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194239027Harrisburg, Pennsylvania Historical Commission, 1942. Orig. full cloth. XIX, 125 pp. + illustrations.
br. In senso antropologico, il termine controcultura riflette tanto una richiesta di più cultura, quanto la volontà di attingere a stratificazioni culturali più profonde di quelle convenzionali. La controcultura si profila dunque come resistenza a quei processi di deculturazione che affliggono il mondo contemporaneo. Lungo queste linee si sono mossi anche i movimenti controculturali degli anni Sessanta del Novecento, che si sono spinti al contempo verso l'Altro (l'Oriente, i nativi americani...) verso i recessi più profondi del Medesimo. Questi processi culturali hanno prodotto tensioni rilevanti sul plano antropologico, innescando un dibattito ancora molto vivo su Modernità e Tradizione, tanto da chiedersi se non avessero ragione Beatles quando cantavano Get back to where you once belonged: e se la controcultura non fosse in fondo che un travestimento della Tradizione?
br. Il libro prende le mosse da una riflessione sulla produzione globale di ricerche antropologiche e sul "mosaico" di umanità che essa configura. La questione è se il mosaico antropologico rappresenti un "indefinito" antropologico o se piuttosto la rigenerazione dei processi culturali nei singoli contesti non restituisca un vero infinito antropologico. Per questa ragione si apre un'interlocuzione tra filosofia e antropologia culturale. Al di là di tutto ciò che può semplicemente completarci. Quindi, il desiderio. Il desiderio per l'altro, il desiderio per l'infinito. Le evocazioni possibili quando raggiungiamo il punto del cuore dell'identità. La risonanza con qualcosa di più ampio. Qualcosa di enigmatico, non del tutto traducibile nel linguaggio, che perciò viene custodito nel profondo. Prefazione di Giangiorgio Pasqualotto, postfazione di Alexian Santino Spinelli.
brossura Chiedersi che cos'è l'uomo è diventato difficile in un'epoca come la nostra, caratterizzata da una visione scientista del mondo. La scienza moderna si è, infatti, proposta di considerare ogni realtà naturale semplicemente come oggetto per poter così sottomettere ogni cosa al potere dell'uomo. Ma dopo aver tolto alla natura ogni somiglianza con l'umano, lo scientismo pretende di dire all'uomo che anche lui non è altro che una parte di quella stessa natura: "Così parlare di sé come di un uomo finisce per apparire all'uomo stesso come una caduta nell'antropomorfismo". In questa situazione Robert Spaemann vuole tornare a porre la domanda sull'uomo rifiutando il riduzionismo scientista ma senza accontentarsi neppure di un'antropologia filosofica che ne ignori semplicemente la sfida. La chiave di un'antropologia adeguata sta per Spaemann in un'idea di natura che ne colga il carattere teleologico e in un'idea di ragione che non dimentichi il rapporto che c'è tra questa e la natura. Sono queste le idee sviluppate nei quattro saggi che costituiscono il presente volume. Dopo aver riflettuto nel primo saggio sul modo in cui la nozione di natura umana può sfuggire al sempre risorgente dualismo di "natura" e "spirito", l'autore nel secondo saggio rivolge la sua attenzione alla teoria dell'evoluzione. Confrontarsi con questo tema appare infatti necessario per un'antropologia che accetta il dialogo con la scienza.
1972jj4741Société continentale d'éditions modernes illustrées Connaissance des Amériques Toile d'éditeur 1972 In-8°, toile d'éditeur de couleur rouge sans rhodoïd, 366 pp., nombreuses reproductions en noir et blanc et quelques photographies en couleurs ; bon état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
La più antica civiltà del Messico. Questo libro racconta l'avventura delle prime scoperte relative agli Olmechi.
1371798Paris: Muséum d'Histoire Naturelle, 1966 in-4, 110 pages, 61 illustrations, bibliographie, lexiques. Broché, cachet, très bon état. Catalogue des objets Lacandons (Indiens du Chiappas) collectés lors des missions de Jacques et Georgette Soustelle dans les années 30 : ethnographie, textiles, poteries, etc.
1937226841937 Alger, La Typo-Litho, Carbonnel, 1946,3 volumes in 12 reliés pleine percaline grise de l'éditeur, pagination continue VIII- à 562 p. Orné de 109 illustrations in texte et une carte dépliante,bon état
814743La Typo-Litho & Jules Carbonel Editeurs Alger 1946 In-12 carré ( 160 X 110 mm ), cartonnage saumon de l'éditeur. 35 illustrations dans et hors-texte. Bel exemplaire.
1910ec39La société des amis du livre Sélection Chantefable Relié 1910 TRÈS RARE ouvrage ILLUSTRÉ DE MAGNIFIQUES EAUX FORTES PAR ANDRÉ DAUCHEZ tiré à 150 exemplaires, dont 125 exemplaires réservés au membres de la société des amis du livre, 15 mis dans le commerce et 10 réservés aux artistes collaborateurs du livre. In-4 relié demi-maroquin brun, (23 * 29 cm), couverture conservée, X pages pour l'introduction, puis 247 pages pour le texte illustré, bien complet du deuxième état de la couverture, les gravures sont sous serpentes. Tête de chapitre, cul de lampe et vignettes. 78 eaux-fortes originales dont 25 hors-texte sous serpente (Collationné complet). Les serpentes portent le titre des 24 gravures hors-texte, une pour chaque conte. La serpente du frontispice est muette. André Dauchez est breton d'adoption mais il livre ici un des plus beaux ouvrages illustré d'eaux fortes sur les contes bretons, si ce n'est le plus beau ; intérieur très frais, bon et rare exemplaire. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
1967126001967 cartonné entoilé éditeur sous jaquette illustrée en couleurs in-octavo avec le bandeau publicitaire éditeur (editor hard-back percale with dustjacket illustrated in colours in-octavo with advertising strip editor), tranches lisses (smooth edges), 22 illustrations hors texte (22 illustrations full page engraving), 339 pages, 1967 à Paris Librairie Plon,
195914288Paris, Musée de l'Homme / Société des Américanistes, 1959. Un vol. au format pt in-4 étroit (287 x 187 mm) non paginé.
1373821Lisboa: Junta de investigaçaos do Ultramar, 1971 in-8, 156 pages, 55 illustrations hors texte (dont plusieurs reproduisant des objets et des masques). Bibliographie. Broché. Memorias da Junta de investigaçaos do Ultramar N° 60 (segunda serie).
600981Paris, Institut d'Ethnologie, 1958. In-8 broché, X-263 pp., 16 fig. en n/b. in-t., 14 planches d'ill. photogr. en n/b. Ex. non coupé.
Madrid, Real Academia de la Historia, 1879. Folio; VIII-215 pp. Cubiertas en cartulina.
53215Freiburg S., Universitätsverlag 1992, 230x150mm, 322Seiten, broschiert. Exemplar wie neu.
br. «Non è segnata da eventi drammatici su larga scala, non è accompagnata da una guerra civile, da lotta di classe e spargimento di sangue. Non possiede un esercito rivoluzionario per attaccare i suoi nemici. Essa non tenta di rovesciare governi. Non ha grandi leader, nessun eroe la pianifica, nessun "politburo" la guida. Senza un piano né una organizzazione, essa è condotta da milioni di individui, ciascuno agendo per conto suo. Non è stata annunciata in quanto rivoluzione, sulle prime pagine della stampa, o per radio o televisione. Il suo nome è rivoluzione sessuale». Pitirim A. Sorokin è uno dei massimi esponenti della sociologia culturale del XX secolo. Per la prima volta tradotto in italiano, La rivoluzione sessuale americana s'inserisce nel quadro di un'autentica riscoperta della sua ampia produzione. La vastità e la concretezza della sua analisi storico-sociologica e, in pari tempo, la portata critica, filosofico-antropologica della sua riflessione fondata sul concetto di "amore creativo altruistico" sono alla base di questo nuovo interesse. Accade oggi, di nuovo, quello che avvenne nel 1969, l'anno dopo la sua morte, quando i giovani sociologi, al Congresso dell'American Sociological Association, esponevano sul bavero della giacca una spilla con la scritta: Sorokin Lives!
brossura Come venivano visti, nella storia del colonialismo italiano, i rapporti intimi e sessuali tra cittadini e sudditi? E quali furono i mutamenti introdotti dal regime fascista? Il volume presenta uno studio di antropologia storica, volto a ricostruire i modi e i comportamenti considerati leciti nelle relazioni miste, ma anche un lavoro di storia dell'antropologia, sia di quella fisica da tavolino sia di quella etnografica che fu di grande peso per il dominio culturale.
Barcelona, Editorial Barna, 1960. 4to.; 141 pp., 5 hs., con cinco láminas aparte y dos mapas. Cubiertas originales.
Zaragoza, 1995. Folio; 390 pp. Ilustraciones y mapas. Cubiertas originales.
<p>4 volumi in tre tomi, 31 cm, rilegatura in cartone editoriale, titolo ai piatti e ai dorsi ; p. 378, con molti disegni nel testo. Volume xxxv completo. Moltissime tavole in b/n e alcune a colori nel testo. English text, in fine condition</p>
<p>31 cm, 4 volumi in 3 tomi, rilegatura editorale in carta forte, titolo al piatto e al dorso; p. 354 con numerosi disegni nel testo e molte tavole in nero a piena pagina con oggetti di culto e decorativi. English text, fine condition</p>
<p>4 volumi in 3 tomi, 31 cm, rilegatura originale in carta forte; p. 337, diversi disegni nel testo e molte tavole in nero su carta patinata cvon oggetti di culto e d'uso. Uno studio approfondito sull'arte e l'architettura in Asia, riccamente illustrato con tavole. English text, In fine condition</p>
Firenze, Loescher, 1885. In 8vo (cm 27 x 19), legatura editoriale coeva con titolo e ill. in oro al piatto anteriore, pp. VIII-634, con 144 illustrazioni nel testo di cui molte a piena pagina, tre carte geografiche a colori fuori testo (Carta etnografica di parte dell'Impero russo - L'Ob' dal suo confluente coll'Irtys fino alla sua foce - Corso inferiore e principio dell'estuario del fiume Ob'). Stato di nuovo con ex libris tedesco al piatto anteriore..
ill., br. Persona, corpo, gesto, rituale, dipendenza, gerarchia... Il complesso culturale e simbolico dell'antropologia hindu definisce l'essere e l'agire degli uomini, dei gruppi, delle classi. Varna, il "colore", non designa propriamente il colore come caratteristica sensibile, ma la classe castale, la natura, lo spirito, l'indole della persona. Il colore della pelle, d'altra parte, qualifica un'identità di razza, di natura, e vale come distinzione di pregio e di carattere morale. Le identità di casta e di "tribù" (degli Àdivàsi, Santal) si confrontano sull'incerto confine tra assimilazione e contrapposizione. I saggi qui raccolti percorrono questi temi, con richiami a brevi resoconti etnografici nelle aree rurali del Bengala Occidentale, fra rito, cultura, tecnica ed estetica.