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8vo pp.159 in sefardi ladino w. turkish alphabet, unique collection on turkish jewish sefardi traditions. tradizioni in ladino, spagnolo sefardita degli ebrei di turchia, costantinopoli, istanbul. stambul estanbol.
17556412London, J. Knapton, 1755. 355 g In-8, pleine basane, viii-247 pp.. La pièce de titre a été refaite. Coins usés, frottements, mors fendillés. . (Catégories : Judaica, Hébreux, )
8vo, br, ed. 219pp. Sophie, ebrea bella, colta ed elegante, nasce ad Aleppo negli anni '20. Studia in Francia e dopo essere sfuggita alle leggi razziali si trasferisce in Italia con l'amato Maurice e la primogenita Aline. Nella Milano del dopoguerra si fa notare per lo stile anticonvenzionale: è una giovane donna sofisticata e benestante che con le figlie parla solo in francese e preferisce andare alla Scala invece che in sinagoga. Elegante e indomabile, Sophie guida (anche il motoscafo), gestisce e amministra la famiglia come fosse lei "il maschio" (il marito è spesso lontano per lavoro e di lei si fida). La sua vita scorre raccontata dalla figlia Esther: sullo sfondo la guerra, l'esilio, i profughi, il boom economico, il bel mondo, gli ebrei e la loro cultura. Fino a che Sophie, che è diventata nonna e ha perso Maurice, comincia a sentirsi isolata. Soffre. La sua camminata eretta e svelta si fa tentennante. Il dolore alla schiena è pungente. Il passo piano piano più debole. Sophie, che ha sempre curato molto il suo aspetto, è sconvolta dal decadimento. E quando la malattia la mangia piano piano, lei decide di offrire tutta se stessa prima di abbandonare il gioco. Con fermezza e dignità. Le stesse con cui ha governato la sua vita e quella delle quattro figlie, che devono trovare un accordo e assecondare la decisione ultima di una madre che si farà rispettare fino in fondo dalla vita e dal tempo.
8vo, rilegatura edit. in sovracoperta. 240 pp. Resoconto dell'organizzazione clandestina che permise ad almeno 25.000 profughi di emigrare in Israele dalle coste italiane nel dopoguerra. Prefazione di Guido Lopez. Con 29 foto fuori testo. In fine indice dei nomi.
177pp Softcover Very Good Condition
br. ed. , 'Absolutely, definitively alone', a young Jewish student in Romania tries to make sense of a world that has decided he doesn't belong. Spending his days walking the streets and his nights drinking and gambling, meeting revolutionaries, zealots, lovers and libertines, he adjusts his eyes to the darkness that falls over Europe, and threatens to destroy him. Mihail Sebastian's 1934 masterpiece, now translated into English for the first time, was written as the rise of fascism forced him out of his career and turned his friends and colleagues against him. For Two Thousand Years is a prescient, heart-wrenching chronicle of resilience and despair, broken layers of memory and the terrible forces of history.
8vo, br, ed. xxv + 641pp., map, index, Account of living through the 'Antisemitic Factory' of Bucharest in the 30s and WWII through the diary of a young Jewish writer.
8vo ril. ed. pp.439, ottimo
pp. 204 vg softcover
8vo, br ed. bandelle pp.xii-292. Poco prima di morire Gershom Scholem ampliò notevolemente il testo dei suoi ricordi di gioventù "Da Berlino a Gerusalemme". Mentre nella prima versione veniva descritto l'ambiente ebraico tedesco durante la Prima guerra mondiale, in questa edizione il centro della sua analisi si sposta maggiormente verso Gerusalemme, soprattutto con il progetto di una nuova vita culturale e sociale per lo Stato di Israele. È la storia di un itinerario intellettuale ricco di incontri con alcune figure chiave del periodo come Martin Buber, Franz Rosenzweig e Samuel Agnon che, nello stesso tempo, rivela il tentativo di definire una nuova identità ebraica, attraverso la difesa della lingua e le ricerche sulla mistica.
I° edizione Einaudi. 8vo, br. ed. , sovracop.Traduzione di Marina Sartorio. Pagine 96
In 8°,pp. XVI,603,(7). Tela editoriale con sovracoperta figurata. Copia in buono stato. Collana di studi religiosi. problema delle origini della Kabbalà, forma della mistica e della teosofia ebraica che sembra sorgere a un tratto nel secolo XIII, è uno dei più complessi e importanti nella storia religiosa dell'ebraismo dopo la distruzione del Tempio. Il volume sintetizza i risultati di oltre quarant'anni di lavoro. Le accurate e sistematiche ricerche compiute dall'autore sui manoscritti del periodo arcaico non solo dissipano diffidenze troppo a lungo diffuse per pregiudizio razionalistico o entusiasmo romantico, ma rinnovano completamente gli studi sul movimento. L'approfondito lavoro filologico e storico-critico condotto sulle fonti ha consentito di rilevare che il "Séfer Bahir" - testo fondamentale della Kabbalà prima dello "Zòhar" (fine del XIII secolo) - è redatto su materiali più antichi, tutti con caratteristiche gnostiche. Proprio attraverso il "Bahir", il pensiero gnostico mitopoietico ha fatto la sua ricomparsa all'interno del giudaismo e ha caratterizzato per secoli quella che oggi, grazie agli studi di Scholem, può essere definita, religiosamente e culturalmente, la corrente più vitale e originale del giudaismo. In antitesi a studi precedenti, l'autore sottolinea inoltre che la Kabbalà è nata da bisogni religiosi interni al giudaismo e non da apporti culturali esterni. In questo senso è espressione genuina e profonda dell'anima ebraica e differisce in modo sostanziale dalla filosofia, nella quale l'apporto greco e arabo è stato invece determinante.
8vo, br. ed. pp.407.È la metà del XII secolo. Giovane ebreo di Colonia, Giuda supera una profonda crisi spirituale convertendosi al cristianesimo e divenendo sacerdote. Con il nome di Ermanno l'ex-Ebreo scrive in latino il racconto della sua conversione, l'Opusculum de conversione sua, dopo le Confessioni di Sant'Agostino una delle prime autobiografie comparse in Occidente. Ma, si chiedono gli storici, si tratta di un racconto vero o fittizio? Fu solo propaganda confezionata dai chierici cristiani? L'autore di questo libro ribalta la questione: vero o fittizio, il racconto pur autobiografico è espressione corale di una comunità, limpido specchio della mentalità e della cultura del suo tempo. Il sogno che cambiò Ermanno lebreo Elena Loewenthal, Tuttolibri - La Stampa Ermanno è realmente esistito? E nel caso in cui questa domanda trovi una risposta affermativa, è lui l'autore dell'Opusculum? Tali interrogativi, insieme ad altri che portano con sé, sono da decenni il tormento di studio per molti esperti. Filologi e storici del Medioevo di diverso orientamento dibattono da tempo intorno a questa figura. È, certamente, una di quelle diatribe accademiche dure a spegnersi, magari ostiche e quasi ridicole, per il grande pubblico. Ma non è soltanto questo, perché intorno a Ermanno si sollevano grandi temi della storia e della fede, che volenti o nolenti ci coinvolgono tutti. A tredici anni Ermanno l'ebreo fece un sogno. Siamo nella Germania del Medioevo, più precisamente a Colonia, intorno alla metà del XII secolo. Il giovane Ermanno sogna una tavola imbandita, un cavallo bianco, l'imperatore. Queste immagini, cui i familiari non danno troppa importanza, sono invece il preludio e l'annuncio di una conversione al cristianesimo non folgorante, anzi: è un lungo cammino, tortuoso e coscienzioso, che Ermanno compie verso il sacerdozio che l'aspetta. E di cui racconta, con autentico piglio letterario, nel suo Opusculum: «Molti religiosi, sia uomini che donne, mi domandano spesso come mi sia convertito dal giudaismo alla grazia del Cristo, e se abbia sofferto delle tentazioni del Nemico maligno nei primi tempi della mia conversione. in realtà, non mi sono convertito con la facilità con la quale vediamo molti infedeli, ebrei o pagani, convertirsi alla fede cattolica con un cambiamento improvviso e imprevisto. la mia conversione, al contrario, ha conosciuto le tentazioni, le cui tempeste furono sempre più frequenti nei primi tempi, le insidie numerose dell'antico Nemico che vi si opponeva, gli ondeggiamenti più lunghi e le pene più grandi», scrive Ermanno nel prologo al suo racconto. Scrive? È per l'appunto intorno a questo dubbio che la critica discute. Questa storia, e il suo protagonista, sono una realtà del passato o una costruzione intellettuale? Un caso di propaganda apostolica? Quanta verità, quanta finzione si trovano nel racconto? Con Ermanno e il suo opuscolo si cimenta ora anche un grande storico francese, Jean-Claude Schmitt, considerato l'erede di Jacques Le Goff e della sua scuola storiografica che ha fondato un modo nuovo di guardare al Medioevo. Il suo saggio La conversione di Ermanno l'Ebreo. Autobiografia, storia, finzione è un'analisi a tutto campo: strettamente filologica (in appendice la traduzione dell'opuscolo di Ermanno), storico-documentaria. Egli presenta al lettore i tratti del dibattito attuale intorno all'autenticità del testo. Ci offre spunti interessanti e profondi, al proposito, sul concetto di «autore» e la sua attendibilità. Come dice la parola latina, infatti, auctor evoca, più che l'autografia in prima persona, il concetto di «autorità» del passato che conforta le parole nuove e ne «aumenta» il senso. In fondo, dunque, chiedersi se Ermanno sia realmente esistito e abbia scritto l'opuscolo, è una domanda viziosa: la certezza è quella di trovarsi invece di fronte al testo, e alla vicenda che vi si narra. Su questa certezza si sofferma lo storico, con estro eclettico. Molto interessante è ad esempio l'analisi d
8vo, . 227 x 152 mm. pp.274 The astonishing biography of Josef Ganz, a Jewish designer from Frankfurt, who in May 1931 created a revolutionary small car: the Maikafer (German for "May bug"). Seven years later, Hitler introduced the Volkswagen. The Nazis not only "took" the concept of Ganz's family car--their production model even ended up bearing the same nickname. The Beetle incorporated many of the features of Ganz's original Maikafer, yet until recently Ganz received no recognition for his pioneering work. The Nazis did all they could to keep the Jewish godfather of the German compact car out of the history books. Now Paul Schilperoord sets the record straight. Josef Ganz was hunted by the Nazis, even beyond Germany's borders, and narrowly escaped assassination. He was imprisoned by the Gestapo until an influential friend with connections to Goring helped secure his release. Soon afterward, he was forced to flee Germany, while Porsche, using many of his groundbreaking ideas, created the Volkswagen for Hitler. After the war, Ganz moved to Australia, where he died in 1967.
2004161136Peabody, Mass.: Hendrickson 2004. XVI, 555 Seiten. Gr. 8° (22,5-25 cm). Solider Orig.-Leinenband mit goldgeprägten Titeln auf schwarzem und grünem Rückenschild / Solid Original cloth binding with gold-embossed titles on black and green spine label. [Hardcover / fest gebunden].
pp. 180.
First published in 1883 in the By-paths of Bible Knowledge series, no 2., Frontis, four b/w photos in text & three appendices of of translations of ancient writing. In its day a very popular book ie. published in 1883 & reprinted 8 itmes in the next three years. Small 8vo original cloth. 160pp. + 2pp. ads. Sayce's enthusiasm for the new discoveries bubbles through the pages. 'Suddenly, as with the wand of a magician, the ancient Eastern world has been reawakened to life by the spade of the explorer and the patient skill of the decipherer.' 160pp., 3 appendices, index, 2pp. ads, pictorial endpapers with list of other books in series on ffep. Original Brown cloth with bright gilt lettering, 4" x 1.5 " exceptionally beautiful and bright gilt facsimile of the Siloam inscription discovered in 1881 on front board, black spine lettering. very crisp
18657Actes Sud - actes noirs - Janvier 2011 - In-8, broché couvertre de cette collection, 219 pages. Très agréable.
20051191032005 Editions Slatkine Reprints - 2005 - Réimpression de l'édition de Paris de 1859 - Fort in-8, cartonnage bleu ciel de l'éditeur - 811 pages
1966012459jerusalem The israel museum 1966 plaquette in-8 carré Agrafé
16530026141653 Lipsiae [Leipzig], Impensis Haered. Henningi Grosfii, Literis Friderici Lanckisii Exscribebat, Chriftophorus Cellarius, 1653. Fort volume petit in-quarto (170 X 200 mm) vélin rigide, plats ornés d'un encadrement de filets avec fleurons d'angles à froid, dos lisse cloisonné de filets avec fleurons à froid dans les compartiments, titre calligraphié à l'encre noire, tranches teintées en bleu (reliure de l'époque) ; frontispice, (5) ff., 1724 pages, (11) ff. d'index et errata. Accroc avec petite fente de deux centimètres en queue du mors supérieur, tache d'encre sur le titre, feuillets brunis, infime travail de ver (trou de la taille d'une tête d'épingle) affectant les 19 premiers feuillets, cerne de mouillure dans la marge inférieure de quelques feuillets. Initiale manuscrite «F. » répétée sur les 3 premiers feuillets.
2000189433Jean Cyrille Godefroy Jean Cyrille Godefroy, 2000. Fort et grand In-8 broché, 560 pages, avec photos et bibliographie. Très bon état
200030096Jean-Cyrille Godefroy 2000 In-8 broché 24 cm sur 15,5. 555 pages. Tranches salies sinon bon état d’occasion.