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1972105142Oxford: Clarendon Press 1972. X, (1), 329 Seiten. Gr. 8° (22,5-25 cm). Orig.-Leinenband mit Orig.-Schutzumschlag. [Hardcover / fest gebunden].
br. Il motivo che spinse Giovanni XXIII a convocare il Concilio Vaticano II fu l'aggiornamento pastorale. Questo è stato considerato non tanto come una riforma ecclesiale, ma come una vera e propria nuova inculturazione della fede. L'importanza di questa distinzione implica la considerazione che l'inculturazione della fede sia presa in carico nella sua specificità di maggiore ampiezza di azione e complessità di processi rispetto alla riforma della Chiesa. Un primo interrogativo che si pone questo studio è sulla consapevolezza della Chiesa italiana in ordine a questa nuova inculturazione della fede occidentale. Un secondo interrogativo riguarda il confronto che tre distinti modelli pastorali, presenti nello scenario ecclesiale italiano, devono avere con alcuni punti fermi della attuale post-modernità. Emerge un cristianesimo permanentemente sinodale, che, finalmente abbandonata la forma della cristianità, abbraccia la sfida minoritaria nel suo confronto con la città, ma non rinunzia alla sua dimensione popolare e non si relega a posizioni elitariste.
brossura Aveva 17 anni, in quel lontano 1944 di guerra, quando tutto solo nel giardino di casa diede fuoco ai diari a cui aveva affidato le confidenze più intime dell'adolescenza. Era il segno della volontà di lasciare tutto per consacrarsi anima e corpo alla Compagnia di Gesù, che lo avrebbe portato a diventare sacerdote, teologo e cardinale della più grande diocesi d'Europa. L'episodio giovanile è uno dei tanti poco noti della vita di Carlo Maria Martini raccontati dal vaticanista Andrea Tornielli, che in questo ritratto, mai agiografico, disegna la parabola umana, spirituale e istituzionale di una delle figure più carismatiche della Chiesa cattolica del post-Concilio. Cardinale dell'attenzione agli ultimi e dell'accoglienza agli immigrati, dell'ecumenismo e del confronto con le altre religioni, Martini fu anche uomo attento alle istituzioni e all'etica pubblica, capace di sferzare politici di destra e di sinistra e di denunciare con anni di anticipo il malcostume di Tangentopoli. Biblista di fama internazionale, non disdegnò di farsi attento indagatore di questioni complesse: dal fine vita alla fecondazione assistita, dal celibato dei sacerdoti all'accoglienza pastorale di divorziati e omosessuali, dalla scuola cattolica alla libertà di educazione. Indicato dalla stampa laica come "papabile", addusse come impedimento al soglio pontificio la malattia del Parkinson già in stadio avanzato, riaffermando il desiderio di dedicarsi alle sue passioni antiche: Gerusalemme e le Sacre Scritture.
brossura La biografia di don Tonino ha radici nella sua terra e nel suo tempo. Una terra solare e accogliente come il Salento. Un tempo di fermento come quello del Concilio. È una biografia, la sua, che ha il sapore della profezia, come le immagini del cortometraggio firmato da Alessandro Torsello ci fanno vedere. Ad accompagnare le immagini, la riflessione di Claudio Ragaini "don Tonino e il suo tempo conciliare" al convegno voluto dalla diocesi di Molfetta, Giovinazzo, Ruvo e Terlizzi celebrato a dieci anni dalla sua morte, il cui titolo fu appunto "don Tonino, vescovo secondo il Concilio". Immagini e parole per rinnovare l'invito della Gaudium et Spes: "Le gioie e le speranze, le tristezze degli uomini di oggi..."
brossura Il volume affronta la necessità da parte dei pontefici di approntare una economia sociale al fine di perseguire il bene comune. L'autore pertanto analizza le encicliche da Leone XIII fino a papa Francesco al fine di spronare alla creazione di un sistema economico incentrato su elementi capaci di conciliare libertà e giustizia sociale, sviluppo economico ed equa distribuzione dei beni e progresso sociale. Al fine di sottolineare quanto era stato evidenziato da Giovanni Paolo II sull'economia di mercato, l'autore ferma l'attenzione sul pensiero sociale di Benedetto XVI contenuto nella enciclica Caritas in Veritate, non solo perché essa sintetizza il precedente magistero, ma soprattutto perché ripropone la prospettiva di un'economia sociale nella DSC (Dottrina Sociale della Chiesa) in un contesto teologico e antropologico più esplicito. Il volume si chiude con l'analisi dell'Evangelii gaudium di papa Francesco il quale, nella sua esortazione apostolica volta alla Nuova Evangelizzazione, parla anche di economia e di mercato condannando quell'economia che ha perso di vista il proprio fine ministeriale perché preda dell'idolatria e del denaro.
1931032988ROMA ITALIA: PIA SOCIETA SAN PAOLO. GREEN BOARDS ITALIAN TEXT. . VG. Hardcover. 1931. PIA SOCIETA SAN PAOLO hardcover
1390356728.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
1390617572.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
0259342939.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
br. Nel cuore della notte, nel tenue chiarore della cappella, Ferdinando Rancan, giovane seminarista, vede l'immagine del Cuore ferito di Gesù. Rimane profondamente turbato, intuisce che senza dolore è difficile capire l'amore, si sente spinto a chiedere con insistenza al Signore di soffrire molto per poter vivere più profondamente l'intimità con Lui. Gli rimarrà la convinzione di essere stato esaudito. Dio gli donerà una lunga vita, in cui gli farà compagnia a volte la malattia e l'incomprensione, ma anche la gioia del servire sacerdotale. Il sorriso non lo abbandonerà mai. Lascerà un ricordo incantevole in centinaia di persone. L'Autore intraprende un viaggio per raggiungere i luoghi in cui don Ferdinando (1926-2017) era passato, incontrare le persone che lo avevano conosciuto, apprendere dalla loro voce le vicende che si erano susseguite negli anni. Scoprirà che una vita che si presentava avventurosa trovava il suo significato e il suo valore in ciò che avventuroso non era: la fedeltà quotidiana al progetto di Dio, nell'amore che vivifica ogni cosa.
7749Paris, Plon et Cie, 1880. In-8 broché bleu, 90 p. Avant-propos des éditeurs. Bon état.
Mm 170x245 Brossura editoriale di pp. 30, lettera psatorale del vescovo di Gubbio Beniamino Ubaldi. Opera in buone condizioni.
Mm 170x240 Brossura editoriale di pp.184, piccoli strappi ai margini della coperta, ordinari segni d'uso. Opera in buone condizioni.
Acquaforte e puntasecca misure: mm 235 x 340 Pittore e incisore italiano. Nacque in un'agiata famiglia alto-borghese, i suoi studi inizialmente lo portarono a laurearsi in ingegneria nel 1871. Tuttavia non si dedicò a tale professione ma preferì frequentare prima lo studio di Giovanni Battista Lelli (Bergamo 1827 - Milano 1898) per ricevere i primi insegnamenti di pittura, poi diventare allievo di Eleuterio Pagliano (Casale Monferrato 1826 – Milano 1903) noto ritrattista e autore di soggetti storici apprezzati all'epoca e infine studiare nudo alla scuola serale dell'Accademia di Brera. Nel 1880 aprì uno studio a Milano in via Agnello e si dedicò soprattutto al ritratto e al paesaggio, quest'ultimo con un'attenzione al dettaglio grazie ai numerosi viaggi in località marine e montane, e riuscendo a trasferire nelle sue opere le sensazioni provate. Nelle incisioni prevalgono i soggetti di genere e i paesaggi marini che spesso vengono accostate alle esperienze degli scapigliati, e in particolare alle opere di Luigi Conconi (Milano 1852 – Milano 1917) per l'attenzione che l'autore ha avuto nell'indagare la luce. Si conoscono una ventina di acqueforti eseguite tutte fra il 1876 e il 1880 con esiti molto alterni. In certi fogli l'autore "tormenta inutilmente la lastra con segni leggeri e minuti", in altri "raggiunge una grande potenza espressiva" (Mezzetti). Attraverso un tratto scapigliato veniamo immersi in uno scorcio montano, il centro è dominato da una baita in legno posta sul limitare di un fitto bosco di abeti, le capre animano i dintorni. La natura rigogliosa e selvaggia sembra aver avuto la meglio, un pastore accovacciato nell'atto di mungere una capra all'estrema sinistra. In basso a destra altre caprette sono sdraiate su di una roccia. Il cielo è solcato da nubi realizzate a puntasecca con raschietto. Questa incisione riproduce in controparte la baita dell'olio su cartone Paesaggio con baita e contadina. Firma in corsivo incisa in basso a destra. Impressione eccellente, ottimo stato di conservazione. Ampi margini oltre la battuta del rame. In base ai cinque stati individuati da Monforte l'esemplare è in uno stato inedito tra il terzo e il quarto: con i pastore che munge a sinistra, con il bosco di abeti che copre le baite e le montagne sullo sfondo a destra, con macchie nere che aggiungono zone d'ombra nella zona in basso a sinistra, ma prima dell'aggiunta della figura di contadina con gerla in piedi al centro. Bibliografia: A.Mazzetti, L'acquaforte lombarda nella seconda metà dell'ottocento, n 299, pag 184; L.Vitali, Incisioni lombarde del secondo Ottocento all'Ambrosiana, n 26, pag 32; A.Mazzetti, L'acquaforte lombarda nella seconda metà dell'ottocento, n 299, pag 184; F.Monteforte, Umberto Dell'Orto e il realismo lombardo del secondo Ottocento, n 123.
ill., br. "Il libro offre una contestualizzazione storica e culturale del rapporto tra Chiesa e mondo del lavoro, specie industriale, negli anni del post Concilio, focalizzando l'esperienza peculiare dei preti operai in fabbrica e raccogliendo la testimonianza di molti di loro, impegnati in un'opera di evangelizzazione audace e spesso non compresa nella Chiesa stessa. I testi pubblicati in questo volume danno la possibilità di conoscere la rappresentazione che alcuni preti operai torinesi hanno dato di se stessi e della comune esperienza vissuta dalla fine degli anni Sessanta e continuata anche dopo il termine del periodo di lavoro manuale. Sono pagine scritte in epoche diverse, ma che, pur nella loro disomogeneità, offrono uno spaccato di una vicenda per molti versi discussa e lacerante. Quegli «spezzoni di chiesa in classe operaia», di cui i preti operai torinesi si sentivano parte, hanno segnato la storia del cristianesimo in epoca contemporanea, a Torino in modo particolare, in alcuni casi molto più di quanto all'epoca fosse percepito dagli stessi protagonisti. L'«antico sogno nuovo» di una comunità cristiana non più padrona, ma serva, ai margini del potere perché centrata sul Vangelo, povera e per questo libera, ha trovato nell'esperienza dei preti operai un tentativo di realizzazione. Le contraddizioni e le tensioni sono costitutive di quella storia che, attraverso l'opera di recupero della memoria raccolta in questo libro, è in parte restituita ai lettori di oggi". (Marta Margotti). Prefazione Cesare Nosiglia.
br. Sindrome da nido vuoto: è conosciuta così in ambito psicologico quella stagione nella vita di una famiglia quando i figli se ne vanno, escono di casa in maniera più o meno definitiva. E i genitori si chiedono se a questo punto lo siano ancora e come. E come anche questo continui a rientrare in un progetto di vita familiare. Questo sussidio liturgico-pastorale, preparato da un gruppo di famiglie, è un aiuto non solo a questi genitori, ma a tutti quelli che vorrebbero prepararsi per tempo a questo momento cruciale, e desiderano farlo ponendosi dal punto di vista della fede in Dio. Semmai con la compagnia in più di san Francesco, che per molte delle nostre famiglie è un punto irrinunciabile di riferimento carismatico.
2005Q-0764813226Libros Liguori 2005-02-16. Paperback. New. New. In shrink wrap. Looks like an interesting title! Libros Liguori paperback
2007Q-0764816659Libros Liguori 2007-09-01. Paperback. New. In shrink wrap. Looks like an interesting title! Libros Liguori paperback
19934619480433GLN-125, Verbo Divino 1993
ill., br. Girolamo Magni, Andrea Busoni, Jacopo Lori: tre sacerdoti vissuti tra il XVI e il XVIII secolo che esercitarono la propria missione sulla Montagna Pistoiese.In un'epoca in cui le pievi erano l'unico punto di riferimento comune per le genti che vivevano disperse fra pascoli e boschi, i "preti di montagna" svolgevano un ruolo chiave nella diffusione della cultura: un intenso lavoro di cui, molto spesso, restano tracce assai esigue. Ma studiando epistolari e resoconti, cercando tra ricordi e carte d'archivio, l'autrice è riuscita a ricostruire queste tre vite esemplari e a restituircele in un racconto vivace e appassionante.
ill., br. Martedì 8 settembre 1964, Paolo VI annunciava ufficialmente la presenza di uditrici al Vaticano II e, il 25 dello stesso mese, entrava in aula la prima donna, la francese Marie-Louise Monnet. Dal settembre del 1964 all'agosto del 1965 furono ventitré le donne chiamate a partecipare al Concilio, dieci religiose e tredici laiche. Sebbene nelle intenzioni di molti padri conciliari la loro presenza rivestisse un carattere perlopiù simbolico, inaspettatamente il ruolo svolto da queste ventitré donne andò ben oltre, lasciando segni importanti negli stessi documenti conciliari.
105.631Turnhout (Belgique), Brepols, 1939-1961. 15 x 22, 10 volumes, 376 + 415 + 452 + 446-16 + 453 + 556 + 490 + 630 + 631 + 446 pages, broché (tomes 1 à 5 + 7), reliure simili-cuir (tomes 6, 8, 9 et 10), bon état (cachets du Collège jésuite Saint Stanislas à Mons).
ill., br. Al di là del contesto locale, la notorietà di don Giuseppe Chiot (1879-1960), parroco di San Luca (nel centro di Verona) dal 1914 al 1960, è legata al suo incontro con Galeazzo Ciano, nel momento tragico del processo di Verona e dell'esecuzione (1944). Ma la stessa pietà mostrata verso i potenti il sacerdote veronese l'aveva mostrata, durante tutta la sua vita, per gli emigrati, i soldati al fronte, i carcerati, per tutte le categorie "marginali". E con la stessa intensità egli visse la passione per l'arte contemporanea, per la letteratura, per la Nazione italiana, oltre che la sua missione di parroco.