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br. Molti conoscitori di Jung lo chiamavano "sciamano", ma nessuno ha mai osato dirlo ad alta voce. Lo fa C. Michael Smith, americano, psicologo clinico allievo di Paul Ricoeur, grande specialista di Jung e di sciamanesimo, nonché di antropologia medica, in questo libro che esplora differenze e affinità tra sciamanesimo e psicologia junghiana, entrambi radicati in un modo di vivere incentrato nel cuore, ed entrambi dotati di intricate "mappe" del territorio psichico umano. Avventurarci in questo libro significa incontrare iniziazioni sciamaniche, dissociazioni, disperazione, perdita dell'anima, ma anche il potere terapeutico dei riti, dell'estasi e di altri stati alterati di coscienza. Significa scoprire cose che non sappiamo sul ruolo dei talismani e degli amuleti, sui vari livelli dell'inconscio collettivo, come questi fenomeni interagiscano con gli archetipi e le attività immaginative, e come, soprattutto, di tutto questo possa oggi avvalersi la psicoterapia. Perché alla fine, scrive l'Autore, la cosa essenziale è sempre la persona, più ancora di queste tecniche, per quanto potenti e affascinanti: la persona che le vive, la sua capacità di viverle dal cuore, in armonia con la natura e la terra, base comune di Jung e dello sciamanesimo.
Carl Gustav Jung è da ritenersi non solo uno storico psichiatra e psicoanalista, ma anche e soprattutto un grandissimo studioso delle culture e filosofie orientali. Se vogliamo, in tal senso, fu un vero e proprio precursore rispetto al crescente interesse verso dottrine tanto antiche quanto affascinanti, quali lo yoga, il tao e lo zen. Il suo interesse per le filosofie orientali era quasi un'ossessione. Jung praticava lo yoga e trattava i propri pazienti con la meditazione zen e i mandala. La sua affascinazione per il Nirvana, il karma, i chakra, il kundalini, il raja yoga, il tao, l'i-ching era quasi maniacale. Questo saggio indaga il viaggio culturale e spirituale che il professore svizzero compì verso tali direzioni, avvicinando e confrontando le antiche dottrine orientali con i pilastri della cultura e filosofia occidentale. Scopriremo, pertanto, uno Jung inedito e ancora più sorprendente, per quella che è stata una personalità già complessa e di rara sensibilità intellettuale. Un modo originale e diverso, perché no, di compiere un sorprendente viaggio verso e attraverso culture per noi tanto affascinanti quanto ancora misteriose e poco esplorate. Per chi è questo libro: per chi vuole conoscere la cultura yoga, per chi vuole conoscere la filosofia zen, per chi vuole conoscere la dottrina del tao, per chi vuole conoscere i mandala, per chi vuole conoscere l'i-ching. Autori: Barbara Barone.
br. Lo scrittore ed esploratore sudafricano Laurens van der Post restituisce in queste pagine uno Jung inedito. Una biografia non ordinaria che nasce da un lungo rapporto di amicizia tra due esploratori, uno degli infiniti spazi dell'inconscio abitato dagli Archetipi, l'altro delle enormi distese del deserto del Kalahari, luogo nel quale van der Post effettuò le sue ricerche sugli ultimi rappresentanti aborigeni della nostra specie, i boscimani. E proprio nel pensiero primevo dei boscimani van der Post rintraccia alcune straordinarie analogie con le intuizioni e gli studi scientifici di Jung. "Una delle principali fonti d'incomprensione sulla natura e sulla grandezza del contributo di Jung alla vita della nostra epoca - sostiene l'autore - è dovuta alla supposizione che il suo interesse prevalente fosse in ciò che chiamò l''inconscio collettivo' dell'uomo. È vero che è stato il primo a scoprire ed esplorare l'inconscio collettivo, ma, in conclusione, non era il mistero di questo ignoto universale nella mente dell'uomo, bensì un mistero ben più grande, a ossessionare il suo spirito e a guidare tutta la sua ricerca: il mistero della coscienza e del suo rapporto con il grande inconscio".
br. Jung considera l'opus alchemico una metafora del processo d'individuazione, di quel dinamismo vitale che è presente in ogni essere umano e che tende al suo più completo e compiuto sviluppo psicofisico. Sebbene per gli psicologi analisti junghiani la metafora alchemica sia un riferimento teorico-clinico essenziale per comprendere le dinamiche emotive dei pazienti in analisi e uno strumento pratico per orientarsi nei diversi snodi del processo d'individuazione, ai non addetti ai lavori il rimando a un sapere così lontano e desueto può risultare di difficile comprensione e di scarsa utilità clinica. Jung e la metafora viva dell'alchimia si propone di illustrare l'attualità della metafora alchemica e delle sue immagini di trasformazione, descrivendo come essa rappresenti anche oggi una guida preziosa per orientarsi nelle oscurità psichiche, verso la presa di coscienza dell'energetica profonda, fino all'integrazione di quei vissuti di rigenerazione del corpo-mente, che provengono dal Sé e dallo "spirito di vita" che ci abita. Quando impariamo a "guardare in trasparenza" la metafora alchemica, comprendendone le indicazioni prospettiche, l'opera al nero, l'opera al bianco e l'opera al rosso diventano esperienza viva che riguarda personalmente ognuno di noi: scopriamo infatti che la "prima materia" da trasformare in "oro filosofico" siamo noi stessi, verso il pieno compimento della nostra esistenza. Il libro ? un affresco, scritto a p?? mani, che guida il lettore in questo percorso di conoscenza, di trasformazione e di rinnovamento vitale, che da sempre ha affascinato le migliori menti in tutti i tempi e in tutte le culture.
In-8 (cm. 21.10), brossura, sovracoperta editoriale, pp. 275, (5). Puntiforme macchia all’ultima carta; peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
AA.VV Jung e la cultura europea. Rivista di psicologia analitica. Roma, Marsilio 1973 italian, 647 BTT161C Brossura editoriale, volume in buone condizioni, segni di usura causati dal fattore tempo sulla copertina, interno in ottimo stato eccetto adesivo ex libris, legatura salda 647 pagine circa Copertina come da foto
ill., br. Jeffrey Raff illustra la natura spirituale della psicologia junghiana e il debito che essa ha nei confronti della tradizione religioso-esoterica. A differenza di altri libri su Jung e l'alchimia, che forniscono una lettura psicologica del materiale alchemico, questo saggio si avvale dell'alchimia per comprendere tre pilastri della spiritualità junghiana: il Sé, la funzione trascendente e l'immaginazione attiva. Attraverso l'interpretazione dell'immaginario alchemico, l'autore illustra la natura di questi tre concetti e spiega come, insieme, possano offrire un nuovo modello per la spiritualità occidentale contemporanea. Il libro si avvale di testi di alchimia relativamente poco noti, per la maggior parte mai interpretati, e presenta due concetti nuovi: l'alleato e la dimensione psicoide. Servendosi di queste idee e delle nuove frontiere che esse offrono alla comprensione, diviene possibile applicare l'immaginario alchemico all'esperienza transpsichica: vale a dire, a un mondo spirituale che non si può ridurre ai meri concetti psicologici.
br. La soglia è una linea ancipite, è una linea di confine, è un limite che vuole essere superato. E l'uomo, mentre vi dimora, davanti l'abisso, divorato da un'indefinibile angoscia, dilaniato da due tremende forze confliggenti, una che dice natura, l'altra che dice Io, è attratto dal lato oscuro dell'esistenza. Sotto l'azione di queste due forze, compulsivamente, egli vive il conflitto originario e non sa dove dirigersi. Eppure, un'eco lontana gli ricorda la sua sacralità, il suo baricentro, là dove la verità si dà come aletheia (svelamento), come salvezza, fuori dal quale il suo squilibrio si dice nevrosi. L'uomo della soglia, il nevrotico, degradato nella coscienza e nella conoscenza di Sé, subisce una perdita, una limitazione che gli impedisce di sviluppare tutte le sue potenzialità. Per questa ragione gli orientali paragonano quest'individuo a una persona dormiente che ha una percezione illusoria della realtà.
ill. Questo libro, realizzato attraverso una sperimentata collaborazione tra antropologia e psicoanalisi, ripercorre, con l'intento di verificarne la fondatezza, la teoria junghiana dell'archetipo, le immagini primordiali che, ab immemorabili tempore, accompagnano il lungo cammino dell'Uomo. Immagini "forti", non raccolte dall'esperienza personale, ma sedimentate in quel contenitore universale di simboli onirici, di visioni mistiche, di elaborazioni mitiche che Jung chiama inconscio collettivo. Tra queste forme, che vanno a comporre "la struttura individuale innata ... della psiche", spicca quella della Grande Madre, figura "forte", declinabile in tante, diverse forme: madre e nonna personali; matrigna o suocera; o qualunque donna con la quale esista o è esistito un rapporto, come la bambinaia, la nutrice, la Dama Bianca di tante leggende ... In un senso più elevato, rientra in questo (potente) archetipo la Dea, la Madre di Dio, la Vergine, nelle sue infinite espressioni che comprendono Artemide, Core, la Madonna dei Cristiani et alia. Una rappresentazione straordinariamente carica di fascino e, al tempo stesso, un modo nuovo di "leggere"la condizione umana.
br. I grandi temi del sacrificio e dell'asse Io/ Sé così come emergono da un'immersione degli autori nel Libro Rosso, l'eccezionale diario sul quale Jung coraggiosamente annotò e dipinse le immagini di un periodo particolarmente fertile e doloroso della sua "discesa agli inferi", del suo contatto con le grandiose immagini del profondo, il cui spirito gli disse: "Nessuno può o deve impedire il sacrificio. Il sacrificio non è distruzione, il sacrificio è la pietra miliare di ciò che verrà". C.G. Jung, Il Libro Rosso. Liber Novus (2009), tr. it., Boringhieri 2010, p. 230.
br. Il pensiero di Jung non è utile solo per la terapia: è un mezzo per interpretare il mondo, e quindi anche per comprendere il linguaggio dei film. Tra "Pulp Fiction", "Blade Runner" e "2001: Odissea nello spazio", questo libro applica per la prima volta la psicologia junghiana all'analisi cinematografica. Per tutti gli appassionati di cinema, ma anche per chi si interessa di cultural studies e di media studies, una lettura interdisciplinare, originale e innovativa del "pensiero del profondo".
Mm 140x205 Brossura editoriale di pp. 248+indice, in lingua francese, in ottimo stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Gerhard Wehr Jung. , Rizzoli 1987, Buone condizioni: copertina rigida in buono stato, sovraccoperta in buono stato, pagine brunite Buono (Good) . <br> <br> <br> 488<br> 8817858838
br. Carl Gustav Jung è un personaggio che sfugge alle definizioni. Conosciuto essenzialmente come primo importante seguace di Freud e poi fondatore di un'autonoma psicologia analitica, Jung è però autore che ha segnato profondamente anche la storia del pensiero filosofico, religioso, scientifico. In questo libro, l'opera dello psicologo svizzero viene analizzata con atteggiamento imparziale, enucleandone i significativi contributi senza trascurarne le oscure aporie. La scelta di seguire la psicologia junghiana nella sua evoluzione, inoltre, ne evidenzia alcuni aspetti, se non ignoti, certo sottovalutati.
brossura
LA CITTà DEL SOLE 2006 719 PP. FONDO DI MAGAZZINO: TRACCE DI POLVERE ALLA COPERTINA, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO.
br. Tenendosi alla larga da quel culto della personalità che traspare in tante biografie di Jung, Ellenberger ci presenta qui un'esposizione rigorosa e imparziale della sua vita e della sua opera: un'esposizione da cui emerge tanto la straordinaria originalità di Jung quanto la fitta trama dei suoi debiti con il pensiero e la letteratura romantici e alcuni grandi maestri della psichiatria dinamica (Bleuler, Janet, Binet, Flournoy). Sulla scorta di una ricchissima documentazione di prima mano, Ellenberger ricostruisce l'intera parabola junghiana: gli anni di apprendistato in cui Jung mette a fuoco la sua nozione di realtà psichica ed elabora alcuni strumenti per la comprensione dei disturbi mentali; l'incontro con la psicoanalisi, dall'amicizia con Freud alla designazione come suo erede e infine alla rottura dei loro rapporti; l'esperienza della malattia creativa prodotta da quel serrato corpo a corpo con l'inconscio e le sue immagini archetipitiche, da cui si cristallizzeranno, negli anni della maturità, il sistema della psicologia analitica e un'eccezionale messe di indagini storico-religiose; la costruzione finale del proprio mito attorno alla figura ormai leggendaria del vecchio saggio di Kusnacht.
Mm 165x230 Brossura editoriale di 81 pagine, copertina policroma, alcune illustrazioni in nero e a colori nel testo. Atti del convegno - Catania, 13 ottobre 2001, Monastero dei benedettini. Supplemento al giornale dell'ordine degli psicologi della Sicilia. Buono stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In-8 (cm. 21.50), brossura editoriale illustrata, pp. 249, (5). In ottimo stato (nice copy).
Mm 215x250 "Museu de imagens do inconsciente, centro psiquiatrico pedro II, DINSAM ministério da saude" - Brossura originale, 34 pagine con figure in nero e a colori nel testo in lingua portoghese. Buona copia, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In-8°, pp. XII, 306, bross. edit. fig.
Mm 135x210 Collana "Intersezioni". Volume nella sua brossura originale, 208 pagine. LIbro in condizioni molto buone, segni d'uso al dorso. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 150x210 Collana "Psiche e Coscienza" - Brossura originale con sovraccoperta, 156 pagine con indice analitico in chiusura. Libro in condizioni di eccellenza, pari al nuovo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. È necessario che «la ruota del tempo compia ancora un certo numero di giri perché la massa cominci a comprendere quello che Jung intendeva dire». Il pronostico di questo saggio risalente al 1972 si è avverato alla lettera, e la sua lungimiranza va estesa anche alla posteriore accoglienza da parte della psicologia accademica, che allora sospettava in Jung solo il mistico «confuso». In effetti l'asincronia tra Jung e la propria contemporaneità percorre come un illuminante Leitmotiv le pagine della sua allieva Marie-Louise von Franz. Non era facile per nessuno - lo riconosce - mettersi al passo della novità incarnata dal pensiero junghiano. Inquietava e suscitava scandalo quel prendere così sul serio l'inconscio, con effetti tellurici sull'intera architettura delle conoscenze umane. Ma chi, come lei, fin dalla giovinezza ha dato ascolto alle potenze psichiche si trova in una prossimità ideale con il maestro, frequentato dal 1933, e ce lo mostra attraverso inquadrature che ancora oggi restano uniche. Lasciandosi «guidare, per così dire, dalla melodia che fa da sfondo al mito interiore» di Jung, von Franz riesce in un'impresa per nulla scontata: avvicinare i lettori, senza la gabbia di un ordine cronologico o di una trattazione sistematica, alle esperienze numinose da cui era posseduto e allo smisurato sapere a cui attingevano. Quell'avventura interiore ineguagliata, quel «mito» che assorbì il medico della psiche per tutta la vita, avrebbero sparso i loro fermenti nella nostra cultura e l'avrebbero segnata nel profondo.
La biografia di Guido Jung è la storia di un esponente della borghesia commerciale meridionale nella prima metà del XX secolo, e della sua ascesa verso le vette della carriera politica durante il fascismo. Testimonia, però, anche la lotta di una generazione per l'affermazione di valori come patria, nazione, famiglia e la loro sconfitta verso il paradosso della violenza, della sopraffazione e dell'inciviltà. È una storia da vicino e dal basso che cerca di cogliere il senso, e con esso la cifra e il carattere, della filosofia esistenziale di Jung, rendendo conto del suo straordinario attivismo. Il lettore è chiamato a seguire lo sviluppo di diversi temi e personaggi; così, dalla famiglia si passa all'attività commerciale, dalla guerra al dopoguerra, dal fascismo al regime, dall'impero al razzismo, analizzando la posizione di Jung e quella delle persone a lui vicine, familiari, amici o referenti. Mussolini, D'Annunzio, Di Cesarò, De' Stefani, Pirelli, Caetani, Ara, Di Veroli, Beneduce, Sinigaglia, Menichella, Mattioli, Badoglio sono soltanto alcuni fra i suoi principali interlocutori. È un libro sull'economia e la politica del fascismo, sulla gestione del potere, sulla guerra, sul militarismo e sul razzismo. È un libro sulla famiglia e sull'amicizia, sulla disciplina e sulla capacità di lavoro, sulle passioni umane e sul disinteresse. Sulla forza e sulla debolezza, sulla resistenza e sulla fragilità, sull'amore come condizione di vita necessaria, ma non sufficiente. Autori: Nicola De Ianni.