260 résultats
<p>19 cm, brossura editoriale originale, p. 211. Segni del tempo alle copertine, interni molto buoni.</p>
Brossura editoriale in cartoncino flessibile lucido, dalla copertina illustrata in entrambi i piatti, con bandelle. Buonissimo lo stato di conservazione generale, pagine solide, perfettamente tenute, velate da colorazione brunita, come i tagli, ricche di disegni in nero, nel testo, di Teresa Sdralevich. Numero pagine 139. USATO
J. DUCULOT. In-8 Carré. Broché. Bon état. Couv. légèrement passée. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 320 pages. NON DATE
Librairie Delagrave. 1925-1927. In-12 Carré. Broché. Etat d'usage. Couv. légèrement passée. Dos abîmé. Intérieur acceptable. 203 pages pour le tome I, 189 pages pour le tome II, 169 pages pour le tome III, et 237 pages pour le tome IV. Etiquettes de code sur les dos. Tampons et annotations de bibliothèque en pages de titre. Rare. Nouvelle édition revue. I. Phonétique. II. Morphologie. III. Formation des mots et vies des mots. IV. Syntaxe. Couronné par l'Académie française.
Paris, L. Hachette, 1863, in-16, legatura coeva in mezzo marocchino titolo e decorazioni in oro sul dorso, pp. (4), LI, 337, (3).
X,380 S. Original Leinwand mit goldgeprägtem Rücken- und Deckeltitel. (=Quellen und Forschungen zur Sprach- und Kulturgeschichte der germanischen Völker. Neue Folge, 40 [164]). Einband leicht berieben und lichtrandig, montiertes Exlibris auf Innendeckel, kleiner Klebefleck auf fliegendem Vorsatz, sonst innen sehr gut erhalten. Mit Verfasser-Vorwort und Register.
In 12° (16,3x9 cm); 130, (2) pp. Legatura coeva editoriale in pieno cartoncino. Segni di tarlo diffusi principalmente nel margine esterno bianco, abilmente restaurati con integrazione di alcune lettere in poche pagine. Esemplare ancora in barbe. Prima rarissima edizione di questa celebre seconda opera del grande filosofo e giurista napoletano, Giambattista Vico (1668 – 1744). In origine, nell’idea dell’autore, il “De antiquissima “ doveva essere formato da tre parti: il Liber metaphysicus (appunto questo), che uscì nel 1710 senza l'appendice riguardante la logica che, nell'intenzione di Vico, avrebbe dovuto avere; il Liber Physicus, che Vico pubblicò sotto forma di opuscolo col titolo De aequilibrio corporis animantis nel 1713, che andò smarrito, ma ampiamente riassunto nella Vita ed infine il Liber moralis, di cui Vico non abbozzò nemmeno il testo. Nel “De antiquissima” Vico inizia ad abbozzare pensieri che poi avrebbe estesamente e compitamente, elaborato nella Scienza Nuova. Partendo da alcuni termini della lingua latina eda analizzandone l’aspetto etimologico, Vico arriva alla conclusione che attraverso alcune parole si possano rintracciare originarie forme di pensiero arrivando a teorizzare, con estrema modernità, il linguaggio come oggettivazione del pensiero. Partendo da queste basi, Vico arriva a tracciare la forma di un antico sapere filosofico appartenuto alle primitive popolazioni italiche. Come dice lo stesso Vico “Latinis "verum" et "factum" reciprocantur, seu , ut scholarum vulgus loquitur, convertuntur”. Semplicando, secondo Vico, in contrasto con Cartesio ed in parte come già fatto dall’occasionalismo e nel metodo baconiano, noi possiamo arrivare a conoscere il pensiero umano che vi è alla base di ogni cosa creata dall’uomo ma non, ad esempio, quello che è alla base della natura in quanto non costrutto umano. La lingua diviene così un tramite fra l’uomo ed il suo passato ed un potente strumento di conoscenza storica e filosofica. Secondo Vico, il cogito cartesiano mi può sicuramente dare certezza della mia esistenza ma non mi può dir nulla di essa, cioè mi da coscienza ma non conoscenza, questa mi è preclusa. Con il metodo di Cartesio noi non possiamo arrivare a conoscere la storia umana perché, appunto, il metodo cartesiano ci accompagna solo alla coscienza. Da qui la necessità di sviluppare un metodo storico che ci possa accompagnare a comprendere profondamente la storia umana della quale il linguaggio, è senza dubbio, uno dei prodotti più complessi ed evoluti. Quella di Cartesio, per Vico, non è scienza ma più che altro un procedimento intuitivo. Come dice il filosofo napoletano “Noi dimostriamo le verità geometriche poiché le facciamo, e se potessimo dimostrare le verità fisiche le potremmo anche fare” e così ad ogni scienza, appartiene un diverso grado di possibilità conoscitive. "I latini... dicevano che la mente è data, immessa negli uomini dagli dei. È dunque ragionevole congetturare che gli autori di queste espressioni abbiano pensato che le idee negli animi umani siano create e risvegliate da Dio [...] La mente umana si manifesta pensando, ma è Dio che in me pensa, dunque in Dio conosco la mia propria mente" (Giambattista Vico, De antiquissima, 6). Per quanto riguarda la conoscenza del creato divino e del creatore stesso all’uomo è preclusa qualsiasi sicura conoscenza ma si può avvicinare a comprendere degli aspetti attraverso quello che Vico chiama “L’Ingegno” che è la facoltà propria del conoscere, per cui l'uomo è capace di contemplare e di imitare le cose. L’ingegno è così strumento di conoscenza ma allo stesso tempo, ha la capacità di dimostrare i limiti della conoscenza umana, fino ad arrivare alla comprensione di una verità divina che si può rivelare anche attraverso l’errore. "Dio mai si allontana dalla nostra presenza, neppure quando erriamo, poiché abbracciamo il falso sotto l'aspetto del vero e i mali sotto l'apparenza dei beni; vediamo le cose finite e ci sentiamo noi stessi finiti, ma ciò dimostra che siamo capaci di pensare l'infinito." (Giambattista Vico, De antiquissima, 6). E’ così che attraverso l’errore umano, Vico, arriva a superare le teorie dello “scetticismo”. "Il chiarore del vero metafisico è pari a quello della luce, che percepiamo soltanto in relazione ai corpi opachi...Tale è lo splendore del vero metafisico non circoscritto da limiti, né di forma discernibile, poiché è il principio infinito di tutte le forme. Le cose fisiche sono quei corpi opachi, cioè formati e limitati, nei quali vediamo la luce del vero metafisico." (Giambattista Vico, De antiquissima, 3). La metafisica diviene cosi la base ed il primo passo verso la conoscenza anche se poi questa è superata e completata da altri tipi di scienza come la matematica e da altre scienze specifiche. Nato in una famiglia di modeste condizioni sociali ed economiche, il padre di Vico era un piccolo libraio, fin dalla giovane età Giambattista dimostrò una natura curiosa ed un’indole vivace ma in seguito ad una caduta intorno ai 9 anni che gli causò una frattura al cranio, gli fu impedito di seguire i normali corsi di studi per tre anni. La caduta fu così rovinosa, che il medico che lo ebbe in cura prospettò alla famiglia che il giovane avrebbe potuto risentire di gravi problemi di intelletto. Ristabilitosi dall’infortunio, pur seguendo a più riprese gli studi presso il Collegio Massimo dei Gesuiti di Napoli, Vico affiancò lo studio istituzionale ad approfondimenti da autodidatta, cosa che del resto fece anche durante gli studi universitari presso la facoltà di Giurisprudenza dell’ateneo napoletano. Questo gli permise di avvicinarsi ad alcuni temi filosofici con un punto di vista del tutto originale. Dal 1686 fu precettore dei figli del Marchese Domenico Rocca nel castello di Vatolla dove, presso la grande biblioteca della famiglia approfondisce la conoscenza dei testi di alcuni scrittori che diverranno poi punti di riferimento del suo pensiero filosofico come Platone ed il platonismo nelle versioni di Ficino, Pico della Mirandola e Patrizi, Sant’Agostino, Botero, Bodin, Tacito, Bacone e Grozio. Tra incarichi universitari, lezioni private e composizioni d’occasione su commissione necessarie a mantenere la sua numerosa famiglia ed il padre ed i fratelli che da lui saranno sempre economicamente dipendenti, nel 1699 Vico inizia ad avere una certa tranquillità economica. Nel 1710 è aggregato all’Accademia dell’Arcadia. In questi anni Vico inizia ad elaborare in forma compiuta la sue idee sulla filosofia della natura che esporrà nel suo Liber physicus, opera oggi andata dispersa ed inizia ad elaborare la sua filosofia della storia abbozzandone le basi nel “De antiquissima italorum sapientia”. Nel 1713 lavora, fra le altre opere, alla biografia del Maresciallo Antonio Carafa che darà poi alla luce nel 1716. L’opera segna la svolta degli interessi vichiani verso uno studio sempre più approfondito del senso stesso della storia e alla comprensione dei problemi giuridici legati alla natura dell’uomo, temi che da lì a poco avrebbero portato il grande filosofo alla composizione della “Scienza Nuova”. Stampata in circa mille copie, l’opera, stampata a spese dello stesso Vico, uscì nel 1725 presso l’editore napoletano Felice Mosca in un formato in dodicesimo e su carta di non eccelsa qualità proprio per contenerne i costi. La versione definitiva ed ampiamente più estesa rispetto alle prime due edizione, verrà pubblicata nel 1744. Prima rarissima edizione contenete per la prima volta il celebre aforisma vichiano "verum esse ipsum factum". Rif. Bibl.: David Walker, The Oxford Companion to Law (Oxford: Clarendon Press, 1980); Lucia M. Palmer, trans., De Antiquissima Italorum Sapientia Ex Linguae Latinae Originibus Eruenda (Cornell: Cornell University Press, 1988).
In 16 (cm 12,5 x 19), pp. 192. Manca una tavola. Brossura rifatta con carta d'epoca. Saggio di studi etimologici intorno al diritto universale con molti riferimenti alla Commedia dantesca. Ferrazzi, Manuale dantesco, II, p. 229.
Introduzione - Libro primo: Capitoli I.-VIII - Libro secondo: Capitoli I.-X - Indice alfabetico delle parole spiegate in quest'opera 1 16x10 cm., legatura in mezza pelle, fregi e titoli in oro sul dorso, piatti marmorizzati, segnalibro, pp. VIII, 368, su carta ben conservata, con leggerissimi segni del tempo su alcune pagine, buon esemplare. Ex libris d'epoca
In 16° (cm. 16,2) legatura '800 in mz.Tela con titolo oro al dorso, pp. VIII, 368. Piccola abrasione al dorso e lesione di 2 cm. alla cerniera ant., altrimenti buon esemplare.
In 8', tela ed. pp. 221, segni d'uso alla cop. , leg. salda, minime fioriture ai tagli, interno ottimo.
br. Da dove vengono le parole che utilizziamo? Perché molte di esse hanno cambiato radicalmente il proprio significato originario? Quali sono i modi in cui le parole si trasformano durante i secoli e a volte durante i millenni della loro evoluzione? Questo "dizionario narrativo" vuole rispondere in modo chiaro a queste e ad altre domande, mettendo a disposizione del lettore, anche non specialista, le acquisizioni, le scoperte e i metodi della ricerca etimologica. Seguendo una periodizzazione che dalla preistoria arriva fino alle parole nate in anni recenti, gli autori ripercorrono le affascinanti e spesso imprevedibili vicende che caratterizzano la storia dei termini del nostro vocabolario, a partire dal riconoscimento delle principali aree di significato che ne hanno propiziato l'origine e l'evoluzione.
ca. 24cm x 15,5cm. XV, 775 p. (Re)-bound in modern boards (hardcover) with gilt-stamped title to spine. Boards in very good condition, top edge with some staining. Half-title and title page restored by bookbinder with strips of paper, following two pages smaller and with scratches, final few pages with missing corner. Inside with minimal browning, clean and in good condition. ACHTUNG! Dieses Buch kann wegen seines Gewichts oder seiner Größe nur als PAKET verschickt werden. Innerhalb Deutschlands 5,80 Euro. (Portokosten ins Ausland bitte erfragen.) / ATTENTION! Due to its weight or size this book can only be sent as a PARCEL. Within Germany 5,80 Euro (For shipment abroad please ask).
4 voll. In-8° (23x14,5), pp. 507, (1), 16; pp. IV, 567, (5).; pp. (2), 366; pp. 367-571, (1). Tela originale finemente lavorata a rilievo, tit. oro ds. (1 cern. rotta, usure a qc. cuffia e cern., ma bello e compatto, interno pulito e fresco. Segna un balzo in avanti della teoria del linguaggio (principio di imitazione, illustrato nella dottissima affascinante introduzione), supera di gran lunga Todd, Richardson, Webster, Horne Tooke; ed è il primo dizionario esclusivamente e specificamente etimologico; fondato su un impressionante ventaglio di lingue antiche e recenti (incluso il PIEMONTESE!) e su tutti i grandi dizionari precedenti, puntualmente e continuamente citati; ampie esaurienti spiegazioni; preziose frequenti citazioni di testi. Si trova solo reprint o print on demand, ma rarissimo completo in questa ediz. orig.
xi + 526 + [i] pp., 3e édition revue et augmentée, reliure toile moderne (br.orig. conservée), texte imprimé en deux colonnes, qqs. rousseurs, bon état, T87566
2 voll. in uno. Inoltre: COMPLÉMENT du DICTIONNAIRE de l’Académie Française contenant tous les termes ...qui ne se trouvent pas dans le Dictionnaire de l’Académie auxquels on a joint: Le vieux langage, - le Néologisme, - la Géographie ancienne et moderne - et un traité complet d’ÉTYMOLOGIE. Préf. Louis Barré. Bruxelles, Soc. Typ. Belge Wahlen et. C. 1843. In-4° (cm. 31x24) solida mz. pelle (tit. orn. oro ds. sbiaditi), ang. (lisi), piatti carta decorata (abrasione lieve), pp. XVII, (2), 564; pp. (4), 601, (1). Pp. XXXVI, (2) 1082. Fondamentale riedizione (la prima ed.. del solo diz. era apparsa, ben più povera, nel 1694). Alcune pagne con fioriture o bruniture, ma eccellenti esemplari. I 3 monumentali e fondamentali voll. rilegati in due
ISBN : 2850360570. LES USUELS DU ROBERT. 1982. In-8 Carré. Relié. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. XIX + 658 pages . Titre doré sur pièce de titre rouge au dos . reliure skivertex marron ornée de l'éditeur, dos et plat supérieur titrés en lettres dorées. Signet conservé .
P., librairie historique des provinces E. Chevalier, 1889. In-8 broché, couverture rempliée, VII-666 pages
ISBN : 2033409090. LAROUSSE. 1998. In-8 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 427 pages. EXPRESSION.
Editions Scolaires. Non daté. In-8 Carré. Relié. Bon état. Couv. légèrement passée. Dos satisfaisant. Intérieur acceptable. Env. 800 pages (plusieurs paginations). Texte sur 2 colonnes. Annotation en page de garde. (Rare) 7e édition. Collection 'EDSCO'.
PUF. 1950. In-8 Carré. Relié, Jaquette. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 651 pages. 2e édition refondue par W. von Wartburg. Préface d'A. Meillet.
Bibliothèque d'Education J. Hetzel et Cie. Non daté. In-8 Carré. Broché. Etat passable. Couv. légèrement passée. Dos abîmé. Quelques rousseurs. 560 pages. Dos annoté. Plats muets. Dos fendu verticalement. Cahiers se détachant. A relier. Avec une préface d'Emile Egger. Fin du XIXe siècle.
Bibliothèque d'Education J. Hetzel et Cie. Non daté. In-12 Carré. Relié. Etat d'usage. Couv. défraîchie. Dos fané. Intérieur acceptable. 560 pages. Etiquettes de code sur le dos. Tampons et annotation de bibliothèque en page de titre. Dos taché et muet. Plats frottés. Quelques légères mouillures. 8e édition. Cours complet d'histoire de la langue française. Préface de E. Egger.
Bibliothèque d'Education J. Hetzel et Cie, Paris. Non daté. In-12 Carré. Relié. Etat d'usage. Coins frottés. Coiffe en pied abîmée. Quelques rousseurs. 560 pages. Titre doré sur le dos. Etiquette de code sur le dos. Bords des plats frottés. Couverture se détachant très légèrement. Par l'auteur de la 'Grammaire historique'. Préface de E. EGGER, Membre de l'Institut.
Librairie Hachette et Cie. 1917. In-12 Carré. Broché. Etat d'usage. Couv. légèrement passée. Coiffe en tête abîmée. Intérieur acceptable. 686 pages. Papier et étiquette de code collés sur le dos. Tampons et annotations de bibliothèque sur le 1er plat et en page de titre. Couverture détachée. 4e édition revue. Couronné par l'Académie française.