questo scritto e su invito dello stesso Montelatici che un gruppo di studiosi, fra i quali il stesso autore, diede vita a Firenze il 4 giugno 1753 all'accademia dei Georgofili. La finalità iniziale era commentare le proposte di Montelatici di un ampliamento degli orizzonti della ricerca agronomica. Dopo un lungo soggiorno in terra francese, Montelatici al suo ritorno in Italia nel 1747, aveva portato con se un'impostazione illuminista. Con una scelta molto innovativa per i tempi l'obiettivo sociale additato dal dotto religioso fu quello di un organismo perfettamente democratico, come dice Montelatici "una perfetta anarchia". "Nominato abate della badia di S. Bartolomeo, mise a frutto le sue ricerche agrarie scrivendo il Ragionamento sopra i mezzi più necessari per far rifiorire l'agricoltura (Firenze 1752; edizione parziale in Scritti teorici e tecnici di agricoltura..., 1989, pp. 31-429), opera nella quale elaborò l'idea di fondare una società a favore dell'"industria agraria ". Montelatici si lega, in effetti, alla nascita dell'Accademia dei Georgofili, avvenuta a Firenze nel 1753, di cui fu fin da subito riconosciuto come "institutore" e nominato "segretario". Si trattava del "primo e nobile esempio in Europa d'una associazione d'ingegni intesi al perfezionamento dell'agricoltura" (Tabarrini, 1856, p. 3). L'agricoltura era considerata da Montelatici "arte nobile, dilettevole e fruttuosa… madre e nutrice di tutte le altre, sostegno e mantenimento della Repubblica" (Ragionamento, 1752, p. 2)… Gli interessi agrari di Montelatici possono essere collocati in quella fase centrale del Settecento in cui si delinea una nuova visione economica, che sviluppando le idee di Sallustio Bandini spinge i capitali toscani a spostarsi sempre più dal commercio all'agricoltura. In questa ottica i grandi proprietari fondiari erano sollecitati a superare l'atteggiamento assenteista per dedicarsi allo studio dell'agricoltura, occuparsi delle loro terre e migliorare l'attività rurale." Insieme a Genovesi del quale fu amico, Montelatici fu tra i primi a sviluppare in Italia le teorie economiche illuministe. Prima rara edizione, in bella legatura coeva ed in perfette condizioni di conservazione. Bibl.: Einaudi 3992. Non in Goldsmith, Mattioli, Higgs.
in-8°, 175 pp., photos et schemas en 2 couleurs, broche, couverture illustree. Bel exemplaire. [P-27]
Napoli, De Masa, 1884. In 16°pp. XIII+87n. mz. pelle coeva. Macchia di brunito in antip.
(Roma, Barbera, 1879), stralcio con copertina posticcia muta, pp. 299/307 con una tavola litografica doppia, ripiegata. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
in-8°, 170 pp., 127 figures en noir, broche, couverture illustree. Bon etat. [DV-22]
Firenze, 1970, estratto con copertina originale, pp. 34 - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
br. Può la morte di un albero generare una psicosi e un dramma collettivo? È quanto sta accadendo in Salento, nel Sud della Puglia, in seguito all'epidemia del batterio Xylella fastidiosa, che sta distruggendo milioni di piante. Il rapporto tra l'ulivo e la popolazione pugliese si addentra nelle profondità culturali e antropologiche, tanto che la moria degli alberi ha aperto un solco nella popolazione, rivelando isterie collettive e conflitti e creando un mosaico umano in cui si muovono personaggi che incarnano psicosi, rassegnazione, strenui tentativi di salvare le piante e voglia di ricostruzione. Attraverso quest'umanità variegata, La morte dei Giganti ripercorre le fasi che hanno portato alla quasi desertificazione del Salento. Dopo aver sondato le motivazioni che hanno spinto la magistratura a porre sotto inchiesta gli stessi scienziati che hanno scoperto il microrganismo patogeno, il volume mostra come la popolazione si sia divisa in due fazioni contrapposte: chi è convinto che la pianta si possa salvare e chi la reputa spacciata; chi crede nelle tesi della scienza e chi invece che sia stato ordito un complotto diabolico.
br. Può la morte di un albero generare una psicosi e un dramma collettivo? È quanto sta accadendo in Salento, nel Sud della Puglia, in seguito all'epidemia del batterio Xylella fastidiosa, che sta distruggendo milioni di piante. Il rapporto tra l'ulivo e la popolazione pugliese si addentra nelle profondità culturali e antropologiche, tanto che la moria degli alberi ha aperto un solco nella popolazione, rivelando isterie collettive e conflitti e creando un mosaico umano in cui si muovono personaggi che incarnano psicosi, rassegnazione, strenui tentativi di salvare le piante e voglia di ricostruzione. Attraverso quest'umanità variegata, La morte dei Giganti ripercorre le fasi che hanno portato alla quasi desertificazione del Salento. Dopo aver sondato le motivazioni che hanno spinto la magistratura a porre sotto inchiesta gli stessi scienziati che hanno scoperto il microrganismo patogeno, il volume mostra come la popolazione si sia divisa in due fazioni contrapposte: chi è convinto che la pianta si possa salvare e chi la reputa spacciata; chi crede nelle tesi della scienza e chi invece che sia stato ordito un complotto diabolico.
Opuscolo in 8°, pp. 37. Brossura in cartoncino editoriale. Qualche rara sottolineatura. Estratto dagli Annali della R. Accademia di Agricoltura di Bologna. Invio autografo dell'autore sulla copertina.
brossura Nel 2050 saremo in 9 miliardi, 2 miliardi in più di adesso. Oggi coltiviamo la metà della terra abitabile: come potremo dar da mangiare alle generazioni future senza distruggere l'ambiente in cui viviamo? Dovremo diventare più efficienti. Con telecamere a infrarossi e droni valuteremo la salute delle piante nei campi. Squadre di robot agricoli e sistemi automatici useranno questi dati per distribuire acqua, fertilizzanti e fitofarmaci solo alle piante che ne hanno bisogno. Avremo fattorie verticali ricavate da spazi abbandonati delle metropoli, dove verdure e ortaggi cresceranno tutto l'anno e a kilometro zero. Rispetto a un campo all'aperto, per coltivare un chilo di pomodori risparmieremo 65 litri d'acqua. La digitalizzazione ci permetterà di creare filiere trasparenti, per sapere dove e come è stato coltivato e trasformato ogni prodotto: basterà uno smartphone per esaminare la carta di identità di quello che mettiamo nel piatto. Saranno quindi i big data, la genomica e l'automazione a guidare la nuova Rivoluzione verde. Solo così potremo mettere tutti a tavola e garantire un'alimentazione sostenibile che sia anche di qualità, senza lasciare nessuno indietro.
Broché. 125 pages.
In 8, pp. 4. L'ultima pagina stampata due vole. Carte brunite. Fascicolo privo di legatura all'origine.
In 16, cm. 13 x 19, pp. 105 + (7), con alcune incisioni e illustrazioni fotografiche di aratri e trattori. Brossura editoriale. Esemplare intonso in ottimo stato. Sorta di manuale per la coltivazione dei terreni rivolto all'agricoltore, per fargli conoscere bene il terreno c le sue proprieta' al fine di saperlo lavorare in maniera idonea e prepararlo a ricvere le coltivazioni.
In-8°, “De re Rustica”: pp. 417(1), cc. (12), Marca tipografica al frontespizio, frontespizio lacunoso al margine bianco, nota di posseso all’intero della legatura e nella carta prima del frontespizio. “Priscarum Vocum”: pp.(184), Marca tipografica al Frontespizio. Marca tipografica all’ultima carta. Legatura Lacunosa al piatto superiore.
LUMIA CORRADO LA VALUTAZIONE DEI FRUTTI PENDENTI. IL METODO PRATICO DEL RIABILITATO. Catania, Francesco Battiato Ed. 1923, Buono (Good) Buon es. ma con segni d'uso e del tempo. <br> in ottavo <br> leg. bross. <br> pp. 54<br>
LUMIA CORRADO LA VALUTAZIONE DEI FRUTTI PENDENTI. IL METODO PRATICO DEL RATIZZO RIABILITATO. Catania, Francesco Battiato Ed. 1923, Buono (Good) Buon es. ma con segni d'uso e del tempo. <br> in ottavo <br> leg. bross. <br> pp. 54<br>
In 8 (cm 14 x 20,5), pp. 192. Firma di possesso al piatto anteriore. Brossura editoriale con etichetta applicata al piatto anteriore. Saggio dell'agronomo Luigi Pavese sull'importanza di porre rimedio al secolare problema delle terre non coltivate in Italia. Da una recensione al volume pubblicata su "La critica sociale", n. 23, 1-15 dicembre 1914: "Se invece di buttare i miliardi nelle sabbie dell'Eritrea e della Libia, i governanti italiani avessero pensato a 'colonizzare' l'Italia, ben altri frutti ne avrebbero ricavati per il Paese. Non la morte di migliaia di giovani, ma il lavoro e la ricchezza nazionale. Il problema e' trattato nel libro dell'agronomo Luigi Pavese...elegante volume di circa 200 pagine con il quale l'autore ha voluto che l'attenzione dell'opinione pubblica convergesse sopra un punto di capitale importanza per l'avvenire economico dell'Italia, trattandosi di dare una soluzione alla questione secolare delle terre incolte, affinche', conquistandole al lavoro, si generi...il benessere nelle famiglie e nel proletariato...". Ampio spazio e' dedicato all'Agro romano e alle paludi pontine, alle altre terre incolte d'Italia (maremme toscane, napoletane, pugliesi, joniche); terreni incolti e malarici in Calabria, Sicilia e Sardegna. L'Autore propone come soluzione l'assunzione delle terre per conto dello Stato senza il versamento del prezzo d'espropriazione. Se i proprietari dei terreni si rifiutano di mettere in atto i procedimenti necessari al miglioramento della loro terra, secondo l'Autore lo Stato e' autorizzato ad acquisire i terreni senza pagare il prezzo per l'espropriazione. I capitali che lo Stato avrebbe dovuto corrispondere vanno invece destinati all'impianto di nuove aziende.
In 4° (23x13,5 cm); (4), XXX, (2), 379, (1) pp. e 5 c. di tav. fuori testo. Brossura coeva, conservati i piatti anteriore e posteriore. Rinforzo con carta coeva al dorso. Esemplare ancora in barbe. Seconda edizione in buone-ottime condizioni di conservazione di questo importante scritto di agronomia dedicato al miglioramento delle coltivazioni dell'agro romano. Vignetta animata al frontespizio. Le cinque belle tavole fuori testo sono opera di Cosimo Zocchi. L'opera descrive il giusto metodo per ottenere la miglior produzione dai terreni del territorio laziale. Alla fine del volume si trovano la tariffa dei salari da pagarsi e delle spese da farsi. Bibl.: Niccoli, p. 195. Lastri, p. 49.
Paris, chez Madame Huzard, 1839. 2 volumes In-8 brochés de 484 et 496 pages. Nombreux dessins dans le texte, notamment d'outils pour travaux agricoles. Exemplaires non coupés en bon état intérieur, dos fragiles.
In 8, pp. (2) + 350 con 1 tavola f. t. incisa all'acquaf. piu' volte ripiegata. Brossura muta editoriale. Esemplare in barbe. Rara edizione originale di questo studio agronomico sulle malattie del grano. Pur essendo previsto un altro volume (cosi' si afferma nel supplemento), questo fu l'unico pubblicato. Losana, natiovo di Vigone, fu arciprete di Lombriasco. Studioso di agronomia, sua e' l'invenzione di un aratro per terreni argillosi. Sirugo, 753. Niccoli p. 196.