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Opuscolo in brossura a stampa, 8vo cm 23x16, pp 11 (1). Estratto dagli Annali della R. Accademia d’Agricoltura di Torino, vol. XXXIV.
Tre volumi in 8° piccolo, legatura coeva in mezza pelle marrone, al dorso fregi e filetti ornati impressi in oro, doppio tassello in pelle rossa e nera con titoli e numerazione, pp. XV,(1),241,(3), con 1 tavola più volte ripiegata fuori testo dedicata alla rotazione agraria nei differenti tipi di terreni ; VII,(1),225,(1), con 1 tavola più volte ripiegata fuori testo con un'elenco delle erbe da foraggio con i terreni adatti ; IX,(1),256. Tracce di ossidazione lungo i tagli e su alcune pagine, dovute alla qualita della carta, lievi e circoscritte mende alla legatura del tomo secondo sul bordo inferiore del dorso, per altro volumi solidi e ben conservati.
In 8° br. fig. col. pp. 347, con ill.ni b/n, ben tenuto
In 8? (cm 20), Leg. coeva, pagg.185 cop. muta coeva, mende al dorso, lievi fioriture, ma es. ben conservato. Solo Tomo III, che raccoglie una bibliografia ragionata delle opere scritte in materia dai classici greci al XVIII sec., includendo anche dizionari, giornali e memorie accademiche. Prima edizione veneziana di quest'opera, a lungo considerata il fondamento delle conoscenze agrarie italiane. Filippo Re, professore universitario di agricoltura, nacque a Reggio Emilia nel 1763.
Mm 125x180 Brossura cucita di pp. 177. Opera in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In-16° pp. 178, bross. edit. ill.
Bologna, Edagricole, 1971, 8vo (cm. 19,5 x 13) brossura con copertina illustrata a colori, pp. 128 con 55 figure nel testo (Manuali per l'Istruzione Professionale, I) . Fioriture.
In 16°, m.t. coeva, t.t. in oro al d., pp.VIII,359,(1); sparse fioriture (non pesanti né fastidiose all'occhio), per il resto buon es. (la spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine) (lib) OK
Paris, chez Madame Huzard, 1839. 2 volumes In-8 brochés de 484 et 496 pages. Nombreux dessins dans le texte, notamment d'outils pour travaux agricoles. Exemplaires non coupés en bon état intérieur, dos fragiles.
Broché. 276 pages. Mouillure en marge.
Milano, Peruzzo Editore & Bordas Editeur, s.d. (anni ‘70), in-4, similpelle edit., pp. 127. Con numerose ill. a col. nel t. e bibliografia.
<p>27x18 cm, p. 7, (1) testo su due colonne, intonso: Estratto dal "Giornale di Modena" n. 148, 149</p>
de XVIII, 435 et (1) pages plein basane racinée de l'époque, dos lisse portant une pièce de titre en maroquin rouge (manque de cuir sur les coupes et les coins, mais reliure de très bonne tenue) 1755, 1755, in-12, de XVIII, 435 et (1) pages, plein basane racinée de l'époque, dos lisse portant une pièce de titre en maroquin rouge (manque de cuir sur les coupes et les coins, mais reliure de très bonne tenue), Cinquième édition. La première fut publiée à Londres en 1753. L'épître dédicatoire, l'avertissement et la seconde partie sur l'agriculture ne furent ajoutés qu'à la quatrième édition, parue à Berlin en 1754, et dont découle directement cette cinquième. Passionnante étude dans laquelle l'auteur lutte contre le conservatisme (et un certain nationalisme) économique : "Depuis l'Arrêt du Conseil du 17 Septembre 1754, qui permet le commerce des grains dans le Royaume, et leur sortie par quelques portes du Languedoc, il aurait été inutile de s'étendre encore sur cette liberté, si quelques personnes ne la regardaient comme dangereuse, et s'il n'était pas nécessaire, que le public ne perdit point de vue les motifs de ce nouveau règlement, et sentit les avantages qui peuvent résulter d'un commerce plus étendu [...] La proposition [de la sortie de nos bleds] nous alarme, elle est aussitôt écrasée sous l'autorité de la loi et de l'habitude, on y oppose des difficultés effrayantes, elle n'est ni écoutée, ni examinée". Texte captivant qui nous plonge aux origines de la création, en France, du commerce extérieur, et d'un certain libéralisme, entre les régions du Royaume et avec les autres pays européens. Bon exemplaire
Paris, Hachette, 1887. In 12 relié demi-chagrin bleu, dos à caissons ornés à motifs doré, fers dorés du lycée d'Alger sur les plats. 313 pages. Nutrition des végétaux. Aliments azotés, phosphatés et potassiques des plantes .Engrais commerciaux; Fumier de ferme. Expériences sur les phosphates. Culture rémunératrice du blé. Champs d'expériences et de démonstration. Syndicats agricoles. Stations agronomiques. Controle des semences et des engrais. Bon état
TOURS, chez Guilland-Verger - 1858 - In-8 - Broché - avec 4 cartes HT, dont 1 très grande dépliante & 7 Tableaux graphiques - 391 pages - Très propre ex-libris
ill., br. Per millenni l'olio di oliva ha rappresentato un bene prezioso per i popoli del Mediterraneo non solo come alimento di primaria importanza ma come medicina, conservante, cosmetico e presenza indispensabile in ogni rituale. Oggi numerosi scienziati ed esperti celebrano le straordinarie proprietà di quella sostanza pregiata e rigenerante che definiamo, con un'espressione carica di significati, "olio extravergine": un prodotto la cui provenienza italiana è in tutto il mondo sinonimo del massimo standard qualitativo. Ma è possibile che questo simbolo di benessere e di purezza sia diventato il bersaglio di corruzioni, adulterazioni e truffe internazionali? E siamo sicuri che quello che ci propongono i più famosi e pubblicizzati marchi industriali sugli scaffali dei supermercati possieda le qualità che la parola "extravergine" richiede per legge? Alcune importanti indagini e diverse vicende giudiziarie, qui documentate con la serietà del miglior giornalismo d'inchiesta, raccontano una storia molto diversa, fatta di traffici, adulterazioni e scarsissima attenzione ai diritti del consumatore; una storia che sta mettendo in ginocchio i tanti piccoli produttori di olio eccellente, per i quali restare in un mercato saturo di "extravergini" fasulli a prezzi stracciati è sempre più difficile. A partire da un esplosivo reportage commissionatogli dal "New Yorker" nel 2007, Tom Mueller ha indagato il mondo dell'olio d'oliva. Prefazione di Milena Gabanelli
In-8°, pp. 320, copertina editoriale con titoli alla copertina anteriore e al dorso. Qualche segno d'uso e del tempo alla copertina, un segno di piegatura nell'angolo inferiore esterno della copertina posteriore e alcuni piccoli, leggeri segni d'umido nel bordo interno della quarta di copertina. Nel titolo al dorso, perfettamente reintegrata a matita parte di due lettere (della "F" e della "I" di "Filippo"). Con 42 figure in bianco e nero fuori testo. Numero scritto a penna nell'angolo superiore sinistro della prima pagina bianca. Qualche leggero segno d'umido, per il resto, molto ben conservato. Volume intonso. Si tratta degli "Atti e memorie del Convegno di Studio in Onore di Filippo Re (1763-1817), a celebrazione del II centenario della nascita dell'illustre Agronomo, tenutosi in Reggio Emilia il 12 e 13 Ottobre 1963. Pubblicazione a cura del Comune e della Provincia di Reggio Emilia e della Società Agraria di Reggio Emilia. Volume pubblicato dalla deputazione di Storia Patria per le Antiche provincie Modenesi - Sezione di Reggio Emilia. Indice generale: Prefazione; Verbale del Convegno di studio in onore di Filippo Re; Parole pronunciate dall'Avv. Renzo Bonazzi Sindaco della Città di Reggio Emilia; Parole pronunciate dal Comm. Dott. Oddone Pizzorno dell'Istituto Tecnico-Agrario "A. Zanelli"; Parole pronunciate dal Prof. Renato Bertolini Presidente della Società Agraria di Reggio Emilia; Prof. Mario Zucchini, Filippo Re: Agronomo; Riccardo Finzi, L'uomo Filippo Re (1763-1817); Prof. Odoardo Rombaldi, Della mezzadria nel reggiano, a proposito del saggio sopra la storia dell'agricoltura di Filippo Re; Dir. Did. Gastone Tamagnini, La poesia didascalica degli italiani ed alcuni precetti di morale alla gioventù nell'opera del Prof. Filippo Re; Prof. Emilio Nasalli Rocca, Agronomi Piacentini al tempo di Filippo Re; Giuseppe Bedoni, Filippo Re docente all'Università di Modena (1814-1817); Prof. Dott. Giuseppe Rastelli, L'opera di Filippo Re nel campo delle concimazioni agrarie; Prof. Francesco Cafasi, Filippo Re e "L'economia campestre"; Dott. Paolo Del Monte, Filippo Re e la zootecnia; Prof. Ing. Giuseppe Stefanelli, Uno studio teorico di meccanica agraria in onore di Filippo Re cultore dell'ingegneria meccanica; Dott. Prof. Giuseppe Leone, L'esperto coltivatore di domani e la sua preparazione professionale; Prof. Aurelio Morettti, Del coltivamento della vite nel dipartimento del Crostolo; Dott. Antonio Picchi, La posizione del coltivatore reggiano di fronte al progresso tecnico; Per. Agr. Giovanni Corradini, La frutticoltura oggi in provincia di Reggio Emilia.
in 8°, br. edit., pp. 73, (3), alcune ill.n.t.
Bologna, Cuppini, 1936, 8vo brossura originale, pp. 81.
In 8 (cm 15,5 x 21,5), pp. 66. Brossura editoriale. Pubblicazione edita in occasione delle celebrazioni di Francesco Todaro, agronomo nato a Cortale (Catanzaro) nel 1864.
In 8° (19,5x12,5 cm); 176, (2) pp. Bella legatura editoriale in cartoncino molle con titolo parlato al dorso.Testatine, finalini ed iniziali ornate. Numerose e bellissime tavole nel testo a piena pagina illustranti lavori agricoli ed in particolar modo tecniche d'innesto. Non comune quinta edizione, ma prima riedizione dopo l'ultima del 1612 (vi furono tre edizioni nel cinquecento e una nel seicento) di questo celeberrimo testo di agricoltura e di cura dei giardini del grande agronomo ravennate, Marco Bussato (anche Busatti o Bussatti). Questa edizione del Locatelli riportò in auge l'opera che venne da qui in poi nuovamente ristampata diverse volte (altre due edizioni si contano nel settecento a ridosso di questa del 1781). Molto importante la parte dedicata alla viticoltura ed alla produzione dei vini. Rimasto orfano in giovane età "povero di robba ma non d'ingegno" come scrisse in seguito, si guadagnò da vivere con gli innesti diventando in quest'arte uno dei più edotti del suo tempo. Viaggiò molto studiando le tecniche agricole di diverse regioni mettendo poi su carta le sue riflessioni nel 1578 nella Prattica historiata dell'inestare gli arbori in diversi modi,in varij tempi dell'anno e conservarli in piùmaniere, che ebbe subito uno strepitoso successo. Nel 1592 la stessa opera, arricchita di due capitoli, uno sulla semina e uno sulla concimatura, venne riedita con il titolo con la quale la conosciamo oggi "Giardino d'Agricoltura…". Fino all'edizione del 1612 l'opera vide aggiunte che portarono l'opera a 107 capitoli anche se le edizioni che furono ristampate nel settecento si rifanno all'ultima cinquecentesca ritenuta più conforme al volere dell'autore. "La prospettiva del Giardino, molto evidente nella parte dedicata al calendario dei lavori campestri, è quella di un proprietario vigile e attento, che sa bene come cautelarsi nei rapporti con l'infido contadino. Questa impronta signorile si rivela anche nella distinzione che, secondo l'orientamento corrente, egli pone fra agricoltura utile e agricoltura dilettevole, disprezzando le colture erbacee come quelle che richiedono "gran fatica e sudore" e procurano poco piacere e "allegria alla vista", e concentrando il suo interesse sulle coltivazioni arboree, confacenti al gentiluomo che se ne diletta, ed elementi indispensabili di quel gusto del paesaggio che domina l'agricoltura rinascimentale. A. Bignardi - il quale ha dedicato al B. uno studio che ne delinea la personalità anche in rapporto ad altri agronomi come V. Tanara e A. Gallo, traendo dal Giardino un'illustrazione dell'ambiente rurale ravennate che vi si riflette - osserva giustamente che nel libro manca ogni preoccupazione economica: i suoi alberi, "dilettevoli all'occhio" e spiranti "gratissimo odore", s'impiantano precipuamente nei giardini di frutta, negli orti cittadini e suburbani, nei pometi che abbelliscono le ville padronali. Anche quando l'opera vuole assumere la dimensione di un trattato generale d'agronomia, estendendosi alla cerealicoltura e ad altre attività campestri, il nucleo principale e di maggior consistenza resta quello della frutticoltura, con particolare riguardo agli innesti, dei quali vengono diffusamente presentate le varietà e le tecniche che ne fanno un esercizio tanto "sottile e piacevole".". Opera non comune, ancora in barbe ed in ottime condizioni di conservazione.
in-8° gr., pp. 683 con 19 tav. più volte ripiegate. Leg. in tutta tela coeva con restauri al dorso. Firma sulla prima carta. Ben conservata e non comune.