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trad. di Gloria Beltrame bross. edit. ill.
br. Lo sport è oggi uno degli spettacoli maggiormente in grado di saturare il nostro immaginario; televisivamente parlando ha la capacità di unire audience dalle caratteristiche sorprendentemente trasversali per generare entusiasmi locali o planetari. Ma il suo linguaggio è sempre più intriso di segni che non gli appartengono, che hanno più a che fare con logiche di spettacolo e di marketing e che raccontano, quindi, storie altre, legate a una progettualità ben più complessa del singolo, semplice gesto atletico. L'analisi semiologica proposta è quindi una sorta di sguardo fugace, ma allo stesso tempo approfondito, sull'universo segnico che costruisce lo spettacolo sportivo contemporaneo, alla ricerca di quella significazione seconda che Barthes chiamava "mito".
brossura Come funzionano i videogiochi, e cosa accade quando li giochiamo? Scopo di Semiotica dei videogiochi è decifrare il linguaggio con cui videogioco e giocatore si scambiano informazioni e valori, si seducono ed entrano in conflitto, dando origine al fenomeno dell'interazione. I videogame sono esaminati a partire da una prospettiva semiotica, con il fine di sviluppare tanto una teoria generale della testualità videoludica quanto una pratica di analisi dei singoli videogiochi. Rielaborando una vasta pluralità di prospettive teoriche (la semiotica generativa di Greimas, quella interpretativa di Eco, la sociosemiotica di Landowski, le riflessioni sul semisimbolico, la semiotica dei mondi possibili di Pavel e Dole, la semiotica delle passioni, la teoria letteraria degli ipertesti, il decostruzionismo di Culler e il neopragmatismo di Rorty) e componendole all'interno di una proposta analitica unitaria, Semiotica dei videogiochi propone un approccio originale che dà conto delle strutture testuali dei videogame così come della dimensione pragmatica della loro ricezione, con il fine di contribuire alla fondazione del paradigma teorico dell'interattività.
1970Cyb-1743Mouton , Semiotica Malicorne sur Sarthe, 72, Pays de la Loire, France 1970 Book condition, Etat : Bon paperback grand In-8 1 vol. - 116 pages
br. La semiotica si interroga sul modo in cui gli esseri umani tentano di dare senso al mondo. L'ipotesi di fondo è che il nostro rapporto con la realtà non sia diretto, ma sia filtrato attraverso rappresentazioni (segni, testi, narrazioni) di vario tipo. Interpretando segni ci costruiamo una "mappa mentale" dell'ambiente in cui siamo calati e ci equipaggiamo degli strumenti cognitivi necessari per interagire con esso. Quali sono i meccanismi tramite i quali selezioniamo, ritagliamo e riempiamo di significato gli stimoli sconnessi che colpiscono i nostri sensi? Quali processi inferenziali vengono attivati ai fini della comprensione di un testo? Come sono strutturate le rappresentazioni con cui diamo forma intelligibile all'esperienza? Come vengono registrate e organizzate nella memoria e come vengono trasmesse da un individuo all'altro? Quale ruolo gioca il linguaggio verbale all'interno di questo processo di trasmissione culturale? Cosa succede quando due o più persone comunicano tra loro? Tali sono le domande che vengono affrontate in questo manuale, rivolto a un pubblico di studenti e di lettori curiosi che per la prima volta si accostano al campo delle discipline semiotiche.
Almost new condition. Small red stamp on bottom of page block. Grey cover with silver gilt lettering on spine. Clean Copy
In 8°, brossura editoriale, pp. 355, (7), collana "Saggi 342", nota di possesso al frontesp., per il resto ottimo esemplare. (m128) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Scritti di: Jean Alter, René Berger, Pavel Campeanu, Régis Durand, Umberto Eco, Pierre Fresnault-Deruelle, Solomon Marcus, Pierre Shaeffer. Descrizione bibliografica Titolo: Semiologia della rappresentazione: teatro, televisione, fumetto Titolo originale: Sémiologie de la representation: théâtre, télévision, bande dessinée Autore: AA.VV. (Autori Vari) Curatore: André Helbo Traduzione di: Paola Sgrilli Copertina: Vittore Bongiorno Editore: Napoli: Liguori, 1979 Lunghezza: 202 pagine; 21 cm ISBN: 8820707756, 9788820707750 Collana: Volume 2 Teorie & oggetti. Serie rossa Soggetti: Linguistica, Strumenti di base, Filologia, Semiologia, Semantica, Critica teatrale, Lingua, Opere storiche e generali, Libri Vintage, Fuori catalogo, Filosofia del linguaggio, Segni, Rappresentazione, Teatro, Scena, Mass Media, Semiotica, Letteratura, Teatralità, Oracolo, Commedia, Drammaturgia, Godot, Matematesto, Personaggi, Meditazione, Fumetto, Comics, TV, Epistemologia, De Saussure, Peirce, Martinet, Hjelmslev, Racconto, Theory of Performing Arts, Semologie de la Representation: Theatre, Television, Bande, Semiologia da representação: teatro, televisão, história em quadrinhos, Peter Brook, Performance, Yves Klein, Mounin, Henri Laborit, Mediazione, Cultura, Linguistics, Basic Tools, Philology, Semiology, Semantics, Theater Criticism, Language, Historical General Works, Vintage Books, Out of Print Catalog, Philosophy of Language, Signs, Performance, Theater, Scene, Semiotics, Literature, Theatricality, Oracle, Comedy, Dramaturgy, Godot, Matematesto, Characters, Meditation, Comics, Comics, Epistemology, Tale, Theory of Performing Arts, Mediation, Culture
brossura In epoca di comunicazione globale l'uomo, unico animale semiotico, cioè capace di riflessione sui segni e sul comunicare, ha una grande responsabilità nei confronti della vita e della sua qualità, nonché dell'intero sistema planetario. La semiotica non può esimersi da una riflessione cruciale della conteporaneità: la sua antica vocazione a "far star bene la vita" occupandosi, come "semeiotica", dei sintomi, soprattutto in ragione della sempre maggiore interferenza nella comunicazione, tra la sfera storico-sociale e quella biologica, tra la sfera culturale e quella naturale, tra semiosfera e biosfera.
59834Groupe de recherche en linguistique et sémiotique (GRELIS), Paris 1987, 251 pp., broché, tache sur le premier plat, état correct.
A CURA DI CLAUDIA STARNATI, PREFAZIONE DI DANIELE GAMBARARA EDITORI RIUNITI 2000 188 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, VOLUME PERFETTO E INTONSO. Il pensiero di Cartesio presenta curiose consonanze con molte delle ricerche più attuali nel campo della linguistica e del cognitivismo. E' in questa chiave che sono scelti e presentati gli scritti compresi in questo volume, nei quali il filosofo francese affronta, con taglio soprendentemente moderno, questioni ancora al centro del dibattito filosofico.
20 cm, br. editoriale, p. 174
Mm 130x195 Brossura editoriale di pagine 174. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
AA.VV Segni meravigliosi. Brescia, La Scuola 1970 , 347 SC568Copertina rigidavolume in buone condizioni, lievi segni di usura causati dal fattore tempo sulla copertina, interno in ottimo stato, legatura salda, illustrato a colori347 pagine circaCopertina come da foto
br. Da Abiura a Zero, passando per Clandestino, Cosmopolitica, Disinformazione, Flessibilità, Futuro, Immunità, Parolacce, Riformista, Vergogna e numerose altre voci, il "lessico politicamente scorretto" che ci presenta Paolo Fabbri in "Segni del tempo" non vuole rinchiudere le parole che usiamo entro definizioni precise, ma attraversare con esse pratiche di senso, espressioni, azioni, passioni e ragioni del nostro vivere contemporaneo. In origine pubblicate singolarmente nella rubrica "Parole, parole, parole" del quotidiano "l'Unità", queste voci vogliono essere un organismo semiotico vivente e sperimentale, e sperano di attecchire in vari campi semantici. Perché il senso delle parole, secondo Fabbri, non è intrinseco, ma è definito dalla loro posizione nel discorso e continuamente negoziato nelle conversazioni e nei dibattiti. Anche i temi trattati - semiotica, arte, letteratura, scienza, media, politica, guerra - rispondono all'esigenza di una nuova alleanza tra discorsi, di un'etologia dell'enunciazione, delle pratiche di senso in scambio e conflitto perenne, politicamente scorrette e intessute di parole sempre penultime. Prefazione di Stefano Bartezzaghi.
8°, mm 220x140, pp. 275, brossura editoriale illustrata a colori con un particolare di S. Gerolamo conduce un leone al monastero di Vittore Carpaccio (Venezia, S. Giorgio degli Schiavoni), eccellente stato di conservazione, allo stato di nuovo. Collana Sansoni Saggi.
br. Il libro nasce dal desiderio di concentrarsi sulla scrittura del quotidiano mediale, o meglio, sulle scritture, che rappresentano allo stesso tempo il "grande problema" del digitale (spesso metafora di corpi inermi, di una comunicazione ossessiva...) e "la sua soluzione" (cioè competenze di produzione di senso, di creatività, di nuove professioni...). Il volume si sviluppa con un approccio che va dal livello del "sacro" transdisciplinare (dall'antropologia dei media alla psicologia e alla filosofia del web), a quello del "profano" dei comportamenti dell'utente post-moderno, che sovente si serve dei media in modo (apparentemente?) poco significativo. Il testo offre sia taluni spunti teorici sulla natura dello scritto mediale, sia un quadro concreto (orientato al saper fare) di pratiche formative e didattiche dedicate alle scuole, per favorire sia lo sviluppo delle competenze tecnologiche utili al saper scrivere con i media sia l'acquisizione di una consapevolezza matura delle potenzialità dei linguaggi mediali. Presentazione di Ambrogio Artoni.
br. Il libro nasce dal desiderio di concentrarsi sulla scrittura del quotidiano mediale, o meglio, sulle scritture, che rappresentano allo stesso tempo il "grande problema" del digitale (spesso metafora di corpi inermi, di una comunicazione ossessiva...) e "la sua soluzione" (cioè competenze di produzione di senso, di creatività, di nuove professioni...). Il volume si sviluppa con un approccio che va dal livello del "sacro" transdisciplinare (dall'antropologia dei media alla psicologia e alla filosofia del web), a quello del "profano" dei comportamenti dell'utente post-moderno, che sovente si serve dei media in modo (apparentemente?) poco significativo. Il testo offre sia taluni spunti teorici sulla natura dello scritto mediale, sia un quadro concreto (orientato al saper fare) di pratiche formative e didattiche dedicate alle scuole, per favorire sia lo sviluppo delle competenze tecnologiche utili al saper scrivere con i media sia l'acquisizione di una consapevolezza matura delle potenzialità dei linguaggi mediali. Presentazione di Ambrogio Artoni.
ISTITUTO UNIVERSITARIO ORIENTALE 1983 179 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, TRACCE DI POLVERE AI TAGLI, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO.
brossura Il rapporto tra le scienze dei linguaggi (linguistica, sociolinguistica, psicolinguistica, psicoanalisi, logica, semiotica, filosofia dei linguaggi) e i linguaggi delle scienze (fisico-naturali e umane) è stato sempre, e oggi ancora di più, molto stretto. Qui ci interessa particolarmente la mutuazione dei linguaggi, degli approcci, dei metodi e delle categorie delle prime da parte delle seconde e viceversa. Possiamo indicare, a titolo di esempio, l'impiego del linguaggio della biologia nella semiotica (da parte di Charles Morris) e, viceversa, del linguaggio della semiotica nella biologia (biosemiotica); l'assunzione del linguaggio della fisica nel neopositivismo, o "empirismo logico" (Circolo di Vienna, "Scienze unificate" di Chicago); del linguaggio dell'economia (marginalismo, scuola di Losanna) nella linguistica da parte di Saussure; del paradigma della fonologia nell'antropologia culturale da parte di Claude Lévi-Strauss. Attraverso il contributo di studiosi di discipline e di indirizzi diversi ci proponiamo di riflettere, anche in funzione di nuove possibilità di collaborazione, sul dialogo interdisciplinare con particolare riferimento alle interferenze e mutuazioni linguistiche (dalla "Presentazione").
ill., br. Se l'avvento del digitale e il rapido evolversi delle tecnologie hanno profondamente mutato le coordinate del visibile nonché il rapporto tra parola e immagine, tra esperienza e rappresentazione, nuove metodologie di ricerca si sono rese necessarie per indagare le ragioni della sempre più ampia produzione e circolazione delle immagini. Tra i padri fondatori di quel vasto campo di studi che si è affermato a livello internazionale con il nome di cultura visuale, W.J.T. Mitchell ha contribuito al grande rivolgimento di interesse teorico verso la "società dello spettacolo" e, coniando l'espressione pictorial turn, dagli anni novanta si è fatto promotore di un approccio filosofico che riconosce alle immagini lo stesso valore di interpretazione della realtà attribuito al linguaggio. Il lettore trova qui raccolti sedici fra i suoi più recenti saggi che spaziano dall'estetica dei media alla semiotica, in cui l'autore esamina la dimensione culturale delle immagini e i luoghi e i modi in cui esse si manifestano, attingendo nozioni e termini ormai entrati a pieno titolo nel vocabolario critico. Come la fortunata distinzione image/picture, dove con image si intende la rappresentazione mentale o la pura forma delle figure, ben distinta dalla picture attraverso cui si rivela, ovvero un oggetto materiale che si può bruciare, rompere o strappare, come un quadro o una scultura. Ricco di incursioni nella storia dell'arte, nel cinema e nella fotografia, ma anche nella politica e nella biocibernetica, questo volume pone le basi di una "scienza delle immagini" in cui il visuale diventa nesso imprescindibile tra ricerca umanistica e scienze empiriche.
Se l'avvento del digitale e il rapido evolversi delle tecnologie hanno profondamente mutato le coordinate del visibile nonché il rapporto tra parola e immagine, tra esperienza e rappresentazione, nuove metodologie di ricerca si sono rese necessarie per indagare le ragioni della sempre più ampia produzione e circolazione delle immagini. Tra i padri fondatori di quel vasto campo di studi che si è affermato a livello internazionale con il nome di cultura visuale, W.J.T. Mitchell ha contribuito al grande rivolgimento di interesse teorico verso la "società dello spettacolo" e, coniando l'espressione pictorial turn, dagli anni novanta si è fatto promotore di un approccio filosofico che riconosce alle immagini lo stesso valore di interpretazione della realtà attribuito al linguaggio. Il lettore trova qui raccolti sedici fra i suoi più recenti saggi che spaziano dall'estetica dei media alla semiotica, in cui l'autore esamina la dimensione culturale delle immagini e i luoghi e i modi in cui esse si manifestano, attingendo nozioni e termini ormai entrati a pieno titolo nel vocabolario critico. Come la fortunata distinzione image/picture, dove con image si intende la rappresentazione mentale o la pura forma delle figure, ben distinta dalla picture attraverso cui si rivela, ovvero un oggetto materiale che si può bruciare, rompere o strappare, come un quadro o una scultura. Ricco di incursioni nella storia dell'arte, nel cinema e nella fotografia, ma anche nella politica e nella biocibernetica, questo volume pone le basi di una "scienza delle immagini" in cui il visuale diventa nesso imprescindibile tra ricerca umanistica e scienze empiriche. Autori: W.J.T. Mitchell. Traduttori: Federica Cavaletti.