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80217Louvain, Xaveriana, 1927. 10 x 16, 32 pp., broché, bon état (1 cachet sur la couverture).
1926S586Stuttgart, Verlag Silberburg, 1926. Ganzleinen mit Schutzumschlag, 8°, 196 S., mit zahlr. Abbildungen im Text, Inhalt u.: Alte Hochzeitsbräuche - Waldenburger Geschichten - Vom Alt-Ulmer Gerichtswesen - Aus Hohnzollern - Von den württembergischen Salzlagern - Die Erbfolge auf unsern Bauernhöfen
80219Louvain, Xaveriana, 1927. 10 x 16, 32 pp., broché, bon état (1 cachet sur la couverture).
197731628ABBonn, Ferd. Dümmler Verlag, 1977. XIV, 169, 2 S. mit 37, Tabellen, 7 Abbildungen, einer englischen u. einer spanischen Zusammenfassung. Original-Broschur. Name auf Innendeckel. Mit Bleistiftanstreichungen u. -randnotizen. Leicht abgegriffen, Umschlag lichtrandig u. angestaubt, Kopfschnitt braunfleckig. (Bonner Geographische Abhandlungen. Heft 56)
Milano, Adelphi, 1996, 16mo brossura, pp. 253. Firma di possesso in penna all’occhiello, sottolineature in lapis e in biro nel testo, evidenti tracce d’uso. (”Piccola Biblioteca”, 377).
19825073Paris Le Soleil Noir 1982 in-8 broché Paris, Le Soleil Noir, 1982. Coll. "Approches de l'hindouisme". 21,5 x 15,5 cm, in-8, 403 (10) pp., broché sous couverture illustrée et imprimée.
80222Louvain, Xaveriana, 1931. 10 x 16, 27 pp., broché, bon état (1 cachet sur la couverture).
80223Louvain, Xaveriana, 1928. 10 x 16, 32 pp., broché, bon état (1 cachet sur la couverture).
80226Louvain, Xaveriana, 1929. 10 x 16, 30 pp., broché, bon état (1 cachet sur la couverture).
2005996222005 Editions Acropole - 2005 - In-8 broché, couverture illustrée à rabats - 156 pages - Nombreuses illustrations et reproductions photographiques en couleurs et en N&B in et hors texte
80224Louvain, Xaveriana, 1928. 10 x 16, 32 pp., broché, bon état (1 cachet sur la couverture).
194994236Couverture souple. Broché. 359 pages.
194994237Couverture souple. Broché. 359 pages.
C. Lévi-Strauss Tristi tropici. Milano, Il Saggiatore 1960 italian, 441 BTT161G Brossura editoriale, volume in buone condizioni, segni di usura causati dal fattore tempo sulla copertina, interno in ottimo stato, legatura salda 441 pagine circa Copertina come da foto
Imbriani Eugenio La sarta di Proust : antropologia e confezioni. Bari, Pagina 2008 italian, 110 BTT164 Brossura editoriale, volume come nuovo, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda, illustrato in b\n 110 pagine circaCopertina come da foto
2003fc5Blanc Silex Nouvelle Terre Broché 2003 In-8, (20.5x14 cm), broché, couverture à rabats illustrée, 333 pages, préface de Pierre Rabhi, glossaire ; stylo sur la 1re page, plats à peine défraîchis, bon état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
Fasicolo trimestrale, copertina editoriale flessibile, con titoli marroni, fioritura, ingiallita ai margini, segno di piega centrale e verticale, scritta e francobolli timbrati al posteriore, pagine leggermente ingiallite, con sporadica fioritura, pieghe al margine laterale della prima pagina e qualche segno a matita ai margini. Numero pagine 40 USATO
198440585ABFrankfurt am Main, Institut für Kulturanthropologie und Europäische Ethnologie (= Notizen / Institut für Kulturanthropologie und Europäische Ethnologie, Band 20), Oktober 1984. 8°, 260 S., illustr. original Kartonage (Paperback), etwas nachgedunkelt, sonst gut und textsauber
br. Una riflessione sul mestiere dell'etnologo prima e dell'antropologo poi e sulla materia della loro indagine.
brossura L'ordine delle cose non è un ordine naturale contro il quale non si possa far nulla. È piuttosto una costruzione mentale, una visione del mondo con la quale l'uomo appaga la sua sete di dominio. Una visione talmente esclusiva che le stesse donne, che ne sono le vittime, l'hanno integrata nel proprio modo di pensare e nell'accettazione inconscia di inferiorità. Solo l'antropologo può restituire al principio che fonda la differenza tra maschile e femminile il suo carattere arbitrario, contingente, ma anche, contemporaneamente, la sua necessità sociologica. Bourdieu prende spunto dalle strutture androcentriche dei cabili in Algeria per dimostrare la continuità della visione fallocratica del mondo nell'inconscio di uomini e donne. Anche nelle donne che, secondo il sociologo francese, partecipano passivamente al dominio maschile. Ne risulta una denuncia, tanto più efficace politicamente in quanto scientificamente fondata, dei molti paradossi che il rapporto tra i generi finisce per alimentare, oltre a un invito a riconsiderare, accanto all'unità domestica, l'azione di quelle istanze superiori - la chiesa, la scuola, lo stato responsabili in ultima analisi del dominio maschile.
br. In questo breve saggio Philippe Descola, uno dei maggiori antropologi contemporanei, introduce in modo semplice e originale alla pratica dell'antropologia e a un'"ecologia delle relazioni". La prima ricerca sul campo in Amazzonia gli ha consentito di vivere per anni con la tribù Jivaros Achuar, di osservare le relazioni degli amerindi con gli esseri della natura e di mostrare che l'opposizione occidentale tra natura e cultura tra gli Achuar non esiste. Descola definisce inoltre quattro modalità di relazione con il mondo - totemismo, animismo, naturalismo e analogismo - rendendo conto delle relazioni dell'uomo con il suo ambiente.
br. La nostra scienza è giunta alla maturità il giorno in cui l'uomo occidentale ha cominciato a rendersi conto che non avrebbe mai capito se stesso, finché sulla faccia della terra, una sola razza, o un solo popolo, fosse stato da lui trattato come oggetto. Solo allora l'antropologia ha potuto affermarsi per quello che è: un'impresa, che rinnova ed espia il Rinascimento, per estendere l'umanesimo a guisa dell'umanità. Permetterete dunque, che le mie ultime parole siano per quei selvaggi, la cui oscura tenacia ci offre ancora modo di assegnare ai fatti umani le loro vere dimensioni: quegli Indiani dei tropici, e i loro simili sparsi per il mondo, che mi hanno insegnato il loro povero sapere in cui consiste, tuttavia, l'essenziale delle conoscenze che voi mi avete incaricato di trasmettere ad altri; e verso i quali ho contratto un debito di cui non mi sentirei liberato nemmeno se, al posto in cui mi avete messo, potessi giustificare la tenerezza che mi ispirano, e la riconoscenza che ho per loro, continuando a mostrarmi quale fui fra loro, e quale, fra voi, vorrei non cessare di essere: loro allievo, e loro testimone.
br. Il totemismo, ossia il particolare fenomeno per cui un uomo o un gruppo di uomini si legano con un rapporto di parentela e di mutua protezione a una specie animale - o a piante e fenomeni naturali -, è stato variamente considerato: gli sono stati di volta in volta riconosciuti e negati carattere religioso e carattere universale; a volte è stato considerato tipico di una fase del progresso culturale; altre volte se ne è constatata l'assenza nei popoli più primitivi. L'analisi critica di Claude Lévi-Strauss prospetta il fenomeno in una luce tutta nuova: "Il totemismo partecipa della conoscenza; le esigenze alle quali risponde, il modo stesso in cui cerca di soddisfarle, sono in primo luogo d'ordine intellettuale. In questo senso non ha nulla d'arcaico e di lontano".
br. Che cosa rivela l'inarrestabile diffusione della retorica identitaria? Il fatto che nella nostra epoca, mentre le merci e gli oggetti si mondializzano, gli esseri umani si tribalizzano. Fabbricare le identità serve soprattutto a questo, ad alzare una barriera di tradizioni e religioni che protegga 'noi' dagli 'altri', ignorando la dimensione del mutamento da cui nessuna storia è immune. Come tutto ciò che serve a distinguere e a prendere coscienza di una separazione, la parola 'identità' contiene un potenziale violento pronto a giustificare aggressioni e guerre.