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br. Il presente volume prende le mosse dal convegno omonimo che si è svolto a Napoli il 15 e il 16 novembre 2017, promosso dalla sezione San Tommaso d'Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, nell'ambito di un progetto di ricerca cofinanziato dalla CEI. Vi si raccolgono le relazioni e gli interventi degli studiosi che hanno partecipato al simposio, discutendo su un tema affascinante e allo stesso tempo controverso e di grande attualità. Consapevole dell'inquietudine spirituale che caratterizza la vita di ogni singolo uomo e dell'impossibilità di giungere a una verità ultima e incontrovertibile circa l'Assoluto, Emil Cioran laconicamente scriveva nei Cahiers: «Una religiosità atea, questa è la Stimmung dei contemporanei». Partendo da una tale lucida considerazione, gli autori dei vari contributi analizzano, da differenti angolature interpretative o prospettive ermeneutiche, la questione religiosa all'interno del pensiero tragico di Cioran, un intellettuale nichilista che ha ingaggiato con Dio uno scontro frontale, serrato e ininterrotto (sia in Romania, sia durante l'esilio parigino). Perché a ossessionare e tormentare il filosofo di Rasinari è sempre stato un medesimo angosciante interrogativo, quel grido di preghiera conciso e disperato contenuto in Lacrimi si Sfinti (1937): «Signore, sei tu nient'altro che un errore del cuore, come il mondo è un errore della mente?».
br. La metafisica è la scienza dell'essere. Non è, come spesso viene presentata, un vano sogno di oltrepassare l'esperienza possibile. La metafisica nasce dall'esperienza e si accompagna all'esperienza. È una riflessione razionale che cerca di scoprire la struttura generale o universale che sostiene le cose. La metafisica cerca di mettere in evidenza l'ordine universale, ponendosi dal punto di vista più elevato e più umile nello stesso tempo, cioè dal punto di vista dell'essere. Il concetto di essere è lo schermo più universale che la ragione possa avere: dice il tutto e ogni singola cosa, ma senza determinarne i dettagli specifici. Questo libro non intende proporre in modo sistematico i difficili concetti della metafisica; il suo scopo è piuttosto quello di accompagnare la mente nel suo primo itinerario verso la scoperta del senso metafisico delle cose, quasi a modo di meditazione. La forma narrativa del diario ha precisamente questa finalità.
grand in-8°, 381 pages, broche, couv. plast. Bel exemplaire [DV-19]
ril. "Quest'opera difende insieme i diritti della scienza e della cultura, esige libertà per lo scienziato e per l'uomo di cultura e affronta, oltre a questioni scientifiche, anche problemi di ordine cosmologico e filosofico, portando ovunque il senso nuovo della scienza moderna, il nuovo concetto dell'uomo e la forma nuova nella quale deve delinearsi il rapporto tra l'uomo e la natura." Con tali parole Ludovico Geymonat presentava questo dialogo, scritto da Galileo nel 1632 per confutare il sistema tolemaico e sostenere, invece, la validità e l'esattezza delle tesi di Copernico.
br. Giordano Bruno arriva a Londra nella primavera del 1583. Al termine della sua esperienza inglese, in meno di tre anni, scrive e pubblica un numero impressionante di volumi: tra il 1584 e il 1585 vengono infatti dati alle stampe La Cena de le Ceneri, il De la Causa, principio et Uno, il De l'infinito, Universo et Mondi, lo Spaccio de la Bestia trionfante, la Cabala del cavallo Pegaseo e il De gl'heroicì furori. Sono i Dialoghi metafisici che, come giustamente è stato detto, rappresentano degli "autentici capolavori del pensiero europeo". E sono le dottrine cosmologico-metafisiche e religiose lì esposte che costeranno a Giordanno Bruno l'arresto, la carcerazione e il rogo. È una filosofia dell'infinito portata all'estremo, cui fa eco un utilizzo altrettanto spregiudicato della magia naturalis, sia a livello teoretico sia pratico.
LIGUORI 1983 273 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, COME DA FOTO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO.
Perfekt erhalten, sehr sauber und frisch erhalten, keinerlei Einträge. Sally Haslanger Vorwort .............................................................. 7 1 Ontologie und soziale Konstruktion ..................................... 17 2 Gender und Race-, (Was) Sind sie? (Was) Sollen sie sein? ... 64 3 Was nützen unsere Intuitionen? Philosophische Analyse und soziale Arten ...............................106 4 »Aber Mama, bauchfreie Tops sind süß!« Soziales Wissen, soziale Struktur und Ideologiekritik .......... 142 5 Was ist eine (sozial-)strukturelle Erklärung? ...........................174 6 Rassismus, Ideologie und soziale Bewegungen ...................... 202 DanielJames Nachwort ................................................................234 Textnachweise .. ISBN 9783518297742
PENDRAGON 1999 192 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO, PERFETTO E INTONSO. Il libro è insieme una introduzione al pensiero di Deleuze - uno dei più importanti filosofi contemporanei - e una ricerca originale sulla concezione di “istituzione” rintracciabile soprattutto nei primi scritti. L’autore raccoglie in questo suo testo, con modifiche e integrazioni rilevanti, alcuni suoi contributi realizzati per diverse sedi: riviste, introduzioni a volumi ecc., per proporre un passo in avanti negli studi deleuziani, un approfondimento dei temi essenziali per la comprensione dell’intera ricerca del pensatore francese. In quest’ottica va appunto collocata la sottolineatura del pensiero di Deleuze su concetti come “istituzione” e “istinto” (un presupposto “forte”, quest’ultimo, per la collaborazione successiva con F. Guattari) e la proposta della centralità filosofica della “coppia” Spinoza-Nietzsche per un pensiero attento alle dimensione del corpo, del desiderio, della potenza di vita. Ubaldo Fadini insegna attualmente alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze. È autore di Il corpo imprevisto. Filosofia, antropologia e tecnica in Arnold Gehlen (Franco Angeli 1988), e Configurazioni antropologiche. Esperienze e metamorfosi della soggettività moderna (Liguori 1991). Ha pubblicato inoltre numerosi saggi sulla filosofia del Novecento (da T. Lessing a G. Deleuze e P. Virilio). Ha curato negli ultimi anni la raccolta di colloqui tra Adorno, Canetti, Gehlen, Desiderio di vita. Conversazioni sulle metamorfosi dell’umano (Mimesis 1996); la raccolta di saggi di G. Deleuze, Divenire molteplice (Ombre corte 1996); l’edizione italiana di P. Virilio, La velocità di liberazione (Strategia della Lumaca 1997).
br. In queste dense pagine Emanuele Severino affronta in modo sintetico e straordinariamente significativo il tema della bellezza. Il bello viene definito come il grande rimedio per l'Occidente, rimedio contro la follia del credo nichilista nel divenire e quindi rimedio contro la morte. C'è ancora spazio, nell'estetica, per un'immagine potente che sappia guardare la morte e il nulla?
br. Recuperando la grande tradizione filosofica greca e cristiana, l'autore si confronta con il pensiero moderno e contemporaneo e si schiera "dalla parte della ragione", apertura positiva al reale e antidoto contro ogni tentazione nichilista. Fondamento della moralità e felicità è Dio: ogni tentativo di costruire l'etica individuale e sociale come se Dio non ci fosse è destinato al fallimento.
brossura I saggi che compongono "Dalla metafisica all'antropologia" articolano e sviluppano il nucleo tematico principale della riflessione di Ernst Tugendhat in questi ultimi anni: la descrizione delle esperienze e delle azioni specificamente umane a partire dal fatto che l'umano è quel vivente segnato in modo radicale dal linguaggio proposizionale. Termini singolari, deissi, possibilità di esprimersi e di riflettere a partire da enunciati assertori o imperativi, diventano, in questi saggi, gli strumenti per comprendere la peculiarità del modo in cui l'essere umano esperisce se stesso, la propria esistenza temporale, i suoi desideri. Particolare attenzione viene dedicata a tre costellazioni tematiche da sempre centrali nella riflessione di Tugendhat: l'esperienza morale, l'esperienza mistica e l'esperienza religiosa.
br. Pubblicato nel 1974, in pieno clima esistenzialistico, questo testo di Lévinas era stato elaborato ancor prima della guerra e scritto quasi interamente durante la prigionia in un campo di concentramento. È un controcanto a "Essere e tempo" di Heidegger, ma soprattutto la prima opera in cui Lévinas disegna i contorni di un suo pensiero autonomo e articolato, dopo i saggi su Husserl e su Heidegger degli anni Trenta, il breve scritto sull'«evasione» del 1935 e le prime riflessioni sull'ebraismo. Lévinas ha in seguito elaborato un pensiero dell'etica centrato sul rapporto con l'altro: pensiero della positiva erosione o corrosione dell'identità di fronte allo scandalo dell'altro che sopravviene, dell'infinito che intacca la totalità dell'essere.
Complete in 3 volumes: xxviii,839 + xix,888 + xv,621 pp., "II Reimpressio emendata", text in Latin, 3 uniform modern hardcover bindings in black cloth, original frontcovers preserved and bound in, text printed in 2 columns, text in Latin, stamp on blanco endpaper, text and interior clean and bright, good condition, rare, weight: 5kg., [Content: Volume I: Ars logica seu De forma et materia ratiocinandi, Volume II: Naturalis Philosophiae, I.Pars: De ente mobili in communi, II.-III.Pars: De ente mobili corruptibili, Volume III: Naturalis Philosophiae. IV. pars: De ente mobili animato], F104444
GUIDA 2005 248 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO Compare di frequente nell'opera di Hannah Arendt l'intenzione di veder esercitata - sul piano della riflessione filosofica intorno al significato più proprio della vita umana - una sorta di radicale critica della vita intima. Ciò allo scopo di riscrivere per un verso la nozione di soggetto e di elaborare peraltro, nei suoi tratti essenziali, una teoria del giudizio politico. Parole e frasi comuni activa agire arendtiana Aristotele astratta banalità del male bisogno capacità di giudizio comprensione concetto condizione umana critica Critica del Giudizio cultura cura dell'agire diritto diritto di visita discorso esempio etica eventi filosofia FOCHER G.B. VICOGiambattista Vico giudizio politico Hannah Arendt Heidegger Ibidem ideale Ideologia individuale inizio interiore Isak Dinesen Jaspers Kant kantiana Karl Jaspers l'azione l'uomo liberale libertà logica luogo mentalità mente metafìsica metafora Milano moderna nascita natura Nietzsche nuovo Origini del totalitarismo particolare passato e futuro pensare pensatore pensiero peraltro Platone polis possibile pratica premio Sonning principio problema processo proprio prospettiva questione racconto ragione rapportorappresenta realtà regole riferimento riflessione Rinvio rivoluzione ruolo saggio scienza scritto scriveva la Arendt senso comune sfera pubblica significato sociale Socrate soggetto spazio storia storico tema teoretica Teoria del giudizio teorico totalitarismo trad tradizione uomini vale a dire verità virtù volume Walter Benjamin Weber
Mm 110x180 Collana "Biblioteca Universale Laterza". Brossura originale, lix-629 pagine. Traduzione di Giovanni Gentile e Giuseppe Lombardo-Radice, introduzione di Vittorio Mathieu. Ottima copia, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In appendice: Il problema di una teologia non - metafisica GUIDA 1983 256 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO, PERFETTO
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO: LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA; LIEVISSIMA BRUNITURA. L'opera, curata da Francesco Donadio, esprime la riflessione di Paul Yorck von Wartenburg sulla filosofia della storia, poco conosciuta in Germania e del tutto sconosciuta al di fuori di quel Paese. Informazioni bibliografiche Titolo: Coscienza e storia Titolo originale: Bewusstseinsstellung und Geschichte. Ein Fragment aus dem philosophischen Nachlass Autore: Paul Yorck von Wartenburg Curatore: Donadio Francesco Presentazione di: Aldo Masullo Editore: Napoli: Guida Editori, 1980 Collana: Volume 6 di Micromegas ISBN: 8870420248; ISBN-13: 9788870420241 Lunghezza: 176 pagine; 22 cm Soggetti: Filosofia della storia, Storicismo tedesco, Cultura storicistica, Ottocento, Novecento, Dilthey, Hobbes, Locke, Kant, Nomos, Nominalismo, Critica, Causalità, Religiosità, Analisi psicologica dello spazio e della spazialità, Logica, Ontologia, Teologia, Metafisica, Riforma, Storiografia Parole e frasi comuni aitiologico astratta astrazione base campo matematico carattere caratterizza comportamento concepito concetto concezione connessione conoscenza conoscitivo contenuto cosalità costruzione cristianesimo critica datità autocoscienza esperienza essere unità uomo demiurgo determinazione dialettica differenza Dilthey divisione originaria dogmatica eleatico elementi Eraclito essenziale esteriorizzazione estetica etica fattore fenomenalità filosofia fondamentale fondamento forma forza funzioni psichiche generale giudaica Hegel Heidegger indipendente intellettuale Kant analisi elemento essenza idea identico oggetto Leibniz logica Lutero meccanicismo metafisica modalità moderna momento mondo morale movimento natura negazione nomos oggetto ontica ontologica particolare pensiero greco Platone posizione postulato presente presupposto primario problema processo profonda proiezione psicologia radicale rapporto rappresentazione razionale realtà resta riflessione risultato scienza sensazione senso sentimento singole sintesi spazio specificità stoicismo storica struttura strutturale Syndesmos tendenza trascendente visione vitale volontà Yorck
EDITORI RIUNITI 1992 XIV-179 PP. SEGNI DEL TEMPO, QUALCHE ABRASIONE (COME DA FOTO), VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. «Come declinare quel cum (radice di comunità, comunicazione e comune) senza cadere in tentazioni fusionali o derive organicistiche?». Il libro è una ricerca lungo alcuni dei tracciati che emergono dai percorsi filosofici di Georges Bataille e Jean-Luc Nancy, in relazione a tre temi di natura ontologico-politica quali la comunità, la comunicazione e il comune. Dalla lettura di questi due autori francesi, collocati agli antipodi del Novecento ma legati da un profondo legame di comunanza, l’autore muove da una disamina delle ambiguità, dei miti e delle aporie che marcano le ricerche batailleane sulla comunità degli anni Trenta fino alla decostruzione del termine operata da Nancy negli anni Ottanta. Con l’inedita mise en jeu del politico avviata da Bataille nel Dopoguerra si giocano comunicazione, «esperienza plurale» e «critica del soggetto», in un conloquium che Nancy rilancia attraverso i termini di essere in-comune, partage e comparution. La domanda cruciale da cui Fausto De Petra prende le mosse è: come declinare quel cum (radice di comunità, comunicazione e comune) senza cadere in tentazioni fusionali o derive organicistiche? Nel ricorrere al lavoro di Jean-Luc Nancy l’autore prova a fornire una risposta: guardando a quei processi di soggettivazione nei quali il comune si articola come infinito passaggio tra individuo e collettivo, tra la finitezza singolare e l’infinita compagnia umana. Descrizione bibliografica Titolo: Comunità, comunicazione, comune: da Georges Bataille a Jean-Luc Nancy Autore: Fausto De Petra Prefazione di: Augusto Illuminati Editore: Roma: DeriveApprodi, 2010 Lunghezza: 234 pagine; 22 cm ISBN: 8865480076, 9788865480076 Collana: Volume 91 di DeriveApprodi Soggetti: Beni comuni, Filosofia, Immaginari, Critica del Soggetto, Ontologia politica, Antiumanismo, Blanchot, Nancy, Morte, Festa, Comunità, Bataille, Nietzsche, Dioniso, Comunitarismo, Democrazia, Burocrazia, Valori sacri, Re-tracement, Politico, Lien d’unité, Heidegger, Mit-sein, Etica, Storia, Mito, Comunicazione, Acéphale, Cum, Cogito, Caillois, Paura, Società, Numance, Organicismo, Ethos, Praxis, Avvenire, Politica, Sacro, Partage, Linguaggio, Essere in comune, Libertà, Common Heritage, Philosophy, Imaginary, Subject Criticism, Political Ontology, Anti-Humanism, Death, Feast, Community, Dionysus, Communitarism, Democracy, Bureaucracy, Sacred Values, Ethics, History, Myth, Communication, Acéphale, Fear, Society , Organicism, Future, Politics, Sacred, Partage, Language, Being in Common, Freedom Fausto De Petra (1969) è Dottore di Ricerca in Antropologia filosofica e insegna lettere e filosofia nei Licei. Dopo essersi formato in Italia, ha proseguito i suoi studi a Parigi dedicandosi in particolar modo allo studio della filosofia politica contemporanea francese. Collabora ad alcune riviste come «Lignes» e «Filosofia politica».
LIGUORI 2006 Quaderni del Dip. di Filosofia Politica "L'Orientale". FONDO DI MAGAZZINO: LIEVISSIMA ABRASIONE AL MARGINE SUPERIORE DELLA COPERTINA, MA IL VOLUME è PERFETTO, NUOVO. L´attuale momento storico e politico marcato dall´allargamento dell´Europa, dai problemi dell´integrazione europea, dai conflitti presenti nel Mediterraneo e nel medio Oriente, dall'ormai inevitabile confronto quotidiano tra civiltà, religioni, culture diverse sembrano rinforzare la legittimità di varie forme di comparatismo, spingendoci quanto meno a riflettere su quella che può essere ormai definita una complessa strategia di ricerca: la comparazione. Esiste attualmente una ragione profonda che ci spinge a riscoprire la strategia della comparazione nella ricerca; questa ragione rinvia a una realtà e a un´inquietudine che prende il nome di ‘mondializzazione´, un termine polisemantico dietro il quale si celano realtà culturali e politiche differenti e multiple, ma anche angosce e premonizioni di varia natura. In questo contesto il metodo comparativo può rivelarsi un modo di investigazione privilegiato per tutte quelle discipline che si interessano non solo allo studio ma anche alla trasformazione del mondo moderno. La comparazione è un´attività fondamentale della mente umana: seleziona rendendo possibile l'apprendimento del nuovo e creando schemi di rappresentazione sempre in movimento. La varietà dell´approccio metodologico comparativo è infinita, ma l'individuazione del tipo di comparazione adottata dalle varie discipline è determinante per comprendere la portata, oltre che i limiti, dei molteplici studi comparatistici. L'epistemologia della comparazione è dunque fondamentalmente dialettica: in virtù di essa la negazione del Sé in rapporto all´Altro è un percorso privilegiato che consente di pervenire alla conoscenza più perfetta di Sé, dell´Altro e della loro relazione, che viene creata nell´atto stesso della comparazione, promettendo possibili trasformazioni. Parole e frasi comuni apocalissi autres bien boules buddhista Canone pali ceuvre choses comparaison comparatismo Comparative Philosophy comparer compréhension Comte concetto confronto connaissance corps couleurs cultura culturale D'Alembert Descartes deux dhamma dialogo différents Dilthey Dios discours doit Eckhart effet Emesto de Martino ensemble epistemologica etnocentrico experiencia facon fait fantascienza faut filosofia filosofia comparata fois général historique humaine idées Izutsu Japón Kioto Kyoto l'angle l'arc-en-ciel l'étude l'expérience l'histoire l'idée lecon lenguaje linguistica Locke logique lumière mais Massenzio Meister Eckhart méme métaphysique méthode comparative mistica monde monismo n'est nature nichilismo Nishida Nishitani non-dualismo objet occidentale Occidente orientale Paris pensiero peut philosophie pianto rituale point premier problema psychologie Raimon Panikkar rapport rayons réalité relation religione ricerca sciences de l'esprit sciences humaines scientifica scienza senso seul silencio soggetto sous storia storico sujet systèmes texte théorie tout trouve Ueda Saggi di: Maria Donzelli (Università degli Studi di Napoli “L´Orientale”), Giangiorgio Pasqualotto (Università di Padova), Mireille Delbraccio (CNRS-ENS – Parigi), Stefano Gensini (Università degli Studi di Napoli “L'Orientale”), Michele (ENS – Lione), Andrea Pasquino (Università di Pescara), Michel Blay (CNRS-ENS – Parigi), Thierry Hoquet (Università di Montpellier), Zeineb Ben Said Cherni (Università di Tunisi), Valerio Panza (Università degli Studi di Napoli “L'Orientale”), Carlo Saviani (Università degli Studi di Napoli “L'Orientale”), Raquel Bouso Garcia (Università di Barcellona), Mauro Bergonzi (Università degli Studi di Napoli “L'Orientale”). Parole e frasi comuni apocalissi autre autres bien boules buddhista c'est Canone pali ceuvre chose choses comparaison comparatismo Comparative Philosophy comparer compréhension Comte concetto confronto connaissance corps couleurs cultura culturale D'Alembert d'une Descartes deux dhamma dialogo différents Dilthey Dios discours doit Eckhart effet Emesto de Martino ensemble epistemologica este etnocentrico ètre experiencia facon fait fantascienza faut filosofia filosofia comparata fois général historique humaine idée idées Ihid Izutsu Japón Kioto Kyoto l'angle l'arc - en - ciel l'autre l'étude l'expérience l'histoire l'idée lecon lenguaje linguistica Locke logique lumière mais Massenzio Meister Eckhart méme métaphysique méthode comparative mistica monde monismo n'est nature nichilismo Nishida Nishitani non - dualismo objet occidentale Occidente orientale Paris pensiero peut philosophie pianto rituale point premier problema psychologie qu'elle qu'il qu'on qu'un Raimon Panikkar rapport rayons réalité realta relation religione ricerca sciences de l'esprit sciences humaines scientifica scienza senso seul silencio soggetto sous storia storico sujet systèmes texte théorie tout trouve Ueda
ril. Il commentario al Timeo di Calcidio (IV sec. d. C.) è opera di fondamentale importanza per la conoscenza di Platone in tutto il Medioevo. Questo Commentario è stato veicolo di concezioni aristoteliche e platoniche reinterpretate in senso cristiano. Tutta la scuola di Chartres e lo stesso San Tommaso dipendono nella stessa formazione filosofica da Calcidio. Il testo latino a fronte è curato da J. H. Waszink, unico testo critico moderno.
br. Questo libro intende comparare fenomenologia e meditazione. Si potrebbe dire che propone un approccio fenomenologico alla meditazione, ma questo non farebbe giustizia a ciò che è la fenomenologia. La fenomenologia non è un mezzo per accedere a qualche cosa, e ancor meno un punto di vista su qualche cosa (neanche un punto di vista sull'interiorità), perché tende ad abolire ogni distanza tra il ricercatore e il suo dominio di ricerca. In questo, la fenomenologia assomiglia alla meditazione, che si mette in ricerca di uno stato non-duale nel quale l'opposizione tradizionale tra conoscente e conosciuto è sospesa. Per la fenomenologia, la meditazione è dunque ben più che un oggetto di studio interiore o esteriore: la meditazione rappresenta una variante del proprio metodo; è, forse, la sua disciplina sorella. Per valutare il grado di questa somiglianza, occorre installarsi nel cuore delle pratiche del fenomenologo e del meditante. In che cosa l'épochè (sospensione) si avvicina alla nirodha (cessazione) del meditante? Quale rapporto esiste tra riduzione fenomenologica, questo sguardo riflessivo portato sulla via della conoscenza pura, e la meditazione Vipassana, che proietta la sua luce analitica su ogni avvenimento mentale? Come la meditazione e la fenomenologia ci conducono in definitiva a vedere le cose come esse sono, cioè in modo nudo, innocente, ininterpretato?
br. Questo libro intende comparare fenomenologia e meditazione. Si potrebbe dire che propone un approccio fenomenologico alla meditazione, ma questo non farebbe giustizia a ciò che è la fenomenologia. La fenomenologia non è un mezzo per accedere a qualche cosa, e ancor meno un punto di vista su qualche cosa (neanche un punto di vista sull'interiorità), perché tende ad abolire ogni distanza tra il ricercatore e il suo dominio di ricerca. In questo, la fenomenologia assomiglia alla meditazione, che si mette in ricerca di uno stato non-duale nel quale l'opposizione tradizionale tra conoscente e conosciuto è sospesa. Per la fenomenologia, la meditazione è dunque ben più che un oggetto di studio interiore o esteriore: la meditazione rappresenta una variante del proprio metodo; è, forse, la sua disciplina sorella. Per valutare il grado di questa somiglianza, occorre installarsi nel cuore delle pratiche del fenomenologo e del meditante. In che cosa l'épochè (sospensione) si avvicina alla nirodha (cessazione) del meditante? Quale rapporto esiste tra riduzione fenomenologica, questo sguardo riflessivo portato sulla via della conoscenza pura, e la meditazione Vipassana, che proietta la sua luce analitica su ogni avvenimento mentale? Come la meditazione e la fenomenologia ci conducono in definitiva a vedere le cose come esse sono, cioè in modo nudo, innocente, ininterpretato?