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196658186Paris Albin Michel, coll. "Lettre ouverte" 1966 1 vol. broché in-8, broché, 163 pp. Edition originale. Petites rides au dos, sinon bon état.
1374930Paris: Gallimard, 1968 in-12, 281-(5) pages. Bibliographie. Broché, couv. proprement renforcée sur les bords par du scotch noir, bon état, cachets de librairie.
1ère édition de cet argotique roman policier d'Albert SIMONIN (1905-1980), spécialiste du genre (auteur des célèbres "Touchez pas au grisbi !", "La Cave se rebiffe"...): "Y'a des quartiers où jamais faudrait filer les pinceaux, beacuse les mirages. Pigalle, pour prendre un exemple, y a pas plus trompeur. La moindre pomme qui se sent du coeur et des gros bras, sitôt pointée dans le coin, pose tout de suite sa candidature à la promotion des caïds. "Pépère le moraliste" raffolait de ce genre de caves. Aussi, dès que Tony l'impulsif et son pote Dick le brutal lui ont passé à portée de paluche, le massacre à commencé. Question mouillette, le vioc leur en a maquillé une sévère..." (4è de couverture). 444è volume de la fameuse collection dirigée par Marcel Duhamel; extrait du catalogue in fine. Français
Cartonn?. 248 pages. L?g?rement d?fra?chi.
in-12, 163 p., broché, couv. ill. Couverture salie sinon bel exemplaire. [JU-1]
in-16, broché. Bel exemplaire. [BU-1]
23067london Harraps Sans date fort volume in 8 relié toile éditeur avec jaquette de 1272 pages
198627324Berlin, Aufbau-Verlag, 1986. 130 Seiten , 18 cm, kartoniert
192613402Berlin: Malik-Verlag 1926. First edition. Softcover. g. 12mo. 80pp. Pictorial orange wrappers. Frontispiece. A documentary account based on authentic sources about the 1905 heroic uprising of Russian sailors on the Battleship Potemkin in the Black Sea during the Russo-Japanese War. Printed in 1926 by the famous leftist German publishing house Malik-Verlag the work is illustrated throughout with 15 photographic reproductions 10 of which are stills from Sergej M. Eisenstein's landmark 1925 silent film 'Panzerkreuzer Potemkin' describing the events of the Odessa mutiny. Cover designed by John Heartfield. Text in German. Includes a laid-in facsimile letter dated 26 May 1926 from the Prussian minister rejecting the request by the "Landstag" to ban the movie's distribution. Some ceasing staining and discoloration to wraps. Front cover detached along spine but present. Tiny chip on fore edge of front wrapper with one inch closed tear. Wrappers in fair to poor interior in very good condition. Malik-Verlag unknown
1936R240097451GAUTHIER VILLARS. 1936. In-8. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 306 pages - nombreuses illustrations et quelques phrases musicales en noir et blanc dans le texte.. . . . Classification Dewey : 447.09-Argot
193689309Paris, Librairie-Imprimerie Gauthier-Villars 1936 In-8. Broché, couverture illustrée en bichromie, XIV-306 pp.,nombreuses illustrations, dessins, caricatures dans le texte. Mouillures marginales.
1374919Paris: Gauthier-Villars, 1936 in-8, 306 pages, illustrations dans le texte. Demi reliure toile, couv. conservée, bon état.
19271261111927 Publié par la Société des Amis de Guignol,"A Lyon sus le Rhône, Imprimé sus double pot par l'un des successeurs de Sébastien Gryphe et ci-devant Beaujolais" - 1927 - In-8, broché - 243 pages - ) - Illustrations en N&B in et hors texte - Un des 40 exemplaires à grandes marges numérotés sur Vélin blanc (N°37)
19301261501930 Publié par la Société des Amis de Guignol,"A Lyon sus le Rhône, Imprimé sus double pot par l'un des successeurs de Sébastien Gryphe et ci-devant Beaujolais" - 1930 - In-8, broché - 238 pages - Illustrations en N&B in et hors texte - Un des 100 exemplaires à grandes marges numérotés sur Vélin blanc, celui-ci porte le numéro 23 (1er papier)
br. "Le parole del tempo perduto" sono quelle che oggi si sentono sempre meno, che le generazioni di quarantenni e di cinquantenni hanno avuto l'occasione di conoscere attraverso i più anziani. Sono parole solo siciliane o solo meridionali, in grado di raccontare la specificità della millenaria storia culturale della più grande isola del Mediterraneo. Di esse in questo libro si racconta la storia e 'se ne parla' giocando e ironizzando con i significati e con 'i modi di dire' nei quali vivono, così come sono documentati nel Vocabolario Siciliano di Piccitto-Tropea-Trovato. Se ne riporta l'etimo sulla base delle proposte di Alberto Varvaro, uno dei più grandi linguisti del Novecento; se ne citano, a campione, gli esempi rinvenibili nelle opere degli autori siciliani: Camilleri, Sciascia, Consolo, e ancora Grasso, Agnello Hornby, Alajmo e altri. Essendo le parole del ricordo, dell'infanzia e degli affetti, affiorano casualmente, per libere associazioni, e non potevano dunque essere presentate in un asciutto ordine alfabetico; si troveranno piuttosto in coppia, una per pagina e, se lette in orizzontale, sarà sempre possibile trovare tra loro una qualche affinità. Al lettore il compito di scoprirla o di crearne di nuove, per dare anche in questo modo una nuova 'accianza' di sopravvivenza alle parole dialettali.
602240Niort, SEFCO, 1983. In-8 broché, 102 pp., index des noms de lieux, index des noms propres.
br. Il 17 settembre del 1915 Leo Spitzer prende servizio a Vienna presso l'Ufficio centrale della censura postale dell'esercito imperialregio, preposto al vaglio della corrispondenza dei prigionieri italiani. Dire «Ho fame» era proibito: era una minaccia per il prestigio dell'impero asburgico. Il censore Spitzer deve dunque intercettare e cassare ogni riferimento alla fame patita dai prigionieri, ma il linguista Spitzer non può lasciare che quel patrimonio di testimonianze vada perduto. Si ferma allora in ufficio oltre l'orario e copia centinaia di brani dalle lettere prima di coprire con l'inchiostro i passi incriminati. A guerra conclusa - è il 1920 - Spitzer pubblica "Perifrasi del concetto di fame": uno studio delle varianti, spesso geniali, inventate dagli italiani per non dire «Ho fame» e far comunque sapere ai propri cari che la soffrono, chiedendo l'invio di pacchi alimentari. Le lettere sono popolate da personaggi quali lo Zio Magno, Ugolino, la Signorina Uchefem, la Signora Bruttavecchia, i tenenti Spazzola, Magrini e Stecchetti. Quelle che Spitzer raccoglie sono voci di persone semplici, poco abituate alla scrittura; eppure le soluzioni, le espressioni in codice e i giochi linguistici escogitati dai prigionieri per descrivere la propria condizione sono degni di professionisti della parola. Dopo "Lingua italiana del dialogo" e "Lettere di prigionieri di guerra italiani", il Saggiatore pubblica "Perifrasi del concetto di fame", il volume che completa il trittico dedicato alla nostra lingua da Leo Spitzer. Un'opera in cui il linguista fa un grande dono all'umanità: salva le testimonianze di persone che hanno sofferto in uno dei periodi più duri della nostra storia e che senza la sua fatica la storia stessa avrebbe dimenticato, mentre ora possono sopravvivere nella memoria di tutti noi.
197472241974 A.G. Nizet Paris 1974 In8 relié bradel éditeur pleine toile 306 pages
197469336A.G. Nizet 1974 1 vol. relié in-8, cartonnage toilé de l'éditeur, 306 pp., bibliographie. Sans jaquette. Dos un peu passé. Sinon bon état.
197469336A.G. Nizet 1974 1 vol. relié in-8, cartonnage toilé de l'éditeur, 306 pp., bibliographie. Sans jaquette. Dos un peu passé. Sinon bon état.
93757A.G. Nizet, 1974, 306 p., cartonnage éditeur sous jaquette, jaquette frottée, un ex-libris sur le premier contreplat, bon état pour le reste.
191453195Eugène Rey, Libraire-éditeur 1914 In-8. Reliure demi-maroquin havane à coins, premier plat de couverture d’origine conservé, dos à 4 nerfs, auteur et titre dorés. 222 pp., un portrait de Jehan-Rictus, par Steinlen, 3 fac-similés de lettres d’Albert Samain et de Stéphane Mallarmé adressées à l’auteur. Reliure légèrement frottée, sinon bon exemplaire.
605662P., Klincksieck, 1976. In-8 broché, IX-478 pp., qq. cartes en noir in et hors-texte. (Actes et colloques, 9).
brossura Le prime testimonianze letterarie di una lingua, quella sarda, che affidava la sua sopravvivenza essenzialmente alla trasmissione orale, sono contenute nei condaghi. Preziosi manoscritti su pergamena rilegati in schede sovrapposte, quindi arrotolate attorno ad un bastone, in greco, kontákion, archiviavano inventari e annotazioni di vario genere relativi ad atti notarili e giudiziari, permute, commerci, contese patrimoniali con il proposito di certificare e definire i possedimenti di istituzioni ecclesiastiche o comunità religiose. Di indiscussa importanza filologica e storico-politica, i condaghi, specchio della vita delle grandi basiliche sarde del Medioevo, da cui prendono il nome, sono andati per la maggior parte perduti. Quello di San Pietro di Silki riflette la vita dell'omonimo cenobio benedettino fondato a Sassari nel 1065.
1932230011Éditions de la Nouvelle Revue Critique, 1 volume broché de format 19 x 12 cm, couverture illustrée par Jean A. Mercier, 253 pages, bon état. Frais de port en supplément.