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Acquaforte mm. 192x141 alla battuta, marg. bianchi di 10 mm circa. Questo soggetto deriva da un'idea di Sirani, monogramma 'L.LL' inciso sulla lastra in basso a destra. Il foglio è dedicato da Vittorio Serena (?) al Signor Filippo Guastavillani, notabile della città di Bologna poi cardinale dal 1574. Fresca impressione. ALBUM Y
In 8°, br. muta coeva, tassello in carta con tit. a stampa (dorso del I vol. con alcuni interventi di restauro), 4 voll., pp. XXVII-328; 318-(10nn); (2nn)-211; 166-48. Volumi quasi completamente intonsi e in barbe, alcune pp. uniformente arrossate. Raro.
Bellissimo ritratto a carboncino su cartone, mm.455x455. Firmato in basso al centro 'F. D'Alessandro'. Databile attorno al 1930 circa. Stato perfetto.
Firenze, Alinari, [anni '30 del Novecento], misure delle fotografie: mm. 198x260 circa. Ottime condizioni. L'insieme:
Cm. 19,5 x 13; pp. 176 (+2 con errata); legatura posteriore in mezza pelle con nervi, titolo e fregi oro al dorso.<BR>Lievi segni di usura al dorso; fioriture di diversa intensità a partire da pag. 70; piccola perdita di 1 cm2 che non lede il testo alla pagina degli errata; talloncino di biblioteca privata al dorso. In generale condizioni più che discrete per un'opera piuttosto rara.<BR>Il forntispizio reca solo il titolo: l'autore si ricava dalla dedica e la data dall'imprimatur.
Mm 240x310 Collana "L'Arte nelle Venezie". Opera realizzata dall'Editore per conto della Fondazione Cassamarca. 4 volumi in copertina rigida figurata a colori e cofanetto protettivo originale. Vol. 1°, "Romanico e Gotico" di 480 pagine. Vol. 2°, "Tardogotico e sue Persistenze" di 506 pagine. Vol. 3°, " Rinascimento e Pseudorinascimento" di 480 pagine. Vol. 4°, "Tradizione Muranese e Alvisiana" di 422 pagine con, in chiusura, antologia della critica, catalogo, bibliografia ed indici per i quattro tomi. Tutta l'opera è profusamente illustrata in nero e a colori lungo l'intero corso con fotografie di Elio e Stefano Ciol. Pubblicazione in condizioni di nuovo. (Weighing over 13 Kg. international orders may need extra shipping, Thanks). Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
IN 8°, pp. X + 245 + INDICE, LEGATURA ORIGINALE IN PIENA PERGAMENA CON CHIUSURA A BUSTA CON LACCI RICOMPOSTA. SECONDA EDIZIONE DEDICATA ALL'ILLUSTRISSIMO SIGNOR ABATE ANTONIO NICCOLINI PATRIZIO FIORENTINO DEI MARCHESI DI PONSACCO E CAMUGLIANO. OCCHIETTO, FRONTESPIZIO in r/n. CON STEMMA ARALDICO CALCOGRAFICO CON ARME DEL NICCOLINI E DEDICA DEGLI STAMPATORI ALLO STESSO. INDICE DELLE DISSERTAZIONI : I) - INTORNO AGLI ANFITEATRI DELLA TOSCANA, E PARTICOLARMENTE DELL'ARETINO. II) - INTORNO AD ALCUNI FATTI DI ANNIBALE. III) - INTORNO AD ALCUNI FATTI DELLA GUERRA GALLICA CISALPINA SEGUITI L'ANNO DI ROMA DXXIX. IV) - INTORNO ALLA DISFATTA, E ALLA MORTE DI TOTILA RE DEI GOTI. V) - INTORNO ALLA VIA CASSIA PER QUEL TRATTO, CHE GUIDAVA DA CHIUSI A FIRENZE. LORENZO GUAZZESI ( AR. 1708 - PI. 1764 ), LETTERATO, LASCIO' INNUMEROSE DISSERTAZIONI SOPRA LA STORIA DELLA TOSCANA NELLA BASSA ETA', SUGLI ANFITEATRI E SULLE VESTIGIA ETRUSCHE. MOLTE DELLE SUE OPERE, FURONO PUBBLICATE NELLA RACCOLTA DI OPUSCOLI SCIENTIFICI NELLE DISSERTAZIONI DELL'ACCADEMIA DI CORTONA. ALCUNE PAGINE BRUNITE, DOVUTO AL TIPO DI CARTA, ALTRIMENTI OTTIMA CONSERVAZIONE DI QUESTA RARA OPERA COMPLETA DELLE CINQUE DISSERTAZIONI. ID, 3314<BR>
Acquaforte mm. 206x147 alla battuta, 4 mm. di margini bianchi oltre la battuta. Da un soggetto di Giovanni Andrea Sirani (1610-1670), iscrizione sulla lastra in basso a destra 'Lorenz. Loli f.' Buona conservaz. ALBUM GRANDE RELIGIOSE
Miniatura a tempera su pergamena del XVII secolo, mm. 112x73
In 16, pp. 311 + (1) con ritratto all'acq. f.t. di Lorenzo Bruni, professore di Anatomia all'Universita' di Torino. Sporadiche fioriture. Legatura coeva in p. pl. marrone con fregi e tit. oro al d. Tagli rossi. Alla sguardia firma di possesso del notaio Pistone in data 1785 e del prete biellese Luigi Ramella in data 1843. Errore di numerazione. Le pagine 257-264 sono inserite fra le pagine 240-241. Ed. originale di questa trattazione medica di Anselmo Gallo, nato a Vercelli (Casanova, 1743 - Torino, 1815), allievo di Lorenzo Bruni cui e' dedicata l'opera. Ottimo esemplare.
Disegno a matita su carta da taccuino, cm. 18x14. In basso, sempre a lapis, autentica del pittore Renato Santini
Disegno a matita su carta da taccuino, cm. 18x14. In basso, sempre a lapis, autentica del pittore Renato Santini
Disegno a matita su carta da taccuino, cm. 18x14. In basso, sempre a lapis, autentica del pittore Renato Santini
Book shows bumped corners, otherwise very clean and in excellent condition. Binding is solid and square, exterior shows no other blemishes, text/interior is clean and free of marking of any kind. Dust jacket shows edge wear, sunnng to spine, closed and taped tear lower front corner. Content include intro, ( The manuscripts, The editions, Authorship and date, Problems 1. the Vita, the Huomini Singhularii, and the Pazzi Chapel 2. Manetti's reliability as a source, Scope and influence) notes, critical text. Eight b&w pages of glossy photos at front of buildings and pages of the text from the 1400's. Text of the Vita (page 34 on) contains English translation on the L. page and Italian on the R., heavily noted. 176 pages. Brunelleschi's "bvision created the first architecture of the Renaissance. His works in Florence, such as the great dome of the Cathedral, The Pizzi Chapel, The Church of San Lorenzo and the Foundling Hospital are among the chief ornaments of that city."
Acquatinta misure: mm 240 x 300 Incisore, operò a Milano nel periodo compreso tra il 1820 e il 1852. Non sono giunte molte notizie circa l'autore ma sappiamo che collaborò ai tre volumi d'aggiunte per l'opera di Ferrario Il costume antico e moderno di tutti i popoli, 1831-34 e si specializzò nelle vedute ad acquatinta. Questa stampa fa parte della serie di 27 tavole sulle Vedute di Milano da disegno di Giovanni Migliora ed altri.. edite da Luigi Valeriano Pozzi 1835-38, ed è la numero 7. Viene rappresentata uno scorcio ancora molto amato di Milano, il colonnato di San Lorenzo prima delle demolizioni che coinvolsero gli edifici circostanti nel 1935. Infatti, tra le 16 colonne in marmo alte sette metri con capitelli corinzi e la Basilica, si può vedere una parte del gruppo di case popolari che occupava l'attuale sagrato. La composizione è vivacemente animata da persone in strada colte in pose e atteggiamenti diversificati: c'è chi prega inginocchiato davanti a una grande edicola votiva chiusa, chi passeggia vicino al negozio di liquori sulla sinistra, e chi passeggia. Delicati contrasti chiaroscurali suggeriscono una giornata di sole e creano una luce argentea che invade la scena. In basso oltre l'immagine, incisi "Cav. Gio. Migliora dip. A.Protti e G.Mazzola dis F.Campi.inc", titolo in italiano e francese al centro e in basso "EDIZIONE DI L.V. Pozzi..." con timbro a secco. Impressione eccellente. Ottimo stato di conservazione, eccetto leggero foxing sparso visibile per lo più negli ampi margini oltre la battuta del rame. Bibliografia: Arrigoni, Milano nelle vecchie Stampe, n.179
Acquatinta misura: mm 228 x 284 Importante acquafortista e disegnatore attivo per lo più a Milano. Autore di un gran numero di vedute fu il principale illustratore dell'Album Esposizione di Belle Arti in Milano. Tale album venne pubblicato annualmente dal 1839 al 1861 prima da Carlo Canadelli e poi da Giuliano Canadelli e C., in forma di strenna con tavole ritraenti le opere esposte annualmente presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Egli fu un abile e attento vedutista capace di cogliere il bello della vita quotidiana tanto incidendo da sue stesse invenzioni quanto riproducendo dipinti o fotografie di altri autori. A tal proposito vale la pena ricordare la serie di vedute milanesi e non per un totale di 119 tavole da Dagherrotipo, primo esempio di impiego della fotografia quale modello per le incisioni. In questa stampa che fa parte della serie da Dagherrotipo viene rappresentata una veduta ancora molto amata di Milano, uno dei rari scorci superstiti della Milano imperiale. Quella che vediamo è una rappresentazione del colonnato di San Lorenzo prima delle demolizioni che coinvolsero gli edifici circostanti nel 1935. Infatti, tra le 16 colonne in marmo alte sette metri con capitelli corinzi e la Basilica, si può vedere uno tratto del gruppo di case popolari che occupava l'attuale sagrato. La composizione è vivacemente animata da persone in strada colte in pose e atteggiamenti diversificati: c'è chi prega inginocchiato davanti a una grande edicola votiva con l'immagine di Cristo, chi si affaccia dal negozio di liquori sulla sinistra, e chi si incontra e passeggia: un curato, un agente, una donna in costume della Brianza, un venditore di immagini e nastri...Delicati contrasti chiaroscurali suggeriscono una giornata di sole e creano una luce argentea che invade la scena. In basso oltre l'immagine, incisi titolo autore e editore Ferdinando Artaria e figlio. Impressione eccellente. Ottimo stato di conservazione. Ampi margini oltre la battuta del rame. Timbro a secco a sinistra: Artaria. Un altro esemplare è conservato presso Milano (MI), Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche. Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli Bibliografia: P. Arrigoni (a cura di) Milano nelle vecchie stampe, n.193
Mm 315x430 Volume rilegato che raccoglie le annate 1893-1895 del periodico mensile di pp. 216, con numerose illustrazioni in bianco e nero e tavole in prevalenza in bianco e nero. Legatura assai allentata, con pagine parzialmente distaccate, ma opera completa. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Acquaforte misure: mm 182 × 132 Pittore ed incisore allievo di Guido Reni e di Giovanni Andrea Sirani dai quali spesso ha desunto i soggetti delle sue incisioni. Più noto come incisore che come pittore segue i modi classicisti del maestro Guido Reni adottando un segno chiaro e sciolto; è oggi considerato uno dei protagonisti del panorama grafico bolognese di pieno Seicento; a lui vengono ricondotte venticinque lastre in tutto secondo Bartsch nelle quali si evince qualche incertezza nelle morsure. In questa stampa, tra botti di vino e fiasche vengono rappresentati due putti. In primo piano un putto è sdraiato comodamente a terra su di un tessuto panneggiato posizionato su di un cuscino. I riccioli gli incorniciano il volto, guarda intensamente l'altro soggetto e ha il braccio sinistro alzato mentre con l'altro sorregge la fiaschetta contenente il vino. L'altro putto si trova alle sue spalle, è chino in avanti e tra le braccia afferra il contenitore del vino e lo porta alla sua bocca. Impressione eccellente, dai neri delicati. Ottimo stato di conservazione. Minimi margini oltre la battuta del rame. Al verso disegno a matita nera raffigurante San Giuseppe con in braccio il Bambin Gesù (?). L’incisione si presenta applicata in antico su una pagina di album (databile al secolo XVIII). Bibliografia: Bartsch, “Le Peintre Graveur”, vol. 19, pag. 176, n 21.
Acquaforte misure: mm 188 × 142 Pittore ed incisore allievo di Guido Reni e di Giovanni Andrea Sirani dai quali spesso ha desunto i soggetti delle sue incisioni. Più noto come incisore che come pittore segue i modi classicisti del maestro Guido Reni adottando un segno chiaro e sciolto; è oggi considerato uno dei protagonisti del panorama grafico bolognese di pieno Seicento; a lui vengono ricondotte venticinque lastre in tutto secondo Bartsch nelle quali si evince qualche incertezza nelle morsure. Nel foglio, immersi in un paesaggio bucolico caratterizzato da rocce e fronde di alberi, vengono rappresentati tre putti. A figura stante due putti, avvolti in tessuti drappeggiati sorreggono una pesante brocca per versare del vino. La loro posa e il loro sguardo evidenziano la fatica. In primo piano è colto sdraiato su di una brocca il terzo putto, con il braccio destro alzato per sorreggere un calice nel quale viene versato del vino e dietro di lui, sulla destra, si scorge il muso di un cavallo. In basso a sinistra, inciso, "L. Lol.F". In alto a destra, oltre l'immagine, a penna in grafia antica il numero 13. Impressione eccellente nello stato unico. Ampi margini oltre la battuta del rame. Ottimo stato di conservazione, eccetto qualche macchia sul foglio. L’incisione è applicata in antico su una pagina di album (databile al secolo XVIII). Bibliografia: Bartsch, “Le Peintre Graveur”, vol. 19, pag. 179, n 27.
Acquaforte misure: mm 164 × 130 Pittore ed incisore allievo di Guido Reni e di Giovanni Andrea Sirani dai quali spesso ha desunto i soggetti delle sue incisioni. Più noto come incisore che come pittore segue i modi classicisti del maestro Guido Reni adottando un segno chiaro e sciolto; è oggi considerato uno dei protagonisti del panorama grafico bolognese di pieno Seicento; a lui vengono ricondotte venticinque lastre in tutto secondo Bartsch nelle quali si evince qualche incertezza nelle morsure. In questo foglio viene raffigurato cupido colto in una posa classica che teneramente giace su dei cuscini lasciati a terra, la scena si svolge all'interno di una tenda lasciata aperta in modo da mostrare allo spettatore il paesaggio sullo sfondo caratterizzato da un esile arbusto e da delle rocce. Il dio dell'Amore è assopito, ha gli occhi chiusi e la bocca aperta e a terra possiamo notare abbandonati l'arco e le frecce. Buona impressione nello stato unico, foglio rifilato lungo l’impronta del rame, carta ingiallita, una macchia nell’angolo superiore destro del foglio e un piccolo foro sul ventre di cupido. L’incisione è applicata in antico su una pagina di album (databile al secolo XVIII). Bibliografia: Bartsch, “Le Peintre Graveur”, vol. 19, pag. 91, n° 20; The Illustrated Bartsch, vol. 42, 20 (176).
Astuccio editoriale in tela (cm. 52x36,5) contenente 4 cc.nn. (frontespizio, testo, descrizione delle tavole) e 6 magnifiche litografie acquerellate a mano: dedicate alla cattedrale di S. Lorenzo, il più insigne manumento sacro della città di Genova con ben otto secoli di storia, sono state realizzate dal pittore ligure Rino Valido (nato a Varazze nel 1947) di cui viene data una breve biografia in un dépliant allegato. Le bellissime tavole raffigurano particolari della cattedrale: Cristo in cattedra benedicente nella vasta lunetta centrale - episodio della Visitazione, il secondo delle sette storie della Vergine - i grandi leoni dello scultore Carlo Rubatto - formella con la figura della Vergine col Bambino - particolare di un affresco, una delle poche pitture superstiti tra quelle che nel medio evo dovevano rivestire le pareti della cattedrale - sontuoso baldacchino della cappella”. Come precisato, le litografie sono state “incise su pietra, acquerellate a mano, tirate in 60 esemplari con prova e tiratura su torchi a mano, pietre biffate dopo la stampa”, tutte firmate dall’artista. Esemplare ben conservato.
Inchiostro su carta da taccuino, cm. 18x14. Descrizione di pugno di Lorenzo Viani firmato sul retro. Leggerissima ossidazione della carta. Il disegno è corredato da autentica di Enrico Dei.
Interessante carteggio di Michelangelo Billia indirizzato allo scrittore Odoardo Campa. Studioso di filosofia Billia fondò la rivista filosofica Nuovo Risorgimento (1891), fu Arconte del Sillogo Filellenico per la Confederazione orientale. Polemista violento, sostenne con tenacia il rosminianesimo, specialmente contro i neotomisti.
Acquaforte misure: mm 188 × 142 Pittore ed incisore allievo di Guido Reni e di Giovanni Andrea Sirani dai quali spesso ha desunto i soggetti delle sue incisioni. Più noto come incisore che come pittore segue i modi classicisti del maestro Guido Reni adottando un segno chiaro e sciolto; è oggi considerato uno dei protagonisti del panorama grafico bolognese di pieno Seicento; a lui vengono ricondotte venticinque lastre in tutto secondo Bartsch nelle quali si evince qualche incertezza nelle morsure. In questo foglio, semi nascosto da un drappo tenuto alzato da un tronco di un albero, viene rappresentato il giovane Ercole nudo. Egli è sdraiato, colto in una posa plastica nella sua culla; i riccioli incorniciano il volto e lo sguardo e la bocca aperta attirano l'attenzione dello spettatore sul serpente. L'animale si annoda sul braccio destro ma Ercole con forza afferra la sua testa e tenta di strangolarlo, nel frattempo un altro serpente che sta salendo dalla culla è stretto nella morsa della mano sinistra. Questa incisione, con altre diciotto di simile soggetto allegorico incise anche da Girolamo Scarsello, venne concepita per illustrare un volumetto dedicato al Machese Filippo Guastavillani, una di queste stampe reca la data 1641. Impressione eccellente, fortemente inchiostrata nello stato unico. Foglio rifilato lungo l’impronta del rame, carta ingiallita. Piccoli fori sulla spalla sinistra di Ercole. L’incisione si presenta applicata in antico su una pagina di album (databile al secolo XVIII). Bibliografia: Bartsch, “Le Peintre Graveur”, vol. 19, pag. 178, n 24.
Acquaforte misure: mm 267 x 376 Architetto e pittore italiano. Iniziò studiando privatamente pittura con Vespasiano Bignami e Roberto Fontana per poi, nel 1909, laurearsi al Politecnico di Milano in ingegneria. Dal 1904 progettò l'ospedale di Luino, quindi presso il Cimitero Monumentale di Milano e sempre a Milano progetta la chiesa del Sacro Cuore ai Cappuccini in viale Piave. Considerato uno dei più importanti architetti milanesi del Novecento fu anche storico dell'architettura e pubblicista, partecipò a diverse Biennali. Viene ricordato soprattutto per il complesso progetto della sede del palazzo della Borsa a Milano, conosciuto come Palazzo Mezzanotte terminato nel 1931 è una sintesi dell'architettura moderna. Durante la Prima Guerra Mondiale, a cui partecipò come ufficiale del genio, conobbe e strinse amicizia con Giò Ponti il quale divenne suo allievo per le tecniche incisorie e suo collaboratore nella decorazione interna di molti progetti. Presso il Castello Sforzesco di Milano (Raccolta Bertarelli) si conserva la serie completa di incisioni realizzate fino al 1939, fantasie architettoniche o vedute cittadine, eseguite con l'acquaforte, la cera molle o l'acquatinta, oggi certamente rare poiché parte della tiratura andò perduta con i bombardamento del suo studio. L'ecclettismo di Mezzanotte si inserisce in quella schiera di architetti come Luca Beltrami e Camillo Boito, che consideravano l'arte come il risultato di più attività creative. In questa stampa viene rappresentato l'abside della Basilica di San Lorenzo a Milano vista dal parco della Basiliche. La scena è spoglia, la neve copre i tetti e il suolo, si percepisce un senso di straniamento, di silenzio ovattato. Il taglio diagonale conduce l'attenzione dello spettatore verso la massa scura della cupola ottagonale sormontata da una lanterna realizzata nella seconda metà del XVI secolo su progetto di Martino Bassi. Si vedono tre delle quattro torri campanarie che avevano la funzione di contenimento del carico della cupola e la serie di cappelle che si ramificano dal corpo centrale. In primo piano sulla sinistra, due donne rompono il silenzio creato dalla neve. Il tratto netto e incisivo accentua in chiaroscuro e accende il candore della coltre bianca. La scena è costruita impiegando un tratteggio corto e irregolare, le superfici appaiono vibranti, si percepisce il senso della luce. Il cielo è privo di un qualsiasi segno grazie anche ad un'accurate pulizia dell'inchiostro in fase di stampa. Presso la Raccolta Bertarelli si conserva un'altra lastra molto simile per soggetto ma di formato differente (Mod 49-11). Impressione eccellente, dai neri intensi impressa su carta avorio compatta. Ottimo stato di conservazione eccetto qualche piega nella carta. Ampi margini oltre la battuta del rame. Al verso etichetta dell'archivio Sandro Angelini n. 645272. Oltre l'inciso nel margine inferiore a matita: 3/35 e firma; con una grafia moderna è stato aggiunto: arch Paolo Mezzanotte - Milano. Bibliografia: P. Bellini, L’incisione in Italia nel XX secolo, Milano 1992, pp. 118; A. Burg, Novecento milanese, Milano 1991, p. 31; A. Melchiorre, L'opera grafica di Paolo Mezzanotte, tesi di laurea, Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, 2009-2010; Milano attraverso le stampe, i disegni e i graffiti di un architetto del Novecento, catalogo mostra, a cura di E. Giacomini Miari, E. Mero, Roma 2018, p. 32