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In-8°, mm 235x150, pp. XII, 449. Legatura in mezza pelle rossa, titolo al dorso, piatti in carta varese. Una piccola traccia d'umidità al margine inferiore delle prime e ultime carte, una sottolineatura in evidenziatore a pagina 5 su due righe. Esemplare in barbe e molto ben conservato. Non comune pubblicazione nel sesto centenario di Dante composto da numerosi interventi critici a documentare il rapporto del Poeta con il capoluogo veneto. Indice: Sulla dimora di Dante in Padova - Andrea Gloria / Jacopo da Sant'Andrea e i Feudatarj del Padovano - Enrico Salvagnini / Gli argini della Brenta al tempo di Dante - Seppe Della Vedova / Visita di Dante a Giotto nella'Oratorio degli Scrovegni - Pietro Selvatico / I prestatori di denaro al tempo di Dante - Emilio Morpurgo / Gli estensi ricordati dall'Alighiri - Giuseppe De Leva / Guerre tra Padovani e Vicentini al tempo di Dante: Albertino Mussato - Giacomo Zanella / Del volgare illustre in Padova al tempo di Dante: delle vicende del cernacolo padovano - Antonio Tolomei / Di tre disegni a penna del pittore Padovano Vincenzo Gazzotto e di altri rinomati illustratori della Divina Comedia - Andrea Cittadella Vigodarzere / Illustrazione di quattro codici della Divina Commedia esistenti nel seminario vescovile di Padova - Domenica Barbaran / Cunizza Da Romano, Pierina Scrovegni e le donne padovane al tempo di Dante - Enrico Salvagnini
brossura Conoscere il mondo, conoscere il reale, conoscere attraverso la percezione e l'invenzione di immagini vuol dire entrare in contatto con una gran quantità di informazioni. In questo libro si parla del modo in cui il pensiero produce immagini, e per conseguenza l'immagine produce pensiero, e del modo in cui noi tutti, e non solo i filosofi, adoperiamo immagini per spiegarci qualcosa, e arriviamo a chiederci: che cosa è concretamente un'immagine? Muovendosi tra semiotica e filosofia, Luigi Tassoni considera l'immagine come qualcosa di presente e reale, e si serve per spiegarlo di alcuni personaggi chiave (lo straniero, l'uomo felice, il bugiardo, il lettore, il guardante), e di alcune figure esemplari nello specifico percorso, da Agostino a Derrida, passando per numerosi altri creatori e indagatori di immagini. A tutti, alle loro opere, pone delle domande cruciali sul contributo concreto per la comprensione delle immagini e dell'uso che ne facciamo, e su come possiamo imparare a riconoscere davvero un'immagine, a capire come è fatta e come possiamo farla parlare.
8°, pp. da 9 a 229, brossura editoriale con sovracoperta illustrata, orrimo stato di conservazione. Conservati all'interno due articoli di giornale riguardanti il tema.
br. La vita scientifico-accademica di Daniele Gambarara coincide in gran parte con quella dell'Università della Calabria, in cui arrivò nel 1974, a poca distanza dalla fondazione. Da allora, non ha mai lasciato l'Unical. Questo non significa che si sia votato all'isolamento: la cifra del suo lavoro è esattamente opposta. Il compito che egli si è assegnato in tutti questi anni è stato quello di porre l'Università della Calabria (e il gruppo che attorno a lui negli anni si è formato -rappresentato dai curatori di questo volume) al centro di una rete che non si limita ai contatti più stretti, e nemmeno alla variegata galassia demauriana, ma si apre al dialogo, alla collaborazione e allo scambio con le realtà più diverse. Di questo dialogo, che dura da più di quarant'anni, il libro è una testimonianza e un rilancio.
16°, pp. 365; 31, bross. editoriale illustrata, titolo incorniciato ai piatti. Intonso, ex libris alla prima carta bianca. Ottimo