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Cm. 29, pp. (10) 414 (2). Legatura di poco posteriore in mezza percallina rossa con titoli impressi in oro al dorso. Esemplare marginoso (in barbe) ed in ottimo stato di conservazione. Stampato su due colonne su carta forte.
Autori: Franco Musarra. Questo studio sull'ironia nell'"Orlando Furioso" di Franco Musarra mostra, seguendo le linee dei "mali d'amore" e delle "ambizioni politiche e sociali", come il grande poema dell'Ariosto sia "più avanti" del proprio tempo e partecipi del vitalissimo movimento verso la modernità, pur essendo nato nella società cortigiana del primo Cinquecento, e non vada letto e considerato come opera ad essa "organica". Attraversando il poema con la lente dell'ironia, ne mostra la ricchezza umana e linguistica, la molteplicità di livelli che s'intrecciano e si nascondono. Il lettore ha l'impressione che il meraviglioso mondo del testo gli sfugga costantemente, se non ne coglie le implicazioni più profonde in piani che chiedono di essere distinti, ma che contemporaneamente si negano, quasi rifiutando di farsi afferrare. Nella sorprendente capacità di muovere personaggi, di creare combinazioni e sorprese, Ariosto mostra, sorridendo, illusioni, menzogne, sotterfugi, ipocrisie, artifici sociali del suo tempo, attuali ancora oggi.
br. Poema della crisi del Rinascimento, l'Orlando furioso risente delle vicende tumultuose e drammatiche dell'epoca in cui venne composto, licenziato ed emendato: la catastrofe degli Stati italiani e la fine della loro indipendenza, lo scontro con la potenza ottomana e la sua cultura. È risaputo che un persistente motivo di inquietudine trascorra le ottave dell'Orlando furioso, pur senza venire apertamente tematizzato; il "poema della crisi del Rinascimento", infatti, risente delle vicende tumultuose e drammatiche dell'epoca in cui venne composto, licenziato ed emendato: la catastrofe degli stati italiani e la fine della loro indipendenza. Ma persino la rappresentazione del musulmano, quand'anche complessa e articolata, non è affatto pretestuosa, quasi fosse nient'altro che un mero espediente narrativo avulso dal contesto storico e dalla realtà politica del proprio tempo: rimanda, piuttosto, alla minaccia della penetrazione ottomana in Europa e al concretissimo conflitto che si andava prospettando. Nel capolavoro ariostesco, dunque, le topiche sull'Italia e le rappresentazioni dell'alterità turca e musulmana, pur aderendo entrambe alle forme, ai modi, alle retoriche e ai modelli previsti dagli statuti letterari del classicismo civile, rivelano le implicazioni dell'opera con la storia, i conflitti, gli scontri di potere e di civiltà del proprio tempo e sembrano dar voce a una sorta di inconscio politico collettivo. In questo saggio si prova ad abbozzare qualche ulteriore percorso di lettura e ad aggiungere qualche notazione interpretativa a quanto già acquisito dalla critica, la quale ha ormai da tempo messo in discussione la proverbiale armonia ariostesca, insistendo sugli aspetti contraddittori e conflittuali del poema.
Poema della crisi del Rinascimento, l’Orlando furioso risente delle vicende tumultuose e drammatiche dell’epoca in cui venne composto, licenziato ed emendato: la catastrofe degli Stati italiani e la fine della loro indipendenza, lo scontro con la potenza ottomana e la sua cultura. È risaputo che un persistente motivo di inquietudine trascorra le ottave dell’Orlando furioso, pur senza venire apertamente tematizzato; il “poema della crisi del Rinascimento”, infatti, risente delle vicende tumultuose e drammatiche dell’epoca in cui venne composto, licenziato ed emendato: la catastrofe degli stati italiani e la fine della loro indipendenza. Ma persino la rappresentazione del musulmano, quand’anche complessa e articolata, non è affatto pretestuosa, quasi fosse nient’altro che un mero espediente narrativo avulso dal contesto storico e dalla realtà politica del proprio tempo: rimanda, piuttosto, alla minaccia della penetrazione ottomana in Europa e al concretissimo conflitto che si andava prospettando. Nel capolavoro ariostesco, dunque, le topiche sull’Italia e le rappresentazioni dell’alterità turca e musulmana, pur aderendo entrambe alle forme, ai modi, alle retoriche e ai modelli previsti dagli statuti letterari del classicismo civile, rivelano le implicazioni dell’opera con la storia, i conflitti, gli scontri di potere e di civiltà del proprio tempo e sembrano dar voce a una sorta di inconscio politico collettivo. In questo saggio si prova ad abbozzare qualche ulteriore percorso di lettura e ad aggiungere qualche notazione interpretativa a quanto già acquisito dalla critica, la quale ha ormai da tempo messo in discussione la proverbiale armonia ariostesca, insistendo sugli aspetti contraddittori e conflittuali del poema. Autori: Matteo Di Gesù.
3743364301.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
1787386121787 Paris, chez Plassan ,1787, Quinze volumes in-seize, xii-401 pp, 485 pp, 503 pp, 527 pp, 451 pp, 34 - 493 pp, 493 pp, 507 pp, 465 pp, 595 pp, reliure d'époque en plein veau glacé marron clair,dos à cinq nerfs,filet d'encadrement sur les plats,tranches marbrées,pièces de titre et de tomaison en cuir marron foncé,coins émoussés,( petits manques aux tomes 4 , 7 et 8, au niveau des coiffes), sinon bon état général,
Prima edizione
br. Questo saggio letterario, la cui prima edizione risale al 1933, è incentrato sulla vicenda di Orlando, il cavaliere, nipote di Carlo Magno, che divenne una leggenda nella storia delle Crociate e poi il protagonista "innamorato" dell'opera di Matteo Maria Boiardo. Panzini ritiene che l'"Orlando Innamorato" sia alla base di due grandi opere della letteratura mondiale: l'"Orlando Furioso" di Ludovico Ariosto e il "Don Chisciotte della Mancia" di Miguel de Cervantes. Nel primo caso Panzini intende dimostrare come l'opera dello scrittore emiliano debba moltissimo a quella del Boiardo, senza la quale probabilmente oggi l'"Orlando Furioso" sarebbe stato molto diverso, o addirittura non sarebbe esistito. Nel caso di Cervantes sottolinea l'importanza che il Boiardo ha avuto per la nascita del personaggio di Don Chisciotte e della sua leggendaria pazzia, che trae origine da quei libri che il cavaliere della Mancia era solito conservare nella sua libreria. Panzini coglie l'occasione per illustrare, in un modo del tutto inedito, i personaggi, i luoghi e le vicende narrate dal Boiardo nel suo capolavoro.
In-8°; molto raro; cc. 36, al frontespizio grande ritratto di ariosto di prfofilo inciso su legno. .Legatura in piena pelle moderna. Una leggera gora di umidità. Agnelli-Ravegnani (II, p. 87) “rarissima”.
Mm 160x245 Brossura editoriale di 63 pagine. Dedica manoscritta dell'autore, lacuna e segni d'uso al dorso, peraltro buona copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In-8° (cm. 25x17,6), pp. 9 (da p. 115 a p. 123) (1b). Fascicolo intonso editorialmente privo di copertina. Con citazioni di odi e asclepiadee in italiano e in neolatino. PANDOLFO ARIOSTI era un coetaneo di Ludovico.
Reggio Emilia, 1975, 8vo stralcio con copertina posticcia muta, pp. 18. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo, completo in se, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perché ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “extract” or “excerpt” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
L' autobiografia di Stefania Ariosto .
16171807030002In Genoua : Appresso Giuseppe Pauoni 1617. Hardcover. Good. 3 parts in one volume. Folio 31 cm. Bound in 18th century mottled calf. Gilt ruled gilt fleurons spines engraved in gilt. Front hinge cracked with chipping to joint. Internally clean and unmarked. 20 full-page engraved plates by Camillo Cungio after Bernardo Castello. Text printed in double columns. Woodcut head- and tail-pieces initials. Two portraits of Tasso and Carlo Emanuele I Duke of Savoy. Historiated initials. 16 255 1 71 1 36 4 p. The "third and grandest Tasso series". See Unglaub Poussin and the Poetics of Painting: Pictorial Narrative and the Legacy of Tasso p. 235. The illustrations differ significantly from Castello's in the Pavoni editions of 1590 and 1604. Brunet V.666; ABPC 1977; Cicognara 1:1113 In Genoua : Appresso Giuseppe Pauoni hardcover
In-8°; cc. (32), grande ritratto dell’autore inciso su legno al frontespizio. Legatura in cartonato moderno. Edizione originale. Agnelli 2, pp. 109-110.
In-8°; seconda edizione, pp. (64), al frontespizio grande ritratto di ariosto di prfofilo inciso su legno. Legatura in piena pelle moderna. all’ultima pagina nota manoscritta e leggero timbro a inchiostro. AGNELLI-RAVEGNANI II,110
0666307911.Ghardcover. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. hardcover
0282316787.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
2005152752Milano: Corriere della Sera 2005. VI, 826 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Pappband. [Hardcover / fest gebunden].
Mm 115x180 Collana "Classeunica". Brossura editoriale, 359 pagine. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 155x225 Collana Studi e Saggi. Brossura editoriale con alette, copertina figurata, 135 pagine. In stato di nuovo. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
21,5x13,5 cm; (4), 379, (1) pp. Brossura editoriale grigia. Facente parte della seria "Scrittori dItalia n° 212, Francesco De Sanctis Opere IX". Importane monografia di De Sanctis dedicata alla poesie cavalleresca come il Morgante, l'Orlando Innamorato e l'Orlando Furioso con altri articoli inerenti gli antichi rimatori siciliani, il circolo filologico di Napoli, Metastasio, Prati, il Fanfulla, Il congresso del circolo orientalista, recensioni e frammenti minimi. INTONSO in OTTIMO STATO DI CONSERVAZIONE.
Cm. 24,5, pp. 64. Brossura edit. Con dedica autografa dell'autore al frontespizio. Buona conservazione.
br. È ancora possibile dire qualcosa di nuovo e illuminante sui primi versi della Commedia, sulle ottave più conosciute dell'"Orlando furioso" o sull'"Infinito" di Leopardi? L'impresa, apparentemente impossibile, è riuscita in modo del tutto naturale a Giorgio Orelli, attento come pochi al rapporto tra i suoni e i significati delle parole, ossia a quella che Dante, con una formula che Orelli stesso considera "una definizione della poesia che può bastare per i prossimi millenni", chiamava la fabricatio vcrborum armonizatorum. In un saggio di neanche cento pagine, Giorgio Orelli ci offre una lettura di strofe e versi forse oggi perfino un po' logorati dall'uso che se ne è fatto e si continua a fare nelle aule scolastiche, e li restituisce alla loro intrinseca grandezza. Ed è proprio quando il discorso si addentra nello specifico degli esempi scelti, che il lettore paziente avrà la sensazione di avvicinarsi ai segreti del linguaggio poetico.
Napoli, Stab. Tipo-Stereotipo del Cav. Antonio Morano, 1884, in-8, br. fittizia, pp. 90, [2]. Contiene anche, a seguire: L'etica e Il sentimento religioso. Occhietto brunito.