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508584Berlin, Asher, 1888. In-8 broché, VIII-265 pp.
1375892Bruxelles: Serge Schoffel Arts Premiers, 2020 gr. in-4, 95 pages, nombreuses illustrations en couleurs et en n/b. Broché, couv. illustrée, très bon état. Une collection de churinga des aborigènes d'Australie.
193933888Jena, Biedermann, 1939. Lex8vo. orig. printed wrappers. XII,271 pp., maps.
1990bn471Franz Steiner Verlag Stuttgart Dos carré collé 1990 In-8 broché, dos carré collé, 409 pp., 32 planches hors-texte in-fine, 4 photographies noir et blanc par planches ; bon état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
2007779942007 Paris, Plon, 2007, fort volume in 8° broché, 461 pages.
1369711Genève / Paris: Musée d'Ethnographie de Genève / Musée National d'Histoire Naturelle de Paris, 1985 in-8 carré, 150 pages, Nombreuses illustrations en n/b et en couleurs. Broché, très bon état.
194010867Paris Gallimard 1940 In-8 199 pp, traduit de l'allemand par François Berge, 16 reproductions photo hors-texte et 5 cartes in-texte, 1ère de couv. illustrée. Brochage avec quelques petits défauts en couverture .
M17664Couverture souple Y Schaller , 1973 , in4° broché , 215 pp . Abondants dessins et photos . Langue: Français
YG091261907 (1st ed.) x, [2], 426 p., num. pls, cloth (bottom end of one joint split). Some unobtrusive faint foxing at places, but mostly clean.
196312682Brabrand, 1963. 248 pp.
1979C39076Tervuren, Musée royal de l'Afrique centrale 1979-1980 Complete in 3 volumes: I: viii + 180pp.+ 1 carte, II: x + 180pp., III: xii + 94 transcriptions of music, original softcovers, fine condition, 27x18cm., in the series "Annales - série in-8, Sciences humaines" nr.98-99-100, [text in german], C39076
1979C99232Tervuren, Musée royal de l'Afrique centrale 1979-1980 Complete in 3 volumes: I: viii + 180pp.+ 1 carte, II: x + 180pp., III: xii + 94 transcriptions of music, original softcovers, few small library stamps, good condition, 27x18cm., in the series "Annales - série in-8, Sciences humaines" nr.98-99-100, [text in german], C39076
18907800Aabenraa, 1890. Samt.hldrbd. 416 pp.
br. A partire dal 1995 John R. Searle ha elaborato quella che oggi è probabilmente la più influente teoria filosofica della società. Un'ontologia sociale che si propone di delineare la struttura di fondo delle istituzioni umane, e che in questo libro viene presa in esame dal punto di vista dell'antropologo culturale. Lontana sia dal soggettivismo dei postmoderni che dal riduzionismo dei sociobiologi, questa ontologia sociale va inquadrata all'interno di una riflessione ambiziosamente sistematica: Un complesso percorso compiuto da Searle attraverso la filosofia del linguaggio, della mente, dell'azione e della società, a stretto contatto con gli sviluppi della ricerca in campi estremamente dinamici come le neuroscienze o l'evoluzionismo. In un momento storico in cui alcuni caratteri distintivi dell'antropologia - a cominciare dalla dicotomia tra società moderne e tradizionali - sembrano sfumare, il confronto con l'ontologia sociale rappresenta un'occasione per riflettere su alcuni punti chiave dell'epistemologia delle scienze sociali e aggiornare la stessa nozione di cultura.
br. Questo libro analizza in una prospettiva antropologica l'identità e il senso di appartenenza degli abitanti di tre grandi potenze contemporanee: gli Stati Uniti, l'Unione europea e la Russia. Qual è l'immagine mentale che americani e russi hanno della propria patria? Come si rappresentano gli europei l'entità sovranazionale a cui appartengono? L'autore risponde a queste domande descrivendo tre universi culturali profondamente diversi e mostrando come le rappresentazioni collettive di Stati Uniti, Unione europea e Russia siano frutto di una narrazione che distorce e nasconde la realtà.
br. "Sono proprio gli oggetti la cruna dell'ago attraverso cui deve passare, se non preferisce chiudersi in uno sdegnato mutismo o in una futile retorica, il pensiero. Come nelle fiabe, nella notte dell'ideologia e delle religioni i giocattoli, e cioè gli oggetti, si destano e ci parlano. Solo chi è abbastanza umile da saperli ascoltare può distinguere nelle loro voci, apparentemente frivole, la litania della nostra epoca e il rumore di fondo del passato". Anello, bastone, capelli. Cappotto, corna, New York, sedere, trasparenza, vestaglia, e molte altre voci: la dittatura delle cose frivole e superflue nell'opera e nella vita dei grandi dell'arte e del pensiero. Questo nuovo "dizionario" di Giuseppe Scaraffia (come i vari composti a partire dal Dizionario del dandy) si legge con la freschezza delle cronache mondane che spiano scrittori e scrittrici e i loro amici, scovando passi indimenticabili, frasi rese celebri dal momento in cui furono dette, aneddoti capricciosi. Sennonché è passando attraverso questi costumi d'autore che bene si illuminano le poetiche e i periodi letterari, guardandoli dagli usi quotidiani. Un'altra tavola, questo "Demone della frivolezza", di quella specie di mappatura generale, che l'autore va componendo, delle coincidenze tra luoghi narrativi e momenti biografici che fa sembrare vera opera d'arte la vita.
brossura Questo volume è il frutto di dieci anni di ricerca su Bologna, città in cui l'autore vive dal 2004 facendo coincidere la sua vita quotidiana urbana con la sua pratica etnografica. Al centro del libro c'è una città e soprattutto cosa questa rappresenta per i suoi abitanti, una questione interessante per lo stesso autore che bolognese non è e che si chiede, a distanza di più di dieci anni, se lo diventerà mai. Oggetto di questi scritti è il rapporto con la città di Bologna di un gruppo di persone senza fissa dimora che dormono alla Bolognina (2004-2006); le pratiche di vita quotidiana di un gruppo di ragazzi di origine straniera che si allenano in una palestra di boxe nella prima periferia bolognese (2007-2010); lo spazio pubblico di Piazza Verdi, ovvero il centro storico della città (2008-2011); un gruppo di ultras del Bologna calcio, i loro immaginari e i loro bisogni (2012-2015). I quattro saggi qui raccolti, in parte inediti, in parte ripensati e riscritti rispetto alla loro versione originale, sono utili all'autore per comporre un unico grande mosaico al fine di rispondere a una domanda che risposte, da un punto di vista scientifico, probabilmente non ha: "Che cosa è Bologna?".
In 8', br. ed. pp. 231, ill. in n. n. t., prima edizione, minimi segni del tempo, buon es.
br. Le ultime decadi del ventesimo secolo e le prime del ventunesimo hanno segnato l'avvento di una nuova epoca di longevità. A lungo considerato dalla demografia e dalla gerontologia esclusivo dei paesi industrializzati europei e nordamericani, il processo di invecchiamento demografico ha coinvolto progressivamente anche gli altri continenti. Questa nuova era di longevità è stata recepita di frequente in modo ambivalente, da un lato come la concretizzazione dell'ideale moderno della lunga vita, dall'altro come l'aumento drammatico di una popolazione sempre più bisognosa di assistenza. Questa selezione di influenti ricerche etnografiche e antropologiche offre una disamina della domanda di assistenza agli anziani in chiave trans-culturale e globale, condotta a partire dall'esplorazione di cinque differenti aree geografiche nell'epoca attuale - sub continente indiano, Africa occidentale, Nord America, Europa mediterranea e Asia orientale. Il volume è caratterizzato da un approccio comparativo e critico, che prende le distanze da un'immagine idealizzata della longevità ma che rifiuta al tempo stesso la metafora del "peso" della cura. In questo senso la cura è vista come una forza imprescindibile nella costruzione di categorie sociali fondamentali. Attraverso gli studi proposti, le pratiche di assistenza agli anziani emergono dunque come punti privilegiati di osservazione su temi che interessano in definitiva la formazione della persona e delle traiettorie di vita.
606286Tucson, The University of Arizona Press, 1991. In-8, rel. éd. demi-toile enduite bordeaux, dos lisse, titre en noir, plats en toile enduite beige, ill. et titre en noir sur le 1er plat; XVII-404 pp., très nb. fig., croquis, cartes, ill. photogr. en n/b. in-t., texte en anglais, bibliographie, index.
ill., br. un'antropologa e storica delle religioni entra nel mondo claustrale cattolico, per motivi di ricerca, come se fosse una postulante. Il limite di accesso, fisico e simbolico, che caratterizza di solito i monasteri, ha spesso prodotto dei lavori di riflesso, in cui l'esperienza di campo, in quanto ambiente comunicativo di incontro, è del tutto assente o deformata. Tali luoghi sono di solito conosciuti attraverso i testi scritti e i racconti dei religiosi che vivono in quel mondo ma che non permettono ad altri di entrarvi. Questo lavoro nasce da un'etnografia partecipata, in veste di attrice sociale protagonista, all'interno di due monasteri francesi di Carmelitane scalze. L'autrice sperimenta e racconta, in prima persona, quelle "minuzie della vita quotidiana" delle monache che sfuggono di solito agli occhi dello studioso, ma che danno forma a processi comunitari e, nel tempo, costruiscono la donna religiosa. L'ideale a cui tende il gruppo monastico non è dato esclusivamente dai testi, che lo definiscono e lo descrivono, ma soprattutto dalla pratica, che costruisce un proprio modello applicativo e che nasce dall'agire stesso. Questo porta la studiosa a vedere come la regola sia applicata nella pratica e quali sfasature si vengano a creare tra ortodossia e ortoprassi.
Savona, Antonio Virgilio; Straniero, Michele L. I canti del mare nella tradizione popolare italiana. Milano, 1980, 595 p., 16 c. di tav. ill. ; 24 cm Contiene testi musicali. (0000000050094)
London, N.Y., Toronto, Hodder and Stoughton, (1913). 4to. 2 orig. full pictorial cloth. Gilt lettering. 2 frontispieces (1 in heliogravure, 1 coloured). XXIV,432 XVI,504 pp., profusely illudtrated with plates, 2 maps 81 folding). Clean and fine.
191359689London, N.Y., Toronto, Hodder and Stoughton, (1913). 4to. 2 orig. full pictorial cloth. Gilt lettering. 2 frontispieces (1 in heliogravure, 1 coloured). XXIV,432XVI,504 pp., profusely illudtrated with plates, 2 maps 81 folding). Clean and fine.