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In 8°,pp. XVI,603,(7). Tela editoriale con sovracoperta figurata. Copia in buono stato. Collana di studi religiosi. problema delle origini della Kabbalà, forma della mistica e della teosofia ebraica che sembra sorgere a un tratto nel secolo XIII, è uno dei più complessi e importanti nella storia religiosa dell'ebraismo dopo la distruzione del Tempio. Il volume sintetizza i risultati di oltre quarant'anni di lavoro. Le accurate e sistematiche ricerche compiute dall'autore sui manoscritti del periodo arcaico non solo dissipano diffidenze troppo a lungo diffuse per pregiudizio razionalistico o entusiasmo romantico, ma rinnovano completamente gli studi sul movimento. L'approfondito lavoro filologico e storico-critico condotto sulle fonti ha consentito di rilevare che il "Séfer Bahir" - testo fondamentale della Kabbalà prima dello "Zòhar" (fine del XIII secolo) - è redatto su materiali più antichi, tutti con caratteristiche gnostiche. Proprio attraverso il "Bahir", il pensiero gnostico mitopoietico ha fatto la sua ricomparsa all'interno del giudaismo e ha caratterizzato per secoli quella che oggi, grazie agli studi di Scholem, può essere definita, religiosamente e culturalmente, la corrente più vitale e originale del giudaismo. In antitesi a studi precedenti, l'autore sottolinea inoltre che la Kabbalà è nata da bisogni religiosi interni al giudaismo e non da apporti culturali esterni. In questo senso è espressione genuina e profonda dell'anima ebraica e differisce in modo sostanziale dalla filosofia, nella quale l'apporto greco e arabo è stato invece determinante.
16mo, br. ed. 18,5 cm. pagine (VIII) 120
8vo, br. etat neuf.
8vo, br. ed. pp.xx-318
8vo, br. ed. come nuovo,221pp. con la sua cassetta. raro.
8vo gr, br. ed. cura di Rudi Assuntino.Trascrizioni musicali di Cecilia Montanaro. .Trascrizione dallo yiddish, traduzioni e glossario di Laura Quercioli . cm.17x24, pp.221, num.esempi music.nt., senza cd o cassetta
16mo, br. ed. 2- 75 pagine. Sara, Rebecca, Lea, Rachele - le madri di Israele, le quattro matriarche appaiono, attraverso le righe di Catherine Chalier, nella loro verità biblica: nella loro antichità che è anche viva presenza, nella loro grandezza che è anche estrema prossimità di persone, nel loro mistero che è anche sfavillio e grazia. Mai divengono figure mitologiche, mai si irrigidiscono nei tratti di personaggi, mai si limitano a un particolarismo etnico. Le parole di queste donne, con i loro atti, i loro gesti, i loro passi, dischiudono le dimensioni e il senso dell'umano. Si producono come ancora inattese, come per la prima volta. (dalla prefazione di E. Lévinas)
16mo, br. ed. 145pp. "Il n'y a pas de comique en dehors de ce qui est proprement humain" écrit Henri Bergson. Les histoires juives qui forment ce recueil révèlent l'être juif dans sa complexité et sa singularité. Dans leur désenchantement joyeux, leur autodérision enjouée, leur désillusion sans ressentiment, leur lucidité sans haine, elles sont profondément humaines. Irrésistibles et pétillantes d'intelligence.
194420208Paris-Bruxelles, Editions de la revue "Demain", 1944 ; in-16 (18,5 cm), broché ; 334; [2] pp., couverture crème illustrée par Guy Oskeling, imprimée en noir et jaune.
8vo grande, br. ed. pp.168.
8vo, cm.12x22, pp.192, num.ill.a col.nt. Coll.Itinerari Ebraici. Venezia, Marsilio
8vo, br. ed. 252pp. Quella del 1939 è un’estate felice per Esther Gutman. I primi amori, la scuola, il pattinaggio… La sua si direbbe un’ordinaria adolescenza a Lódz, la seconda città della Polonia, dove vive con i genitori e la sorella. Ma nel settembre dello stesso anno tutto cambia: con l’invasione nazista le condizioni per gli ebrei diventano sempre più dure. Così il padre, resosi conto che rimanere in città è diventato troppo rischioso, decide di raggiungere il fratello nel suo paese d’origine, Chmielnik. Qui, Esther conosce Ezjel Lederman, un giovane studente sionista dal carattere deciso e integerrimo. Tra loro nasce un’amicizia fatta di passeggiate nel ghetto e di lunghe chiacchierate alla ricerca di una normalità perduta, finché nell’ottobre del 1942 la situazione precipita. Il padre di Esther viene deportato in un campo di lavoro e anche Ezjel deve lasciarla: sta partendo insieme al fratello e ai genitori per rifugiarsi a casa degli Zal, una famiglia di cattolici polacchi. Un’informazione che le salverà la vita. Poco dopo, infatti, Esther decide di cercare aiuto proprio da loro, mentre la madre e la sorella vengono catturate dai nazisti. Non le rivedrà più. A oltre sessant’anni di distanza e dopo un matrimonio felice, Esther sente la necessità di rivivere in questo intenso memoir, arricchito dalle riflessioni del marito Ezjel, i ventidue mesi trascorsi nascosta nella fattoria degli Zal, fino alla liberazione da parte dell’Armata Rossa. E racconta poi di come insieme ai Lederman abbia trovato rifugio proprio in Germania per riuscire, infine, ad approdare avventurosamente negli Stati Uniti. Una storia di fuga e salvezza, narrata con lo sguardo limpido e pieno di speranza di una donna forte, capace di vedere la solidarietà e il coraggio anche in un tempo che non smette di atterrire per la sua tragicità.
199029226Paris Hachette, La Vie Quotidienne 1990 In-8 406 pp
1985LFA-126730577Un ouvrage de 68 pages, format 225 x 290 mm, illustré, relié cartonnage couleurs, publié en 1985, Hachette, bon état
8vo gr. pp. XXVIII-656, con 124 illustrazioni fotografiche su tavv. f. testo Tela editoriale, sovrac. illustrata, acetato trasp., fascetta editoriale Importante testo di storiografia spagnola. Prima edizione italiana
8vo br. ed. pp. XXVIII-717.
1991qi1777Pluriverso Album cartonné avec jaquette 1991 In-4 (21 x 29,7 cm), broché, rabats illustrés, 105 pages, illustration en couleurs in et hors texte, texte en italien et anglais ; petite trace sur le dos, par ailleurs très bon état général. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
16mo, br. ed.
8vo, ril. ed. sovracop. un volume in ottime condizioni, come nuovo, copertina rigida con sovracoperta, 370 pagine, traduz di a.shomroniLa complessità ebraica di vivere i sentimenti, la religione e la fede emerge come una vibrante necessità nell ultimo romanzo di Abraham Yehoshua. La scena perduta è un affresco reale e immaginato di simboli religiosi, d amore materno e sensuale. Dopo il successo di Il fuoco amico, lo scrittore e drammaturgo israeliano narra ancora una volta una storia di sentimenti contrastati in cui il rapporto di coppia è vissuto come una sorta di legame innaturale, non vincolato da legami sanguigni e per questo estremamente complesso. Il regista Yak Moses è a Santiago per una retrospettiva sul suo lavoro cinematografico, accompagnato dall attrice Ruth. Yak è ormai anziano, ma l amore e la passione per la donna protagonista di molti suoi film sono ancora molto forti. Il rapporto con l attrice è complesso e frammentato e Yehoshua lo rappresenta sia verbalmente sia attraverso l uso di una sorta di macchina da presa inserita nel racconto. Tutto però sembra andare per il meglio in questa specie di celebrazione del successo di una vita di Yak fino a quando l uomo non si accorge che nella sua stanza d albergo c è un quadro che lo turba: la rappresentazione fiamminga della carità romana. Nell affresco la giovane fanciulla Pero allatta il padre Cimone, chiuso in carcere e condannato a morire. Questo dipinto apparentemente innocuo dà il via ad una serie di tormenti interiori e di decisioni di Moses. Il regista ricorda infatti che la carità romana è un immagine iconografica che sarebbe dovuta apparire in uno dei suoi film più celebri e che Ruth si rifiutò di girare. Da quell episodio si scatenarono una serie di litigi con lo sceneggiatore di tutti i suoi film, Trigano, all epoca anche fidanzato di Ruth e ora proprio organizzatore della rassegna cinematografica dedicata a Yak. Cosa comporterà il ritorno dell uomo nelle loro vite? Sarà l occasione per una riconciliazione o il momento di una rottura definitiva? In questa sorta di epifania descritta da Yehoshua il non detto ci addolora e induce all autocritica il protagonista
8vo, Brossura editoriale volume come nuovo, collana "Temi" 109 pagine circa
prime edizioni Collana I grandi narratori d'ogni Paese 18,5x11 cm., legatura in piena tel con scritte e motivi in oro al piatto, titolo in oro al dorso, sovraccoperta, pagg. 940, 1° edizione italiana, ottime condizioni. è il sesto atto di una grande tragedia che si svolge sulla scena del mondo
1857GITh460Paris Imprimé par E Thunot et Cie 1857. In-8 broché couverture d'attente muette de l'époque 37pp. Bel exemplaire en bon état et complet. Par l'un des grands spécialistes de l'obstétrique de l'époque, natif de Corse. (plaq)
175610526Paris, Babuty, 1756. 1120 g 3 volumes in-12, plein veau, dos ornés, liv-474 pp.; xvi-452 pp.; xvi-562 pp. (mal chiffrés 560). Ouvrage peu courant du dominicain Antoine Touron (1686-1775). Quérard, IX, 522. Quelques usures. . (Catégories : Hébreux, Histoire, Religion, )
8vo, br. ed. Gli ombrelloni colorati sono sistemati accanto ai tavolini. Il bambino chiede: «Nonna, è vietato agli ebrei?». La nonna risponde di sì. Il bambino si limita a dire «Che peccato» e poi si distrae correndo dietro a un pallone. Un uomo cammina lento e impassibile sulle rotaie, deciso a farsi travolgere dal tram. Quando lo sollevano, il corpo sanguina. Sulla giacca, la stella gialla è ancora intatta. Dalla casa di riposo escono ogni mattina quattro vecchiette. Portano i loro sacchetti di pane e devono rimanere fuori fino alle otto di sera per evitare i rastrellamenti. Sembra un dipinto di Bruegel o il motivo grottesco di un'opera teatrale. Ma questa è Amsterdam nei primi anni Quaranta; nessun ebreo può entrare in un edificio pubblico o riposarsi su una panchina nel parco. Negli stessi giorni in cui, nella capitale olandese, Anna Frank ed Etty Hillesum scrivono i loro diari, anche la scrittrice Carla Simons annota la quotidianità del dramma che si consuma sotto i suoi occhi in un tragico crescendo. Rimasto per anni custodito in un archivio di Bologna, questo testo sorprendentemente delicato e drammatico vede ora la luce per la prima volta in Italia.