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ril. Gennaio 2005. Gianfranco Franciosi, per tutti Gianni, ha venticinque anni e un talento innato come meccanico navale. A Bocca di Magra lo conoscono tutti, le sue giornate trascorrono tra casa, cantiere e il ristorante di famiglia dove passa per litigare con il padre. Un giorno riceve una strana visita: due clienti offrono un anticipo da cinquantamila euro in contanti per un gommone velocissimo, con doppio fondo ed equipaggiato con radar e GPS. Gianni si insospettisce, va alla polizia e accetta di aiutare gli investigatori a capirci di più. Sembra una cosa destinata a risolversi in fretta, invece Gianni scivola in un gioco più grande di lui e, con il passare dei mesi, diventa un agente infiltrato a tutti gli effetti. Inizia così la sua seconda vita: quattro anni di viaggi in Sudamerica per trasportare enormi quantità di cocaina, quattro anni di festini con i narcos e di riunioni di emergenza con la polizia, quattro anni di paura. Diventa fratello acquisito del boss spagnolo Aurelio e guadagna una collezione di Rolex ("uno per ogni affare che faremo insieme") ma al tempo stesso perde tutto: l'amore della sua donna, la famiglia, il lavoro. Quando finalmente la polizia conclude il più grande sequestro di droga mai avvenuto in Europa, Gianni è pronto a riprendersi la sua vita, ma Aurelio sfugge all'arresto e vuole vendetta. È l'inizio di un incubo che continua ancora oggi: Gianni deve rinunciare alla sua identità e sparire nel nulla.
[85]-94pp., caption title, disbound. Off-print from 'The Practitioner', 1887. Formerly in the library of the Birmingham Medical Institute.
br. Benvenuto nel mondo di Rico. Uno che, per quattro spiccioli, ha venduto l'anima al diavolo. Sarà semplice immedesimarti in lui e lasciarti trasportare nell'inferno della tossicodipendenza. Pagina dopo pagina l'autore si mette integralmente a nudo attraverso la pagina stampata. Si toglie i vestiti, apre il cuore ed i pensieri. Rivolto a un giovane lettore (dai 16 anni in su), ma anche ad un genitore in cerca di risposte, ad un educatore che potrà arricchire la sua conoscenza, a chiunque sia in cerca di una lettura stimolante, sincera e, soprattutto, vera. Perché non è vero che per capire le droghe bisogna provarle. Per capire che un'arma carica può uccidere una persona, non dobbiamo necessariamente sparare. Possiamo comprendere senza dover provare.
br. In Nemesis si intrecciano quattro storie. La storia di Antonio Francisco Bonfim Lopes, giovane brasiliano onesto, gran lavoratore e padre premuroso, che, per pagare le cure della sua bambina affetta da una rara malattia, non riesce a trovare altra via se non quella del mondo della droga, dove diventa Nem, boss dei boss di Rocinha, e infine l'uomo più ricercato di tutto il Brasile. La storia di Rocinha, in cui come in tutte le altre favelas di Rio de Janeiro, lo Stato è sempre stato assente - a parte la Polizia perlopiù violenta e corrotta - e che, invece, grazie a Nem conosce un periodo di pace e di stabilità. La storia del Brasile nel suo lento e faticoso cammino dal colonialismo alla democrazia passando attraverso la dittatura militare, e della sua lotta contro la povertà, la violenza e la corruzione. E infine, ma non meno importante, la storia di come due uomini, il protagonista e l'autore, così diversi per cultura, ruolo ed età, durante i loro incontri nel carcere di massima sicurezza di Campo Grande, riescano a costruire un rapporto di rispetto e fiducia reciproci.
ill., br. Le droghe, in sostanza è il terzo numero di Cose spiegate bene, la rivista di carta del Post realizzata in collaborazione con Iperborea. Le sostanze che chiamiamo «droghe» sono tante e diverse, e i loro effetti variano molto a seconda delle dosi, delle caratteristiche di chi le assume e delle ragioni per cui lo fa. Per questo parlare delle droghe come se fossero tutte uguali è riduttivo e fuorviante. Inoltre ignora il fatto che la stessa sostanza che qualcuno usa per provare piacere e divertirsi, può essere utile a qualcun altro per i suoi effetti terapeutici: il confine tra «droghe», per come abitualmente usiamo questo termine, e «farmaci» è meno netto di quanto si pensi. Negli ultimi anni è diventato evidente con la grande epidemia da dipendenza da farmaci oppioidi negli Stati Uniti da un lato, e dall'altro col sempre maggior interesse della comunità scientifica sui possibili utilizzi delle sostanze psichedeliche per alleviare forme di disagio psichico. Nel frattempo in molte parti del mondo si mette in discussione la cosiddetta «guerra alle droghe» e si tentano nuovi approcci, con depenalizzazioni e legalizzazioni, conservando l'attenzione necessaria sui rischi. Per capire quale direzione prendere bisogna prima di tutto capire di cosa parliamo. Con testi di Fabio Cantelli Anibaldi, Agnese Codignola, Carlo Gabardini, Vanni Santoni, Laura Tonini e della redazione del Post. A cura di Ludovica Lugli, con la consulenza di Paolo Nencini. Illustrazioni di Paolo Bacilieri.
ill., br. La Caveira, un teschio infilzato da un pugnale, è il simbolo delle forze speciali di polizia e delle forze armate brasiliane in prima linea per il contrasto alla criminalità organizzata e al narcotraffico. Gli uomini della Caveira, tutti volontari, seguono un addestramento unico e una selezione che spinge all'estremo le capacità fisiche e mentali e sono considerati i migliori al mondo nel combattimento in aree urbane. Del valore di questi combattenti è stato testimone Gianpiero Spinelli, ex parà della "Folgore", ora contractor arruolato nelle file della sicurezza privata, arrivato in Brasile per un progetto di addestramento all'antiterrorismo. Dopo l'inferno iracheno che ha raccontato in Contractor, si trova in un'altra guerra: quella della polizia brasiliana contro i narco. Una guerra mai dichiarata, combattuta fra i vicoli delle favelas, dove corruzione, violenza, miseria e paura sono la vita quotidiana. Questo libro racconta l'altra faccia del Brasile che si prepara ai Mondiali di calcio e alle Olimpiadi del 2016 e deve riconquistare alla legalità intere zone delle città e del Paese. È il diario di una missione vissuta al fianco degli uomini della Caveira, onesti e implacabili, ma anche un documento sulle organizzazioni criminali brasiliane e sulle loro connessioni internazionali.
In 8°, br. edit., pp. 257,(3); ottimo es..
Broch?. 220 pages.
In 16°, br. edit. ill., pp. (VIII),159,(9), volume 269 dei "Nuovi Coralli"; prima ed. nella coll., copia molto buona. (L009) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
in 8°, cop. edit., pp. (XXIV),165,(3), volume nr. 1 della collana "Le nostre inchieste"; ottimo es.
Mm 105x180 Prima edizione - Brossura editoriale di 78 pagine. Con un saggio di Marco Taradash. Traduzione di Caterina Verbaro. Copia in condizioni pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In 8°, t.t. edit. con sovracc., pp. (4),220,(4); coll. "Frecce"; prima ed., ottimo es..
(Codice CW/1821) In 16º (21 cm) 152 pp. Prima edizione. Brossura editoriale, come nuovo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
P., A. Michel, 1927. In-12 relié demi basane bleu, dos long souligné de filets dorés, plat supérieur de la couverture conservé, 251 pages.
Broch?. 239 pages.
In 16°, cop. edit. ill., pp. 407,(1), ottimo es.
in 8°, cop. edit. ill., pp. 318,(2), volume della collana "Attualità"; ottimo es.
In-8 (cm. 21.60), brossura, pp. 193, (3), 15, (5), con una fotografia in bianco e nero nel testo. Alcune sottolineature a matita. In buono stato di conservazione (good copy).
In-8 (cm. 24.40), brossura editoriale illustrata (tracce d’uso), pp. 237, (3). Testo in buono stato (text in good condition). .
br. "Have a drink on me" non racconta una storia qualunque, ma tra le sue pagine si celano le parole che l'autore ha sentito l'esigenza fisica di esternare, riguardo a un demone che ancora invade il corpo e l'anima di troppi giovani come lui: l'alcol. È una storia vera, cruda, fredda dove, senza mezze misure e senza più nascondersi, l'autore narra il viaggio della propria vita con l'alcol e poi, finalmente, il viaggio contro di esso. Una battaglia atroce contro un avversario ostico ma definitivamente battuto con l'impegno, la costanza, la tenacia e soprattutto l'aiuto delle persone a lui care.
brossura «Questo è ciò che succederà a chiunque non capisca, il messaggio è destinato a tutti». Ecco un minaccioso narcomanta, poche parole su un lenzuolo insanguinato, in una storia di giornalisti trucidati, cadaveri decapitati, horrorismo, scontri a fuoco e massacri: se tutto questo vi attira significa che la necropolitica funziona e in questo libro è spiegato perché. Una narcostoria che apre il sipario sulla vicenda dei quarantatre studenti desaparecidos di Ayotzinapa e si snoda attraverso un secolo di proibizionismo armato in cui Stati Uniti e Messico insieme hanno costruito la politica della guerra alle droghe, con lo scopo di controllare profitti del narcotraffico e popolazioni coinvolte al di qua e al di là del muro in costruzione. To be continued...
br. Coca, farlopa, perico, fariña. Nella storia galiziana nessun prodotto è mai stato commercializzato con tanto successo. Negli anni ottanta e novanta infatti quasi tutta la cocaina che sbarcava in Europa faceva il suo ingresso dai porti della Galizia, che allora ha rischiato di trasformarsi in un vero e proprio narcostato. Oltre alla posizione geografica privilegiata, la Galizia aveva tutte le carte per diventare una "nuova Sicilia": ritardo economico, una tradizione secolare di contrabbando via terra, mare e fiumi, e un atteggiamento di tolleranza ammirata verso una cultura criminale ereditata dall'epoca degli "inoffensivi" e "benevoli" boss del tabacco. I clan, potenti e intoccabili, sono cresciuti in un clima di massima impunità grazie all'inerzia - se non alla complicità - della classe politica e delle forze dell'ordine. Attraverso le testimonianze dirette di boss, piloti di aerei, pentiti, giudici, poliziotti, giornalisti e madri di tossicodipendenti, Nacho Carretero disegna con minuzia uno scenario criminale spesso sottovalutato, ma che ha annientato il tessuto sociale, economico e politico della regione spagnola, che ancora oggi paga il prezzo delle attività dei clan del narcotraffico, tutt'altro che estinti.
br. La relazione tra gli otto uomini più potenti del XX secolo e i loro medici è al centro di questo saggio. Da Hitler a Mussolini, da Stalin a Churchill, il libro apre a nuovi retroscena su coloro che scrissero la storia del Novecento, ma anche sull'influenza che la medicina esercitò sulle loro azioni. Testimoni e custodi di segreti pubblici e debolezze private, i dottori mettevano davvero al primo posto la salute dei loro pazienti? E, nella scelta del medico, quanto influivano le doti di riservatezza? E quanto contava, davvero, la competenza? Uno studio sul passato che solleva inquietanti interrogativi sul tempo presente: conoscere lo stato di salute di un leader politico può mettere in pericolo un Paese?