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br. In Ad ogni buon conto Felice Accame indaga, attraverso una serie di saggi inediti, la formazione dei ricordi e dei loro falsi nei recessi della memoria propria e collettiva. Secondo la tesi dell'autore i falsi ricordi si producono secondo una logica della "contiguità" nella sfera nozionale, nella mappa semantica, nel sistema classificatorio inconscio che, bene o male, adottano tutti gli organismi viventi. Ma una volta prodotti - a maggior ragione se li categorizziamo come rilevanti per le nostre vite - tendono a metter radici. Per estirparle occorre saper rinunciare ad un intero sistema di credenze.
TESTI DI CLAUDIO STRINATI LAURA CHERUBINI ALESSANDRO MASI 8 - 27 APRILE 1999 DIAGONALE 1998 85 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO
197913AwLyon Presses Universitaire De Lyon 1979 14x21cm 205 pages - par le groupe d'Entrevernes - couverture defraichie - etat trés correct
197913AwLyon Presses Universitaire De Lyon 1979 14x21cm 205 pages - par le groupe d'Entrevernes - couverture defraichie - etat trés correct
15964Presses Universitaires de Lyon, Groupe d'Entrevernes, 1979 - In-8, couverture noire titrée en Blanc, 208 pages - Index et Bibliographie.
br. II linguaggio differenzia e rende unica la specie umana rispetto alle altre specie animali o invece, inteso in un senso più ampio come capacità di comunicazione, accomuna in qualche modo tutte le specie animali? Attraverso un'ampia introduzione storica e una scelta di testi antichi e moderni, da Aristotele a Chomsky, accuratamente presentati e commentati, questo libro ricostruisce il dibattito che accompagna la scoperta e lo studio dell'animal loquens.
Prefazione di Ugo Volli<br/>Collana I SAGGI DI LEXIA 2<br/>Legatura brossura<br/>Formato Ottavo<br/>Num Pagine 164<br/>Prima Edizione
Baj, Enrico (Eco, Umberto: a cura di) Apocalisse. Milano, Gabriele Mazzotta editore (Foro Buonaparte 52) - Arti Grafiche Leva A. and G. (stampa) 1979 italian, in ottavo pp. 128 I ed.: marzo 1979. VIII/ 128/ brossura in cartoncino patinato con grafica in nero, bianco e colori e con illustrazione a colori al primo piatto (disegno di Enrico Baj). Stato buono (lieve usura della copertina - copertina e pagine brunite).
in cop.: Comunicazioni di massa e teorie della cultura di massa - in 16°, bross. edit. ill.
br. In questo volume Ruth Amossy propone di ripensare la polemica all'interno di un quadro teorico e metodologico di innegabile valore euristico, quello dell'argomentazione e dell'analisi del discorso. Il fenomeno socio-discorsivo della polemica, stigmatizzato, se non addirittura ignorato in precedenza dalle teorie dell'argomentazione, è ripensato in una prospettiva post-perelmaniana. Fondando la sua riflessione su teorie di stampo politico e sociologico che evidenziano la natura costruttiva e la necessità del conflittuale, Amossy elabora un'innovativa "retorica del dissensus", che ha il merito di mettere in evidenza le funzioni sociali della polemica, prima fra tutte quella di garantire una "coesistenza nel dissensus" nello spazio pubblico. L'apologia proposta in questo testo ci rende consapevoli delle ragioni per cui la polemica dovrebbe essere ormai considerata la linfa vitale delle nostre società democratiche.
br. Il volume raccoglie le riflessioni del celebre matematico Thom sui sistemi e i processi di significazione. Riprendendo la tradizione goethiana delle "morfologie", egli ritiene che il senso si generi, prima ancora che nella società, nei fenomeni naturali, con continui passaggi da un mondo di salienze (discontinuità degli oggetti) a uno di pregnanze (valori della significazione). Questa teoria sull'origine biologica dei linguaggi e dei comportamenti significativi degli uomini e degli animali è basata su una nozione dinamica di forma.
br. Nell'epoca multimediale, il testo si apre a una complessità e a una ricchezza fino a questo momento ancora poco esplorate. Per comprendere realmente la direzione dei nuovi scenari testuali, occorre che il "popolo del testo" troppo spesso diviso da faide accademiche - ripensi il proprio ruolo in un'ottica di collaborazione e interdisciplinarietà. In questo volume, François Rastier auspica una nuova semiotica delle culture che superi l'opposizione metafisica tra soggetto e oggetto in una distinzione relativa fra interpretazione e segno.
br. L'ascolto dà al suono un corpo sensibile da esplorare, perché vi si possa ritrovare tracce di spazio e di tempo, indizi di esperienze vissute, ritmi, consonanze, e segni da decifrare. L'ascolto mette in comunicazione due soggetti, li assicura di esistere l'uno per l'altro, e poi concede loro di sondare oltre la grana della voce i segreti del cuore. "Ascolto" è un testo (spesso citato, ma raramente letto) che Roland Barthes scrisse nel 1976, quattro anni prima della morte, in collaborazione con Roland Havas. Un piccolo saggio in cui si affronta la pratica dell'ascoltare in tutte le sue accezioni, sullo sfondo del vivere quotidiano, della religione, delle arti e degli studi letterari. Poche pagine importanti e ancora attuali, dove la semiologia incontra l'estetica e la psicanalisi, aprendosi alla ricerca dei rapporti fra senso, potere e desiderio. Introduzione di Stefano Jacoviello.
208 pagine; 18 cm. Brossura editoriale. Buono
G. PAOLO CAPRETTINI Aspetti della semiotica. Principi e storia. Torino, Einaudi 1980 italian, 208 ST1098O Brossura editoriale, volume in buone condizioni, lievi segni di usura causati dal fattore tempo sulla copertina, interno in ottimo stato, legatura salda 208 pagine circa Copertina come da foto
cm 18x11, bross., PBE 399
br. La banalità è il nostro nuovo demone. È da quest'ultima che vogliamo rifuggire, come dalla noia, ma è questa stessa fuga a renderci sempre più banali (e noiosi, e annoiati). Per i luoghi comuni proviamo esplicite repulsioni e recondite attrazioni, la nostra idea di successo è che tutti notino come siamo bravi a svincolarci, almeno momentaneamente, da essi. In queste pagine Bartezzaghi si arrischia a seguire due convinzioni. La prima è che abbiamo sbagliato spauracchio e che convenga invece cercare di "avere un buon rapporto" (come oggi si dice) con la banalità, nostra e altrui. Come accade con le persone, per "avere un buon rapporto" con qualcuno occorre guardarlo in faccia, conoscerlo, rivolgersi a lui con schiettezza. Dobbiamo farci amica la banalità. La seconda convinzione è che i social network oggi sono un ambiente particolarmente adatto a farcela guardare in faccia e a conoscerla.
br. "Basi linguistiche" come "basi epistemologiche" della semiotica; basi che delineano una teoria molto precisa: la semiolinguistica, contrapposta a un generico "campo semiotico". Qui il segno verbale occupa un posto di rilievo essendo condizione imprescindibile della riflessione su tutti i segni, verbali e non verbali. È pertanto difficile per la semiotica fare a meno della linguistica, la quale, a sua volta, deve partire dalla nozione di segno, e dunque darsi una costituzione semiotica, per potersi occupare del segno verbale stesso. Una buona ricerca teorica, inoltre, non può prescindere da una "tradizione scientifica": la dimensione storica acquista così una valenza epistemica. In questo quadro il libro colloca la questione dell'arbitrarietà del segno, della traduzione, dell'onnipotenza semiotica delle lingue, della dialettalità della semiosi, della natura stratificazionale del linguaggio, muovendosi con un passo teorico e storico.
2005500077663FISCHER Taschenbuch 2005 336 pages 17 8x1 6x10 4cm. 2005. Broché. 336 pages.
br. Tra filosofia e animalità c'è un rapporto intrinseco, perché per capire che cos'è l'essere umano occorre avere un termine di confronto. L'animale, appunto. Parlare degli animali significa occuparsi dell'umano, e viceversa, fin da quando, per definire quest'ultimo, Aristotele spiegò che l'umano è quel vivente che ha il linguaggio e che, di conseguenza, l'animale (non umano) è quel vivente che non ha il linguaggio. Non importa tanto se questa definizione sia vera o falsa (dipende da come, a sua volta, si definisce il linguaggio, operazione piena di difficoltà), quanto che la definizione dell'umano sia possibile solo sullo sfondo di quella dell'animale, e viceversa. Muovendo da tale ipotesi, questo libro ricostruisce alcune delle tappe fondamentali della riflessione filosofica sull'animalità, dal mondo greco, al Rinascimento, fino all'arte contemporanea. Un percorso che mostra come, progressivamente, quel confine così tenacemente difeso sia sempre più labile, sempre meno sicuro.
br. Tra filosofia e animalità c'è un rapporto intrinseco, perché per capire che cos'è l'essere umano occorre avere un termine di confronto. L'animale, appunto. Parlare degli animali significa occuparsi dell'umano, e viceversa, fin da quando, per definire quest'ultimo, Aristotele spiegò che l'umano è quel vivente che ha il linguaggio e che, di conseguenza, l'animale (non umano) è quel vivente che non ha il linguaggio. Non importa tanto se questa definizione sia vera o falsa (dipende da come, a sua volta, si definisce il linguaggio, operazione piena di difficoltà), quanto che la definizione dell'umano sia possibile solo sullo sfondo di quella dell'animale, e viceversa. Muovendo da tale ipotesi, questo libro ricostruisce alcune delle tappe fondamentali della riflessione filosofica sull'animalità, dal mondo greco, al Rinascimento, fino all'arte contemporanea. Un percorso che mostra come, progressivamente, quel confine così tenacemente difeso sia sempre più labile, sempre meno sicuro.
8°, pp. (14), brossura editoriale, titolo al piatto. Estratto dal bollettino di filologia classica pubblicato dalla rivista di filologia e d'istruzione classica, anno I, gennaio 1931. Leggere tracce d'uso alle copertine, molto buono
280pp VG/none PB 16 booklets without wrappers as issued in editorial soft slipcase, complete. Slipcase worn otherwise content in excellent conditions. Sixteen parts dedicated to bibliographical data in semiotics in different countries, some in French, most in English, one in Italian (on semiotics in Italy). The work was printed as issue 8-9 of Versus, journal of semiotics studies edited by Umberto Eco. 16 fascicoli completi, sciolti ma raccolti in custodia editoriale. Custodia con segni di usura ma il resto in ottime condizioni. Ciascun fascicolo e' dedicato ad un particolare paese, alcuni in francese, i piu' in inglese ed uno in italiano (quello sull'Italia). Pubblicato come numero 8-9 di Versus, Quaderni di Studi Semiotici, pubblicazione diretta da Umberto Eco.