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Paris, Libraire académique Didier, Perrin et C.ie libraires-éditeurs, (in fine: Imprimerie de Charles Hérissey), 1900, in-16, bellissima legatura di poco successiva in mezzo marocchino verde oliva scuro (il dorso ha virato verso il bruno per esposizione alla luce) a grana schiacciata con ampie punte, firmata “Yseux successeur de Thierry Simier”: dorso liscio con titolo in oro e - sopra e sotto il titolo - ampie cornici concentriche (filetti in oro alternati ad una fascetta intarsiata in pelle rossa), taglio sup. dorato, segnapagine in seta, sguardie marmorizzate, conservati all'interno le copertine e il dorso della br. editoriale, pp. [4], 316, [2]. Con ritratto in antiporta. Bell'edizione, impressa su carta vergata a margini diseguali, in una bellissima legatura d'epoca (Yseux fu uno degli ultimi successori del grande atelier di legatoria fondato da René Simier alla fine del Settecento).
In-8 (cm. 269, brossura illustrata, pp. 189, (1), con illustrazioni in bianco e nero ed a colori nel testo. In ottimo stato (nice copy).
Milano, 1969, stralcio con copertina posticcia muta, pp. 719/722 con una fotografia in nero, 3 a colori ed una tavola a colori. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
A clean, unmarked book with a tight binding. Full red cloth boards. Previous owner's name inside. 8 3/4"w x 11 1/8"h. 14 pages of text in French and English, followed by 104 b&w illustrations.
In 8°, brossura editoriale illustrata, pp. 81, illustrato con bellissime foto in bianco e nero di Lorenzo Bandini e della Ferrari, buon esemplare. (MAG ZG4) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
Acquaforte mm. 206x147 alla battuta, 4 mm. di margini bianchi oltre la battuta. Da un soggetto di Giovanni Andrea Sirani (1610-1670), iscrizione sulla lastra in basso a destra 'Lorenz. Loli f.' Buona conservaz. ALBUM GRANDE RELIGIOSE
Acquaforte mm. 208x158. Rifilata ai margini. In basso a sin. 'L. Lol f.' Fresca impressione. ALBUM GRANDE STAMPE RELIGIOSE
Acquaforte mm. 192x141 alla battuta, marg. bianchi di 10 mm circa. Questo soggetto deriva da un'idea di Sirani, monogramma 'L.LL' inciso sulla lastra in basso a destra. Il foglio è dedicato da Vittorio Serena (?) al Signor Filippo Guastavillani, notabile della città di Bologna poi cardinale dal 1574. Fresca impressione. ALBUM Y
pp. 345, cm 22x14, rileg. edit. con sopracoperta.
Acquaforte cm.40x32 (parte incisa mm. 355x280).Incisione eseguita da un disegno di G. Zocchi
form. 11X7. Legatura marmorizzata con dorso in tela e scritte in oro pp.464. Con un ritratto di Lorenzo De Medici inciso al controfrontespizio. Bella copia
Brossura editoriale in cartoncino semirigido, dalla copertina leggermente annerita. Buono lo stato di conservazione, pagine ben tenute, ossidate da tonalità seppia, come i tagli. Volume n. LXXVI - LXXVII ( 76 - 77 ) della collana. Numero pagine 219. USATO
In 16°; LXXVI, 462, (4) pp. e una c. di tav. con ritratto di Lorenzo de'Medici. Bellissima legatura in tutta pelle rossa con fregi e titolo in ror ai tasselli del dorso. Tagli rossi. Magnifica edizione stampata da Berbera di questo classico del Rinascimento fiorentino e italiano. Qualche inifluente strofinatura alla legatura ma nel complesso BUONO-OTTIMO esemplare. EDIZIONE NON COMUNE in magnifica legatura.
Atelier du Causse, 1992. In-4 carré broché, couverture noire illustrée rempliée de 110 pages. Bel exemplaire.
Ateliers du Causse 1992, In-8 carré broché, couverture à rabats. 110 pages. Dessins de josé LORENZO à pleines pages. Bel envoi autographe d'Alain LE BLANC. Bel état.
Collana: La Scala, maggio 2006. Rilegato con copertina rigida e sovraccoperta. Prima edizione. Spedizioni tracciabili con raccomandata entro 24 ore dall'ordine. First edition. Hardback cover with dust jacket in fine conditions, no price clipped, no inscriptions or markings inside. Worldwide delivery.
Acquaforte misure: mm 182 × 132 Pittore ed incisore allievo di Guido Reni e di Giovanni Andrea Sirani dai quali spesso ha desunto i soggetti delle sue incisioni. Più noto come incisore che come pittore segue i modi classicisti del maestro Guido Reni adottando un segno chiaro e sciolto; è oggi considerato uno dei protagonisti del panorama grafico bolognese di pieno Seicento; a lui vengono ricondotte venticinque lastre in tutto secondo Bartsch nelle quali si evince qualche incertezza nelle morsure. In questa stampa, tra botti di vino e fiasche vengono rappresentati due putti. In primo piano un putto è sdraiato comodamente a terra su di un tessuto panneggiato posizionato su di un cuscino. I riccioli gli incorniciano il volto, guarda intensamente l'altro soggetto e ha il braccio sinistro alzato mentre con l'altro sorregge la fiaschetta contenente il vino. L'altro putto si trova alle sue spalle, è chino in avanti e tra le braccia afferra il contenitore del vino e lo porta alla sua bocca. Impressione eccellente, dai neri delicati. Ottimo stato di conservazione. Minimi margini oltre la battuta del rame. Al verso disegno a matita nera raffigurante San Giuseppe con in braccio il Bambin Gesù (?). L’incisione si presenta applicata in antico su una pagina di album (databile al secolo XVIII). Bibliografia: Bartsch, “Le Peintre Graveur”, vol. 19, pag. 176, n 21.
Acquaforte misure: mm 188 × 142 Pittore ed incisore allievo di Guido Reni e di Giovanni Andrea Sirani dai quali spesso ha desunto i soggetti delle sue incisioni. Più noto come incisore che come pittore segue i modi classicisti del maestro Guido Reni adottando un segno chiaro e sciolto; è oggi considerato uno dei protagonisti del panorama grafico bolognese di pieno Seicento; a lui vengono ricondotte venticinque lastre in tutto secondo Bartsch nelle quali si evince qualche incertezza nelle morsure. Nel foglio, immersi in un paesaggio bucolico caratterizzato da rocce e fronde di alberi, vengono rappresentati tre putti. A figura stante due putti, avvolti in tessuti drappeggiati sorreggono una pesante brocca per versare del vino. La loro posa e il loro sguardo evidenziano la fatica. In primo piano è colto sdraiato su di una brocca il terzo putto, con il braccio destro alzato per sorreggere un calice nel quale viene versato del vino e dietro di lui, sulla destra, si scorge il muso di un cavallo. In basso a sinistra, inciso, "L. Lol.F". In alto a destra, oltre l'immagine, a penna in grafia antica il numero 13. Impressione eccellente nello stato unico. Ampi margini oltre la battuta del rame. Ottimo stato di conservazione, eccetto qualche macchia sul foglio. L’incisione è applicata in antico su una pagina di album (databile al secolo XVIII). Bibliografia: Bartsch, “Le Peintre Graveur”, vol. 19, pag. 179, n 27.
Acquaforte misure: mm 164 × 130 Pittore ed incisore allievo di Guido Reni e di Giovanni Andrea Sirani dai quali spesso ha desunto i soggetti delle sue incisioni. Più noto come incisore che come pittore segue i modi classicisti del maestro Guido Reni adottando un segno chiaro e sciolto; è oggi considerato uno dei protagonisti del panorama grafico bolognese di pieno Seicento; a lui vengono ricondotte venticinque lastre in tutto secondo Bartsch nelle quali si evince qualche incertezza nelle morsure. In questo foglio viene raffigurato cupido colto in una posa classica che teneramente giace su dei cuscini lasciati a terra, la scena si svolge all'interno di una tenda lasciata aperta in modo da mostrare allo spettatore il paesaggio sullo sfondo caratterizzato da un esile arbusto e da delle rocce. Il dio dell'Amore è assopito, ha gli occhi chiusi e la bocca aperta e a terra possiamo notare abbandonati l'arco e le frecce. Buona impressione nello stato unico, foglio rifilato lungo l’impronta del rame, carta ingiallita, una macchia nell’angolo superiore destro del foglio e un piccolo foro sul ventre di cupido. L’incisione è applicata in antico su una pagina di album (databile al secolo XVIII). Bibliografia: Bartsch, “Le Peintre Graveur”, vol. 19, pag. 91, n° 20; The Illustrated Bartsch, vol. 42, 20 (176).
Acquaforte misure: mm 317 × 247 Pittore ed incisore allievo di Guido Reni e di Giovanni Andrea Sirani dai quali spesso ha desunto i soggetti delle sue incisioni. Più noto come incisore che come pittore segue i modi classicisti del maestro Guido Reni adottando un segno chiaro e sciolto. Oggi è considerato uno dei protagonisti del panorama grafico bolognese di pieno Seicento; a lui vengono ricondotte venticinque lastre in tutto -secondo Bartsch- nelle quali si evince qualche incertezza nell’uso delle morsure. In questa grande stampa, tratta da un'invenzione di Guido Reni, viene rappresentata all'interno di un paesaggio la Sacra Famiglia in fuga. Sotto delle alte palme, sulla sinistra, vediamo la Vergine vestita con un abito riccamente panneggiato mediante forti contrasti chiaroscurali che regge avvolto tra le fasce il Bambin Gesù dormiente. Alle sue spalle San Giuseppe, un uomo anziano dalla barba e dai capelli bianchi, assiste premuroso alla scena intima, colma di amore. In basso sulla destra un putto dona un fiore a Maria preso dal vassoio che regge nella mano sinistra. In basso a sinistra "G.R.IN" e a destra "L.Loli". Tutta la composizione è giocata su una ricerca di luci che creano un effetto grigio-argenteo conferendo solennità alla scena. Impressione eccellente, dai neri delicati. Ottimo stato di conservazione. Minimi margini oltre la battuta del rame. Stato unico. Filigrana: cerchio con iscritto un motivo non identificabile. Bibliografia: Bartsch, vol. 19, pag. 94, 1; TIB vol.42, pag. 127, 1 (165).
Acquaforte misure: mm 192 × 141 Pittore ed incisore allievo di Guido Reni e di Giovanni Andrea Sirani dai quali spesso ha desunto i soggetti delle sue incisioni. Più noto come incisore che come pittore segue i modi classicisti del maestro Guido Reni adottando un segno chiaro e sciolto; è oggi considerato uno dei protagonisti del panorama grafico bolognese di pieno Seicento; a lui vengono ricondotte venticinque lastre in tutto secondo Bartsch nelle quali si evince qualche incertezza nelle morsure. Il soggetto di questa incisione deriva da un’idea di Giovanni Andrea Sirani (Bologna 1610 – Bologna 1670). Sotto una tenda drappeggiata e aperta, che ci permette di osservare un muro sullo sfondo, vediamo tre putti. Il primo sulla sinistra a fatica sorregge uno stemma con incisa la dedica da Vittorio Serena (?) al Signor Filippo Guastavillani, notabile della città di Bologna poi cardinale dal 1574. Il secondo è dietro lo stemma che guarda un punto in lontananza e a destra troviamo l'ultimo con le ali dispiegate, arco e frecce, che guarda lo spettatore e indirizza attraverso la mano destra il suo sguardo. In basso a sinistra "G.A. Sirano In.", a destra "L.LL. F." Impressione eccellente nello stato unico. Foglio rifilato lungo l’impronta del rame, carta ingiallita. L’incisione si presenta applicata in antico su una pagina di album (databile al secolo XVIII). Bibliografia: Bartsch, “Le Peintre Graveur”, vol. 19, pag. 91, n° 26; The Illustrated Bartsch, vol. 42, 26 (179).
Acquaforte misure: mm 188 × 142 Pittore ed incisore allievo di Guido Reni e di Giovanni Andrea Sirani dai quali spesso ha desunto i soggetti delle sue incisioni. Più noto come incisore che come pittore segue i modi classicisti del maestro Guido Reni adottando un segno chiaro e sciolto; è oggi considerato uno dei protagonisti del panorama grafico bolognese di pieno Seicento; a lui vengono ricondotte venticinque lastre in tutto secondo Bartsch nelle quali si evince qualche incertezza nelle morsure. In questo foglio, semi nascosto da un drappo tenuto alzato da un tronco di un albero, viene rappresentato il giovane Ercole nudo. Egli è sdraiato, colto in una posa plastica nella sua culla; i riccioli incorniciano il volto e lo sguardo e la bocca aperta attirano l'attenzione dello spettatore sul serpente. L'animale si annoda sul braccio destro ma Ercole con forza afferra la sua testa e tenta di strangolarlo, nel frattempo un altro serpente che sta salendo dalla culla è stretto nella morsa della mano sinistra. Questa incisione, con altre diciotto di simile soggetto allegorico incise anche da Girolamo Scarsello, venne concepita per illustrare un volumetto dedicato al Machese Filippo Guastavillani, una di queste stampe reca la data 1641. Impressione eccellente, fortemente inchiostrata nello stato unico. Foglio rifilato lungo l’impronta del rame, carta ingiallita. Piccoli fori sulla spalla sinistra di Ercole. L’incisione si presenta applicata in antico su una pagina di album (databile al secolo XVIII). Bibliografia: Bartsch, “Le Peintre Graveur”, vol. 19, pag. 178, n 24.
form. 24X17. Brossura edit. Pp. 186. Bella copia. Interamente illustrato in B/N da Mattotti. Bella copia