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329p. Hardcover Very good condition good How the famous, the infamous and the great died
185pp. 24 cm. Hardcover Very good condition good
144pp. 24 cm. Hardcover Very good condition good
ill., br. Cosa sappiamo sulla vita, sulla morte e sui dolci amici domestici che accompagnano i passaggi più importanti delle nostre vite? L'autrice ci prende per mano portandoci a scoprire un mondo diverso, o meglio, il nostro mondo, le nostre realtà, ma viste con occhi diversi e da prospettive inimmaginabili. Un viaggio introspettivo profondo, raccontato con la leggerezza di un linguaggio coinvolgente e fruibile a tutti, quasi fosse una fiaba. Età di lettura: da 6 anni.
br. Il dolore prende molte forme, e si manifesta in modi strani. A volte davvero molto strani. Quando, in una normale mattina, il padre di Dak muore improvvisamente di infarto, la madre cade a pezzi. Per sfuggire all'atmosfera di casa, Dak si rifugia nel posto preferito di suo padre: l'acquario della città. E lì, con suo grande stupore, in una vasca di pesci, trova papà, vivo e vegeto che è diventato un pesce pagliaccio! Con la madre così depressa, Dak decide che, per il momento, quello sarà il suo segreto. Passerà tantissimo tempo all'acquario dove incontrerà Violet disinvolta e poco amichevole, ma quando ci sarà davvero bisogno, i due diventeranno ottimi complici. Età di lettura: da 8 anni.
brossura Dalla scienziata più amata d'Italia un discorso sulle libertà individuali, su cosa significhi essere laico e sulle battaglie civili nell'Italia di ieri e di domani. Dalla fecondazione sino al suicidio assistito. Dall'inizio alla fine di una vita.
ill., br. Dopo il suicidio di Nakajima - Aoi nel romanzo - la scrittrice Ritsuko Kaji si è recata a Osaka accompagnata dal suo nuovo editor, Koide, per scoprire la verità sulla morte dell'amico. I due si mettono alla ricerca delle otto donne a cui l'uomo ha chiesto di sposarlo... Da una delle più interessanti voci femminili del manga contemporaneo, una storia sulla perdita e sul trauma, sul ruolo della donna nella società, sulle dinamiche di coppia e la ricerca di sé.
br. Per quanto il "fine vita" sia uno dei più forti tabù del nostro tempo, e tutto sembri cospirare affinché non se ne parli, ciascuno sa che con questa realtà dovrà prima o poi misurarsi. Venire a conoscenza della nuova Legge 219/2017, illustrata ed esaminata dettagliatamente sotto il profilo scientifico, giuridico ed etico, non può che aiutare tutti noi a compiere scelte informate e consapevoli. Il libro, alla portata di qualsiasi persona, ripercorre anche i casi che sono stati dolorosamente all'attenzione dell'opinione pubblica e che hanno costituito il viatico di questa importante e sofferta legge che proietta l'Italia nel futuro. Postfazione di Alfredo Anzani.
ril. «Se qualcuno mi avesse predetto, 20 anni fa, che mi sarei occupata di morte e di morire, con gioia e curiosità, l'avrei semplicemente preso per pazzo. E invece è stato proprio così. Il mio viaggio in questo territorio fecondo, comincia da lontano. Ho scritto questo libro per Voi, con semplicità e cuore, per descrivervi questo percorso, parlando di me in prima persona, affinché la mia esperienza possa invitarvi a riflettere e far ardere più vivacemente la fiamma che forse, qualcuno di voi, sta intravvedendo dentro di sé. Una fiamma di interesse verso la morte, l'argomento della vita che sembra essere il più ostile, il più spaventoso e il più denso di domande eternamente senza risposta. Risposte che non saranno mai certe, cosicché l'uomo possa continuare a ricercarle dentro sé stesso.»
br. «Una storia vera: quella dell'autrice che, bambina, dopo la dipartita dell'amata madre, si ritrova intricata in un groviglio di emozioni e sofferenza sconosciuti e catapultata in nuove situazioni familiari. Le parole della madre, custodite nel suo cuore, sono state àncora e faro della sua vita, vissuta con umiltà e onestà morale e intellettuale.»
br. Qui, Bachofen, indulge soprattutto alla concezione della terra, e della donna, sua immagine caduca, come prima formatrice ed educatrice del genere umano, e all'evocazione dei simboli di tale assidua opera di perfezionamento ed elevazione, simile a quella dell'orsa ovidiana, che leccando amorevolmente e senza posa i propri nati informi dona loro la figura di orsatti.
br. È del 1766 il discorso dell'avvocato generale al Parlamento di Grenoble, Servan: «Drizzate le forche, accendete i roghi, portate il colpevole nelle pubbliche piazze, chiamatevi il popolo a gran voce: voi l'intenderete allora applaudire alla proclamazione dei vostri giudizi, come a quella della pace e della libertà: voi lo vedrete accorrere a questi terribili spettacoli come al trionfo della legge». Alla perorazione dell'avvocato, ripresa in seguito nei fatti e nel tono dal Terrore rivoluzionario, Albert Camus contrappone l'appello all'Europa: «Senza la pena di morte Gabriel Péri e Brasillach sarebbero forse ancora tra noi, e noi potremmo emettere senza vergogna un giudizio su di loro, secondo la nostra opinione, mentre invece sono essi che ora ci giudicano, e noi dobbiamo tacere». Sì, per il grande scrittore francese i condannati a morte ci giudicano, loro che già sono stati giudicati da una giustizia che si vuole definitiva e risarcitoria, senza comprendere che la simmetria degli omicidi annulla la possibilità stessa del risarcimento e della necessaria prevenzione dei delitti. La pena di morte non scoraggia gli assassini, si limita a moltiplicarli. A tal punto che «non è più la società umana e spontanea che esercita il suo diritto alla repressione, ma l'ideologia che, regnando, esige i suoi sacrifici umani». Un testo, quello di Camus, la cui attualità è vivissima, oggi che l'erogazione della morte per mano del boia è del tutto scomparsa in Europa ma rimane ancora nella piena disponibilità di Stati e comunità nei quali l'irriducibilità della vita umana sembra perdere il valore che aveva acquistato subito dopo l'immensa carneficina delle guerre mondiali.
ill., br. Ripercorrendo le modalità di rappresentazione di questo tema sin dai testi biblici, in questo studio storico e iconografico Victoria Cirlot studia il grande fascino e il potere evocativo delle nuvole di velare e al contempo ispirare all'intelletto umano nuovi orizzonti di conoscenza. Queste suggestive pagine che attraversano i secoli, passando dalla mistica medievale fino alla sensibilità moderna di autori come Baudelaire, fanno sì che la nube diventi una proiezione del nostro universo interiore. Come osserva Enrico Lodi nell'Introduzione, la stessa scrittura di Victoria Cirlot si avvale di uno «stile correlativo» avvincente, che cattura l'attenzione del lettore in un percorso ricco di svolte e legami simbolici e culturali inattesi. A "Immagini negative", il testo che dà il nome al volume - nato da una conferenza tenuta nel 2016 a Santiago del Cile - Victoria Cirlot accosta in questa edizione italiana anche un saggio totalmente inedito, "La stella e la nuvola", che ne continua il percorso e, pur tenendolo saldamente ancorato all'eredità simbolica della cultura cristiana, lo porta fino alle forme in cui la contemporaneità più vicina a noi ha preso ispirazione, nell'arte e nel pensiero, dalle nuvole.
ill., br. Cosa passa nel cuore e nella mente di una madre quando si sente dire che il figlio che porta in grembo ha una malformazione incompatibile con la vita? Attraverso le pagine del suo diario, l'autrice ci fa rivivere quelle ore drammatiche, i tanti "perché" sorti in lei e nel marito. Inizio di un cammino, sostenuto da molte persone e dalla lettura di alcuni libri, per non essere sopraffatti dalla disperazione e riconoscere che quel figlio, come ogni figlio, chiedeva di essere accolto, amato e accompagnato verso il compimento della sua vita. Breve e significativa. Questo è il miracolo accaduto: Giacomo ha vissuto soltanto otto ore, ma ha segnato e cambiato la vita di tanti. Ha fatto sorgere domande, ha consolato, ha dato a tutti la speranza e la certezza che la vita vale. Sempre.
br. "Potrebbe succedere a chiunque nel nostro Paese: attraversi in macchina l'isola pedonale, contravvenendo al codice della strada, e invece di essere multato vieni inseguito e arrestato da vigili urbani, carabinieri e guardia costiera sulla spiaggia. Poi, con il TSO, sei rinchiuso nel reparto di psichiatria dell'ospedale della tua zona, sedato, legato, non ti viene dato né da bere, né da mangiare, ai familiari è impedito di visitarti"... Così scrive Giuseppe Galzerano nel suo intervento in questo libro. Galzerano descrive l'esperienza di un suo amico, Francesco Mastrogiovanni, maestro elementare, morto dopo più di quattro giorni di letto di contenzione cui era stato costretto per un TSO. Il processo contro i responsabili della "reclusione" è in corso.
br. Vermi dal becco duro come diamante che perforano la pelle, tritano le ossa e succhiano il midollo, dannati scarnificati, obbligati ad ingurgitare il proprio sterco bollente, sospesi a reti arroventate e fatti a pezzi da lame affilate o schiacciati da intere montagne in movimento, sono queste solo alcune delle conseguenze - e non delle peggiori - della reincarnazione nel mondo degli Inferi, monito ed invito al contempo ad abbracciare l'altra via, quella che conduce all'uscita dalla ruota del divenire, per poter accedere alla Terra Pura del Buddha Amida, dove i fiori di loto emettono luce, esseri celesti si sollazzano in piscine profumate, oro, diamanti e altri tesori inghirlandano i Bodhisattva che vi passeggiano gongolanti, immersi nella Perfezione.
brossura Le «cose ultime» sono quelle che avvengono al termine dell'esistenza umana e le conferiscono il sigillo della definitività. Nel lessico cristiano esse hanno i nomi di morte, purificazione, resurrezione, giudizio, eternità: parole fuori corso nella nostra cultura, muta sulle questioni 'ultime'. A queste parole il saggio di Guardini restituisce nitore singolare, evitando tecnicismi teologici o ingenui riferimenti materiali all'aldilà: nessuna descrizione di mondi atroci o beati, nessun uso terroristico delle realtà ultime. Piuttosto, risalta anche qui la capacità, esemplare in Guardini, di illuminare l'intelligenza e il cuore. Infatti, la sua riflessione riesce a connettere le «cose ultime» con l'esperienza storica e psicologica dell'uomo: il «non-ancora» ha un rapporto intrinseco con il «già». In ciò si riflette la visione cristiana del mondo, che intende la salvezza come il compimento di quanto nelle vicende umane germinalmente si realizza di buono, di vero, e di bello. Così, la lettura di queste pagine non suscita il senso di intimorita estraneazione normalmente evocato da tali tematiche. La sintesi di Guardini ha come cardine l'evento della resurrezione, contenuto originale della fede cristiana sulle «cose ultime»: grazie ad essa, che già conosciamo in Gesù Cristo, l'uomo entra nell'eternità di Dio: «Mai come nel messaggio cristiano si attribuisce tanta grandezza all'uomo, nessun'altra dottrina prende tanto seriamente l'uomo, e mai come per mezzo di Cristo le cose create, che esistono nella temporalità, s'innalzano con tanta risolutezza verso Dio e sono assunte in lui. E tutto questo in un modo che nulla ha del mito o della favola, ma con una serietà divina, della quale è garante il destino di Cristo». Le 'cose ultime' - nelle quali si avvera quella grande promessa che è la nostra vita - fondano così la speranza anche nel tempo dell'angustia.
ill., ril. Un libro illustrato che aiuta i bambini parlare di cose difficili come invecchiare e morire. La tata Anna è grande: sa cucinare, cucire e raccontare meravigliose storie di draghi. Durante il giorno si prende cura di un bambino, come se fosse la sua nonna. Un giorno Anna si ammala e il bambino si rende conto che sta per morire. Il ricordo di tutti i bei momenti trascorsi assieme lo aiuta ad alleviare il suo dolore. Età di lettura: da 3 anni.
br. Dobbiamo accettare l'eutanasia per le persone affette da malattie incurabili? Chi può decidere di porre fine alla vita di un uomo? Chi soffre di più, il malato o coloro che lo circondano? In un momento in cui l'eutanasia è al centro di un aspro dibattito anche nel nostro paese, Lucien Israël ci invita a riflettere, qualunque siano le nostre convinzioni e anche a costo di mettere in dubbio le opinioni più accreditate. Israël ha dedicato tutta la sua vita alla lotta contro il cancro, la sofferenza e la morte. Ha vinto tante battaglie, altre le ha perse e ha accompagnato molti esseri umani negli ultimi mesi e giorni della loro esistenza. Per lui l'eutanasia non è né un gesto d'umanità né un atto di compassione, ma un progetto che mette in discussione la professione medica e, più in generale, il legame simbolico tra le generazioni. Secondo Israël, non solo il medico ha il dovere di non arrendersi alla morte, ma deve anche infondere al suo paziente speranza, fiducia, voglia e forza di lottare. E anche quando la sua vita volgerà al termine, dovrà sempre trasmettergli il senso profondo della sua "arte", che è quello di "prendersi cura" di chi gli si affida.
br. Quando un lutto colpisce una famiglia, si tende a tacere con i più piccoli, per proteggerli. Bisogna invece affrontarlo anche con loro: se un bambino che subisce una perdita viene «accompagnato» dagli adulti in modo paziente e rispettoso dei suoi tempi, dei suoi sentimenti e delle sue emozioni, attraverserà il tunnel di quella sofferenza uscendone non solo integro ma spesso anche rafforzato. Perché dare un nome ai fantasmi aiuta a renderli tollerabili. Ma come parlare ai bambini della morte e del dolore? Con le parole più semplici e piane possibili, con favole, immagini e metafore, suggerisce Alba Marcoli, per far sì che un lutto non elaborato non diventi un trauma bloccando la crescita psicologica ed emotiva.
br. "Fai attenzione alle coincidenze, non sono mai dovute al caso... Ti prego di allenarti all'ascolto perché ogni volta che mi domandi aiuto, io rispondo; eppure se non dai il giusto peso alle 'coincidenze' il mio intervento sarà invano, e tu penserai di essere solo". Sono passati ormai vent'anni da quando ho scritto le lettere che ti appresterai a leggere tra poco e oggi quasi per caso le riprendo in mano. Sono state scritte a mio fratello a partire da quella notte del 10 aprile 2001. Scritte per darmi forza, per curarmi l'anima, per lasciare un ricordo di Vincent, di me, di Vincent con me e della ragazza che ero e che avrei voluto essere, diventare con lui, e ora penso a come sono diventata senza di lui, eppure sempre con lui. Lettere che ho buttato giù come uno sfogo, senza pesare le parole, senza pensare alle parole, senza averle prima ragionate. Lettere scritte per edificare un percorso solo mio, interiore, che mi aiutasse a sopportare la sua mancanza, a riempire il vuoto insopportabile e tremendo che aveva lasciato nelle nostre vite. Forse avrei potuto scrivere altro, avrei potuto scrivere diversamente ma il mio cuore si era fermato, insieme al suo. Scrivendo, ho cercato di lenire la solitudine che mi aveva avviluppato come in una spire, soffocandomi con una valanga di sofferenza. Perché scrivere è un riparare una ferita, diventa una terapia giornaliera, si lasciano scorrere sulla carta bianca i pensieri in mezzo al silenzio, alle parole, alla confusione, alla meditazione, alla musica. Le ho scritte sì, anche per ritrovarmi, perché perdendo qualcuno che si ama si perde anche un po' sé stessi.
br. Che cosa succede dopo la morte? Una semplice domanda, ma quante discussioni ha suscitato da quando l'uomo è comparso sulla Terra! Questa indagine, resa in forma di dialogo tra due studiosi di formazione, competenze e punti di vista assai diversi - scientifico Massimo Polidoro e filosofico Marco Vannini -, nasce dal desiderio di capire se esistano elementi sufficienti a sostegno della credenza in un possibile aldilà. Il risultato è una delle inchieste più complete sul tema della vita eterna, in cui scienza, religione, antropologia, storia e filosofia si intrecciano per cercare di illuminare il più pressante e intimo interrogativo dell'uomo.
ill., br. "La festa dell'addio indaga" i riti funerari, coniugando antropologia e archeologia. Federica Maria Riso, archeologa, consegue la laurea in Scienze dei Beni Culturali e Ambientali nel 2009 e nel 2012 si laurea in archeologia classica all'Università di Ferrara. Dal 2014 intraprende il percorso di specializzazione all'Università di Bologna. Dal 2009 partecipa a campagne di scavo in Italia e collabora con diversi Musei, associazioni e redazioni del modenese per lo studio dei reperti archeologici e per la fruizione dei beni culturali del territorio. Tra gli articoli pubblicati: Il culto funerario romano: riti sepolcrali e ricorrenze commemorative, in Pagani e Cristiani XII, Firenze 2012. Gli apparati iconografici dei monumenti funerari del lapidario romano di Modena, in Pagani e Cristiani XIII, Firenze 2013. La fornace Moretti del XVIII secolo a Finale Emilia, in Quaderni della Bassa Modenese 64, Massa Finalese 2013. Riti sepolcrali e ricorrenze commemorative in Emilia Romagna tra il I a.C. e il II d.C., in Thiasos, 2014. Le attestazioni epigrafiche di sacrifici rituali e offerte funerarie dall'agro mutinense, in Deputazione Storia Patria Modena, Modena, 2014.
ill., cart. Questo racconto moderno ci fa entrare in contatto con la natura eterna delle cose. Nel mondo, tutto cresce: l'amore, la tristezza e ovviamente anche la paura Il Giorno aiuta la piccola No-E-Poi-No a superare i propri timori, consolando anche una volta calata la notte. E la bambina lo aspetta, per sentirsi sicura. Vorrebbe che anche nell'oscurità, con i suoi raggi, il Giorno illuminasse lei e tutto ciò che ama. Età di lettura: da 4 anni.