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4°, pp.20. In barbe. Memoria legale di una causa, in latino, con parti in italiano. Il can. Nistri aveva stabilito luogo e modalità della sepoltura "riguardo al di lui funerale e suffragj vuole che si spendino scudi 50 a disposizione dell'infrascritto di lui esecutore..."(p.1). Alla morte scoppiò la lite, perchè: "sul punto della pompa dei funerali, vegliante legge de 10 ott.1748 tutti i cadaveri di qualsivoglia stato di persone si espongano in avvenire ai soliti suffragi nelle rispettive chiese parrocchiali, con questa disposizione non dovrà però intendersi che resti in veruna parte derogato alla pratica osservata fin'ora per tutti quelli che s'associano e sotterrano dalla Confraternita della Misericordia di Firenze o da altre dell'istesso istituto stabilite nel granducato, le quali.. che appartengano a Spedali, monasteri, conventi e collegi che eserciitano i diritti parrocchiali sopra i loro rispettivi malati e famiglie e a quei cleri secolari che riconoscono per parrocchiale la lor cattedrale o collegiata, che tutti gli emolumenti del funerale appartengano alla chiesa parrocchiale..."(p.2).
4°, pp.(2) 34, fregi xil. Memoria legale di una causa che inizia: "Il nob. Ranieri Agostini, già vedovo e in età avanzata volendo contrar matrimonio colla nob. M. Anna Nervi di anni 15, furono soscritti i capitoli matrimoniali dal cav.Ranier M. Nervi padre di detta signora e dell'istesso Agostini ... In essi capitoli il sig. Nervi promesse per dote e corredo sc. 1000 al sig.Agostini... Per l'altra parte il sig. Agostini costituì alla predetta signora per sopraddote ducati 2000..."(p.1). Da qui la lite.
8°, pp.DLII, fregio xil. al front. Cop. posticcia. Aloni e lievi bruniture. Memoria legale di una causa per una lite tra gli eddomadari e la collegiata di S.Giovanni Magg. scoppiata "..nel di 24 novembre dello scorso anno, mentre l'insigne Collegiata de' s. Ministri della chiesa cattedrale chiamati Eddomadarj, associava con la croce inalberata un cadavere che si dovea seppellire nella chiesa parrocchiale di S.Giovanni Maggiore, avvenne che dinanzi la porta di essa chiesa, si commise un attentato da un prete assiso della chiese suddetta... e da un altro che serviva da chierico... con istrappare la croce dall'asta, ov'era inalberata con pubblica e scandalosa irriverenza..."(p.4). L'oltraggio fu il culmine di una controversia che durava da lungo tempo e che portò alla causa, di cui questa è la memoria, divisa in 3 parti: Parte I: Si dimostra che la pretenzione della collegiata di S.Giovanni Magg. di dover gli eddomadarj della cattedrale, quando van disuniti da' canonici, cederle la preferenza, sia non solo mal fondata e illegale, ma strana e assurda (dove si dimostra che nella chiesa napoletana esistevano 2 vescovi, uno latino e uno greco); Parte II: Si dimostra che sia obbligo della collegiata di S.Giovanni Magg. di far entrare in quella chiesa l'insigne collegio degli eddomadarj colla croce inalberata come croce di chiesa cattedrale (dove si dimostra l' esistenza di 2 croci della cattedrale); Parte III:Si manifesta che l'attentato commesso nel 24 novembre debba soggiacere a quella emenda a cui il Fisco della Curia arciv. ha creduto dover soggiacere senza attendere alle pretese azioni pregiudiziali, che per difendere l'attentato si son volute industriosa-mente proporre. Da p.CCCCXLIII al termine, un'interessante raccolta di Documenti.
Segue: A favore del cav. Pietro Diaceto e contro il sig. Lapo de' Ricci, memoria nella causa pendente avanti il primo turno del Magistrato supremo sulla proprietà e usufrutto della Commenda Diacceta del soppresso ordine di Malta. Firenze, Bonducciana, 1824.<BR><BR> cm.20x28, pp.(2) 20; (2) 64, dorso rinf. con carta marm. antica, in barbe. Lievi fioriture. Memoria legale di una complicata causa per stabilire, dopo la soppressione dell'ordine di Malta, il legittimo erede, tra Lapo de' Ricci e Pietro Diaceto, della "commenda di S.Giovanni Diacceto", per la quale si poneva anche il problema dell'esattezza della scrittura del nome: "Non vi è alcuno, un qualche poco istruito nella istoria delle famiglie illustri della Toscana, che non sappia che, quella antica e nobile famiglia che era signora dei castelli di Pelago e di DiAceto, assai vicini a Firenze e situati sulla strada del Casentino, presso alla Sieve, è stato in ogni tempo promiscuamente chiamata la famiglia DiAceto, da Diacceto, diAceto, da Ghiacceto e da Giaceto..."(I, p.3).
4°, pp.(2) 28-1 b. Memoria legale di una causa, di cui si legge: "Il sig. Adamo Stoppani, addetto al commercio nella città di Livorno, pose in essere il dì 31 ago.1801, con il sig. Francesco A. Astima di Corsica, un contratto vitalizio mediante il quale il s. Astima amministrò zecchini 1625 fiorentini al suddetto Stoppani e questi assunse l'obbligazione di somministrarli annualmente, a di lui vita durante, zecchini 260. Per sicurezza lo Stoppani obbligò la generalità dei suoi beni e specialmente alcuni di essi, tra cui una vigna con casa e stìme e sue adiacenze, luogo detto Muro Torto.... Mancato al pubblico debito Adamo Stoppani nel mese di ott.1804 ed insorta acerrima lite tra il sig. Astima e gli altri creditori del detto fallito..."(p.1) e prosegue con la lite tra creditori.
Segue: Copie verbali di pruova e contropruova che presentano i signori Benucci. In fine: (Napoli), tip. di G. Sautto, s.d.<BR> Segue: Pe' sigg. sac. d. Giuseppe, d. Pietro e d.Giovanna Benucci contro i sigg. d.Pasquale, d. Rosa e d.Teresa Fusco. 1° Camera Gran Corte civile di Napoli, a rapporto del giudice Rosica, pel dì 24 set.1852. (Napoli), tip. di G. Sautto, 1852. <BR> Segue: Giunta di memoria pe' sigg. sac. d. Giuseppe, d.Pietro e d. Giovanna Benucci contro i sigg. d.Pasquale, d. Rosa e d.Teresa Fusco a decidersi nella prima Camera della gran Corte civile il dì 3 del 1853. S.d.t., ma 1852.<BR> 4°, pp.(2) 44; 46 + 1 tav. ripieg. (Indice); (4) 122; 8. cop. mute antiche. Memoria legale di una causa, di cui si legge: "Nell'istrumento dotale del 7 dic.1812 in Santamaria di Capoa per le nozze della signora Benucci col signor Fusco, il padre, d.Pietro Benucci obbligossi oltre il corredo pagare tra 7 anni la dote di duc.2000..."(p.2). Gli sposi vissero in casa del padre, ma nel 1823, lo citarono nel Tribunale di Terra di Lavoro per avere la dote e quando morì, la figlia pretese la dote dagli altri eredi e da qui la causa, complicata dalla sparizione di oggetti preziosi e di una libreria.
8°, pp.52, cop. muta coeva. Memoria legale di una causa, presso il Tribunale civ. di Teramo, contro Paolo Pazienza, dal 1755 al 1760, procuratore dei Monti frumentari delle cappelle del S.Rosario e del Purgatorio in Leognano e accusato dagli amministratori dei monti di non aver pagato alcune somme di denaro. Essendo morto Paolo, il figlio Pasquale non trovava le ricevute del pagamento, messe 70 anni prima, perché la famiglia aveva subito vari furti e da qui la causa.
4°(cm.30), pp.51-1 b. Lievi fioriture e qualche macchiolina. Una picc. mancanza al marg. laterale esterno con segni di roditore in 8 cc. iniziali. Si tratta della memoria di una complicata causa per annullare un testamento redatto nel 1808 quando vigeva la legge notarile francese.
Segue: Replica nella Liburnen Pacti reversivi. Stessi dati tip.<BR> 4°, pp.23-1 b.; 8. In barbe. Memoria legale di una causa, che inizia: "Per mezzo di pubblico solenne istrumento rogato... il 26 mar.1708 e stipulato tra il ser. duca Cosimo III e il capitano Francesco Vincenti si procedè... a donare una fabbrica da lui eretta in Livorno a S.A.R... Avendo l'a.r. Cosimo III ... risoluto fondare e stabilire in questa città e porto di Livorno un collegio dei PP. della Comp. di Gesù..." fu scelto il fabbricato del Vincenti, ma la soppressione dell'ordine, nel 1773 (p.6) e il passaggio dei beni all'ospedale della SS.Annunziata e S.Ranieri di Livorno, portarono alla causa.
8°gr., pp.(6), arma papale xil. Lievi bruniture, il marg. sup. è molto contenuto. Memoria legale in latino con parti in italiano, di una causa, per la consegna da Civitavecchia di "rubra 100 supra 1000 frumenti siculi... pro annona urbis Liburni"(p.1), che era stato colpito da tignola.
4°, pp.19 con testatina e capolett. xil. Alla morte del padre Fabio, 4 fratelli avevano ricevuto in eredità un commercio, al quale si era dedicato il fratello Ubaldo, percependo per questo uno stipendio, ma "col risparmio e col traffico dei suoi stipendi" era riuscito ad accumulare un cospicuo "peculio", che i fratelli gli contestavano.
in-8 , 354 pp., photographies hors-texte N&B, figures et dessins, cartonnage souple, jaquette illustrée plastifiée. Bel exemplaire. [NV-35]
Hardcover in-4°, 58 pages entierement illustrees en couleurs, cartonnage ill. Tres bel exemplaire, tres frais. [PLC-3]
in-4, 48 p., entièrement illustré en couleurs, cartonnage éditeur illustré plastifié. Très bel exemplaire. [BD-E]
in-12, XXII-192 pages, nombreuses fig., broche, couverture. Peu courant. Bel exemplaire [CA32-7]
in-8 , 286 pages, photographies hors-texte N&B, figures, cartonnage, jaquette illustree plastifiee. Jaquette leg. us. sin. bel exemplaire. [SAS]
Hardcover in-4°, 128 pages entierement illustrees en couleurs, cartonnage ill. plast. Tres bel exemplaire. [P-34]
Besançon, Ant. Montarsolo, 1830 ; 3 volumes in-8. XI-447 pp. ; (2) ff.-423 pp. ; (2) ff.- 452 pp. ; 3 lithographies en frontispice. Veau bleu marine, dos lisse orné de motifs dorés en long, grande plaque a froid sur les plats. Bien complet de la Théorie du Bonheur. L'abbé Gérard (1737-1813), s'est inspiré de sa vie dissolue à la sortie du collège et de sa conversion pour ce roman par lettres. Revenu à la foi, il entra au séminaire et devint prêtre. Bel exemplaire très frais de cette rare impression provinciale. Très minimes frottis sur les plats, rares rousseurs.
in francese legatura edit. in velluto bordeaux con medaglione in oro impresso a rilievo al piatto ant. e impressione a secco al piatto post., lievemente sbiadito il dorso, pp. 26 + tavv., stampato su carta lucida e incorniciato da filetto rosso, taglio sup. dorato e decorato a secco, sguardie illustrate, quella ant. con piccole mancanze, dedica di appartenenza
in-12°, 254 pages, broché, couv. orange impr.- Edition originale sur vélin bibliophile. Bel exemplaire. [EMB-@]
Segue: Sommaria del processo, fabricato dalla Curia secolare di Monte Scudajo contro Lorenzo Antonio Paglianti di Monte Scudajo mandatario e riprodotto e reperito formiter della Casa episcopale di Volterra, contro il r. prete Leonardo Fabbri, detto per sopranome Cappellino, abbate curato di Monte Scudajo, per mandato dato a detto Paglianti, ad occidere il sig. Giuseppe Mannari, commissario dell'ill. sig. Niccolò Ridolfi marchese di Monte Scudajo. In fine, stessi dati tip. <BR>Tutto in 1 vol. in-4°(cm.31), pp.92; 44. T. cart. rustico coevo. Si tratta della memoria legale, redatta dall'avv. Jacobus del Rosso, di cui si legge nel sommario: "Il m.r. sig. Leonardo Fabbri, abbate di Monte Scudajo, perchè avendo Lorenzo Antonio Paglianti di detto luogo la sera delli 17 aprile 1719 tirata un'archibusata contro il detto sig. Giuseppe Mannari, circa l'un'ora e mezza di notte, il predetto abbate inquisito, scordatosi del suo carattere sacerdotale di parroco, abbia consigliato, instigato e infiammato a commettere, come seguì, detto enorme delitto..." (p.1/2 parte II).
cm. 18 x 25,5, xii-448 pp. con 1 tav. e num. es. mus. Historiae Musicae Cultores - Biblioteca 1165 gr. xii-448 p.
In-8 (cm. 22), pp. VIII, 245 p. Timbro di biblioteca estinta al frontespizio, peraltro ben conservato.
<p>22 cm, ril. in tela, titolo e fregi in oro al dorso, p. 432. Numerose incisioni litografiche e 3 tavole f.t.</p>
<p>19 cm, ril. coeva in mezza tela, piatti marmorizzati, circa 32 pagine per ogni fascicolo. Numerose ill. in nero anche a piena pagina. Ottimo stato di conservazione.</p>