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brossura Conoscere il mondo, conoscere il reale, conoscere attraverso la percezione e l'invenzione di immagini vuol dire entrare in contatto con una gran quantità di informazioni. In questo libro si parla del modo in cui il pensiero produce immagini, e per conseguenza l'immagine produce pensiero, e del modo in cui noi tutti, e non solo i filosofi, adoperiamo immagini per spiegarci qualcosa, e arriviamo a chiederci: che cosa è concretamente un'immagine? Muovendosi tra semiotica e filosofia, Luigi Tassoni considera l'immagine come qualcosa di presente e reale, e si serve per spiegarlo di alcuni personaggi chiave (lo straniero, l'uomo felice, il bugiardo, il lettore, il guardante), e di alcune figure esemplari nello specifico percorso, da Agostino a Derrida, passando per numerosi altri creatori e indagatori di immagini. A tutti, alle loro opere, pone delle domande cruciali sul contributo concreto per la comprensione delle immagini e dell'uso che ne facciamo, e su come possiamo imparare a riconoscere davvero un'immagine, a capire come è fatta e come possiamo farla parlare.
ill., br. Le figure della retorica sono moltissime, usate per un'efficace comunicazione verbale o scritta. Ognuno di noi è tempestato da un'infinità di messaggi, in particolare pubblicitari e politici, che uniscono un discorso retorico a un'immagine con lo scopo di persuadere il destinatario delle buone ragioni dell'emittente. La simbiosi di immagine e parola non è affatto una novità e l'arte e la poesia da tempo ne hanno fatto un uso sapiente. La prima parte di questo trattato propone al lettore la decifrazione del funzionamento della moderna informazione verbo-visuale. Nella seconda parte la retorica delle immagini è esaminata come discorso narrativo nelle sue due principali forme: l'inventio e la dispositivo, che diventano particolarmente avvincenti soprattutto nel genere poliziesco e nelle sue sotto varianti, il romanzo giallo e il noir. Di questi due tipi l'autore ne chiarisce lo stile con molti esempi, allestendo un vero e proprio manuale di ordinamento narrativo, utile a chi intende avventurarsi per la stesura di un racconto che ha l'ambizione di descrivere il crimine quotidiano.
ill. "Perché il Giappone? perché è il Paese della scrittura: fra tutti i Paesi conosciuti, è in Giappone che ho incontrato la pratica del segno più vicina alle mie convinzioni". Dice Barthes a proposito di quest'opera, al tempo stesso notazione di viaggio (ma agli antipodi delle cronache del letterato) e perlustrazione entro un intero sistema di vita. "Il luogo dei segni non è cercato negli aspetti istituzionali ma nella città, nel negozio, nel teatro, nella cortesia, nei giardini, nella violenza. Ci si occupa di alcuni gesti ricorda ancora l'autore - di alcuni cibi, di alcune poesie; ma soprattutto di volti, di occhi e di pennelli con cui si può scrivere, ma non dipingere, il tutto".
in-8, 94 pp., broché, couv. Bel exemplaire [SO-3]
ill., br. La nozione di "testo" è la più frequentata e discussa all'interno del variegato campo delle scienze umane e sociali. Filologia e linguistica, teoria letteraria e critica artistica, teoria estetica, filosofia del linguaggio, etnologia, psicanalisi e sociologia: tutte si richiamano in vario modo al 'testo' ora per farne l'oggetto fondamentale delle loro indagini, ora per misurare la distanza che li separa da esso. Eppure, si tratta di una delle nozioni peggio definite. Questo libro, a partire dalla specifica prospettiva della ricerca sociosemiotica, ne ripercorre le sorti individuandone i nodi problematici e le potenzialità ermeneutiche, sino a dimostrarne la centralità in ogni indagine critica dei fatti umani e sociali. Molti gli esempi - dal giornalismo al mondo delle droghe, dalle opere letterarie alle fiction televisive, passando per il design, la tecnologia, la vita quotidiana - che mostrano le grandi potenzialità di questa rinnovata idea di testualità: non più chiusa nei fragili cristalli delle strutture teonche, ma semmai dinamica e aperta alle contaminazioni e alla traduzione, agli slittamenti discorsivi, alle ibridazioni culturali.
ISBN 88-7802-006-0<BR>p. 193
ill., br. L'opposizione ipotizzata fra tradizioni orali e scritte, che prevale in antropologia, è ingannevole: in primis perché tende ad annullare l'orale nel contrario dello scritto, e non ne comprende il modo di funzionare specifico; in secondo luogo perché non contempla la possibilità che, tra gli estremi dell'orale puro e dello scritto puro, esistano molte situazioni intermedie. Paradossalmente oggi, nella nostra società così impregnata di immagini, l'oralità è ritornata ad assumere un ruolo centrale proprio per la produzione e la comprensione del codice visivo. Questa «oralità dell'immagine» è connaturata nei nostri comportamenti quotidiani e per questo motivo risulta difficile individuarla e analizzarla. In questa opera Rosario Perricone propone un profondo rinnovamento, tanto dell'«oggetto» fotografia quanto dello sguardo antropologico su di essa. Un volume ricco di fotografie realizzate tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento che ritraggono individui, gruppi o momenti cerimoniali e rispecchiano la «concezione del mondo e della vita» propria di quella società contadina. Ci si rivolgeva al fotografo per certificare i momenti fondamentali della vita, dalla nascita alla morte, affidandogli il compito di suggellare la gioia degli eventi lieti o di colmare lo strazio della lontananza e della separazione. E grazie alla narrazione di questi ricordi, integrati ad altre fonti documentali, che questo corpus di immagini può essere valutato secondo una moderna prospettiva storico-antropologica. E nella loro «storia di vita», nel loro passare da una generazione all'altra, da un certo tipo di rappresentazione di relazioni a un altro, che queste fotografie rivelano in pieno il loro essere un particolare tipo di «oggetto biografico» capace di sollecitare narrazioni attraverso il ricordo dei suoi possessori. Trascorsi gli uomini che ritraggono, le fotografie continuano a rievocarne le storie: l'inevitabile scolorire delle immagini si stempera allora nella vitalità delle voci che ne ripercorrono le vicende.
ill., br. Presente da quasi un secolo su tutti i giornali del mondo, assente da qualsiasi storia del giornalismo, del costume, della lingua, il cruciverba è l'inavvertito elefante che siede nel salotto della comunicazione del Novecento. Molti lo ritengono più antico di quello che è: eppure non poteva che nascere nella New York degli anni Dieci, contemporaneamente a tutto ciò che ha costituito l'orizzonte del moderno, dalla catena di montaggio al cubismo, dal giornalismo dei reportage alla musica jazz. Vuoto, il cruciverba è una griglia ortogonale di caselle; pieno, è un caleidoscopio alfabetico in cui si frammentano e si ricompongono le parole della lingua e i nomi del mondo, dando la possibilità ai lettori di verificare le proprie conoscenze in una sfida con se stessi, circoscritta a una percorrenza in metropolitana o a una sosta in poltrona durante il weekend. La storia del cruciverba è un romanzo. I suoi personaggi sono tutti straordinariamente eccentrici (e apparentemente tutti "normali"), i suoi dialoghi collegano definizioni indiziarie e soluzioni congetturali, la sua ambientazione è la metropoli, con i suoi giornali, i suoi grattacieli, i suoi mezzi di trasporto.
In-8 (Cm 21,5 x 13,5), pp. 117, brossura editoriale Collana Studi Bompiani, il campo semiotico, a cura di Umberto Eco. OTTIMO
PUF, Sociologie d'aujourd'hui, 1993, 254 pp., broché, très bon état.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Catamodernismo è l'affondare della modernità, delle sue utopie e delle sue conquiste, travolte nelle contrazioni spasmodiche di un'epoca che non sa più dove attaccarsi. Ma la formula del catamoderno contiene anche un compito, un imperativo: essa indica la necessità di spingere a fondo il moderno. di procedere cioè sul solco della modernità radicale e dell'oltranzismo avanguardistico, portandoli alle estreme conseguenze. Ma su cosa si appoggia la critica in un campo di forze così attraversato da tensioni e pertanto così privo di punti d'appoggio, nella tempesta che ci attraversa? La risposta sta nella stessa impossibilità della critica: essa si genera solo come aspirazione insoddisfatta, prova insopprimibile, contrasto interno e quindi allegorismo della contraddizione. Tutti i testi raccolti in questa antologia mostrano chiaramente un lavoro della poesia che non può essere ridotto a mera “emissione intima” dello stato d’animo dell’io in questione. Si tratta di elaborazioni, che richiedono perciò una lettura tra le righe e un'attenzione al senso che si forma, non come riconoscimento di proprietà soggettive, ma come condivisione di un oggetto. Del resto, se la parola comunicazione ha un significato, è quello di mettere in comune qualcosa: questo qualcosa è un insieme di parole. Qualunque sia il motivo che ha spinto l'autore a unirle in un determinato modo, il problema è se quel determinato mondo verbale serve anche ad altri, suscita dubbi e induce ad altre letture, diventando molla di autoanalisi, ripensamento e infine reinvestimento mobilitante. Non resta che usare la poesia come strumento di lotta non solo contro l'evidente sonno della ragione, ma anche e soprattutto contro il più larvato, ma non meno inquietante, sonno dell'immaginazione. Catamodernismo is the sink of modernity, its utopias and his conquests, swept away in paroxysms of an era that no longer knows where to latch onto. But the formula of catamoderno also contains a task, an imperative: it indicates the need to push the modern. Proceeding on the path of radical modernity and extremism avant garde, taking them to the extreme. But what supports the criticism in a force field so crossed by tensions and therefore so devoid of support points, in the storm that crosses? The answer lies in the same impossibility of criticism: it generates just like suction unsatisfied, try irrepressible, contrast and allegory of the contradiction. Descrizione bibliografica Titolo: La catastrofe della modernità, la modernità della catastrofe: antologia di scritture anomale della generazione saltata. Ediz. italiana e inglese testo a fronte Autore: AA.VV. (Autori Vari): Tiziana Colusso, Sara Davidovics, Michele Fianco, Florinda Fusco, Marco Giovenale, Vincenzo Ostuni, Lidia Rivello, Federico Scaramuccia Curatori (commento e scelta dei testi di): Alfonso Malinconico e Francesco Muzzioli Traduzione di: Anthony Robbins Editore: Milano: Fabio D'Ambrosio, Ottobre 2009 Lunghezza: 210 pagine; 22 cm; illustrato ISBN: 8888319115, 9788888319117 Lingua: Italiano, Inglese Language: Italian, English Soggetti: Letteratura contemporanea, Semiotica, Critica letteraria, Linguistica, Teoria, Segni, Linguaggio, Iconografia moderna, Immagini, Lessico, Scrittura, Ideologie, Studi letterari, Poesia, Poetica, Immaginario, Fantasia, Immaginazione, Condivisione, Corpo, Industria, Produzione, Riproducibilità, Pubblicità, Reclame, Spot, Mercificazione, Apparire, Apparenza, Consumismo, Globalizzazione, Alimentazione, Abbigliamento, Vestiti, Cibo, Moda, Avanguardia, Antologie, Raccolte, Libri Vintage Fuori catalogo, Tempo libero, Lifestyle, Stili, Libertà, Nomi propri, Maiuscole, Gerarchie formali, Arte, Cinetica, Programmazione, Getulio Alviani, Formalismo, Fotografia, Grafica, Messaggi pubblicitari, Mass Media, Rock, Hip-hop, Vogue, Riviste patinate, Giornali, Stampa, Editoria, André Breton, Surrealismo, Aggettivi, Marxismo, Queneau, Dogma, Filosofia, Onirico, Disturbi, Franco Cavallo, Straniamento, Discorsivo, Politica, Parola dialogica, Rime, Parodia, Lap dance, Anni Ottanta, Edonismo, Nike, Parole, Significati, Senso, Contemporary literature, Semiotics, Literary criticism, Linguistics, Theory, Signs, Language, Modern iconography, Images, Lexicon, Writing, Ideologies, Literary studies, Poetry, Poetics, Imaginary, Fantasy, Imagination, Sharing, Body, Industry, Production, Reproducibility, Advertising, Commodification, Appearance, Consumerism, Globalization, Nutrition, Clothing, Clothes, Food, Fashion, Avant-garde, Anthologies, Collections, Out of print books, Leisure, Styles, Freedom, Proper names, Capital letters, Formal hierarchies, Kinetics, Programming, Formalism, Photography, Graphics, Advertising messages, Glossy magazines, Newspapers, Press, Publishing, André Breton, Surrealism, Adjectives, Philosophy, Dreamlike, Disturbances, Strangling, Speech, Politics, Dialogic word, Rhymes, Parody, Years Eighties, Hedonism, Words, Meanings, Sense
In-8 (Cm 24 x 17), pp. 146, brossura editoriale con sovraccoperta. Pubblicazione del centro di ricerce semiotiche di Torino, III.1 (1979). Minimi segni del tempo. OTTIMO - Questo libro contiene i risultati di una ricerca svolta tra il 1974 e il 1976 in un villaggio delle Prealpi canavesane: Rueglio. Normali segni del tempo. OTTIMO
br. "È impossibile per me dire nel mio libro una parola su tutto ciò che la musica ha significato nella mia vita. Come posso sperare allora di essere compreso?". Con queste parole Ludwig Wittgenstein spiegava all'amico Maurice O'Connor Drury l'importanza della musica per lo sviluppo del suo lavoro filosofico. Questo libro segue l'indicazione data dal filosofo, individuando nella riflessione sulla musica una chiave d'accesso all'intero percorso che va dal Tractatus logico-philosophicus alle annotazioni contenute in Della Certezza. Senza voler tracciare un'estetica musicale wittgensteiniana (ma non rinunciando a un confronto con le principali voci della filosofia della musica), il presente lavoro rilegge l'opera di Wittgenstein trovando nell'arte dei suoni la pietra di paragone a partire dalla quale tentare di spiegare alcuni tratti caratteristici della logica, della comprensione verbale e dell'accordo tra i parlanti.
brossura Nonostante si siano moltiplicate le forme e le piattaforme dell'audiovisivo, tra le serie televisive e il Web, i linguaggi si sono paradossalmente omologati. In parallelo la critica contemporanea, pressata com'è dal mercato e - conseguentemente - dal lifestyle journalism, si è adagiata su schemi (codicistici) di pensiero invece d'indagare in profondità i prodotti artistici, dal cinema all'enogastronomia. La Cinegustologia, in quanto libero metodo associativo, è una risposta alla globalizzazione del fare e del giudicare, smontando le presunte oggettività della semiotica strutturale in nome di quelle emozioni che i linguaggi tradizionali relegherebbero a un ruolo secondario. Il saggio, dopo una parte introduttiva, percorre tre tipologie di associazioni cinegustologiche che, nella loro dichiarata soggettività, non costituiscono dei nuovi codici, bensì il punto di "sentire" del suo autore. Così, il racconto dei movimenti artistici come fossero i piatti di determinati chef, dei generi cinematografici come fossero dei vitigni, e la filmografia di vari registi come fosse un coacervo di odori, sapori e consistenze, è un invito affinché il lettori trovi le sue personali associazioni. Il testo si conclude analizzando la valenza semantica del cibo all'interno dei film, cioè rivendicando il ruolo cinegustologico di ogni singola bevanda e ogni singolo piatto.
23857Montreal, Université, 1973, grand in 8° carré broché, 253pp. ; très importante iconographie, in et hors-texte ; bien complet du "document annexe" dépliant placé dans l'étui en fin d'ouvrage ; cachets ex-libris ; envoi autographe signé sur le titre.
brossura Che cosa vuol dire comprendere una frase, un testo, una metafora o una barzelletta? È possibile comprendere solo in parte ciò che qualcuno ci dice? Si può comprendere qualcosa di diverso da ciò che il parlante intendeva? Qual è il rapporto tra significato e comprensione e tra teoria del significato e psicologia? Queste sono alcune delle domande discusse in questo volume, che raccoglie otto contributi di filosofia del linguaggio sul tema della comprensione linguistica. Diversi punti di vista, da quello analitico a quello semiotico, da quello linguistico a quello cognitivo, si intrecciano, componendo un mosaico su un tema classico e importante su cui hanno ragionato, tra gli altri, Wittgenstein, Eco e Lacan.
pp. 185, cm 17x12, brossura, Nuova Universale Studium 38.
ill., br. Questo libro raccoglie testi sparsi dei principali autori, e sui basilari problemi, riguardanti la semiotica della cucina e dell'alimentazione, del gusto e della commensalità. Autori come Lévi-Strauss, Barthes, Greimas, Jakobson hanno difatti già da diversi decenni inaugurato un filone di studi estremamente fecondo - quello del cibo come linguaggio e come sistema di segni - che molti studiosi successivi, qui degnamente rappresentati, stanno proseguendo. I modelli culturali che separano il crudo dal cotto, le strutture ideologiche a essi sottese, le operazioni elementari nell'arte della cucina, la struttura delle ricette, i dispositivi sinestetici dei testi enologici, l'organizzazione sociale dei pasti, i rituali alimentari e i relativi tabù, le riprese mediatiche della gastronomia, le tecnologie culinarie: tutto un sistema semiotico che, reggendo forme di alimentazione, costituisce forme di senso viene discusso in profondità, aprendo la strada a ricerche ulteriori. Testi di: Marialaura Agnello, Roland Barthes, Françoise Bastide, Denis Bertrand, Mary Douglas, Roman Jakobson, Claude Lévi-Strauss, Paolo Fabbri, Jacques Fontanille, Guido Ferrara, Jean-Marie Floch, Jack Goody, Alice Giannitrapani, Algirdas J. Greimas, Giorgio Grignaffini, Gianfranco Marrone, Piero Ricci, Jean Soler.
Mm 135x205 Brossura editoriale, 316 pagine, copertina con leggeri segni del tempo,alcune sottolineature a matita e a penna rossa. Volume in buono stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Einaudi Paperbacks 136 - Autori vari - Note ai testi - Indice dei nomi 1 20,5x12 cm., in brossura, pp. 430 (10), prima edizione in collana, in italiano, buone condizioni Nel quadro delle ricerche di semiotica, critica letteraria e storia della cultura spetta a questa raccolta un'attenzione particolare...ricollega l'attuale corrente semiologica...ai precedenti ottocenteschi e riconsidera figure assai note...L'opera s'incentra su temi di carattere generale come la storia dell'epos, la poetica degli intrecci, la lingua della poesia e su argomenti pi? specifici di analisi letteraria dedicati alle Gesta di Igor, a Dostoevskji, Tolstoj. Mann e Kafka
brossura In che modo la pubblicità rappresenta e riproduce i modelli di famiglia? E come contribuisce a trasformali? Se la pubblicità, attraverso le sue narrazioni, partecipa alla costruzione simbolica del nostro immaginario collettivo, il volume cerca di evidenziare come si stabilisce la correlazione tra modelli testuali e modelli reali e quali sono gli effetti che ne derivano. Analizzando un vasto corpus di pubblicità italiane (o rivolte al mercato italiano), raccolte tra il 2007 e il 2017, il volume cerca di comprendere i meccanismi grazie ai quali i testi pubblicitari riescono a intervenire nel processo di costruzione dell'immagine della famiglia e a determinarne la variazione - o il consolidamento - di fronte alle nuove tendenze emergenti. Adottando un approccio metodologico di tipo semiotico, il volume affronta temi quali la simbologia della famiglia (il cibo, la tavola, i componenti), le metamorfosi dello spazio domestico, i significati ideologici della pubblicità e i miti della comunicazione pubblicitaria; uno spazio particolare viene riservato allo stereotipo della famiglia italiana, che continua a incidere significativamente anche nelle rappresentazioni più attuali. Soffermandosi poi sui diversi modelli di famiglia proposti dalla pubblicità italiana, l'autrice guarda infine alla rappresentazione dei ruoli familiari: dall'identità femminile, oggetto di molti studi negli ultimi anni, all'identità maschile, che spesso non viene resa nella sua complessità. Un testo rivolto a studenti e studiosi, ma anche ai pubblicitari, che mette in luce le modalità rappresentative capaci di incidere in modo "riflesso" sulla realtà sociale.
in-8°, 252 pages, broche, couv. Bon etat. [NV-24]
8°, pp. XI, 387, brossura editoriale, titolo in rosso e nero al piatto e dorso. Esemplare con dorso leggermente staccato, ma buono nell'assieme