321 résultats
8vo, tela ed. sovrac. 284pp. Molte sono le opere di Rembrandt con oggetti tratti dalla Bibbia ebraica e numerosi sono i suoi ritratti di notabili ebrei. Ma quali furono i concreti legami tra Rembrandt e la comunità ebraica? Steven Nadler documenta i rapporti quotidiani, non sempre facili, tra il pittore e i suoi vicini di casa a Vlooienburg, nel cuore del mondo ebraico di Amsterdam. E ben presto, partendo dal lavoro del grande artista, il rinomato studioso di Spinoza estende il campo d'indagine, per descrivere alcune pagine centrali della vita dei sefarditi e degli ashkenaziti all'indomani del loro insediamento presso lo Zuiderzee: l'assimilazione da parte di una società cosmopolita di queste comunità di migranti, oggetto di interesse intellettuale e sospetto, curiosità e pregiudizio, e talvolta ammirazione. L'attento esame di dipinti, incisioni e di segni sfocia nell'analisi della vita culturale e sociale del Secolo d'oro olandese, e approfondisce le fondamentali questioni di carattere spirituale, teologico e politico dell'epoca. Un viaggio lungo i canali e sotto i cieli annuvolati dell'affollata Amsterdam, tra personalità fuori del comune, accese discussioni e splendidi capolavori artistici.
8vo, ril. tela ed. in sovracop. pp.508
8vo. 24 cm. br. editoriale; p. 213, fotografie e documenti . ristampa anastatica del celebre Sindacato Italiano Arti Grafiche Editore, 1920 , a cura del Ministero delle Colonie., documentato studio sulla situazione degli ebrei in Libia, preziosa fonte di conoscenza sulle loro condizioni nel paese africano: credenze religiose degli ebrei libici, superstizioni degli ebrei libici, il Sabato, festività ebraiche, Pasqua, Shabu'ot, digiuni, Hanukkà, Purim, liturgia, nascita e circoncisione, "fanciullezza dell'israelita libico", matrimonio, usi funebri. In appendice, prospetto delle feste ebraiche in Libia e indice alfabetico. fuori catalogo
8vo, pp.219. In questo studio, Thomas Kaufmann analizza l'antisemitismo di Lutero nell'ottica di una solida storicizzazione che ne mette in luce tanto la trasversalità tra i cattolici e gli umanisti del suo tempo quanto l'articolata ricezione e le ripercussioni nei successivi cinque secoli, con particolare riferimento al periodo nazionalsocialista. Poco affrontato in Italia, l'antigiudaismo di Lutero, che negli anni prese tratti via via più estremi e toni più polemici, resta un tema su cui - anche visto l'utilizzo forzato dei nazisti di parte dei testi del Riformatore per avallare l'antisemitismo eliminatorio della Shoah - è imprescindibile confrontarsi. In questo saggio, Thomas Kaufmann sceglie di affrontare il tema attraverso la chiave di una fondata storicizzazione, inserendolo nel contesto in cui Lutero visse, nonché la chiave dell'influenza e della ricezione, perlopiù selettivamente mirata, dei testi del Riformatore nel corso dei secoli. Una storicizzazione non certo per giustificare, ma per comprendere e rapportarsi all'eredità di Lutero 500 anni dopo. "La storicizzazione del Riformatore di Wittenberg è l'unica forma adeguata di critica." (Thomas Kaufmann) Prefazione di Daniele Garrone.
8vo, br. ed. pp. 724. traqduzione italiana di the lost, a search for six of the six million. Viaggio intorno al mondo per cercare delle risposte su cosa è accaduto allo zio durante l'olocausto
8vo, br. ed. 367pp. Perché Martin Heidegger ascrive agli ebrei l'oblio dell'Essere? Qual è allora il rapporto tra l'Essere e l'Ebreo? In che senso viene imputata agli ebrei la colpa più grave, da cui dipende il destino dell'Occidente? E perché questa accusa viene mossa negli anni trenta, dopo le leggi di Norimberga (1935), mentre inizia la guerra planetaria che dovrebbe condurre la Germania nazionalsocialista al dominio del mondo? "I Quaderni neri" di Heidegger oltre a dischiudere un'inedita prospettiva sul pensiero del filosofo, hanno suscitato un nuovo, intenso dibattito. L'antisemitismo metafisico solleva inquietanti interrogativi e rinvia alla responsabilità della filosofia nello sterminio. A un anno dalla prima edizione di questo libro, già più volte ristampato, Donatella Di Cesare prende in considerazione gli ultimi "Quaderni neri", che giungono fino al 1948, interpretando i passi e gli aforismi sulla Shoah e sull'immediato dopoguerra.
8vo., 9 volumes ([4], 396 p.; [4], 290 p.; [4], 352 p.; viii, 374 p., 2 maps; vii, 341 p.; viii, 366, [1] p.; viii, 342 p.; vi, 323 p.; vi, 255 p.). 1- Les Juifs de Constantinople sous Byzance. Les Juifs sous la domination des Turcs Seldjoukides. Les Juifs d'Istanbul sous Mehmet le Conquerant. Histoire des Juifs d'Istanbul depuis la prise de cette ville en 1453 par Mehmet II jusqu'a nos jours (1er volume). 2- Histoire des Juifs d'Istanbul depuis la prise de cette ville en 1453 par Mehmet II jusqu'a nos jours (2me volume). Histoire des Juifs d'Anatolie (1er volume); les Juifs d'Izmir (Smyrne) (1ere partie). 3- Histoire des Juifs d'Anatolie (1er volume); les Juifs d'Izmir (Smyrne) (2eme partie). Histoire des Juifs d'Anatolie (2eme volume) (1ere partie). 4- Histoire des Juifs d'Anatolie (2eme volume) (2eme partie). Appendice a l'histoire des Juifs d'Anatolie. 5- Documents officiels Turcs concernant les Juifs de Turquie. Appendice a l'ouvrage Documents officiels Turcs concernant les Juifs de Turquie. Recueil de nouveaux documents inedits concernant l'histoire des Juifs de Turquie. 6- Nouveau recueil de nouveaux documents inedits concernant l'histoire des Juifs de Turquie. Encore un nouveau recueil de documents concernant l'histoire des Juifs de Turquie -etudes scientifiques. Quatrieme recueil de documents concernant les Juifs de Turquie proverbes Judeo-Espagnols. Cinquieme recueil de documents concernant les Juifs de Turquie -divers sujets Juifs. Sixieme recueil de documents concernant les Juifs de Turquie et divers sujets Juifs. 7- Septieme recueil de documents concernant les Juifs de Turquie et divers sujets Juifs. Histoire des Juifs de Rhode, Chio, Cos, etc. Appendice a l'histoire des Juifs de Rhode, Chio, Cos, etc. et fin tragique des communautes Juives de Rhodes et de Cos, oeuvre du brigandage Hitlerien. Turcs et Juifs, etudes historique, politique. 8- Turcs et Juifs, etudes historique, politique (suite). Appendice a l'ouvrage Turcs et Juifs, etudes historique, politique. Appendice a mes ouvrages Turcs et Juifs. Nouveaux documents sur Sabbetai Sevi organisation et us et coutumes de ses adeptes. Don Joseph Nassi d'apres de nouveaux documents. 9- Esther Kyra d'apres de nouveaux documents. Don Salomon Aben Yaeche Duc de Metelin. Hommes et choses Juifs Portugais en Orient. Medecins Juifs au service de la Turquie. Un chapitre inedit de l'histoire Juive: Marranes Iraniens. Le Juif dans le proverbe: Le conte et la chanson Orientaux. Abdul Hamid II et le sionisme. L'adoption des caracteres Latins dans la langue Hebraique signifie sa dislocation. La presse Judeo-Espagnol mondiale. international customers please inquire on shipping.
PARIS, Firmin Didot Frères - 1869 - In-8 ° Relié dos cuir frotté - Initiales dorés J.H. au 1er Plat - Tomes I 1 II seuls - T. I : Préface I à VIII - 140 figures - 527 pages - T. II : Avant-Propos I à VI - 421 pages - 97 figures.
8vo, rilegatura edit. in sovracoperta. 240 pp. Resoconto dell'organizzazione clandestina che permise ad almeno 25.000 profughi di emigrare in Israele dalle coste italiane nel dopoguerra. Prefazione di Guido Lopez. Con 29 foto fuori testo. In fine indice dei nomi.
8vo, pp.174, ex-library with usual stamps and pate downs, otherwise good.In this fascinating work of autobiography, Margolius gives us her account of her early adult life in the Camps of Lodz and Auschwitz. After the war and back in Prague she and her husband joined the Communist Party. In doing so, they believed that socialism offered a genuine alternative to the injustice, racism and war of capitalism. Yet under the Soviet Stalinist version of socialism; their idealism was gradually undermined. Her husband was tried and executed in a party purge. The Prague Sping of 1968 gave her a brief hope that a genuine Democratic Socialist society might be possible. This hope was extinguished by the intervention of Soviet armed forces. This then is a remarkable work of hope in the face of horror and defeat. The book itself is in a good overall condition. It is aformer library copy. It therefore comes with the normal marks one would expect. DJ very good. Spine and covers all excellent.
8vo, cart ed. sovracoperta, pp. 181.
Bross.ed. in-16 - pp. 324 - intr. e note di Fausto Parente
8vo, br. ed. - 158 pagine
8vo, br. ed. 560pp. L'opera di Israel Zangwill ha svolto un ruolo fondamentale per la conoscenza del mondo ebraico. Prima di lui, l'ebreo era solitamente rappresentato nella letteratura come un individuo gretto e furbo, dedito a loschi traffici di denaro e di merci, sulla falsariga dello Shylock del Mercante di Venezia. Nei libri di Zangwill, nato e cresciuto nel ghetto di Londra, i suoi correligionari appaiono invece per quello che sono, «uomini come tutti gli altri, a volte miseri e a volte sublimi, che solo a differenza degli altri uomini formano una nazionalità senza nazione, sottoposti alle condizioni più tragiche che la Storia registri, esposti non solo allo sprezzo e ai dileggi, ma alle persecuzioni e ai massacri». I protagonisti de I sognatori del ghetto dedicano sé stessi alla ricerca di una formula spirituale che li consoli della morte e appaghi la loro curiosità del Mistero, sono dei sognatori che perseguono un sogno che non si è avverato e che i più pensano che non si avvererà mai. Pur nella loro autonomia e nonostante l'azione si svolga in epoche e in luoghi diversi - da Amsterdam a Roma, da Venezia a Londra e Berlino -, le storie che compongono questa raccolta costituiscono una narrazione unitaria e armonica. Gian Dàuli, che le ha tradotte, annota: «Un unico filo corre per i quindici racconti, li tiene uniti attraverso lo spazio e il tempo, mostra quanto poco possono gli eventi e i secoli mutare l'anima dell'uomo, e come i vivi non siano che la continuità dei morti, da formare quasi un'unica anima immortale».
8vo, br. ed. 190pp. Fra il 1875 e il 1914 sbarcarono a Buenos Aires più di cinque milioni di stranieri. Molti di questi immigrati erano ebrei provenienti dai più disparati luoghi dell'Europa orientale. Dalla fusione di tutte le culture che in quel paese si erano incontrate nasceva il tango. L'apporto degli ebrei a questa avventura collettiva ha contribuito a fare di questo ballo-canzone un'arte universale. Gli ebrei lottarono duramente per integrarsi in Argentina, paese in cui i sentimenti antisemiti erano largamente diffusi. Per molti di loro il tango, musica e danza scandalosa per la borghesia "porteña", fu un mezzo di assimilazione e non è un caso se entrambi ebbero come comuni nemici sia i militari golpisti, che i movimenti fascisti.
8vo, br. ed. pp132
8vo, tela ed, sovracop. 240pp. Indesiderati, abbandonati, nascosti: questa è stata l'esperienza di tanti bambini nati nella Penisola da relazioni «miste» nell'immediato dopoguerra. Nell'Italia repubblicana e democratica, il razzismo non era dunque scomparso. I «figli della guerra» sono i bambini nati da relazioni tra soldati non bianchi e donne italiane alla fine della seconda guerra mondiale. Varie istituzioni, ma anche la gente comune, esibirono fin da subito persistenti vedute e atteggiamenti razzisti nei confronti di questi bambini. I «mulattini», come venivano chiamati in quel periodo, sono l'esempio lampante di come l'Italia democratica si sia sempre percepita bianca, differenziandosi senza dichiararlo apertamente, da chi aveva la pelle di un altro colore. Silvana Patriarca, in questo libro importante, racconta la vicenda di questi bambini, sottolineando l'eredità di fascismo e colonialismo.
16mo, br. ed. 77pp. Gennaio 1933: Adolf Hitler viene nominato cancelliere e adotta una serie di provvedimenti volti a instaurare un regime totalitario e spiccatamente antisemita. Lion Feuchtwanger e Arnold Zweig, celebri scrittori ebreo-tedeschi, si trovano all'estero e decidono di non tornare in Germania. Continueranno però a riflettere su temi come la storia, la cultura e l'identità ebraiche. I due saggi contenuti ne "Il compito degli ebrei" che, pubblicati a Parigi in quello stesso fatidico 1933, vengono proposti ora al lettore italiano si inseriscono perfettamente nella medesima tradizione di pensiero rivelandosi nel contempo assai stimolanti e stilisticamente pregevoli. Ciò vale per il contributo di Feuchtwanger, secondo il quale il nazionalismo ebraico, in quanto fenomeno cosmopolita ed esclusivamente culturale, sarà in grado di arricchire in misura determinante un mondo ormai senza frontiere, come per il breve saggio di Zweig, il quale prende in esame l'insopprimibile volontà di esprimersi che aveva contraddistinto l'attività di tanti artisti provenienti dalle comunità ebraiche dell'Europa orientale e i risultati prodotti nei diversi ambiti artistici.
8vo br. ed. p.246. Come si potrebbe giungere con le proprie forze al Bene o a Dio se essi non avessero un legame incancellabile con il sé umano? Fin dall'antichità greca e biblica si è meditato su questo interrogativo per riflettere sulla conversione. Nel cuore della storia del XX secolo, malgrado l'impotenza del Dio biblico a manifestarsi, i pensatori presi in esame in questo libro hanno continuato a vegliare su questo legame. Convertirsi, in quelle circostanze, fu la loro maniera di resistere alla fatalità del male. Sia che il loro percorso sia stato filosofico (Henri Bergson), sia che sia stato accompagnato dalla meditazione dei libri ebraici (Franz Rosenzweig) e cristiani (Simone Weil, Thomas Merton) o di ambedue (Etty Hillesum), essi a poco a poco percepirono come il più profondo - l'anima o il sé umano - sia abitato dal "più alto".
8vo, br 280pp. Scrittore molto noto negli anni Venti e Trenta, amato dal giovane Primo Levi, Feuchtwanger si trasferì in Francia dopo l'ascesa di Hitler al potere. Ma allo scoppio della guerra, in quanto proveniente da un Paese nemico, fu internato in un campo ricavato in una ex fornace di mattoni vicino ad Aix-en-Provence. Il libro è il resoconto della lunga estate del 1940 quando lo scrittore, insieme ad altri duemila tedeschi e austriaci, vive un'esperienza sempre più angosciante man mano che le truppe della Wehrmacht avanzano nella Francia collaborazionista e si avviano a «liberare» i connazionali internati. Racconto acuto, ironico nella sua drammaticità, scritto in una prosa asciutta e al contempo riflessiva in cui l'autore riesce a vedere se stesso con l'occhio di uno scrittore e non di una vittima. Con la consapevolezza di narrare, in prima persona, una serie di episodi che preludono alla fine di un mondo. [...] (Dalla prefazione di Wlodek Goldkorn)
pp. 82, br. 6o tavole di illustrazioni a colori, nuovo.
8vo, br. ed. pp.155. Il volume tratta di una figura tra le più importanti del inondo ebraico italiano ed europeo, Tranquillo Vita Corcos, rabbino e medico attivo a Roma tra fine Seicento e primi decenni del Settecento. Stranamente trascurato dalla storiografia sull'ebraismo, Corcos si muoveva abilmente tra le relazioni intrecciate con membri illustri della politica e della cultura romana e italiana - papi compresi -, e quelle con le comunità ebraiche europee, che si rivolgevano a lui come a una indiscutibile autorità. Il personaggio, la vita e le opere di Corcos rinviano a una serie di tematiche storiografiche che illumina il contesto storico-culturale, non solo ebraico, dell'Italia e dell'Europa tra XVII e XVIII secolo e chiarisce quale fu la natura, essenzialmente negoziale, dei rapporti tra ebrei e cristiani ma anche la loro trasformazione nel tempo. Quella esercitata indefessamente da Corcos, politico avveduto, intellettuale complesso, attratto dalla Kabbalah e dal sabbatianesimo, fu davvero un'"arte della mediazione" pur all'interno di una strenua difesa dell'identità ebraica. Siamo di fronte a un personaggio razionale e aperto e a uno sforzo di dialogo e di conciliazione che non impediva però il ricorso a più dure proteste e denunce rivolte agli stessi pontefici per difendere gli ebrei da preconcetti e accuse, come quella, temibilissima, di omicidio rituale.
8vo. br. ed bandelle sopraccop.fig. cm.14x22, pp.206, Con una postilla sul Midrash di David Del Vecchio,