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"Gli scritti che qui presento raccolti sono stati composti sparsamente nel corso di molti decenni, con impostazioni e modi di scrittura differenti. Ma rileggendoli ora mi è sembrato che pur nella diversità dei tempi e degli argomenti vi si percepisca una sostanziale unità, quali parti, fra loro idealmente coordinate, di un'unica, organica indagine sulla cultura, sull'umanità e sulla poesia del Petrarca, condotta con metodo coerente e quasi sempre in presenza e con l'aiuto della letteratura latina soprattutto antica (ma anche medievale). Nel rivederli, 'cum ira' talvolta per le antiche mie insufficienze ma sempre 'sine studio', ho giudicato che non troppo avrei da mutarvi, e che, quali contributi all'esegesi e alla critica petrarchesca, nemmeno i più vecchi tra loro abbiano in tutto perduto d'efficacia e d'attualità. Del resto, ove mi sia sembrato più necessario un qualche restauro, vi ho provveduto con le modifiche e le aggiunte opportune. In nessun caso, però, ho rinunciato alla impostazione didascalica e discorsiva originariamente richiesta dalle occasioni (lezioni magistrali e lecture Petrarce) per le quali li avevo in buona parte redatti". (Nota dell'autore) Autori: Manlio Pastore Stocchi.
br. "Gli scritti che qui presento raccolti sono stati composti sparsamente nel corso di molti decenni, con impostazioni e modi di scrittura differenti. Ma rileggendoli ora mi è sembrato che pur nella diversità dei tempi e degli argomenti vi si percepisca una sostanziale unità, quali parti, fra loro idealmente coordinate, di un'unica, organica indagine sulla cultura, sull'umanità e sulla poesia del Petrarca, condotta con metodo coerente e quasi sempre in presenza e con l'aiuto della letteratura latina soprattutto antica (ma anche medievale). Nel rivederli, 'cum ira' talvolta per le antiche mie insufficienze ma sempre 'sine studio', ho giudicato che non troppo avrei da mutarvi, e che, quali contributi all'esegesi e alla critica petrarchesca, nemmeno i più vecchi tra loro abbiano in tutto perduto d'efficacia e d'attualità. Del resto, ove mi sia sembrato più necessario un qualche restauro, vi ho provveduto con le modifiche e le aggiunte opportune. In nessun caso, però, ho rinunciato alla impostazione didascalica e discorsiva originariamente richiesta dalle occasioni (lezioni magistrali e lecture Petrarce) per le quali li avevo in buona parte redatti". (Nota dell'autore)
br. L'opera si propone di indagare il rapporto che lega Francesco Petrarca al suo più grande predecessore: Dante. Il tutto prendendo in considerazione un aspetto per lo più trascurato dagli studiosi: il rapporto tra i "Rerum vulgarium fragmenta" e la "Vita Nuova". Dopo una trattazione introduttiva che permette di centrare il tema d'indagine, partendo dal peso centrale dello stilnovismo dantesco e dei passi teorici della "Vita Nuova" che ne costituiscono il fondamento, la dissertazione si apre con un'analisi dell'ipotesto di "Donne ch'avete" e della prosa che la circonda in virtù della loro doppia funzione di manifesto poetologico e di prima esemplare messa in atto del nuovo stile. Nel terzo capitolo l'autrice si sofferma sui singoli componimenti dei "Rerum vulgarium fragmenta", alla vicenda amorosa che trova il suo epilogo nella morte della donna, tema centrale del quarto capitolo. Il dolore per la perdita dell'amata, Laura e Beatrice, non sancisce però la fine dell'attività poetica, proprium esclusivo delle due opere a confronto; all'analisi degli esiti letterari dei "Rerum vulgarium fragmenta" e della "Vita Nuova" è dedicato il quinto capitolo con cui il volume si chiude.
brossura Questo studio considera il tema della solitudine in Petrarca e Spinoza. Nei suoi versi Petrarca cantò l'amore umano, con la parola della poesia che incanta; Spinoza, invece è il filosofo dell'amore divino e universale tra gli uomini, attraverso il percorso rigoroso e impersonale delle idee chiare e distinte. Il Dio di Spinoza è il Deus sive Natura, cioè il logos necessario della realtà, mentre il Dio di Petrarca è il Dio padre, trascendente e personale. Spinoza possedeva nella biblioteca che lasciò alla sua morte il piccolo libro di Petrarca "De vita solitaria" e sia Petrarca che Spinoza cercarono nella loro vita la solitudine. Ma negli scritti di Petrarca la solitudine è ricerca ascetica di Dio nella lontananza dagli uomini ed emergono la sua fede cristiana e la dicotomia tra cielo e terra; l'amore umano è contrario all'amore divino, ed egli soffre per un amore terreno. In Spinoza, invece, vediamo il suo distacco dalla religione e la solitudine è soddisfazione di sé nella propria autonomia razionale che però non comporta la lontananza dagli uomini, ma l'amore per il prossimo; il cielo è qui, su questa terra, ma si va oltre l'amore personale, nella prospettiva morale e universale dell'homo homini deus.
Mm 140x210 Volume di pp. 319, legatura in tela, ristampa anastatica dell'edizione di Amburgo del 1937. Opera in buone condizioni.
196524473Göttingen, Vandenhoeck & Ruprecht, 1965. Studien zu seinen politischem ethischen, religiösen Problemen (Mit einem Gedenkwort von Hans Barion) 307 S. (24 cm) Leinen mit Umschlag / gebundene Ausgabe
196524472Göttingen, Vandenhoeck & Ruprecht, 1965. Studien zu seinen politischem ethischen, religiösen Problemen (Mit einem Gedenkwort von Hans Barion) 307 S. (24 cm) Leinen mit Umschlag / gebundene Ausgabe
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1983100850Leipzig, Edition Leipzig, 1983. Sehr guter Zustand. Pappband in einem Schuber. Fadenheftung, 209 Seiten, Großformat von 31 x 21,5 cm. In Frakturschrift. 1. Aufl. [3 Warenabbildungen]
1984100922ABHamburg, Wittig, 1984. Nachdruck der Ausgabe Augsburg, Heinrich Steiner, 1532. 2 Teile (in 1 Bd.). 30 x 22 cm. Mit zahlr. Abb. Titelblatt, CXLIII, 10, CLXXVIII Bll. u. "Nachwort" S. 179-209 OPbd. i. illustr. OPapp-Schuber. - Name auf Titelblatt, sehr gutes Ex. 1532
1984FAKS0406Hamburg, Wittig 1984. 4°. [14], 144, [10], 209 Seiten. Mit zahlr. Abb. u. Zierstücken in Holzschnitt. OPappband in bez. OSchuber, neuwertig.
19844610DBHamburg, Friedrich Wittig, 1984. 4°. 209 S. Ill. Pappband in Kartonschuber.
Il volume offre tre scritti che consentono di conoscere alcuni particolari biografici sul Petrarca. Il testo principale è la prima biografia del poeta di Arezzo, scritta nel 1342 da Giovanni Boccaccio, "De vita et moribus Francisci Petracchi poetae". Boccaccio conobbe personalmente Petrarca, del quale accettò il suggerimento di non distruggere il suo capolavoro, il "Decameron". Importante testimonianza per la storia della letteratura, il "De vita" boccacciano concentra la sua attenzione sull'erudizione di Petrarca latinista, tramandandone un'immagine che perdurò per oltre un secolo. L'edizione è completata da due lettere "senili" dello stesso Petrarca, in cui racconta la propria vita: "Posteritati" e la "Lettera a Guido Sette". Autori: Giovanni Boccaccio. Curatori: G. Villani.
Cm. 18,5, pp. 22 (2). Bross. originale con titoli a stampa. Ben conservato. Edizione stampata in soli 202 esemplari numerati (ns. n. 163). Collana: Scelta di curiosità letterarie inedite e rare dal secolo XIII al XIX.
In 8, pp. 78, br., 10 tavv. f. t. Minimi difetti ai piatti (6178/ PETRARCA - LETTERATURA ITALIANA TRECENTO - ARQUA')
Cm. 22, pp. 328 (6). Brossura edit. illustrata. Perfetto stato di conservazione, in stato di nuovo.
1906H449Paris: Imprimerie Berthaud Freres 1906. Hardcover. Very Good. Folio published 1906. Hardcover folio chemise loosely housing 20pp introduction and 97 black and white collotype plates reproducing the manuscript. Pages a little tanned else very good in original chemise the paper lining of which is showing some rubbing. Imprimerie Berthaud Freres hardcover
1974RES36L14Padoue Balzonella 1974 In8 64 pages - ILLUSTATIONS - broché - très bon etat
1974RES36L14Padoue Balzonella 1974 In8 64 pages - ILLUSTATIONS - broché - très bon etat
1804RO30079276VE SEGUIN. 1804. In-16. Relié demi-cuir. Etat d'usage, Coins frottés, Dos frotté, Intérieur frais. 324 pages. Frontispice : gravures en noir et blanc. Tranches marbrées.. . . . Classification Dewey : 928-Ecrivains
Cinque volumi di cm. 20, pp. 1.700 ca. complessive. Buona leg. coeva in cart. rigido marmorizzato. Etichetta e timbro di biblioteca religiosa estinta ai frontespizi. Esemplare in ottimo stato di conservazione. Prima edizione, interessante.