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Madrid, en la Imprenta Real, 1803. Once volúmenes en 4to. menor, ocho para la "Recreacón Filosófica" y tres para las "Cartas Físico Matemáticas"; XXIV pp., LVIII-341 pp. y 5 láminas plegadas + IV-474 pp., 4 lám.+ IV-522 pp., 3 lám. + IV-323 pp., 5 lám. + IV-405 pp., 5 lám. + IV-529 pp., 5 lám. + VI-479 pp. + 4 hs., 246 pp. + 3 hs., 230 pp., 15 lám. + 242 pp., 6 lám. + VI-234 pp., 5 lám., apreciandose la carencia de una lámina en el tomo tercero y otra en el décimo, únicamente. Rastros de moho en el tomo cuarto. Encuadernación uniforme en piel marbreada, de la época, con tejuelos.
In Firenze, 1551 (Lorenzo Torrentino). In 4to (cm. 21); pp. 177, (3). Frontespizio entro bordura architettonica in xilografia con lo stemma dei Medici sorretto da due putti, due figure femminili ai lati e due putti che alzano un velo sopra una veduta della città di Firenze. Bella legatura coeva in piena pergamena floscia. Bella copia a larghi margini. DEDICA di Benedetto Varchi a Cosimo de Medici. Axs
in-8, ff. (4), 100 (num. 102, poiché inizia da 3), legatura settec. p. pelle, duplice tass. verde al dorso con tit. e filetti oro. Impresa tipogr. al tit., testo in car. rom. e corsivo. Pregevole edizione della classica opera filosofica della romanità, tradotta dal Varchi e pubblicata per la prima volta dal Torrentino nel 1551. Quest'opera di Boezio (480 ca.- 524 d.C.), il quale nel primo libro dà utili notizie della propria vita, è stato uno dei libri più letti del Medioevo. Grazioso esempl.. Camerini, Annali dei Giunti, n. 156, p. 95. BMC 114. Adams B-2300..
in-8, pp. XXIV, 463, titolo in rosso e nero, legatura coeva p.pelle, titolo e fregi oro al dorso. L.A.Caraccioli (1723-1803) si dichiara ''Colonel en Service du Roi de Pologne, Electeur de Saxe''. Nacque a Parigi ove studiò, quindi frequentò vari Paesi d'Europa, tra i quali Italia, Germania e Pologna. Fu poeta e scrittore assai originale, toccando vari argomenti e punti della personalità dell'uomo: corpo, spirito, amore, passioni, religioni, metafisica, leggi, costumi, scienze, piaceri, etc. etc. Il presente trattato, dedicato ''à son altesse monseigneur Clement Auguste...Duc des Deux Bavieres'' ebbe varie edizioni a partire dal 1758 e la presente è la più completa e curata. Bell'esemplare.. Cioranescu n.15473..
In-12, broché, couverture papier bleu d'origine, (8), 295 p., exemplaire non rogné, non coupé, tel que paru. Première édition française probablement sortie des presses de M.-M. Rey, dans une édition et une traduction attribuées à d’Holbach. L’ouvrage contient le recueil des pièces composées par Anthony Collins, libre-penseur, élève et ami de Locke, dans la polémique qui s’était engagée entre eux-mêmes, Samuel Clarke et Henry Dodwell, sur l'immatérialité et l'immortalité de l'âme. Selon Bréhier (II, 293) : "Collins montre l’union du matérialisme à la doctrine sensualiste de la connaissance". De très larges extraits de cet ouvrage ont été cités par Naigeon dans "l’Encyclopédie Méthodique". L’ouvrage a été interdit et condamné au feu. (Colon, 'Siècle des Lumières', 69:676. 'Holbach et ses amis', 1553. Peignot, 'Livres condamnés', II, p.214. Vercruysse, p. 32). Exceptionnel exemplaire, tel que paru, non rogné, non coupé.
3 volumi in-8° (cm. 20,2), legature coeve in m. pelle con titolo e decorazioni in oro ai dorsi, piatti e risguardi marmorizzati; pp. [8] 296, 302 [2], [4] 281 [1b] XXIV [4] in ottimo stato, fresche e in barbe, con 1 pianta ripiegata f.t. della città di Taranto. Prima edizione del famoso romanzo filosofico che Cuoco finge di aver tradotto da un manoscritto greco ritrovato in Eraclea nel 1774. «E' tra le poche [opere] moderne che poggi sulla più sana filosofia, e che svolga materie astruse con uno stile, se non sempre puro, almeno vivace sempre e scorrevole» [Gamba 2578]. Cfr. Parenti, Prime edizioni, 177 e Rarità, VI, 356. Superbo esemplare.
(Colonia), Eucharius Agrippinas excudebat, 1535, mense Martio. In 8vo antico (cm 10, 5 x 16), 2 cc. b., front. con marca tip. incisa in legno (non controllata), pp. (22 contenenti la traduzione di Ambrogio Traversari e l’Index), 679, 1 c. b., capilett. figurati e istoriati in vignetta silografica, testo corsivo latino, in corsivo tondo romano, con alcune parti nell’originale greco, indici stampati in gotico, leg. in parte orig., in piena pelle coeva, di cui sono stati conservati i piatti con i filetti e le impressioni a secco, dorso a 4 nervi. Pregiata edizione delle vite dei filosofi di Diogene Laerzio. Non ci è pervenuta alcuna notizia sulla sua vita; il nome Laerzio potrebbe derivare dalla città di Laerte, in Cilicia, l’odierna Alanya in Turchia; altri, rifacendosi alla sua biografia ne deducono che egli fosse originario di Nicea; altri ancora, infine, attraverso deduzioni di carattere culturale, pur non pronunciandosi sulla sua origine, ritengono che egli sia prevalentemente vissuto ad Alessandria. Lo si colloca normalmente tra la fine del II secolo e la prima metà del III, e ciò lo si deduce dalla sua conoscenza di Sesto Empirico, vissuto nella seconda metà del II secolo d. C., e dalla citazione del filosofo Potamone di Alessandria come vissuto, dice Diogene “poco tempo fa”, e operante nei primi anni del III secolo. Diogene non dichiara esplicitamente la sua appartenenza a una determinata scuola filosofica, e tuttavia, dai giudizi espressi in alcune biografie, traspare un’ostilità verso forme di pensiero superstizioso, la sua simpatia” nei confronti di Epicuro e la sua difesa della scuola cinica. Diogene è noto come autore della “Raccolta delle vite e delle dottrine dei filosofi”, un’opera in dieci libri in cui esamina 83 figure di pensatori, dai Sette Sapienti (si indicano come i sette savi o i sette sapienti, alcune personalità pubbliche dell’antica Grecia vissute in un periodo compreso tra la fine del VII ed il VI secolo a.C. (tra circa il 620 a.C. ed il 550 a.C.), esaltate dai posteri come modelli di saggezza pratica e autori di massime poste a fondamento della comune sensibilità culturale greca. Nonostante siano in genere indicati tra i primordi della coscienza speculativa greca, e compaia tra di essi colui che è solitamente considerato come il primo filosofo, Talete di Mileto, non tutti sono da considerarsi pienamente filosofi, poiché il loro interesse è principalmente rivolto alla condotta pratica e non alla speculazione) a Epicuro (al quale è interamente dedicato il capitolo decimo (Diogene parla di Epicurea con una trasparente simpatia che lo ha fatto considerare un suo seguace; ne narra la vita, i suoi rapporti con Anassagora, Archelao, Nausifane e Senocrate, ne elenca le opere, e considera la divisione dell’epicureismo in filosofia canonica, fisica ed etica). In ogni caso, Diogene rivendica ai greci l’origine della filosofia e dove dispone le informazioni per scuole filosofiche, rispettando le successioni dei capi delle scuole filosofiche fissate dalla tradizione. La raccolta ci è giunta mutila, in quanto il VII libro, dedicato agli Stoici, si interrompe bruscamente a metà del catalogo degli scritti di Crisippo; del resto, da indici manoscritti, sappiamo che Diogene proseguiva la trattazione dello stoicismo almeno fino a Posidonio. L’opera è dedicata a una signora, “che apprezza Platone”, ma che non è stata identificata, in quanto probabilmente le era dedicata l’opera: la dedica non è pervenuta o, più probabilmente, non fu mai scritta, anche perché l’opera mostra anche altrove segni di incompletezza. Seguendo un costume diffuso, Diogene compose anche una raccolta di epigrammi, “Pammetros” (Raccolta in tutti i metri), di cui restano 56 componimenti, da lui stesso inclusi nelle sue “Vite”, senza particolare valore artistico ma di buona eleganza formale e metrica. Lo schema abituale usato da Diogene nel trattare di ciascun filosofo consiste in una biografia, spesso aneddotica, di una serie di massime del filosofo, dalla citazione delle sue opere e da una dossografia variamente estesa e precisa. Buona e rara edizione di questa celebre opera di Diogene Laerzio, nella traduzione di Ambrogio Traversari (il nome compare nella prefazione). Esemplare ben restaurato in relazione ad alcune mancanze della pelle originale della legatura (mancava il dorso e, visibile l’indorsatura, erano scoperti due ampi frammenti di antichi codici manoscritti in colore d’epoca); dorso in pelle recente, conservati i piatti originali. Peraltro ottimamente conservato tutto l’interno.
Complete in 4 volumes: xvi,917 + 727 + 961 + 961pp.+ 3 plates in colour (in Vol.II), 4 nice uniform white hardcover bindings, spines in white parchment with gilt title, library stamp at verso of title page and at first title page, all edges in red, 29cm., text in latin, rare, Very good, [OCLC 6949013], R92275
Folio (240 x 350 mm). 2 parts in 1 vol. (1), 272 ff. Title-page printed in red and black. Part 2 has separate title-page with woodcut printer's device: Hidushe halachot mahadure batra. (1), 47 ff. Ibid., 1814. Contemporary half calf. Principal work of rabbi Samuel Eliezer Edels (1555-1631), known as the "Maharsha" (an acronym for "Our Teacher, the Rabbi Shmuel Eidels"). His "Chiddushei Halachot" ("Novellae in Jewish Law") constitutes a commentary on the Talmud, Rashi and Tosafot together, and with a focus on Tosafot. "This commentary was quickly accepted and was printed in almost all editions of the Talmud" (Wikipedia). "This edition comprises the author's larger work, 'Hidushe halakhot', plus a smaller last recension, 'Hidushe halakhot mahadure batra'" (OCLC), the latter by Moses ben Isaac mi-Lublin (d. 1668). - Anton Schmid had been one of Kurzböck's apprentices and as such had been sent to the Vienna Oriental Academy to learn Hebrew. Schmid later bought Kurzböck's Hebrew types from the printer's widow and succeeded his former master, soon to become Austria's foremost printer of Hebrew, and one of the most capable ones on the continent. Imprint in Yiddish: “Vin, gedrukt bei Anton Schmid k. k. priv. deitsch- und hebreischem Buchdruker”. (The reason why a Christian businessman could rise to the honors of an "imperially and royally privileged Hebrew printer" was quite simply that, in spite of the 1782 Edict of Tolerance, Jews were still prohibited - by an older law - from operating a printing press.) - Browned throughout; first three pages professionally remargined. Contemp. Hebrew ownership to title-page. Vinograd II, 414. OCLC 122752399. Fürst I, 221 ("Bereichert mit verschiedenartigen Noten berühmter Männer").
In-4° (225x150mm), ff. (12), 260, (1) bianca, legatura coeva p. pergamena floscia con titolo manoscritto al dorso. Impresa tipografica incisa su legno al titolo con un centauro che sorregge con una mano un arco e con l'altra un serpente e motto "Viribus iungenda Sapientia" entro cartiglio. Dedica a stampa al conte Mario Bevilacqua. Capilettera xilografici istoriate. Avvertenza preliminare ai lettori, seguita da un'indice bicolonne e dall'errata. Bruniture e fioriture sparse di lieve entità. Un foro marginale all'ultima carta. Buon esemplare. Prima edizione di questo trattato di pensiero politico rinascimentale ispirato ai dettami aristotelici. Il Figliucci (Siena, 1518-ivi, 1595) fu teologo, filosofo mirante alla conciliazione dell'aristotelismo con il neoplatonismo di Ficino (di cui tradusse in volgare e curò varie opere) e di Pico, nonché traduttore di classici. Nel 1556 vestì l'abito domenicano presso il fiorentino convento di San Marco con il nome religioso di Alessio Figliucci. La sua opera più significativa resta De la filosofia morale libri dieci, sopra li dieci libri dell'Ethica d'Aristotile (Roma, Valgrisi, 1551). Adams, F-443. STC Italian, p. 250. Quetif / Echard, II, p. 263. Tiraboschi, VII, p. 770. EDIT16 CNCE 18974. Cfr. la voce dedicata al Figliucci da Dario Busolini in D.B.I., XLVII, 1997 (con bibliografia). Italiano
In-4 (22 cm) (18) 628 (20). Bel frontespizio calcografico in cornice architettonica. Al colophon marca editoriale: Una rosa con un' ape ed un ragno appoggiati sui suoi petali. In una cornice figurata. Motto su un nastro: "Hinc mel hinc venenum" e i dati tipografici "In Bologna presso Clemente Ferroni 1630 con licenza de' superiori". L'Inquieto Academico Vespertino, è, probabilmente, Ovidio Montalbani; cfr. BL Italian, 17th cent., v. 1 p. 391. Frontespizio inciso da Jerome David. Al
Due volumi legati in un tomo in 8°, pp. 332; 344. Mezza pelle dell’epoca. Dorso lisco con titoli e filetti oro. Leggero alone al margine superiore delle prime 16 pagine. Esemplare molto buono. Edizione originale, molto rara di questo saggio di Georg Jonathan Holland, filosofo e matematico tedesco. Le sue “Réflexions” criticano l’opera pubblicata dal barone d'Holbach nel 1770. Una seconda edizione, vide la luce a parigi nel 1773, questa volta con l’approvazione. Venne però condannata con una decisione del parlamento, il 17 gennaio 1773 con la motivazione di contenere principi pericolosi per la morale, la religione e la politica. Cfr. Cioranescu 34133; Peignot, Dictionnaire des livres condamnés au feu, p. 184.
Folio (230 x 344 mm). (4), CXX, 668, XL pp. With woodcut title vignette; t. p. printed in red and black. Half calf (c. 1850) with giltstamped spine title. Fine Venetian reprint of the Maurine edition published in Paris and the Hague in 1742, edited by Prudent Maran (1683-1762). "This is by far the best edition, in all repects, and [...] was reprinted at Venice in 1747, folio" (Dibdin). "Diese vorzügliche Ausgabe enthält einen nach Handschriften verbesserten Text und eine verbesserte lateinische Übersetzung, sowie höchst schätzenswerthe Prolegomena, nebst kritischen und erklärenden Anmerkungen unter dem Text" (Hoffmann). - Printed in two-column Greek and Latin parallel text. Slight browning and waterstaining; occasional worming in lower corner (not touching text). Upper spine-end damaged. Dibdin I, 181. Hoffmann II, 503. OCLC 6270688.
...des descriptions les plus gaies, et des observations sur la vie, les plus judicieuses. Due parti riunite in un volume (12,5tx20,5 cm). Bella legatura coeva in piena pelle verde a grana lunga, cornice dorata ai piatti con motivo intrecciato; dorso liscio ornato e dorato con tassello di titolo rosso; risguardie con carta marmorizzata; tagli rossi. VIII-207 e 260 pagine. Qualche fioritura sparsa. In lingua frabncese. Traduit de l'anglais sur la onzième édition. Contiene le osservazioni di Sterne sullo schiavismo e brani del Voyage sentimental. Edizione rara (una sola copia in Sbn) in bella legatura d'epoca.
Nur erster Band (von 2). (994) SS. Mit großer Holzschnittdruckermarke am rot-schwarz gedruckten Titel. Blindgepr. Schweinslederband der Zeit auf 5 flach gearbeiteten Bünden über Holzdeckeln mit hs. Rückenschildchen und Schließen (es fehlt die obere Schließenklammer). Dreiseitiger Farbschnitt. Folio. Erste Ausgabe des monumentalen Augustinus-Index. Ohne den erst 1665 erschienenen zweiten Band, der noch weitere Augustineische Schriften auswertet. - Vortitel lose, papierbedingt durchgehend gleichmäßig schwach gebräunt. Aus der Bibliothek des Wiener Fürstbischofs Ernst von Trautson Reichsgraf zu Falkenstein (1633-1702) mit seinem eigenh. Besitzvermerk am Titel und seinem gest. Exlibris am vorderen Innendeckel. Hernach in der Bibliothek des "Fürsterzbischöflichen Clerical-Seminars" in Wien mit entspr. Stempel am Titel; kleines Signaturschildchen am hübsch blindgeprägten Vorderdeckel. Goldsmith A 1030.
(46), 710, (26) SS. Titel in rot und schwarz. Mit gest. Frontispiz (lädiert) und 18 gest. Tafeln. Orangegefärbter Pergamentband der Zeit mit reicher Rücken- und Deckelgoldprägung. Dreiseitiger ziselierter Goldschnitt. 8vo. Spätere Ausgabe des vielaufgelegten Gebetbuchs des böhmischen Zisterziensers Mibes (1658-1722), das häufig für aufwendig dekorierte Schmuckeinbände des Rokoko Verwendung fand. Der reich vergoldete Einband auf dem Rücken mit Kruzifixstempel, Vasen sowie Blumen- und Rankenbordüren; an den Deckeln wiederholt das Kruzifix in reicher Rankenwerksbordüre, diese außen wiederum umschlossen von einem Rankenfries; die Ecken von verdrehtem Bandwerk in ein Karree mit Blütenstempeln gefaßt; dazwischen Blüten- und Vasenstempel. Die Tafeln zeigen Meß-, Verkündigungs-, Abendmahl-, Kreuzigungs-, Krankensalbungs- und Wallfahrtsszenen, außerdem Heilige und die Pietà. - Das Frontispiz mit Randausriß (alt hinterlegt); Bindung gelegentlich etwas gelockert. Titel etwas fingerfleckig; die prächtige Goldprägung des Einbands teils schwach berieben. Aus der Sammlung des Kirchenhistorikers Alfred Raddatz (1928-2006), Professor für Kirchengeschichte, christliche Archäologie und kirchliche Kunst an der evangelisch-theologischen Fakultät der Universität Wien. Vgl. OCLC 38928015 (Ausg. 1762).
In Padova, MDCCLXVI (1766), nella Stamperia del Seminario. (mm. 230). Due volumi rilegati in uno. Cartonato rustico dell’epoca, titolo manoscritto al dorso. 1 c. b, pp. (14), 207; 232. Non comune prima ed unica edizione. Splendido esemplare in barbe. L’opera contiene il primo accenno al karma della religione buddista. Bibl: Antologia Vieusseux, n. 51, 2011, E. G. Bargiacchi, la nascita degli studi tibetani, pp. 5 - 32: Ippolito Desideri aveva affrontato non solo la lingua tibetana, ma anche le concezioni filosofiche centrali del buddhismo, redigendo «quella Relazione del Tibet che – come disse Giuseppe Tucci – per la sua profondità e diligenza resiste all’urto dei secoli e al perfezionarsi della indagine»; Le acquisizioni desideriane furono partecipate direttamente ad alcuni studiosi del tempo e di ciò resta qualche traccia; possiamo ricordare una delle prime segnalazioni della legge buddhista del karma che, nelle parole del teologo domenicano Tommaso Vincenzo Moniglia, portava a ritenere «quell’infedeli che le virtù e i vizj, per un’intrinseca forza materiale tirassero le anime in quei luoghi diversi [«di gastigo» e «di gaudio»] ad esse proporzionati». Questa legge, che indica «una specie […] di meccanica necessità» (p. 89), viene riferita dal Moniglia come sentita da Desideri, «Pistojese Missionario del Tibet» (p. 90).
Legato con: L'instrumento della filosofia, Venetia, Francesco Lorenzini da Turino, 1560. In 8vo, mm. 100x150; carte 178 (6), omessa dalla numerazione carta 101, ma testo comleto; Carte 146 (5) 1 bianca finale. I primi fascicoli marginalmente gorati, alcuni piccoli lavori di tarlo che non toccano il testo ma buona copia, completa.Testo in lingua latina e carattere corsivo, impresa editoriale incisa sl frontespizio, testatine e caplolettera incisi in xilografia. Legatura coeva in piena pergamena floscia con unghiature, lacerti di legacci e titolo manoscritto al dorso. Nota di possesso manoscritta al frontespizio e in fine. Codice inv.1030998
In-8 (18 cm) 2 voll. (1) c. (antiporta) 343 (1) VIII c. (di tav.); 351 (1) c. (di tav.) (1); 92 (4) Marca editoriale ai tre frontespizi con Minerva con i suoi attributi e il motto: "La felicità delle lettere". Numerosi caoilettera e finalini incisi. Mezzapelle con piatti rivestiti di carta marmorizzata. Alcuni foro da tarlo su qualche pagina del secondo volume. Alcune tavole logore alle pieghe e qualche fioritura. Noël-Antoine Pluche, noto anche come abbé Pluche, (Reims, 13 novembre 1688 – La Varenne-Saint-Maur, 19 novembre 1761), è stato uno scrittore e naturalista francese. È noto per il suo Spectacle de la nature, un lavoro popolare di storia naturale. La prima edizione italiana di questo trattato di filosofia ed astronomia è del 1741 con Pasquali.
(32), 313, (1) SS. Mit gest. Frontispiz, Wappenkupfer (zur Widmung) und 16 gest. Tafeln. - (Beigebunden) II: [Seiler], Joachim, OSB. Geistliches wohlklingendes Cymbalin, das ist: Merckliche Lehr-Puncten, was gestalten die sieben Tag-Zeiten andächtig sollen und mögen gesprochen werden [...]. Ebd., 1738. 47, (1) SS. Mit gest. Frontispiz. - (Beigebunden:) III: [Tana di Santena, Ludwig Felix Graf]. Wunderliche Lebens-Bekehrung und Todt des Bruders Palemonis, auf der Welt genannt Ludovicus Felix Graf von Santena [...]. Straubing, Cassian Betz, 1738. 152 SS. Mit gest. Frontispiz und einer Tafel ("Die Bekehrung des Graffen von Santena"). Halblederband der Zeit mit Rückenschildchen. 8vo. Sammelband dreier monastischer (insbesondere trappistischer) Drucke des Jahres 1738. I: Erste deutsche Ausgabe der Ordensregel der Trappisten, erstmals 1665 in französischer Sprache erschienen. Armand de Rancé (1626-1700) stellte sich in den 1660er Jahren an die Spitze einer Reformbewegung innerhalb des Zisterzienserordens, die heute namentlich verknüpft ist mit Rancés Kloster La Trappe in der Normandie. Zu den Reformsatzungen der Zisterzienser der strengen Observanz zählten Fasten, Schweigen und harte körperliche Arbeit. 1678 erhielt Rancé die päpstliche Genehmigung seiner Reformen; seine polemischen Äußerungen gegen weniger asketische Orden führte jedoch zu Feindseligkeiten, insbesondere einer hitzigen Kontroverse mit Jean Mabillon. - Mit kl. Einriß im letzten Blatt. - II: 2. Ausgabe (EA Konstanz 1679) dieses Handbüchleins zum Stundengebet nach der (von den Zisterziensern ebenfalls beachteten) Benediktsregel. - III: Laut Titel zweite deutsche Ausgabe der Vita des piemontesischen Offiziers Graf von Santena, der dem Kriegsleben entsagte und in den Trappistenorden eintrat: "Aus der Frantzösischen in das Italiänische, nunmehro aber in die Teutsche Sprach übersetzt, und zum anderten Mahl schon in Teutschen Druck verfertiget". - Einband berieben; Ecken und Kanten bestoßen; Rücken mit größeren Wurmspuren bzw. Fehlstellen. Innen papierbedingt gleichmäßig etwas gebräunt, aber im ganzen sauber. I: Nicht bei Fromm. III: Nicht bei Fromm.
1 vol. in-8 reliure de l'époque demi-chagrin bleu, dos à 5 nerfs dorés orné (fleurons), Calmann Lévy, Ancienne Maison Michel Lévy Frères, Paris, 1890, XX-541 pp. Rare exemplaire dédicacé par Ernest Renan, à l'attention de "Monsieur Hénocque, bien affectueux Souvenir". Dans cet ouvrage fameux, Renan exalte le grand rêve scientiste du XIXe siècle. Etat satisfaisant (dos fort. frotté avec épidermures, bon état par ailleurs) Français
Ovvero i principj del dritto politico di G. G. Rousseau, cittadino di Ginevra. Traduzione dal francese del cittadino C. M. Genova dalla Stamperia Francese, e italiana 1797 (Anno I della libertà ligure). In 8°; pp. 231 + (1); bella legatura in mezza pelle coeva verde con titt. in oro e decorazioni ai piccoli ferri al dorso e piatti marmorizzati (Qualche pagina leggermente ed uniformemente brunita, come tutti gli esemplari conosciuti, a causa della qualità della carta e nel complesso esemplare in ottime condizioni di conservazione). Seconda edizione, ma prima stampata in Italia di uno delle opere più importanti dell’illuminismo. Nel 1796 Giovanni Menini stampò, a Parigi, la prima edizione in italiano. Nel 1797 uscirono 7 edizioni ma questa di Genova è la seconda edizione in italiano [ma la prima stampata in Italia] antecedente anche quella veneziana stampata dal Rota. A testimoniare l’antecedenza dell’edizione genovese su quella veneziana è che ambedue le edizioni portano la traduzione di Celestino Massucco, celebre traduttore e professore di Poetica dell’Università di Genova e che visse e lavorò, pubblicando varie opere, solo nella città ligure. «Il Contratto sociale» edito per la prima volta nel 1762 ebbe un numero ridotto di edizioni a causa delle idee rivoluzionarie in esso professate, prima fra tutte l’idea che lo Stato debba essere diretta emanazione della volontà po-polare, fino allo scoppio della Rivoluzione Francese quando le intenzioni rivoluzionarie furono fortemente ispirate all’opera sociale del grande filosofo illuminista. In questo periodo l’opera ebbe numerose edizioni e fu tradotta per la prima volta in numerose lingue contribuendo ad esaltare le idee democratiche che serpeggiavano per l’Europa. Anticipò inoltre molti degli elementi che, tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, avrebbero caratterizzato il Romanticismo, e segnò profondamente tutta la riflessione politica, sociologica, morale, psicologica e pedagogica successiva, alcuni elementi della sua visione etica essendo stati ripresi in particolare da Immanuel Kant. Questo e altri suoi scritti (soprattutto l’Émile, sulla pedagogia) vennero condannati e contribuirono a isolare Rousseau rispetto all’ambiente culturale del suo tempo. Le sue relazioni con tutti gli intellettuali illuministi suoi contemporanei, oltre che con le istituzioni della Repubblica di Ginevra, finirono per deteriorarsi a causa di incomprensioni, sospetti e litigi, e Rousseau morì in isolamento quasi completo.
In 16° , mz. pelle coeva, tit. e fregi in oro al dorso, 3 opere in 1 Vol., tagli azzurri, :pp. (8nn)-207; 68; 32. 'Del contratto' è da ritenersi una rara edizione veneziana completa di ritratto, seconda o probabilmente terza italiana. Es. mutilo del ritratto di Rousseau inciso in rame. E' invece in prima edizione italiana il "Discorso" opera originariamente apparsa come articolo nell'Encyclopédie nel 1755 nella quale Rousseau anticipa alcune istanze fisiocratiche, specie riguardo alla proprietà e alla tassazione. Bella copia.
Volume in folio legato in pelle (accurato restauro conservativo), dorso a sei nervi, tagli colorati, sguardie, frontespizio con grande marca in rame, 23 carte non numerate, 974 pp., 23 carte d'indici, 116 pp., frontespizio del Seneca retore con bella marca silografica, 5 carte non numerate, 284, 98 pp., 16 carte d'indici, bella silografia in fine, colophon, 70 pp. finali.Eccellente ed esaustiva edizione delle opere quae extant dei due Seneca con l'eccezionale corredo dei commentari e delle glosse dei maggiori studiosi e cultori del tempo. L'enorme mole di conoscenza e sapere trasmessa è cosa acquisita. Il volume si presenta in bello stato, esente da bruniture, su carta forte ed ancor nerbata. Una traccia di gora segna l'angolo superiore esterno dull'intero corpo per circa metà della larghezza del foglio ed un terzo dell'altezza. Stabilizzata, tale gora non ha privato di consistenza la carta e può essere definita tenue (seppur fastidiosa). rare tracce e lievi di tarlo su qualche foglio che non toccano mai la parte stampata. Ampi i margini, notevole la freschezza. Sicuramente poco comune, importante.
2 Bde. in einem. (14), 576, (10) SS., l. w. Bl. (8), 488, (8) SS. Mit Holzschnittvignette am Titel des 2. Teils; es fehlt der gest. Titel des 1. Teils (als VD-17-Scan lose beiliegend). - (Beigebunden) II: Ders. Iudices et Ruth [...]. Mainz, Balthasar Lipp, 1609. (10), 622 SS., 1 w. Bl., (4), 120, (2) SS. Ohne das l. w. Bl. Mit gest., ill. Titel. Alle Werke mit einigen floralen bzw. figuralen Holzschnittinitialen und Zierstücken. Blindgepr. Halbschweinslederband der Zeit auf 5 Doppelbünden. Bindebänder des Hinterdeckels fehlen. Folio. Jeweils erste Ausgaben der Kommentare zu den Büchern Josua, der Richter und Ruth. Der Lothringer Jesuit Nikolaus Serarius (1555-1609) lehrte in Mainz und Würzburg Philosophie und Theologie. "Er war in der hebräischen, griechischen und lateinischen Sprache, wie auch in den rabbinischen Schrifften wohl erfahren, wie solches aus den Commentariis zu ersehen, welche er [...] verfertiget hat" (Jöcher 4, zit. n. DBA I, 1178, 192). "Seine exegetischen Arbeiten bekunden griechische, hebräische und syrische Sprachkenntnisse, Gelehrsamkeit und Scharfsinn, sind aber überreich an nicht zur Sache gehörenden Erörterungen" (ADB 34, 37). Einige Stellen im Kommentar in griechischer und hebräischer Type. - Der Lederbezug blindgepr. mit Laubstab- und verflochtener Stäbchenrolle. Auch der Papierbezug (grün eingefärbtes liturg. Manuskript des 15. Jhs. mit rotem Lombardinitialen) mit Streicheisenlinien verziert. Hinterdeckel stellenweise fachmännisch restauriert. Exemplar aus der Bibliothek der Nikolsburger Piaristenschule mit entspr. gest. Exlibris am vorderen Innendeckel (dort auch Eintragungen des frühen 17. Jhs.). I: VD 17, 12:121516Z und 12:121518Q. De Backer/Sommervogel 1143, 36. - II: VD 17, 12:121537V. De Backer/S. 1143, 37.