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8vo, br. ed. How did the levels of anti-Semitism in the 1930s compare to those of earlier decades? Did anti-Semitism vary in content and intensity across societies? In other words, were Germans more anti-Semitic than their European neighbors, and, if so, why? How does anti-Semitism differ from other forms of religious, racial, and ethnic prejudice? In this 2003 book, William I. Brustein offersa truly systematic comparative and empirical examination of anti-Semitism within Europe before the Holocaust. Brustein proposes that European anti-Semitism flowed from religious, racial, economic, and political roots, which became enflamed by economic distress, rising Jewish immigration, and socialist success. To support his arguments, Brustein draws upon a careful and extensive examination of the annual volumes of the American Jewish Year Books and more than 40 years of newspaper reportage from Europe s major dailies. The findings of this informative book offer a fresh perspective on the roots of society s longest hatred.
Large 8vo., 307 p. Paperback
1975lu2075Gallimard Voies ouvertes Broché 1975 Exemplaire service de presse. In-8 (14 x 20,5 cm), broché, 297 pages ; des rousseurs sur les plats, petits défauts et pliure d'usage sur le premier plat, dos plissé, coiffes frottées, coin supérieur droit de la première page coupé de biais, quelques surlignages au crayon papier dans le texte, état général correct. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
8vo, br. pp. 329, cartes, illustr. en français. la storia di una comunità pugliese convertitasi all'ebraismo. conversion to judaism of an italian village from Puglia.
1519PHO-1100Haguenau, apud Thomas Anshelm, 1519 (M.D.XIX Mense Maio). Pet. in-4, cartonnage postérieur ,titre encadré , LXXIX f.,3ff.n.ch. (R 6),( table et marque d’imprimeur) .Exemplaire très frais, écriture sur le titre .
3757Nancy, Vagner, 1863 - 1864 ; trois tomes in-12 ; demie-basane havane, dos à nerfs ornés de fleurons dorés, titre et tomaison dorés (relire de l'époque) ; 439 pp. ; 448 pp. ; 447 pp., (1) p. d'errata.
Scripture Natural History 2 volumes, Vol 1; The Trees and Plants mentioned in the Bible: vol. 2; The Animals Mentioned in the Bible: pp.235, 240, numerous illustrations. original decorated cloth and feps. label on spine, ow.very good and crisp.
8vo, br. ed. 243pp. Circa un milione e mezzo di bambini furono assassinati nella Shoah; pochissimi si salvarono sopravvivendo nascosti, in fuga, alla non vita dei ghetti est-europei e dei lager. Per lungo tempo nessuno si interessò alla loro vicenda, e i sopravvissuti si chiusero nel silenzio. La storia e la memoria dell'infanzia ebraica perseguitata dal nazifascismo ricevettero scarsa attenzione, partendo dallo stereotipo in base al quale i bambini sono troppo piccoli per avere ricordi. Ma che cosa accadde ai bambini durante la Shoah? Quali tipi di esperienze attraversarono, e come essi stessi le percepirono e le vissero? Come cercarono, pur piccoli, di testimoniare quanto stava loro accadendo, consapevoli della necessità di lasciare traccia? Quanti decisero invece di tacere per decenni per cercare di lenire il dolore, e quale sguardo proiettano oggi i testimoni, a distanza di tempo, sulle vicende persecutorie della loro infanzia? E soprattutto che cosa accadde dopo, quando per la maggior parte di loro, nati già durante la persecuzione, la fine della guerra non significò ritornare alla vita ma dover iniziare a vivere un'infanzia che era stata loro preclusa? Con la ricostruzione della storia e della prospettiva dei bambini nella Shoah, l'autrice restituisce dignità di ascolto ai bambini di allora, e al contempo mostra come non solo la percezione di quanto accadeva ma anche le modalità stesse in cui lo sterminio dei bambini fu concepito furono uniche e troppo a lungo trascurate nella storiografia della Shoah.
8vo, cloth on dj, 560pp.During the Second World War, three prominent members of the Frankfurt School--Franz Neumann, Herbert Marcuse, and Otto Kirchheimer--worked as intelligence analysts for the Office of Strategic Services, the wartime forerunner of the CIA. This book brings together their most important intelligence reports on Nazi Germany, most of them published here for the first time. These reports provide a fresh perspective on Hitlers regime and the Second World War, and a fascinating window on Frankfurt School critical theory. They develop a detailed analysis of Nazism as a social and economic system and the role of anti-Semitism in Nazism, as well as a coherent plan for the reconstruction of postwar Germany as a democratic political system with a socialist economy. These reports played a significant role in the development of postwar Allied policy, including denazification and the preparation of the Nuremberg Trials. They also reveal how wartime intelligence analysis shaped the intellectual agendas of these three important German-Jewish scholars who fled Nazi persecution prior to the war. Secret Reports on Nazi Germany features a foreword by Raymond Geuss as well as a comprehensive general introduction by Raffaele Laudani that puts these writings in historical and intellectual context. (ISBN:069113413
8vo, br. ed., 377 pages, Until the publication of this remarkably comprehensive history of the Sephardi diaspora, only limited attention had been given to the distinctive Judeo-Spanish cultural entity that flourished in the Balkans and Asia Minor for more than four centuries. Yet the great majority of Sephardi Jews, after their expulsion from Spain in 1492 and subsequently from Portugal, found their way to this region, drawn by the political stability and relatively tolerant rule of the Ottoman Empire, as well as by promising socioeconomic conditions. Esther Benbassa and Aron Rodrigue show how Sephardi society and culture developed in the Levant, sharing language, religion, customs, and communal life as they did nowhere else, both during prosperous times and during the declining fortunes of the seventeenth and eighteenth centuries. The impact of westernization, the end of Ottoman power, and the rise of fragmenting nation-states transformed this vital community in the modern era. And, like many other Jewish communities, the unique Judeo-Spanish culture was dispersed and destroyed by the Holocaust and the migrations of the twentieth century. Sephardi Jewry presents its vivid history in a readable, well-documented narrative
Traduzione di Mantovani V. 8vo; br., pp. 164, cm 14,5x22. (I Narratori). Etgar Keret racconta sette anni della sua vita a Tel Aviv: la nascita del figlio, la storia della sorella ultraortodossa e dei suoi undici figli, i tassisti irascibili, i genitori superstiti dell'Olocausto, le movimentate tournée letterarie. e l'atteggiamento non banale da assumere quando suona la sirena dell'allarme antiaereo. Etgar Keret ci offre in queste cronache intime una sorprendente radiografia dei suoi contemporanei, un condensato di vita, humour ed emozione
8vo Dionigi Albera, Maria Couroucli, While devotional practices are usually viewed as mechanisms for reinforcing religious boundaries, in the multicultural, multi-confessional world of the Eastern Mediterranean, shared shrines sustain inter-communal and inter-religious contact among groups. Heterodox, marginal, and largely ignored by central authorities, these practices persist despite aggressive, homogenizing nationalist movements. This volume challenges much of the received wisdom concerning the three major monotheistic religions and the "clash of civilizations." Contributors examine intertwined religious traditions along the shores of the Near East from North Africa to the Balkans.
8vo. Prima guerra mondiale. Dopo iI massacro degli Armeni, la furia turca rischia di travolgere anche il popolo d'Israele. È allora che alcuni amici, spinti dall'urgenza di liberare la Palestina, decidono di istituire una rete di spionaggio per appoggiare i liberatori inglesi. Nasce così il N.I.L.I. (acronimo di Netzach Israel Lo Ishakare, La Gloria di Israele non mentirà né si pentirà), dal coraggio di piccoli uomini che, giunti da disparate zone, si erano insediati imparando a convivere pacificamente con gli arabi. A costo della vita stessa, per tutta la durata del conflitto, essi servirono da collegamento fra le truppe del generale Allenby di stanza in Egitto e gli ebrei ostili, trasportando armi, dispacci e informazioni sulla dislocazione del nemico. Aaron Aaronsohn, agronomo e botanico, scomparso in circostanze misteriose; sua sorella Sarah, vera fiamma del N.I.L.I., che quando il gruppo venne denunciato dall'Yishuv (comunità ebraica fedele agli ottomani) si tolse la vita per non tradire i suoi segreti; Absalom Feinberg, Yosef Lishanskye molti altri. Tanto determinante fu il loro ruolo nella vittoria inglese, quanto nullo il merito che fu loro tributato.
Placchetta, in -8°, 16 pp. più tre tavole riproducenti caratteri tipografici ebraici e musicali.
2 volumi, tela ed. in sovracoperta e cofanetto. XXIII+951 e 97 ill-;XXVI+897 e 44 ill. Il primo e il secondo dei due volumi che ricostruiscono la storia degli ebrei nella penisola italiana dal Medioevo fino ai giorni nostri: gli insediamenti, l'identità, la cultura, le attività economiche, i rapporti con la Chiesa, la vita nei ghetti. il vol. Ii A partire dall'emarginazione e dalla chiusura dei ghetti (processi che terminano solo a metà Ottocento) gli ebrei italiani acquisiscono finalmente uno status di cittadini "normali", il che accellera il processo di piena integrazione nella nascente società civile dell'Italia unita. Ma sul finire del secolo, un fenomeno di segno uguale e contrario rilancia l'idea della specificità ebraica: nasce il sionismo, e con esso il sogno di una patria ben diversa da quella di adozione. Proprio quando l'elaborazione dei temi sionistici sembra matura, la tragedia del fascismo e del nazismo segna una frattura irrimediabile con il passato, che prelude alla creazione dello stato di Israele e alle sue vicissitudini del dopoguerra
8vo, ril. ed. sovracop. 811pp. gli ultimi due secoli di storia della comunità ebraica romana, la più numerosa e antica d'Italia, sono caratterizzati dai profondi - e talvolta drammatici - mutamenti nelle relazioni fra la maggioranza cristiana della Città Eterna e questa piccola minoranza, che, nel volgere di convulsi decenni, ha conosciuto l'emarginazione e l'inclusione, l'integrazione e, in seguito, la discriminazione e lo sterminio. Nella prima metà dell'Ottocento, i timidi segnali di emancipazione degli ebrei visibili nelle società europee più avanzate si manifestano anche a Roma, dove per una breve stagione la repubblica si sostituisce al dominio pontificio. E solo dopo l'unità d'Italia che nella nuova capitale del regno si avverte chiaramente un'impetuosa ondata di cambiamento: gli ebrei iniziano a partecipare con grande passione alla costruzione del Paese che, in virtù del tributo di sangue da essi versato sui campi di battaglia del Risorgimento e della Grande Guerra, considerano a pieno titolo la loro patria. La Chiesa di Roma, tuttavia, sconfitta ma non rassegnata, addebitando l'oltraggio di Porta Pia a un complotto di forze anticattoliche rilancia la propaganda antigiudaica e rinnova contro gli ebrei le tradizionali accuse di deicidio e di omicidio rituale, fornendo argomenti e alibi sia ai ricorrenti episodi di violenza antigiudaica sia all'antisemitismo moderno, che condanna senza appello l'ebreo alla sua presunta identità razziale, negandogli ogni reale possibilità di assimilazione. Esito e culmine di questa martellante campagna d'odio è la pagina nera - vergognosa e incancellabile - delle cosiddette «leggi razziali», promulgate dal regime fascista nel 1938 come atto di adesione all'ideologia del Terzo Reich hitleriano, che sanciscono l'esclusione degli ebrei dal corpo vivo della società italiana. Accolte dapprima con indifferenza e senza un'esplicita protesta della Santa Sede, dopo l'8 settembre 1943 tali leggi spianano la strada alla deportazione ad Auschwitz e alla morte di oltre 2000 ebrei romani. E anche se molti italiani e una parte del clero si riscattano, creando a proprio rischio e pericolo una vasta rete di solidarietà a favore dei perseguitati in fuga, molte ombre continuano a gravare sul silenzio di Pio XII (a cui Riccardo Calimani dedica un'ampia e lucida analisi), che non condannò mai apertamente lo sterminio, pur essendone informato da diversi prelati dei Paesi in cui venne perpetrato. La segreta, ma ferma speranza dell'autore è che questo racconto «sia fonte di ispirazione, affinché tutti i popoli, nessuno escluso, in ogni parte del mondo, sappiano trovare la via della concordia e della giustizia, e possano vivere insieme su questa terra, se non con gioia, almeno in pace fra loro.
8vo, ril. ed. in sovracop- Una storia della diaspora sefardita, la minoranza ebrea spagnola che, cacciata dalla penisola iberica all'indomani della scoperta dell'America, si insediò nei territori dell'Impero Ottomano, nei Balcani e in Asia minore. E lì si è sviluppata mischiando lingua, tradizioni, costumi e vita sociale con l'Islam mediterraneo. L'Impero Ottomano era un contesto multietnico e multiculturale in cui lingue, religioni e modelli economici e sociali si integravano e in cui gli ebrei, così come greci e armeni, godevano di ampie autonomie e funzionavano di fatto come uno stato nell'Impero, sotto la guida dei rabbini e dei notabili. La nascita di nuovi Stati con forte identità nazionale su base etnica segnerà la fine di quella fase e l'inizio delle persecuzioni. esaurito fuori catalogo. firma di app. altrimenti come nuovo.
8vo, tela ed. in sovracoperta, pp.710. L'ebraismo ha mantenuto invariata la sua fortissima identità nonostante le innumerevoli forme e credenze che hanno costellato il suo corso millenario. Il libro di Martin Goodman offre la prima storia complessiva della sua nascita, della sua evoluzione e delle sue diverse correnti e tradizioni. Dalle origini della religione ebraica nel mondo politeistico del secondo e primo millennio al culto del tempio d'epoca cristiana, Storia dell'ebraismo racconta le vicende di rabbini, mistici e messia medievali e agli albori dell'età moderna, descrive le varietà religiose contemporanee dall'Europa alle Americhe, dall'Africa all'India e alla Cina, così come le istituzioni e le idee sulle quali si fonda ogni forma di ebraismo. Intrecciando i diversi fili del dibattito filosofico e dottrinario che attraversa tutta la sua storia, questo libro, autorevole e coinvolgente insieme, restituisce la cronaca di una tradizione fondamentale per l'eredità spirituale umana.
8vi, ril in sovracop. pp. 240. Un'indagine sull'unica unità combattente che nella Seconda guerra mondiale vide tra le sue file ebrei della Palestina. Un libro che è, al contempo, la riscoperta di una vicenda vera, ma mai raccontata sul serio, e una riflessione sull'uso pubblico e politico della storia. La Brigata ebraica fu una brigata inquadrata nell'esercito britannico, nata nel 1944 per operare in Italia, composta soprattutto (ma non solo) da ebrei, molti dei quali provenienti dalla Palestina. Questo libro è importante per almeno due ragioni. In primo luogo non vi è sostanzialmente nessun lavoro storiografico su questa vicenda straordinaria: gli ebrei d'Europa, durante la Shoah, trovano un'occasione di riscatto a guerra ancora in corso, combattendo contro i nazifascisti nel teatro bellico italiano. In secondo luogo, in Italia, negli ultimi anni, la presenza della Brigata ebraica nelle manifestazioni del 25 aprile è stata occasione di forte conflitto, tra comunità ebraiche e simpatizzanti di sinistra filopalestinesi. Spesso, nell'ambito di questa diatriba, si sostengono tesi storiograficamente errate sia sulla Brigata ebraica sia sul legame negli anni Quaranta tra palestinesi e nazismo. È il momento di riformulare questo dibattito – in modo pacato – partendo da fatti concreti e non da leggende militanti. La Brigata ebraica – Jewish Brigade Group – fu l'unica unità combattente che vide tra le sue file ebrei di Palestina. Si batté in Italia, e solo in Italia. Perché un libro sulla Brigata ebraica? Prima di tutto perché la vicenda è di estremo interesse. La nascita della Brigata ebraica, il suo impiego operativo, la sua eredità militare e morale si intrecciano con una serie di fatti storici e di questioni storiografiche di grande rilevanza. La storia della Brigata ebraica getta nuova luce su queste vicende e permette di guardare a tali questioni da un punto di vista inconsueto. Tra questi temi si devono annoverare: la storia della Palestina negli anni Trenta e Quaranta; la storia del sionismo; il rapporto tra fascismo e mondo islamico. Inoltre la Brigata ebraica ha fatto notizia negli ultimi anni a causa delle polemiche sorte per la presenza di manifestanti che hanno sfilato con le sue bandiere, bianche e blu con la Stella di Davide, dunque le bandiere di Israele, al corteo del 25 aprile, festa della Liberazione. Questo libro parla quindi della "riscoperta" della Brigata ebraica, e di come la sua storia sia stata pubblicizzata da alcuni gruppi di pressione che sono una componente importante dell'ebraismo italiano. Si discute anche degli attacchi alla Brigata che sono arrivati da altri gruppi. Entrambe queste posizioni sono analizzate con attenzione come casi esemplari di un uso pubblico e politico della storia.
8vo grande, br. ed. pp.390.
8vo tela, sopracoperta, edit. pagg. XVI-366, ill. f/testo., 21 cm 12 BELLISSIME TAVOLE FUORI TESTO. 7 CARTINE E 3 GRAFICI NEL TESTO. TRACCE D'USO E LEGGERI STRAPPI ALLA sovracop. VECCHIO TIMBRO ALLA PRIMA CARTA BIANCA , macchie al dorso, altrimenti ottimo.
In 8° 192 pp. Prima edizione. Ampia e non comune documentazione, moltissime riproduz. a colori di lettere, buste, cartoline, francobolli, timbri, documenti, ecc. Con interess. notizie e commenti. Testo italiano e inglese, glossario e bibliografia. Bross.ed., cop.ill. Ottimo, come nuovo