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ill., br. A quarant'anni dal duplice omicidio di Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, giovanissimi frequentatori del centro sociale Leoncavallo di Milano assassinati il 18 marzo del 1978, si è resa doverosa una ricostruzione di quel tragico avvenimento, ripercorrendo i fatti sulla base degli atti giudiziari e non solo, con particolare attenzione alle dinamiche dei gruppi armati neofascisti dell'epoca. In questo quadro anche lo sconcerto di un'indagine durata ventidue anni, passata tra le mani di diversi magistrati e conclusasi con un'archiviazione.
br. Con lo scoppio della emergenza Tossicodipendenza negli anni '70, un "drogologo" di provincia alle prime armi si trova ad affrontare una intensa esperienza coi tossici "storici", per nulla attesa o prevista. L'urgenza di trovare delle risposte, che vadano oltre i luoghi comuni e i diversi "che fare" istituzionali, lo porta a sperimentare varie strade innovative ma fallimentari. Una lettura affascinante, scritta con uno stile semplice e di vita, con esempi e proverbi, col gergo dei tossici, che fa scorrere le parole come sequenze di un film. Una riflessione profonda che propone una lettura nuova del fenomeno internazionale delle tossicomanie giovanili, per spingere ad un serio e collettivo dibattito-confronto, la mancanza del quale ha causato un procedere cieco e senza direzione strategica.
br. L'Inferno esiste, è sulla Terra e ha un nome. Lo chiamano il bosco di Rogoredo e si trova a poche fermate di metropolitana dai grattacieli sfavillanti di Milano. È la più grande zona di spaccio a cielo aperto d'Italia, qui arrivano da tutta Europa dannati che per pochi euro comprano dosi di eroina da diavoli che vendono sogni di morte. Sono tante le storie raccontate in queste pagine: Carlo, che ha alle spalle tante perdite e tanto dolore e ora si aggira dentro il boschetto in una danza macabra e senza sosta, sempre alla ricerca di una dose; Regina, che ha il collo lungo come le donne nei quadri di Modigliani e vuole solo sballarsi; Luna che ha perduto se stessa e fatica a ritrovarsi e Silvia, una ragazza perbene, semplice, caduta per caso nel tranello della droga, mentre il padre continua a cercarla ogni giorno per le strade della città. La giornalista Micaela Palmieri, insieme a un cameraman e a un volontario, ha passato una notte nel bosco della droga e si è immersa in tutto il suo orrore e nella solitudine di queste vite piene di niente. Il risultato è questo libro: un'inchiesta dura, straziante e necessaria che, in forma romanzata, racconta storie di una vita drammaticamente vera. Ma oltre all'abisso della dipendenza e della violenza queste pagine parlano anche della voglia di ricominciare, perché nessuno esce dal bosco uguale a come ci è entrato. Prefazione di Alessandro Rodino Dal Pozzo, presidente della Comunità San Patrignano.
br. Cibi divini, alimenti per l'anima o strumenti visionari per il contatto col mondo sovrannaturale? Queste sono alcune delle principali ragioni per le quali le popolazioni tribali assumono droghe, attraverso l'ingestione di centinaia di formiche rigorosamente vive, lo scorticamento di parti di pelle per assorbirne gli effetti attraverso la ferita, la golosa ricerca di putrefazioni cadaveriche umane o ristillazione negli occhi di corrosivo succo di millepiedi. Nonostante l'apparente irrazionalità, c'è tanto significato, umanità ed emozione in questi comportamenti estremi. Nella cultura occidentale si continua a vedere le droghe come una forma di fuga dalla realtà. Nel mondo tradizionale, ma anche in alcuni ambiti del mondo moderno occidentale, il suo uso invece è ampiamente dettato da motivazioni differenti, spesse volte con l'opposto intento di "vedere meglio la realtà": come negli scopi spirituali-religiosi, sciamanico-terapeutici, magico-divinatori, iniziatico-pedagogici, come correttivi del carattere, per scopi giudiziari, o come viatici pre-morte. Un libro che racconta le pratiche estreme delle popolazioni tribali, in una panoramica di grande suggestione antropologica. Un libro affascinante che restituisce alle droghe un ruolo e una funzione sociale per noi totalmente sconosciute.
br. Nelle profondità del Brasile, da diversi secoli un culto religioso impiega una fonte visionaria - la jurema - ricavata da alcuni alberi del genere Mimosa. Fra tutti gli esseri viventi, queste piante producono di gran lunga le più elevate quantità di DMT, un potente allucinogeno. Dalle popolazioni native, culla originaria di questa pratica visionaria, la jurema si è in seguito trasformata nei moderni culti di possessione afro-brasiliani. Il culto della jurema conta su proprie divinità (le Orixà) e specifiche pratiche di trance-possessione. Dopo aver ripercorso queste pratiche nei suoi aspetti storici, etnografici ed etnobotanici, nella seconda parte del libro Samorini sviluppa un vero e proprio innovativo Manuale di psiconautica, incentrato sul ruolo dei MAO-inibitori e la loro sostituibilità. È questa una parte assolutamente di frontiera, che merita veramente l'attenzione di ogni psiconauta.
br. "Non esiste mercato al mondo che renda più di quello della cocaina. Non esiste investimento finanziario al mondo che frutti come investire in cocaina. Nemmeno i rialzi azionari da record sono paragonabili agli "interessi" che dà la coca. Se investissi oggi 1000 euro in azioni Apple, dopo un anno me ne tornerebbero circa 1600; ma se investo la stessa cifra in cocaina, dopo un anno me ne tornano 182mila. Da tempo studio queste dinamiche e, più scendo nei gironi imbiancati dalla coca, più mi accorgo che la gente non sa. C'è un fiume impetuoso che scorre sotto le grandi città, un fiume che nasce in Sudamerica, passa dall'Africa e si dirama ovunque. Uomini e donne passeggiano per via del Corso a Roma e per i boulevard parigini, si ritrovano a Times Square e camminano a testa bassa lungo i viali londinesi. Sotto di loro il fiume bianco scorre non visto, scorre inascoltato." (L'autore)
br. Un tunnel buio e nero da cui nessuno esce e da cui niente filtra. Una schiavitù dirompente da un veleno devastante. Anni di dolore. Un killer infallibile: eroina. Una difesa dalla morsa della dipendenza in un ambiente giusto di recupero. Lavoro e sacrificio. Vittoria finale e una nuova vita. La mia resurrezione.
Max Meier Glatt I fenomeni di dipendenza. Guida alla conoscenza e al trattamento. Milano, Feltrinelli 1979 , 309 1979. "Biblioteca di Psichiatria e di Psicologia clinica. Serie di Psichiatria Pratica, n.7" Opera con copertina morbida in brossura e sovraccoperta alettata. N 130
In 8° br. fig. col. pp. 238, ben tenuto
Mm 150x230 Brossura editoriale di pagine 234, sottolineature a matita in alcune parti. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 170x240 Volume nella sua brossura originale, dorso muto,333 pagine. Opera in condizioni molto buone, presenta leggeri segni d'uso sulla copertina e una piccola etichetta al dorso. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Roma, "Istituto di Medicina Sociale" Editore, 1953, in-8, br., pp. 174, (2). Con bibliografia.
Broch?. 95 pages.
A clean, unmarked book with a tight binding. 338 pages.
A clean, unmarked book with a tight binding.
A clean, unmarked book with a tight binding. 127 pages. 6 1/8"w x9 1/4"h. Full blue cloth boards. Many illustrations and diagrams in black and white.
Ex-library book with the usual stamps and markings. Interior pages clean and unmarked; tight binding.
br. Alessandra Di Pietro, con il rigore della giornalista e il cuore di un genitore, indaga sul consumo alcolico tra i minori attraverso le storie dei ragazzi che raccontano in prima persona la loro esperienza con l'alcol e gli interventi dei maggiori esperti: psicologi, sociologi, epidemiologi, forze dell'ordine. L'unica raccomandazione possibile per i minori è: "zero alcol", ma non viviamo in un mondo perfetto. Non basta dire ai ragazzi che l'alcol fa male perché smettano di bere, e nessun genitore vuole vedere il proprio figlio perdersi dentro un bicchiere. C'è un modo efficace per far capire ai ragazzi che è meglio non farlo? Ci sono canali precisi sui quali sintonizzarsi per imparare ad ascoltarli e aprire un dialogo fruttuoso? Stiamo crescendo una generazione di futuri alcolisti? Con la lettura dei dati più aggiornati e la complessità dei migliori studi, il libro va oltre gli allarmi e gli stereotipi, ridisegna le reali proporzioni del fenomeno, individua i punti di pericolo e vulnerabilità dei nostri figli, offre spunti, idee e riflessioni per prevenire e intervenire se l'alcol diventa una relazione pericolosa. Il gioco della bottiglia è una guida utile per genitori, insegnanti, operatori sociali che allarga lo sguardo verso la complessità dei nostri ragazzi in crescita che così tante volte sono migliori di come ce li immaginiamo.
br. Il genio dei greci battezzò le droghe con la parola pharmakon, che significa al tempo stesso medicina e veleno: dipende dalla consapevolezza, dall'occasione e dal singolo individuo se l'una cosa travalica nell'altra". Antonio Escohotado ricostruisce qui i comportamenti di fronte alle droghe lungo tutta la storia del genere umano, mettendone in luce i diversi utilizzi, a scopi religiosi, o terapeutici, o puramente edonistici. Allo stesso tempo, vengono esaminate le varie politiche limitative e repressive di volta in volta adottate dalle istituzioni pubbliche. Ne scaturisce un quadro di informazioni assai dettagliate e di notizie spesso curiose che mostra come la storia delle droghe accompagni passo a passo tutta la vicenda degli uomini costituiti in società.
br. Ogni anno, in Italia, 20.000 operazioni di polizia assicurano alla giustizia oltre 30.000 persone, permettendo di porre sotto sequestro più di 70 tonnellate di stupefacenti: questi sono i numeri di una lotta quotidiana contro un'offerta di droga sempre più articolata e complessa che non si rivolge più soltanto alla figura del tossicodipendente emarginato ma ad un pubblico di consumatori perfettamente integrati nella società. Protagoniste indiscusse di questo nuovo scenario sono le cosiddette nuove sostanze psicotrope (NSP): principalmente anfetamine e metanfetamine. Sostanze di laboratorio la cui composizione chimica viene modificata con grande rapidità tentando di sfuggire ai controlli e ai divieti della legge. Nel volume di Lazzaro, operativo nella Guardia di Finanzia, il fenomeno viene trattato a 360 gradi partendo dalle origini delle sostanze stupefacenti, e dalla loro natura chimica, per poi descrivere le relative tecniche di produzione, il modo in cui vengono portate in Italia, la loro rete di distribuzione fino ad arrivare alla novità del terzo millennio: le piazze di spaccio online.
br. Nel corso della sua carriera il farmacologo tedesco Louis Lewin ha condotto ricerche fondamentali nel campo degli studi sulle sostanze psicotrope e sui loro effetti. Ancora oggi le sue indagini sul peyote - le prime in assoluto rappresentano uno sforzo pioneristico di notevole rilevanza. Phantastika è senza dubbio l'opera più importante di Lewin, un'analisi meticolosa che classifica le droghe in cinque categorie: euforici, fantastici, inebrianti, ipnotici ed eccitanti. Lewin non si limita soltanto a descrivere gli effetti delle sostanze, ma esplora le ritualità di consumo e tenta di individuare nella storia della letteratura alcuni casi strettamente connessi al consumo di droga. Al di là del suo valore scientifico, Phantastika ha rappresentato una suggestione cruciale per la generazione degli intellettuali modernisti come Aldous Huxley.
br. Nel corso della sua carriera il farmacologo tedesco Louis Lewin ha condotto ricerche fondamentali nel campo degli studi sulle sostanze psicotrope e sui loro effetti. Ancora oggi le sue indagini sul peyote - le prime in assoluto rappresentano uno sforzo pioneristico di notevole rilevanza. Phantastika è senza dubbio l'opera più importante di Lewin, un'analisi meticolosa che classifica le droghe in cinque categorie: euforici, fantastici, inebrianti, ipnotici ed eccitanti. Lewin non si limita soltanto a descrivere gli effetti delle sostanze, ma esplora le ritualità di consumo e tenta di individuare nella storia della letteratura alcuni casi strettamente connessi al consumo di droga. Al di là del suo valore scientifico, Phantastika ha rappresentato una suggestione cruciale per la generazione degli intellettuali modernisti come Aldous Huxley.
In-8, brossura, pp. 173. Pagine leggermente ingiallite per la qualità della carta, peraltro in buono stato (good copy).
ill., br. Un'indagine sull'argomento più controverso e scivoloso del mondo: lo spaccio di droga. Una serie di interviste a pusher indipendenti che per la prima volta si raccontano. Dall'olocausto dell'eroina negli anni ottanta fino al techno-smazzo di oggi reso possibile dal binomio darkweb/bitcoin. Le organizzazioni criminali gestiscono la stragrande maggioranza del traffico mondiale e sono in grado di influenzare le politiche di intere nazioni. Sono strutturate come multinazionali: consigli di amministrazione, manager, consulenti bancari per il riciclaggio, contadini e operai che producono e imbustano e infine tanti soldati che spacciano per le strade. Ci sono però donne e uomini che vivono nel milieu della droga cercando di aggirare questi sistemi mafiosi, proprio come i protagonisti di Diversamente pusher. Soggetti che in genere preferiscono rapporti ispirati a modelli più umani, mutuati dalla prassi delle controculture, della vecchia malavita o delle economie alternative. Le loro storie si contrappongono all'immaginario creato e manovrato dalle grandi aziende dell'intrattenimento che sembrano avere l'esclusiva legittimità per parlare di sostanze stupefacenti, intossicandoci con saghe epiche su Pablo Escobar, sui cartelli messicani, sui "bad guys" italoamericani e ultimamente con poco realistiche serie tv alla "Breaking Bad". Se questi sono i modelli mainstream è meglio rivolgersi altrove per trovare un briciolo di senso etico nel delicato rapporto tra noi e le sostanze che alterano gli stati di coscienza. Pablito el Drito ha trascorso sei mesi tra i battitori liberi dello spaccio per capire chi sono, come vivono e cosa pensano.
br. L'erba buona? Non muore mai, ma non solo: è destinata ad avere lunga vita. Parola di Stefano Zanchetta, coltivatore in grande stile di marijuana sulle pendici del monte Grappa nonché singolare protagonista-narratore di questo libro. Quando lo incontra per la prima volta, Alessandro Zaltron capisce subito di aver scoperto un personaggio, uno di quegli avventurieri che sembrano usciti dalla penna di un Wilbur Smith o forse di un Daniel Defoe, rotti a qualunque esperienza purché estrema e capaci di raccontarla con un'impudenza e una vivacità di linguaggio istintive. Orchestrando con sagacia l'affabulazione di Zanchetta, Zaltron ce ne presenta le molteplici e contrastanti identità: ex chierichetto, para della Folgore, guardiano di una miniera di rubini in Tanzania, turista non per caso in Centroamerica, testimone di alcun grandi segreti di Stato. E inoltre: mistico a Pantelleria, filosofo naturale, raffinato sommelier, ristoratore e, al momento, tenutario di una fattoria modello, ovviamente ecologica. Una vita spericolata, quella di Zanchetta, costantemente appesa a un filo - meglio se di canapa. Perché "Viva maria!" è soprattutto la storia di un'ossessione quasi amorosa per la pianta di canapa e i suoi utilizzi leciti e illeciti, e insieme un tentativo di padroneggiare quest'ossessione, di considerarla da un punto di vista narrativo. Ne è venuto fuori un libro di avventura e di riflessione dominato dalla figura sconcertante di un bucaniere della profonda provincia veneta.