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In questa prima indagine sistematica del discorso metaforico negli scritti del filosofo tedesco, viene in particolare descritto e analizzato il ruolo di cinque metafore: oceano, via, specchio, labirinto e bilancia. La «prospettiva metaforica» assunta nello studio mette in luce il ruolo costitutivo di queste metafore e mostra come i diversi campi del sapere e i concetti principali del pensiero leib <br/> TITOLO: «Metaphora translata voce». Prospettive metaforiche nella filosofia di G.W. Leibniz. <br/> AUTORE: Marras, Cristina.<br/> EDITORE: Olschki Ed.<br/> DATA ED.: 2010,<br/> COLLANA: Lessico intellettuale europeo, 108.<br/> EAN: 9788822259844
br. Questo studio si propone di ricostruire i tratti salienti di una teoria coerente e omogenea della magia nei suoi rapporti con la cabbala nel pensiero di Giovanni Pico della Mirandola. Attraverso un esame delle opere redatte tra il 1485 e il 1487, si mette in rilievo il ruolo centrale che la magia naturalis e la scientia cabalae hanno assunto nelle riflessioni del Mirandolano e nel suo progetto di definizione di un sapere universale.
br. Questo libro è stato pensato e scritto per introdurre il lettore verso una più ampia riflessione del rapporto ancestrale tra l'uomo e l'acqua valutando il processo che ha determinato lo sviluppo umano. Tesi di natura biogenetica, che partendo da un'analisi della filogenesi umana, considera i processi di natura ontogenetica, per analizzare gli aspetti che riguardano il lungo e complesso percorso che, i processi evolutivi della specie e gli articolati aspetti di apprendimento si legano alla motricità in acqua. Il testo analizza aspetti fisiologici, biomeccanici e pedagogici per finire allo studio delle discipline acquatiche ed ai processi energetici e nutrizionali. Si rivolge agli studenti di scienze motorie ed a tutti coloro che vogliano approfondire o siano intrigati da tali tematiche.
br. «Ultima Thule» è un'espressione ricorrente nei testi di Ernesto de Martino. Essa indica il principio ultimo della ricerca e insieme la radice prima della condizione umana, oltre cui non è possibile andare: è l'«ethos trascendentale del trascendimento», cioè il dovere che l'uomo avverte di esserci in un mondo dotato di senso e perciò umanamente abitabile, trascendendo la propria condizione data. Ciascun capitolo propone un percorso specifico nell'opera etnologica, antropologica e storico-religiosa di de Martino - il folklore e la religione alla luce del rapporto con il marxismo, il simbolismo civile nelle società post-religiose, la "presenza" umana nel mondo e il rischio permanente di crisi in relazione alla lezione dell'antropologia filosofica hegeliana, le tecniche del corpo come primo atto della appropriazione di sé -, mettendo in evidenza e discutendo i diversi presupposti filosofici, siano essi impliciti o espliciti, che orientano l'indagine scientifica e le tensioni che tra di loro si producono.
br. Il saggio che qui presentiamo in traduzione italiana è la trascrizione di una conferenza di Jacques Derrida pronunciata presso l'Università della California, Irvine, il 18 aprile 2003. Questa conferenza, una delle ultime dell'autore, costituisce sia l'omaggio del filosofo al suo collega e amico J. Hillis Miller, sia un'occasione di riflessione e di rielaborazione di questioni filosofiche fondamentali. In particolare è il tema della giustizia, centrale nell'ultima elaborazione derridiana, a trovare qui uno sviluppo inedito e originale che permette di approfondire i legami tra l'ambito etico-politico e la pratica decostruzionista.
br. Gustavo Adolfo Rol è considerato un grande maestro spirituale occidentale, un vero Illuminato; una figura leggendaria e carismatica, circondata da una fama internazionale che resta viva a quasi trent'anni dalla sua scomparsa. Rol, anche se con grande discrezione, ha avuto una profonda influenza sui personaggi centrali della nostra epoca, e ha lasciato un'eredità importante presso tutti coloro che si interessano di spiritualità. Questo libro ricchissimo raccoglie numerosi suoi scritti originali, con pagine rimaste a lungo inedite. Dietro il titolo, una dichiarazione rilasciata da Rol durante un'intervista: «Io debbo necessariamente agire con spontaneità, quasi "sotto l'impulso di un ordine ignoto", come disse Goethe. Mi sono definito "la grondaia che convoglia l'acqua che cade sul tetto".» L'unica autentica testimonianza di Gustavo Rol a cura di Catterina Ferrari.
br. "In scienza e coscienza": mai come negli ultimi due anni abbiamo sentito pronunciare queste parole, da parte del personale medico-sanitario, dei rappresentanti delle istituzioni e, più in generale, di tutti coloro che si sono trovati non tanto "di fronte", quanto piuttosto "dentro" una realtà in cui l'intrìco di variabili, che sempre caratterizza (pur inavvertitamente) il mondo della vita, è emerso in tutta la sua drammatica potenza e caoticità. Chi sceglie e agisce "in scienza e coscienza" si trova a convivere con l'incertezza, attuando una compenetrazione dell'aspetto teorico e di un'idea di ciò che "dovrebbe essere" perché "sarebbe bene/preferibile che fosse", da cui una valutazione di ciò che occorre fare nel concreto. Scienza e coscienza dominano la riflessione filosofica, in particolare, dalla modernità ai giorni nostri, nella duplice accezione, morale e cognitiva: tanto della coscienza si è provato a fare oggetto di scienza, quanto si è avvertita l'urgenza (specialmente nel Novecento) di applicare alla scienza una riflessione etica.
ill. Viviamo in preda agli eventi ed attendiamo in ogni istante che giunga la felicità. Costruiamo disperatamente una vita sulla base di schemi preconfezionati, imposti da una società che mira solo alla conservazione della propria struttura portante, e finiamo per smarrirci lungo strade che non ci appartengono. Se però compissimo lo sforzo di intraprendere un'analisi di quei concetti che il mondo ci fornisce, per destrutturarli, riusciremmo a guardare le cose da un'altra prospettiva. Un piccolo passo verso un nuovo modo di intendere la vita.
Il volume presenta gli atti di un convegno dedicato al Rerum medicarum Novae Hispaniae thesaurus, l’importante silloge di botanica, zoologia e mineralogia del Nuovo Mondo edita dall’Accademia dei Lincei nel 1651. L’opera, maggiormente nota come Tesoro messicano, è variamente esaminata dagli autori dei contributi, in una prospettiva multidisciplinare volta a ricostruire la complessità delle sue fas <br/> TITOLO: «Il tesoro messicano». Libri e saperi tra Europa e Nuovo Mondo. <br/> AUTORE: --<br/> CURATORE: A cura di Maria Eugenia Cadeddu e Marco Guardo.<br/> EDITORE: Olschki Ed.<br/> DATA ED.: 2013,<br/> COLLANA: Lessico intellettuale europeo, 120.<br/> EAN: 9788822262356
Il volume presenta gli atti di un convegno dedicato al Rerum medicarum Novae Hispaniae thesaurus, l'importante silloge di botanica, zoologia e mineralogia del Nuovo Mondo edita dall'Accademia dei Lincei nel 1651. L'opera, maggiormente nota come Tesoro messicano, è variamente esaminata dagli autori dei contributi, in una prospettiva multidisciplinare volta a ricostruire la complessità delle sue fasi compositive e il suo valore nel quadro scientifico dell'epoca. This volume collects the proceedings of the conference on the Rerum medicarum Novae Hispaniae thesaurus, the important anthology on the flora, the fauna and the minerals of the New World published by the Accademia dei Lincei in 1651. The work, most known as Tesoro messicano, is analysed by the authors from different points of view, with the aim of reconstructing the complexity of its composition and assessing its importance in the scientific framework of its age. Lessico intellettuale europeo 120 cm 17 x 24, x-322 pp.
br. Jacques Derrida, in un dialogo-intervista con Jean-Luc Nancy, tratteggia la questione del "soggetto" o meglio della figura che è attribuita del nome di "soggetto", dopo la critica filosofica del novecento. Derrida compie una panoramica sui vari autori nei quali tale categoria è ancora centrale o quantomeno soggiacente al proprio sistema di pensiero. L'istantanea del filosofo franco-algerino mette in rilievo il paradigma del "soggetto" umano confrontato con quello del "soggetto" animale/animato in generale, rilevandone vicinanze e differenze. L'analisi arriva a mettere in discussione l'unicità, la non-dividualità e il privilegio antropocentrico del soggetto-essere umano. Tutto ciò legato alla dinamica introiettiva del "cibarsi di", del mangiare "chi" o "cosa".
brossura Jacques Derrida, in un dialogo-intervista con Jean-Luc Nancy, tratteggia la questione del "soggetto" o meglio della figura che è attribuita del nome di "soggetto", dopo la critica filosofica del novecento. Derrida compie una panoramica sui vari autori nei quali tale categoria è ancora centrale o quantomeno soggiacente al proprio sistema di pensiero. L'istantanea del filosofo franco-algerino mette in rilievo il paradigma del "soggetto" umano confrontato con quello del "soggetto" animale/animato in generale, rilevandone vicinanze e differenze. L'analisi arriva a mettere in discussione l'unicità, la non-dividualità e il privilegio antropocentrico del soggetto-essere umano. Tutto ciò legato alla dinamica introiettiva del "cibarsi di", del mangiare "chi" o "cosa".
<br/> NOTE: timbro di alienazione al frontespizio<br/> TITOLO: «Hyparxis» e «Hypostasis» nel Neoplatonismo. <br/> AUTORE: Atti del I Colloquio Inter.del Centro di Ricerca sul Neoplatonismo:<br/> CURATORE: Catania, 1-3 ottobre 1992. A cura di F. Romano e D.P. Taormina.<br/> EDITORE: Olschki Ed.<br/> DATA ED.: 1994,<br/> COLLANA: Coll. Lessico intellettuale europeo, 64.<br/> EAN: 9788822242075 .
ill., br. Ogni specie di viventi ha il problema se potrà continuare. La specie degli umani se ne è fatto un compito, che sinora ha risolto trasformando a proprio vantaggio l'ambiente di vita. Questa trasformazione consapevole è ciò che viene chiamato «lavoro». Due uomini segano un tronco e accompagnano il movimento delle braccia con suoni vocali. La produzione di questi suoni anche lo rende possibile. Quando il braccio si stanca, la voce può continuare. Può diventare sostitutiva del lavoro, con il risultato di ricordarlo e di comunicarlo ad altri. «Qualsiasi cosa può stare al posto di qualsiasi altra», ripeteva il mio primo maestro Silvio Ceccato, e diventarne il segno. Nasce così la sostituzione segnica. Lo studio e la riflessione sul significare è all'origine di ciò che alcuni storici hanno chiamato la «svolta linguistica della filosofia».
br. Il pensiero filosofico dell'inizio del nuovo Millennio ci consegna la rinnovata attualità della figura dell'homo religiosus, che sembrava ormai relegato nel periodo più oscuro del vecchio Millennio. L'homo religiosus, studiato dall'antropologia e dalla storia delle religioni (Eliade, van Leeuw, Ries), è quella particolare modalità dell'essere uomo, che interpreta il suo stare nel mondo come il dialogo con una Alterità e una Trascendenza, che gli sfugge ma con cui è sempre di nuovo in dialogo. Sono all'opera nell'uomo religioso una molteplicità di direzioni storiche di senso e di significati vitali. Alla complessità storica dell'homo religiosus si lega la sua dimensione fenomenologica, per cui il sapere dell'uomo religioso si articola non solo in una storia ma in forme, comportamenti, riti, in un'etica in generale, che è la sostanza stessa di questa storia. Di questa doppia dimensione, ermeneutica e fenomenologica, interpretativa e descrittiva, questo volume vuole essere una testimonianza, ripercorrendo le principali forme con cui l'esperienza religiosa si è manifestata nell'esistenza dell'uomo (preghiera, rito, mito, sacrificio, sacro naturale, trascendenza/ immanenza) e considerando le modalità con cui queste forme sono state pensate a patire dalla modernità nella loro dimensione personale, sociale, etica e politica (Schelling, W.F. Otto, Kreuzer, Bachofen, Durkheim, Heidegger, Caillois, Bataille, Blumenberg, Jesi).
<br/> TITOLO: «Gli hegeliani e i positivisti in Italia» e altri scritti inediti. <br/> AUTORE: Angiulli,Andrea.<br/> CURATORE: A cura di Alessandro Savorelli.<br/> EDITORE: Olschki Ed.<br/> DATA ED.: 1992,<br/> COLLANA: Coll. Accademia toscana di scienze e lettere «La Colombaria» - Serie Studi, 126.<br/> EAN: 9788822239853
br. "Essere e tempo" di Heidegger è all'origine di alcuni dei più significativi sviluppi della cultura del Novecento. E non solo di quella filosofica, poiché quest'opera ha lasciato tracce profonde nella teologia, nella letteratura, nella psichiatria. Di per sé, tuttavia, "Essere e tempo" si presenta come un'elaborazione originale e innovativa di una delle domande filosofiche fondamentali, la domanda sul senso di ciò che diciamo "essere". A tale interrogativo Heidegger risponde, in esplicita polemica con la tradizione filosofica precedente, mettendo in evidenza quella costitutiva temporalità che è propria dell'essere in generale e individuando il terreno privilegiato dell'indagine in un ente particolare: in noi stessi.
br. Un ripensamento della modernità a partire dalle proposte della filosofia recente in Francia. L'"occasione", non casuale ma la teoreticamente significativa, è rappresentata dal volume di Emmanuel Gabellieri "Le phénomène et l'entre-deux. Pour une métaxologie", attorno al quale i contributi che seguono, più o meno direttamente, intendono dialogare aprendo a nuove vie dell'ontologia, capaci di inaugurare uno spazio di confronto con altre discipline; uno spazio che ridefinisce anche categorie storiografiche, come emerge dalla conversazione tra Gabellieri e gli studenti e dottorandi di ambito filosofico dell'Università degli Studi di Perugia, riportata in appendice. La filosofia dell'Entre, o altrimenti indicata da Gabellieri come metaxologia, filosofia degli intermediari o filosofia della mediazione e del dono, pone l'accento sul "tra": quella dimensione del legame e della relazione che definisce il "luogo del pensare".
br. L'ebraico antico, nel descrivere un individuo, raramente conosce il singolare della parola volto. Di un individuo si parla spesso de "i volti" (Panim), che sono dunque manifestazione di un'identità plurale e collettiva. Di fronte alla manifestazione del silenzio l'uomo in cammino spirituale si copre dunque "i volti", in un commovente gesto di pudore e protezione. Ma "guardando e rimirando" l'armonia di quel gesto, mi sono sempre chiesto se la stessa non potesse anche significare un anelito all'unità, o quanto meno all'armonizzazione dei nostri "esseri". Il silenzio, specie quello biblico, è un richiamo all'elevazione e all'unità, e al contempo il silenzio è la memoria della perdita di quella stessa armonia.
Il volume si propone come contributo all’analisi e alla ricostruzione della vicenda storica dell’opera. L’«Index locorum», riporta il riferimento appaiato ai luoghi dell’edizione originale (Napoli 1710), di cui viene presentata la riproduzione anastatica, The volume is proposed as a contribution to the analysis and reconstruction of historical events of Vico’s work. The «Index locorum» bears refer <br/> TITOLO: «De antiquissima Italorum sapientia» di Giambattista Vico. Indici e ristampa anastatica. <br/> AUTORE: Adamo,Giovanni.<br/> EDITORE: Olschki Ed.<br/> DATA ED.: 1998,<br/> COLLANA: Coll. Lessico intellettuale europeo, 74.<br/> EAN: 9788822245939
brossura Leggere libri ad alta voce ai bambini rappresenta una delle attività più importanti che gli adulti possano praticare affinché i bambini riescano a sviluppare tutte le abilità alfabetizzanti definite come emergent literacy skills. Il testo ripercorre in tale prospettiva le forme della lettura sia in famiglia che nella scuola dell'infanzia, e include la connessione, spesso trascurata, tra i generi di testi per bambini e gli "stili" di lettura degli adulti. Nella seconda parte viene presentata una ricerca condotta presso scuole dell'infanzia di Parma dalla quale emergono specifici profili dell'insegnante "lettore" e varietà di interpretazione e gestione della lettura dialogata. Emerge anche la conferma dell'influenza esercitata dal tipo di testo sulla pratica di lettura e sulla partecipazione dei bambini. "Bella becca" è un esempio di commento giocoso di un bambino alle caratteristiche di un libro speciale quale è La Gallinella Rossa.