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1990145349München ; Wien ; Zürich : BLV, 1990. 160 S., mit zahlreichen Abbildungen, mit Begleitheft 4°, Hardcover/Pappeinband
1924RO60080484KUNSTVERLAG ANTON SCHROLL & CO.. 1924. In-4. Cartonné. Etat d'usage, Coins frottés, Dos abîmé, Intérieur frais. 236 pages. 455 planches illustrées en noir et blanc. Texte en allemand. Coiffes légèrement abîmées.. . . . Classification Dewey : 700-LES ARTS
1973R0362-04(Wien-Heidelberg),Ueberreuter (1973). 107 S. Mit mehr. Phototaf. Farbig illustr., glanzkasch. Okart., etw. bestoßen, Schnitt leicht fleckig, sonst gut erh.
1957009687Salzburg., Otto Müller., 1957. Hrsg. vom Österreichischen Berufsschilehrerverband. 119S. 4. Auflage. 16. - 25. Tausend. Name auf Vorsatz. Quer-4°. OLeinen.
195765611957. Otto Müller, Salzburg, 6. Aufl. Mit Abb.. Ill. OPb, 120 S., kl. 8°.
19500049-11Wien, Sport-Vlg. 1950. kl.-8°. 186 S. Mit Protraits der Spieler der österr. Meisterelf. OKart.
19278785BBWien, Artaria, o.J. [nach 1927]. o. Pag. OHlwd.
38048DBWien, Artaria, o. J. o. Pag. (je 8 ausklappbare Bll.). OBrosch. u. OKarte in OLwd.-Mappe. 6 Hefte.
190910508ABLinz, Hirt, 1909. Pag. [S. 193 - 248] OHeft.
1968006980Würzburg., Arena., 1968. 150S. 8°. OPappband.
199941000BBKassel, Agon-Sportverlag, 1999. Kartoniert. Sehr guter Zustand mit nur minimalen Gebrauchsspuren am Einband. Kein Besitzervermerk! Keine Anstreichungen! Kein Mängelexemplar! (Olympische Studien, Band 3).
1993626366Berlin: Duncker und Humblot. 1993. XV, 262 S. 24 cm. Zustand: Sehr Gut, eher ungelesen (Innen); Einband (Außen) hat min. Gebrauchsspuren; Schnitt unten rechts min. angestaubt; Broschiert
1970RO60080274KUNSTMUSEUM BASEL. 1970. In-8. Broché. Etat d'usage, Couv. légèrement passée, Dos plié, Intérieur frais. 344 pages. Premier plat illustré en couleurs. Nombreuses illustrations en noir et blanc dans et hors texte. Quelques-unes en couleurs. Texte en allemand.. . . . Classification Dewey : 700-LES ARTS
1969030010Berliner Handpresse, Berlin 1969. Broschiert Tadellos
2003708211 vol. in-12 br., Atlantico, Anglet, 2003, 198 pp.
br. "Lo scudetto del Toro del 1975-75 in lingua piemontese con testo italiano a fronte."Tuttosport" titolò a caratteri cubitali: "Toro, lassù qualcuno ti ama". Un inno, non una sviolinata. Un omaggio, non un inchino. E la foto di Gigi Radice, portato in spalla da una macchia granata, a celebrare un tutto che finalmente, ventisette anni dopo, non era più un lutto. Un cimelio di sport e di vita, non una semplice cartolina da stadio. "Tuttospòrt" con na grafìa bin bin àuta a l'ha titolà: "Tòr, lassù quajcun at veul bin". Na làuda nen na bërlicada. Un cadò, nen n'inchin. E la fòto 'd Gigi Radice portà a spala da na macia granata, a magnifiché un tut che, sta vòlta, vintesèt agn apress, a fasìa pì nen ël deul. Un bisò dë spòrt e 'd vita, nen mach na cartolin-a a la bon-a, da stadi."
br. "Étienne Decroux (1898-1991) è un precursore. Mentre il teatro contemporaneo non cessa di liberarsi dalla sua dipendenza letteraria per rigenerarsi alla sorgente del corpo, la ricerca di Decroux incentrata sulla mobilità espressiva dell'attore si fa sempre più attuale. La sua opera emerge dal vasto slancio innovatore che attraversò l'Europa all'inizio del secolo scorso in cerca di una maggiore plasticità dell'arte scenica. Laddove altri si sforzarono di estendere l'eloquenza dell'attore alla dimensione fisica della recitazione, Decroux rinunciò alla parola per tornare all'essenzialità del corpo. Ai diktat dell'autore egli oppose la sua concezione del poeta-ginnasta, capovolgendo la sacrosanta triade drammaturgo-regista-interprete per promuovere l'attore al rango di creatore. Laddove altri enunciarono teorie e apriranno le vie della sperimentazione, Decroux affrontò la pratica teatrale nei suoi fondamenti, convinto che la nascita di un nuovo teatro richiedesse in primo luogo la nascita di un nuovo attore. Voleva modellare un attore corporeo per costruire un teatro del corpo". Yves Lebreton
br. Trattare del rapporto tra parola e immagine in ambito teatrale significa trattare della tensione tra i modi del rappresentativo, considerando i limiti espressivi del linguaggio e quelli della visione. Per capire come la scena teatrale abbia risposto, in epoche differenti, ai tentativi di dominio dell'uno o dell'altro polo, o come abbia trovato un equilibrio tra i due, il libro propone una teorizzazione della categoria dell'ékphrasis. Riflettere su questa forma del discorso che compone e scompone immagini consente di innescare un complesso ma lucido cortocircuito tra questioni all'apparenza distanti: i rapporti tra descrittivo e narrativo, tra didascalico e mimetico; le connessioni tra la creazione di immagini interiori e la realizzazione scenica attraverso i gesti; le oscillazioni tra percorsi dell'immaginazione e arte della memoria; infine le possibilità di dar forma all'immagine in scena per via linguistica, visiva o mista. L'ékphrasis diventa quindi uno strumento per comprendere i passaggi "di figurazione in figurazione" nel contesto spettacolare a partire dai testi o, viceversa, dalle scene.
br. Sostantivo maschile o participio passato? "Successo" ha una doppia valenza semantica ed è dal dualismo di significati che tutto parte. Storie di improbabili che hanno raggiunto l'impossibile sportivo. Atleti diversi di epoche diverse, una caratteristica comune: sono venuti dal nulla e non vogliono tornare nell'oblio. Tutti, chi più chi meno, lasceranno un segno tangibile nella storia della propria disciplina. Donne e uomini, italiani e stranieri. Vicende personali e in team di veri e propri outsider, per raccontare l'essenza più riposta e i significati meno evidenti di un'impresa o di una carriera. Non c'è un solo modo per rompere l'anonimato, per diventare qualcuno. Diverso è il punto di partenza, differenti i demoni da affrontare. Povertà, miseria morale, assenza di tradizione agonistica, isolamento, dittatura politica, sfiducia ambientale, pregiudizio, razzismo, sfortuna, fortuna. Ma alla fine nulla di ciò che accade è mai casuale. Prefazione di Alberto Zaccheroni.
br. "Il 2021 è stato una lunga carrellata di successi, costellata di titoli europei e mondiali, nonché decine di medaglie olimpiche, che lo hanno iscritto di diritto tra i momenti che verranno ricordati nei decenni a venire. Mai prima d'ora si era assistito ad una così alta concentrazione di vittorie nell'intervallo di appena una anno solare: una cavalcata che ha visto la Nazionale Italiana di Calcio vincere i Campionati Europei, così come la Nazionale Femminile di Softball, quella Femminile di Basketball Sorde ed entrambe le Nazionali di Pallavolo. Anche a livello individuale è stata una vera a propria collezione di titoli: dalle medaglie olimpiche dei marciatori Stano e Palmisano, a quelle di Tamberi e Jacobs, alla staffetta 4x100 metri maschile, passando per i successi paralimpici di Barlaam, Gilli e del podio tutto italiano nei 100 metri femminili, fino ai trionfi di Colbrelli e Bartolini. Non sono, però, solo una lunga serie di vittorie che ci hanno fatto alzare le braccia al cielo e gioire seguendo le gesta di atleti capaci di superare tutti i loro avversari: sono anche le storie di donne e uomini che hanno saputo imporsi nella propria disciplina, riuscendo a superare sé stessi, e non ultime, le difficoltà legate al Covid-19, che hanno fatto slittare di un anno tutte le massime competizioni. A queste storie, e alle atlete e agli atleti che le hanno compiute, è dedicato questo libro, nel quale si vanno a ripercorrere le prodezze di imprese indimenticabili, passando attraverso le pieghe di vite nelle quali quei trionfi sono stati costruiti giorno dopo giorno, con costanza, sacrificio e passione. Non il mero racconto di una gara o di una competizione dalla quale si è ottenuto il massimo risultato, ma un viaggio alla scoperta di donne e di uomini, che prima di essere grandi campioni, hanno saputo far grande, nel 2021, l'Italia dello sport." Prefazione di Giovanni Malagò
br. Ma quanti Cooper ci sono? Chi sono i buoni e i cattivi all'interno della Loggia Nera? Chi è davvero Sarah Palmer? E chi è, invece, Judy? Cosa diavolo succede nella puntata 3X08? E soprattutto, se i gufi non sono quello che sembrano, che accidenti sono? Dal team di eroi che è riuscito a spiegare Neon Genesis Evangelion (eroi perché l'hanno guardato trenta volte, non per altro), una guida semiseria volta a scoprire... I segreti di Twin Peaks.
br. «Dopo quasi quarant'anni di attività agonistica, dapprima come giocatore e poi come allenatore, ho deciso di riaprire gli appunti che mi hanno accompagnato in questo viaggio all'inseguimento di un pallone da calcio: sono quelle annotazioni che oggi mi danno la forza e il coraggio di mettere per iscritto la mia esperienza allo scopo di condividerla con voi. Questo libro, insomma, da una parte è la confessione di tutto quello che ho imparato nel calcio e dal mondo del calcio, ma dall'altra è l'applicazione di ciò che mi è stato insegnato e che ho interiorizzato fino a proporre una mia filosofia e un mio credo calcistico e sportivo. Ho iniziato questo lungo viaggio con l'esperienza personale, accettando di 'vivere al fronte', cioè di fare sport in prima linea, mettendoci la faccia sempre e comunque. Soltanto così sono riuscito ad arricchire la mia... banca dati, che oggi mi ritorna particolarmente utile riassunta sotto la voce dell'"esperienza". In questo libro troverete l'esposizione delle mie regole fondamentali, la loro applicazione in episodi da me realmente vissuti in tutti questi anni. Per facilitare la lettura di questo testo, che non vuole avere soltanto una finalità didattica ma anche fare il compendio della vita di un uomo, prima che di un allenatore, ho pensato di suddividere i vari temi che fanno parte della mia filosofia in 32 regole. Non sono altro che massime che servono a sviluppare diverse linee di pensiero. Sono concetti base, perché il mio insegnamento non può prescindere dalla loro applicazione. Il mio modo di vivere calcio e sport si raggiunge in 32 regole. Le mie.»
ril. «Fare cinema era un sogno. All'inizio della nostra carriera, però, era una cosa talmente irraggiungibile che non osavamo neppure pensarci. Facevamo il nostro cabaret in giro per l'Italia ed eravamo già contenti così. Però, a ripensarci, è proprio in quel frangente che è nato il nucleo di "Nati stanchi"». Salvo Ficarra e Valentino Picone, noti al pubblico come Ficarra & Picone, raccontano così il loro primo approccio al cinema. Da quel momento sono trascorsi molti anni e loro due hanno realizzato ben sette film di grandissimo successo sia di botteghino sia di critica: da "Nati stanchi" a "Il primo Natale", passando per "Il 7 e l'8", "La matassa", "Anche se è amore non si vede", "Andiamo a quel paese" e "L'ora legale". Una carriera incredibile e una filmografia davvero interessante e ricca di contenuti perché capace di unire comicità e critica di costume veicolando al grande pubblico messaggi attuali e importanti. La giornalista cinematografica Ornella Sgroi ha seguito per anni Ficarra e Picone sui set dei loro film e li ha intervistati molto spesso. Proprio con loro, in questo libro, ha voluto raccontare un percorso professionale e personale come mai nessuno ha fatto prima d'ora, pellicola dopo pellicola. Un tuffo "nel lungo percorso artistico di Ficarra e Picone, conferma e sviluppo ulteriore della capacità di Salvo e Valentino di entrare a gamba tesa nelle grandi questioni del nostro Paese con la loro comicità" come scrive l'autrice. Una chicca impreziosita da aneddoti e curiosità svelati per la prima volta dagli stessi Ficarra & Picone per tutti i loro numerosissimi fan e per chi ha voglia di scoprire il grande lavoro che c'è dietro questa straordinaria coppia comica.
ill., ril. Hermann Buhl salì la sua prima montagna all'età di dieci anni. Dopo brillanti successi nelle Alpi, nel 1953 partecipò alla spedizione tedesca al Nanga Parbat. Sin dal primo giorno annotò gli eventi nel suo diario. Il 3 luglio 1953, dopo diciassette ore di salita, Buhl raggiunse da solo la cima a 8126 metri, conquistando così la «montagna fatale dei tedeschi». Il suo libro "È buio sul ghiacciaio", pubblicato nel 1954, in cui racconta gli inizi della sua attività di scalatore, i primi successi e il trionfo al Nanga Parbat, diventa un caposaldo della letteratura di montagna. Ma solo oltre mezzo secolo dopo, in questo libro vengono pubblicate integralmente, grazie all'autorizzazione della vedova di Buhl, Eugenie, le annotazioni dei diari del Nanga Parbat, del Broad Peak e del Chogolisa con il commento di Kurt Diemberger: fu Diemberger, infatti, l'ultimo compagno di cordata di Buhl. Dopo il successo al Broad Peak, il secondo ottomila di Buhl, nel giugno 1957, i due alpinisti partirono insieme per salire il Chogolisa. Lassù, il 27 giugno 1957, Buhl incontrò la morte. Prefazione di Hans Kammerlander.
br. Gerard Depardieu mette in scena un monologo che più intimo non si può e con assoluta sincerità ci racconta come è andata, la sua vita, senza risparmiarsi verità scomode: un'infanzia da figlio indesiderato, ma amato con rassegnazione dopo la nascita, il rapporto difficile con un padre analfabeta e violento, in una casa senza parole dove "nessuno diceva 'buongiorno' a nessuno" e la vita "la imparavi guardandola"; e poi un'adolescenza da delinquente, senza scuola, senza educazione se non quella impartita dalla strada, tra furti, prostituzione e violenza. C'è tutto in questa autobiografia, la miseria di un'esistenza sregolata ma anche il riscatto attraverso il teatro e il cinema, fino alla consacrazione tra i giganti della storia del cinema. Ma soprattutto c'è una dichiarazione d'amore libero e incondizionato per la vita: "E poi berrai il mio vino, e bevendolo ricorderai la mia risata. La mia risata grassa da contadino. E quanto ho amato la vita. Va', godi di ogni istante, e soprattutto sii felice."