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br. Il Mediteranneo e il Mezzogiorno. E poi la Sicilia, la Lucania e il Molise: teatri di vicende superstiziose legate a filo doppio a una fede cattolica sedicente e incoerente, che qui riemergono anche dall'analisi storica e contenutistica di alcuni documenti inediti - manoscritti dal Cinquecento in poi - che retrodatano e avvicinano all'Italia le prime credenze vetero-vampiristiche, che smascherano le pratiche magiche messe in atto da un ottocentesco prete di campagna, e che dipingono la sublime blasfemia del rituale marinaro del 'taglio' delle trombe d'aria.
ill., ril. Negli ultimi sessant'anni l'economia siciliana è stata interessata da una serie di cambiamenti che hanno interagito nella trasformazione di intere aree, provocando talvolta sconvolgimenti antropologici i cui esiti sono ancora in fase di definizione. Il pastoralismo ovino, afflitto attualmente da problemi di carattere congiunturale e strutturale, appare fortemente ancorato a sistemi di produzione tradizionali, timidamente aperti al confronto con le dinamiche politico-economiche contemporanee. Il libro indaga da una parte la dimensione storica della pastorizia isolana e l'ergologia pastorale, dall'altra il modo in cui i pastori reinventano e riadattano la propria cultura, nonché i processi di costruzione e ridefinizione culturale legati al comparto.
br. Questo volume raccoglie le lezioni tenute da Pedrag Matvejevic al prestigioso Collège de France nel marzo del 1997, riprendendo i modelli delle "lezioni-saggio" di Valéry, Barthes e Foucault a Parigi. Tra paesaggi e confini, miti ed etimologie, memorie storiche e riflessioni sull'attualità, l'autore esplora il rapporto che lega il Mediterraneo e l'Europa. In particolare delinea il ruolo e le responsabilità del Vecchio Continente nel nuovo scenario geopolitico: da un lato i paesi dell'Unione Europea, dall'altro le nuove democrazie (o "democrature") nate dopo il crollo del Muro. Senza mai dimenticare, però, l'altra sponda del nostro mare.
ill., br. Dopo la Gloria dell'Incarnazione, la missione e l'esilio si sono alternati nella percezione del credere cristiano in Occidente, nell'eco del lontano inno davidico: «Forestiero e pellegrino son io, come tutti i miei padri» (Salmo 39), dalla «ramogna» di Dante alla solitudine di Barbiana per don Milani. Questa coscienza non è stata tuttavia primaria e, come richiama Rilke, occorre che Dio «si strappi» dai quadranti delle cattedrali perché il popolo si ricordi del cammino. Il libro percorre le stazioni, secolo per secolo, di questo difficile viaggio, sino all'incendio recente della cattedrale di Notre-Dame di Parigi.
br. "Cento pagine divulgative di uno scrittore affascinante e antropologo di qualità, per smontare un valore forte della nostra cultura: la rivendicazione di sé - etnica, politica, religiosa, localistica - che fissa il confine tra noi e gli altri." (Ferdinando Albertazzi, "Tuttolibri") Francesco Remotti (1943) è professore ordinario di Antropologia culturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Torino. Ha condotto ricerche etnografiche tra i Banande del Kivu (Repubblica Democratica del Congo) e dal 1979 al 2004 ha diretto la Missione Etnologica Italiana in Africa Equatoriale (Ministero degli Affari Esteri).
br. Questo libro analizza in una prospettiva antropologica l'identità e il senso di appartenenza degli abitanti di tre grandi potenze contemporanee: gli Stati Uniti, l'Unione europea e la Russia. Qual è l'immagine mentale che americani e russi hanno della propria patria? Come si rappresentano gli europei l'entità sovranazionale a cui appartengono? L'autore risponde a queste domande descrivendo tre universi culturali profondamente diversi e mostrando come le rappresentazioni collettive di Stati Uniti, Unione europea e Russia siano frutto di una narrazione che distorce e nasconde la realtà.
br. Il libro prende le mosse da una riflessione sulla produzione globale di ricerche antropologiche e sul "mosaico" di umanità che essa configura. La questione è se il mosaico antropologico rappresenti un "indefinito" antropologico o se piuttosto la rigenerazione dei processi culturali nei singoli contesti non restituisca un vero infinito antropologico. Per questa ragione si apre un'interlocuzione tra filosofia e antropologia culturale. Al di là di tutto ciò che può semplicemente completarci. Quindi, il desiderio. Il desiderio per l'altro, il desiderio per l'infinito. Le evocazioni possibili quando raggiungiamo il punto del cuore dell'identità. La risonanza con qualcosa di più ampio. Qualcosa di enigmatico, non del tutto traducibile nel linguaggio, che perciò viene custodito nel profondo. Prefazione di Giangiorgio Pasqualotto, postfazione di Alexian Santino Spinelli.
br. La favola di Cappuccetto rosso è giunta a noi in due versioni: quella seicentesca di Perrault (il lupo divora la bambina) e quella ottocentesca dei fratelli Grimm (un cacciatore apre la pancia dell'animale e ne fa uscire nonna e nipotina sane e salve). La tradizione letteraria ha completamente ignorato i temi che appartengono alle versioni popolari della storia, qui proposte e commentate. Anzitutto, la domanda che il lupo rivolge alla bambina nel bosco: «Quale sentiero vuoi prendere, quello degli aghi o quello degli spilli?», indicando con la prima opzione il lavoro di cucito e di ricamo e con la seconda la cura in funzione del corteggiamento. Un ulteriore motivo riguarda l'inconsapevole pasto cannibalesco della bambina, che mangia la carne e beve il sangue della nonna nel quadro di un'evidente contrapposizione generazionale. Nelle sue versioni orali, la fiaba tratteggia dunque un percorso iniziatico femminile legato ai riti della crescita, alla capacità di far figli e alle tecniche - cucire e sedurre - che consentono di addomesticare la società maschile. Se la morale di Perrault e dei Grimm era: «Bambine, diffidate del lupo», quella delle versioni popolari è più sottile: «Nonne, diffidate delle vostre nipoti».
br. C'è una cosa che l'antropologia, più di altre discipline, aiuta a rendere visibile: ben poco di quello che ci riguarda come esseri umani è naturale, cioè impresso come istinto, e deve piuttosto essere appreso dai nostri simili. In questo tempo straordinario dovuto alla pandemia da Covid-19 e alle conseguenze delle drastiche misure di contenimento sulle nostre vite individuali e collettive, l'antropologia ci consente di capire un po' meglio proprio quei mutamenti che, volenti o nolenti, stiamo attraversando. Ma in che modo il sapere antropologico può esserci d'aiuto per una buona politica? Se fare politica è capire il contesto, per provare a mutarlo secondo un progetto, nella costruzione della sua risposta Piero Vereni mostra proprio la trasformazione culturale in atto: il doppio legame tra il distanziamento sociale e l'immunità di gregge, e tra libertà e sicurezza, nonché il mutamento dei ritmi rituali dello spazio e del tempo, e le stesse nozioni di socialità e razionalità.
199134595AFrankfurt am Main, Edition Qumran im Campus-Verlag, 1991. 8°. 288 Seiten. Original-Broschur. (Einband etwas berieben, Name auf Vorsatz).
45290aafBasel, H. & L., 1940, in-8vo, 71 S. + 3 farb. Gemeindepläne auf Falttaf., Stempel a. U. und im Text "S.A.C. - Sektion Basel", Original-Broschüre, Rücken mit Bibl.-Sign.,
Nello Puccioni Affrica all'acqua di rose : i diari delle missioni antropologiche in Cirenaica del 1928-1929. Firenze, Polistampa 2019 italian, 247 CR144Brossura editoriale,Trascrizione del manoscritto conservato presso la Collezione Fausto Barbagli, Arezzo, volume come nuovo, illustratocopertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda247 pagine circacopertina come da foto
1 vol in-8°, 240 pages, broche, couverture illustree. Bel exemplaire, SIGNE par l'auteur. [NV-31](nv-16?)
Armanda Guiducci La donna non è gente. L'esistenza emarginata delle più oppresse. , Rizzoli 1980, Condizioni discrete: copertina leggermente sporca, dorso con segni di usura, tagli bruniti, pagine ingiallite dal tempo ma di buona fruibilità Buono (Good) . <br> <br> <br> 286<br>
Mm 150x220 Risultati di una indagine etnologica presso il gruppo indigeno Huave nella zona di Tehuantepes nel Messico. In apertura una breve presentazione in lingua spagnola di José Maria Gutierrez Parra - Brossura editoriale con sovraccoperta illustrata, 254 pagine. Lievi segni di usura da scaffale all'esterno, interno ottimo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
25 cm, ril. edit, tit. al piatto, taglio sup. colorato; pp. 64, alcune ill. in nero nel testo, 23 tav. in nero e col. fuori testo
198518252Budapest : Néprajzi Múzeum, 1985-88. S. 212 8° , Paperback , Gutes Exemplar
199418248Budapest : Néprajzi Múzeum, 1994. S. 286 8° , Paperback , Gutes Exemplar
199618251Budapest : Néprajzi Múzeum, 1996. S. 259 8° , Paperback , Gutes Exemplar
199718250Budapest : Néprajzi Múzeum, 1997. S. 217 8° , Paperback , Gutes Exemplar, Ecken leicht bestoßen
199818249Budapest : Néprajzi Múzeum, 1998. S. 215 8° , Paperback , Gutes Exemplar
1959M183551959 Couverture souple 1959 Rennes , 1959 - 1962 , in8 broché . Volumes disponibles : N°66 ,12/59 Tome XI, fasc6 - N° 70-71,9/60,tomeXII,fasc 4-5 - N°72,12/60,TomeXII,fasc6 - .N° 42, 12 /55, T VII, fasc 6. . Prix d'une revue
VLE-171P., Maisonneuve, 1931, in-4, 289pp broché
In 16, cm. 12 x 17, pp. 400,brossura editoriale. Collana "I contastorie" (a cura di Aurelio Rigoli) che ripropone i racconti poopolari che, nella prima meta' dell'ottocento rinomati scrittori italiani recuperarno dalla tradizione orale e trasposero in prosa d'arte per la raccolta di Angelo Brofferio 'Tradizioni italiane'. In ottimo stato.