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24 cm, brossura editoriale; pp. 48
2010100148854Editions Florent Massot 2010 15 4x3 2x23 6cm. 2010. Broché. Témoignage autobiographique d'un ancien narcotrafiquant surnommé Osito qui retrace son parcours du marché parisien jusqu'aux cartels colombiens. Le livre décrit une ascension fulgurante marquée par l'adrénaline et le danger suivie d'une descente aux enfers en offrant un portrait précis et cru de ce milieu
19921234011992 Editions Glénat - 1990/1992 - 31 volumes in-4, broché, couverture illustrée - 68 planches en couleurs pour chacun des volumes - Collection complète des 31 volumes Glénat broché en couleurs
P. BIANCO Droga di classe: il traffico di stupefacenti dall'assassinio di Tiffany all'arresto di Torri. Roma, La Nuova Sinistra 1972 italian, 103 p9 Brossura editoriale, volume in buone condizioni, segni di usura causati dal fattore tempo sulla copertina, interno in ottimo stato, legatura salda, fotografie in b\n 103 pagine circa Copertina come da foto Titolo completo: Droga di classe: il traffico di stupefacenti dall'assassinio di Tiffany all'arresto di Torri
ill., br. Un'indagine sull'argomento più controverso e scivoloso del mondo: lo spaccio di droga. Una serie di interviste a pusher indipendenti che per la prima volta si raccontano. Dall'olocausto dell'eroina negli anni ottanta fino al techno-smazzo di oggi reso possibile dal binomio darkweb/bitcoin. Le organizzazioni criminali gestiscono la stragrande maggioranza del traffico mondiale e sono in grado di influenzare le politiche di intere nazioni. Sono strutturate come multinazionali: consigli di amministrazione, manager, consulenti bancari per il riciclaggio, contadini e operai che producono e imbustano e infine tanti soldati che spacciano per le strade. Ci sono però donne e uomini che vivono nel milieu della droga cercando di aggirare questi sistemi mafiosi, proprio come i protagonisti di Diversamente pusher. Soggetti che in genere preferiscono rapporti ispirati a modelli più umani, mutuati dalla prassi delle controculture, della vecchia malavita o delle economie alternative. Le loro storie si contrappongono all'immaginario creato e manovrato dalle grandi aziende dell'intrattenimento che sembrano avere l'esclusiva legittimità per parlare di sostanze stupefacenti, intossicandoci con saghe epiche su Pablo Escobar, sui cartelli messicani, sui "bad guys" italoamericani e ultimamente con poco realistiche serie tv alla "Breaking Bad". Se questi sono i modelli mainstream è meglio rivolgersi altrove per trovare un briciolo di senso etico nel delicato rapporto tra noi e le sostanze che alterano gli stati di coscienza. Pablito el Drito ha trascorso sei mesi tra i battitori liberi dello spaccio per capire chi sono, come vivono e cosa pensano.
IN-8°, PP. 233 (4), CART. EDIT., COP. ILL. COL. DI IVAN GONGALOV, OTTIMO STATO (F), (SMASH, 1). PT4B 211
br. L'Inferno esiste, è sulla Terra e ha un nome. Lo chiamano il bosco di Rogoredo e si trova a poche fermate di metropolitana dai grattacieli sfavillanti di Milano. È la più grande zona di spaccio a cielo aperto d'Italia, qui arrivano da tutta Europa dannati che per pochi euro comprano dosi di eroina da diavoli che vendono sogni di morte. Sono tante le storie raccontate in queste pagine: Carlo, che ha alle spalle tante perdite e tanto dolore e ora si aggira dentro il boschetto in una danza macabra e senza sosta, sempre alla ricerca di una dose; Regina, che ha il collo lungo come le donne nei quadri di Modigliani e vuole solo sballarsi; Luna che ha perduto se stessa e fatica a ritrovarsi e Silvia, una ragazza perbene, semplice, caduta per caso nel tranello della droga, mentre il padre continua a cercarla ogni giorno per le strade della città. La giornalista Micaela Palmieri, insieme a un cameraman e a un volontario, ha passato una notte nel bosco della droga e si è immersa in tutto il suo orrore e nella solitudine di queste vite piene di niente. Il risultato è questo libro: un'inchiesta dura, straziante e necessaria che, in forma romanzata, racconta storie di una vita drammaticamente vera. Ma oltre all'abisso della dipendenza e della violenza queste pagine parlano anche della voglia di ricominciare, perché nessuno esce dal bosco uguale a come ci è entrato. Prefazione di Alessandro Rodino Dal Pozzo, presidente della Comunità San Patrignano.
(Saggi). 8°, pp.162 (14). Br. edit. con sovrac. ill.
Torino, Einaudi, 1966, in-8, br. editoriale.
Torino, Giulio Einaudi editore, 1966, in-8, brossura editoriale, pp. 162, [12]. Coll. Saggi, n. 394.
in-8°, pp. 86-(1). Bross. edit., collocata a rovescio rispetto al testo interno. Tracce del tempo e d'uso sui piatti.
In 8°, br. edit. ill. (lievemente brunita e fiorita), pp. 188,(4); coll. "La Gaja Scienza. Volume 12"; copia molto buona, solo lievemente brunita. (CA020) (la spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
192312001Partitions sur Paris Paname,Partitions sur la Drogue,Partitions sur l'Alcool Maillochon 1923
In 16° br. fig. col. pp. 155, ben tenuto
CON SOVRACCOPERTA. COPERTINA DISEGNATA DA ROBIN BARNITZ numero pagine: 271 formato: 15x21.5 stato conservazione: DISCRETO, FIORITURE
brossura "Notti tossiche" esplora il potenziale politico dell'andare in discoteca attraverso una grammatica diversa da quella dell'attivismo tradizionale, concependo il clubbing come una guerriglia micropolitica votata al presente, in cui corpi e piaceri sono il punto d'appoggio del contrattacco. Per riuscirci è necessario: primo, riconoscere come la somatofobia - il rifiuto dell'immanenza della carne a favore della trascendenza del pensiero - abbia modellato la storia dell'Occidente; secondo, mettere in pratica il (contro)sapere edonico elaborato da quegli artisti, intellettuali, soggetti LGBT, femministe e queer che per primi hanno riconosciuto le potenzialità insurrezionali del piacere. Il risultato è un'immersione totalizzante in un microcosmo prodotto dall'incontro tra suoni, sguardi, sostanze ed energie per indagare la capacità del clubbing di configurarsi come spazio di resistenza alla managerializzazione del sé e all'anestetizzazione sociale del regime post-disciplinare contemporaneo.
brossura "Notti tossiche" esplora il potenziale politico dell'andare in discoteca attraverso una grammatica diversa da quella dell'attivismo tradizionale, concependo il clubbing come una guerriglia micropolitica votata al presente, in cui corpi e piaceri sono il punto d'appoggio del contrattacco. Per riuscirci è necessario: primo, riconoscere come la somatofobia - il rifiuto dell'immanenza della carne a favore della trascendenza del pensiero - abbia modellato la storia dell'Occidente; secondo, mettere in pratica il (contro)sapere edonico elaborato da quegli artisti, intellettuali, soggetti LGBT, femministe e queer che per primi hanno riconosciuto le potenzialità insurrezionali del piacere. Il risultato è un'immersione totalizzante in un microcosmo prodotto dall'incontro tra suoni, sguardi, sostanze ed energie per indagare la capacità del clubbing di configurarsi come spazio di resistenza alla managerializzazione del sé e all'anestetizzazione sociale del regime post-disciplinare contemporaneo.
PP. 32, CM. 14,5X10,5, BROSS.
In-8° pp. 283, bross. edit. Dedica autografa di Don Picchi.
In-8°, pp. 337-(4). Bross. edit.
In-8 (cm. 21.50), brossura illustrata, pp. 337, (13). Prima edizione. A cura di Enzo Caffarelli. Una decina di pagine sottolineate a matita. Tracce d’uso alle punte ed una macchia al taglio inferiore; peraltro, volume in buono stato (good copy).
21 cm, bross; pp. 337
Casale Monferrato, Edizioni Piemme, 1990, in-8, legatura editoriale in piena tela, sovraccoperta con ritratto fotografico dell'autore, pp. 317, [1]. Prima edizione. Ottimo esemplare.