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ill., br. In bicicletta da Trieste a Pola lungo la costa istriana attraversando Italia, Slovenia e Croazia, un borgo dopo l'altro, baie e macchia mediterranea, strade maestre e vie solitarie con la costante presenza del mare. Oltre duecento chilometri intrecciando storia, natura e buona tavola, alla ricerca delle spiagge più belle in un libro guida a scoprire tre Paesi e una terra unica dove confluiscono Adriatico e Mitteleuropa. Un viaggio da Trieste verso il sud alla scoperta della leggendaria "Istria blu", lasciando il confine italiano per conoscere le città della costa slovena, Capodistria, Isola, Pirano e Portorose e quelle del litorale croato. Da Salvore a Pola passando per le Incantevoli Umago, Cittanova, Parenzo e Rovigno, meta ogni anno di migliaia di turisti di tutta l'Europa. Una guida che accontenta sia gli appassionati del turismo attivo sia gli amanti del mare in ogni stagione.
ill., br. Il racconto della storia di Fausto Coppi, filtrato da Giorgio Martino, attraverso i ricordi da bambino dei fatti che hanno suscitato particolari emozioni portandolo a una grande passione per il ciclismo e per la professione di radio-telecronista, e che, intanto, costruivano la leggenda del Campionissismo. Una leggenda che, per la morte prematura, ha conservato intatto il volto e il ricordo di un campione eternamente giovane e vincente come in una moderna versione del "Ritratto di Dorian Gray". Seguendo un ordine principalmente cronologico, vengono ripercorsi i momenti e gli episodi più significativi non solo della carriera sportiva, ma anche della vita di colui che ha caratterizzato, con la sua figura e le sue imprese, un'epoca storica contraddittoria del nostro Paese che, mentre si risollevava dalle macerie della guerra, cercando il riscatto anche nello sport con i successi di Coppi, portava ancora i segni di un'arcaica arretratezza di pensiero e di costume di cui proprio Coppi fu vittima esemplare col clamoroso processo per adulterio, autentico trionfo del meschino perbenismo dei tempi.
ill., br. Alfredo Martini, una vita passata in bicicletta, per la bicicletta. Ma che alla bicicletta non si è mai fermata e che ha sempre guardato al mondo, ben aldilà del manubrio, con sensibilità e intelligenza. Se Martini ha la grazia del raccontare, Marco Pastonesi possiede l'arte del far raccontare. "La vita è una ruota" prende forma da questo fortunato incontro: il ciclismo come insegnamento alla fatica, al sacrificio che rifiuta le scorciatoie per arrivare ai risultati; gli affetti familiari; il ricordo della guerra e della Resistenza; la consuetudine alle buone letture, da Dante a Garcia Lorca, a Hemingway, e alle riflessioni filosofiche ("Il ciclismo è conoscere se stessi"). E poi ritratti di corridori, campioni e gregari, e soprattutto di amici, come Fiorenzo Magni, Franco Ballerini, Margherita Hack... Una lettura che, in anni di sconcerto e crisi di credibilità, ricorda come il ciclismo, lo sport delle biciclette che va incontro alla gente, debba essere prima di tutto lavoro, esercizio alla fatica e alla sofferenza, coraggio, e non scorciatoia verso facili ma disonesti successi.
ill., br. Claude Marthaler, il ciclonauta svizzero che ha al suo attivo un giro del mondo e tanti altri viaggi in bicicletta, fa il periplo di Cuba a pedali. Con sguardo critico e sincero si spinge oltre il mito dell'isola rivoluzionaria, delle sue coste caraibiche, della musica che fa agitare i fianchi e delle donne stupende che incantano gli occidentali, raccontando ciò che pensa la gente, entrando nelle case e nei sogni rincorsi dai suoi abitanti. Forerà molte volte, punto dalle spine del maribù; mangerà le "langostas escondidas"; assisterà ai duelli clandestini dei galli; pedalerà sulla cima più alta dell'isola e sarà tentato dal fascino esotico di una vedova dalla pelle dorata... Discuterà di libertà, rivoluzione, futuro, cercando di ridisegnare gli orizzonti di Cuba e del suo leggendario passato.
br. C'è chi sogna una bici galleggiante, una casa a pedali, una bicicletta leggera che voli nell'aria; c'è chi monta in sella e non torna più, come Heinz Stücke, ormai una leggenda vivente per tutti i cicloviaggiatori; c'è chi partorisce pedalando, e fermandosi dove sente il richiamo della natura; c'è chi fa della bici la sua salvezza, adattandola alla propria invalidità; c'è chi viaggia con tutta la famiglia, per un'esperienza totale e una scuola di vita; c'è chi guarda il mondo attraverso i raggi, fotografandolo o raccontandolo pedalando; c'è chi mena i pedali per lavorare, nel traffico caotico del Cairo, di Città del Messico, o spingendo a fatica nell'aria rarefatta del Tibet... Il mondo della bicicletta è fatto di esploratori, sognatori, lavoratori, non soltanto di sportivi e "fissati" preoccupati solo di lucidare il mezzo, di migliorare le proprie prestazioni. Claude Marthaler, ciclonauta svizzero che ha al suo attivo un giro del mondo e tanti viaggi ed esperienze a pedali, ci racconta i personaggi che ha incontrato durante il suo errare a due ruote, alle prese con l'insostenibile leggerezza della bicicletta.
Name/date to front end paper. No other marks or inscriptions. No creasing to covers or to spine. A very clean very tight copy with bright unmarked boards and no bumping to corners. Covers are publisher-laminated with plastic for exterior use. 386pp. Detailed descriptions of the author's twenty best walks in Ireland.
In-16 gr., brossura edit. a colori, pp. 164,(2), con disegni nel t. Esempl. con due carte mal restaurate con nastro adesivo, peraltro in buono stato.
Un volume (28 cm) di 337 pagine, con numerose illustrazioni. Brossura editoriale illustrata. Un angolo piegato. Vol 1 della Storia del Ciclismo.
N.5 della collana,159 pp., brossura, ottimo
Brossura illustrata, cm. 23,5 x 16,5, pp.272.<BR>Con illustrazioni. Prefazione di Francesco Moser.
Mm 150x210 Brossura editoriale con alette, pp. 349 con numerose illustrazioni in bianco e nero nel testo. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
brossura Il Tour de France, considerato come la più prestigiosa tra le corse ciclistiche a tappe, è sempre stato fonte di grande attrazione per i corridori italiani. Le vittorie ottenute dai vari Bartali, Coppi, Gimondi, Pantani e Nibali sono diventate leggenda, ma meritano una menzione anche le imprese compiute da altri nostri campioni che, pur non essendo riusciti a conquistare la maglia gialla finale, si sono battuti con coraggio ed hanno comunque ottenuto importanti risultati. Ercole Baldini, vincitore di un Giro d'Italia e di un Mondiale, ha saputo sfidare il grandissimo Anquetil; Gianni Motta è salito sul podio alla sua prima partecipazione; Franco Bitossi ha conquistato la classifica a punti mentre Giovanni Battaglin ha fatto sua quella di miglior scalatore. Francesco Moser è riuscito a mettere in difficoltà il "cannibale" Eddy Merckx; Gianni Bugno e Claudio Chiappucci sono saliti sul podio negli anni delle vittorie di Miguel Indurain; Guido Bontempi e Mario Cipollini, grandissimi velocisti, hanno vinto tappe e puntato a indossare la maglia gialla nelle prime tappe solitamente pianeggianti. Anche le loro azioni hanno contribuito a rendere grande la storia del Tour.
brossura Chi non conosce Gino Bartali? Appassionati e non di ciclismo sanno che si tratta di uno dei più famosi campioni di sempre, il cui ricordo è molto spesso associato a quello dell'altro grande corridore degli anni Quaranta e Cinquanta: Fausto Coppi. Il libro racconta la biografia sportiva del "toscanaccio", elencando le sue vittorie al Giro d'Italia e al Tour de France, ma anche in tante classiche da un giorno, completando il quadro con alcune tabelle riportanti i principali piazzamenti e le squadre per le quali Bartali corse. Nella vita di questo campione fu fondamentale però anche il periodo della Seconda Guerra Mondiale, durante il quale le competizioni furono ovviamente sospese, ma non si fermarono le pedalate di Bartali, che si impegnò in prima persona nella rete di salvataggio degli ebrei, macinando chilometri per trasportare, segretamente, documenti falsi che permettessero a quante più persone possibile di espatriare e fuggire alle persecuzioni del fascismo e del nazismo. L'autore ha cercato quindi di presentare il quadro più completo possibile di questo straordinario personaggio, che fu un campione sportivo ma anche un eroe nella vita.
ill., br. La storia del Giro d'Italia è la storia di un rito che dal 1909 appartiene alla nostra cultura. Rievocare le 101 edizioni della corsa rosa svolte in 110 anni significa quindi raccontare un secolo abbondante della nostra vita e della nostra società. Gli ingredienti del suo inesauribile successo sono soprattutto due: i corridori, con il loro titanico sforzo atletico, e il pubblico, cornice indispensabile per trasformare l'evento sportivo in qualcosa d'immortale. Luca Marianantoni unisce in questo volume le sue passioni, le statistiche e il ciclismo, confezionando un racconto trascinante che, anno per anno, ci fa rivivere le imprese leggendarie dei campioni più amati, affiancate dai risultati di ogni singola tappa. Un'opera che analizza le 1970 tappe disputate fino al 2018, facendoci conoscere i 64 primi classificati assoluti, le 274 maglie rosa, i 677 vincitori di tappa, i 160 corridori saliti sul podio, i dominatori del Gran Premio della montagna e della Classifica a punti, e le tante curiosità legate a una corsa che, come ci racconta Francesco Moser nella prefazione, "ha una lunga storia ed è un po' di tutti".
21 cm, brossura illustrata con risvolti; pp. v, 171, leggeri aloni ai tagli
ill., br. Le dolci colline tra Isonzo e Judrio tra vigne e frutteti; l'ala ventosa sul Korada, vigile come una sentinella sulle lontane cime alpine; i paesi stretti tra antiche mura di pietra; le chiese solitarie che custodiscono piccole ma sorprendenti gemme artistiche. E poi le memorie della Grande Guerra incise nella roccia del Sabotino. Nove itinerari in bicicletta, per circa 300 km, e un "GranTour"di 232 km, diviso in sei tappe, per conoscere, col passo lento e intelligente della bicicletta le bellezze del Colilo, da secoli terra di frontiera tra Italia e Slovenia, crocevia di storia, umanità e cultura. I percorsi sono pensati per tutti i gusti e le capacità così da farsi apprezzare da ciclisti provetti e allenati e da cicloturisti vagabondi e solitari, resistenti o pcco atletici (per i più pigri c'è la possibilità di noleggiare bici elettriche!), come pure da piccole brigate di amici e "famiglie a pedali". Perché il "motore" che conta è quello della curiosità e le soste sono importanti tanto quanto la strada: ammirare un paesaggio, attraversare un borgo di pietra, varcare la soglia di un castello o di una cantina, sedersi a tavola in un ristorante o in un agriturismo, partecipare a una sagra di paese. Carte territoriali dettagliate illustrano i percorsi mentre, a utile completamento della guida, viene offerta una selezione di indirizzi di qualità per il soggiorno.
br. "Teppisti" e "alcolizzati", quando si tratta di assegnare un aggettivo ai tifosi che seguono abitualmente le squadre di calcio, la stampa main stream non ha mai grossi dubbi e, in articoli pieni d'indignazione, continua nei decenni ad accostare il termine ultrà alla parola violenza come se si trattasse di sinonimi. Ma cosa c'è dietro l'attitudine al conflitto sociale che caratterizza la militanza ultrà? Quali sono le ragioni di una rabbia mai compresa dalle inchieste sociologiche legate al fenomeno? Qual è la storia di un movimento che attraversa l'intera Europa, restando l'unica spina nel fianco di un sistema-calcio ormai quasi completamente addomesticato dalla televisione? A queste domande, Valerio Marchi risponde con la consueta originalità e grazie all'esperienza diretta della materia trattata, in uno dei pochi libri in circolazione in cui, a prendere la parola per parlare di ultrà, è uno di loro.
In 8°, br. edit. con ali ill., pp. 223,(1), riccamente ill. con fot. b.n. nel t.; copia molto buona. (m303/d) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
Bologna, il Mulino, 2003, 8vo (cm. 21,5 x 16) legatura tutta tela con sovraccoperta illustrata a colori, pp. 296 con 14 tabelle nel testo e 17 tavole fuori testo. Numero d'inventario annotato alla sguardia.
ill., br. Cento anni dalla nascita, ormai sessanta dalla morte: e ancora la memoria e la leggenda di Fausto Coppi sono vivissime, e non solo in Italia. Per celebrare il centenario dell'Airone si preparano mostre, convegni, reading, gare in molte parti d'Italia. Campione di uno sport povero e faticoso, Coppi incarnò lo spirito di un'Italia che, fra le macerie della guerra, pedalava verso i traguardi esaltanti del miracolo economico. Nella competizione dura ma cavalleresca fra Coppi e Gino Bartali si immedesimava un paese, si specchiava persino l'antagonismo fra cattolici e comunisti. E in pari tempo le vittorie dell'uno come dell'altro contribuirono a ridare un orgoglio nazionale agli italiani. In questo puntuale e appassionato libro di Marchesini, Coppi e Bartali sono gli eroi sportivi della rinascita del paese.
ill., br. È dal 1909 che, salvo le interruzioni della guerra, la carovana del Giro attraversa l'Italia: il Giro è un'istituzione, fa parte della storia e dell'identità del Paese e nella vicenda del Giro davvero si rispecchia l'evoluzione sociale ed economica dell'Italia. Con una minuziosa attenzione non solo alle cronache, ma anche alle innovazioni tecniche, al contorno pubblicitario, persino ai gadget (dalle figurine agli indimenticabili tappi a corona con l'immagine dei corridori) che alimentano la passione e la mitologia popolare, Marchesini offre al lettore una narrazione di sorprendente spessore storico che illumina molti ed essenziali aspetti della società italiana contemporanea. Un capitolo finale, di particolare attualità, ripercorre la storia del doping nell'evoluzione del ciclismo italiano dalle origini a oggi.
Bologna Il Mulino 1996. In 8°; pp. 270, con 268, diverse ill. in bn. ft. leg. cart. edit.; sovr. Coll. Bibl. Storica.