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Features: Colour ad for the 1965 Pontiacs inside front cover; Crisis in our Classrooms - a disturbing report by June Callwood; Ohio uses a "Hospital Information System" to order drugs, assign duties, etc. in an effort to put the nurses back into nursing; Everything always comes up roses for Maureen Forrester - a look into her life and family, with photos; To Canada, with love and hisses - Harold Town; The return of hockey's proudest warrior, Ted Lindsay, with great photo; Our quiet war over peace, politicians vs. the people; Death stalks our last wild horses; Norma Bearcroft fights for the wild horses; Retired RCAF squadron leader Hugh Campbell writes that the Americans are their own worst enemies in Vietnam. Average wear. A sound copy. Book
Foglietto volante (cm 14 x 23), stampato al recto e al verso, contenente il lamento in rima del condannato a morte che si pente dei suoi delitti: 'Domattin di buon'ora / Sulla Piazza del Mercato / Li' saro' decapitato / Daro' fine al mio penar...'.
Foglietto volante (cm 13 x 20), stampato al recto e al verso, contenente il lamento in rima di un detenuto e il suo moto di gioia alla notizia della grazia ricevuta.
In-16 (cm. 17), brossura muta, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 149, (9). Prima edizione. Alone per etichetta rimossa al piatto posteriore della sovracoperta; peraltro, volumetto in ottimo stato (nice copy).
br. Il libro analizza - dal punto di vista di un tanatologo di fama internazionale - i significati culturali, le premesse psicologiche e le implicazioni etiche del caso Englaro. In particolare mette in relazione le aspettative dei familiari dei pazienti in stato vegetativo, ovvero desiderio e timore che il paziente muoia o che si risvegli, con i loro atteggiamenti psicologici fondamentali del rifiuto e dell'accettazione dello stato vegetativo. Dal punto di vista della bioetica il caso Englaro, inoltre, riapre la discussione sul concetto stesso di eutanasia e di testamento biologico, ripercuotendosi sulla giurisprudenza e sul valore dei diritti che questi concetti implicano. L'analisi di questo emblematico caso impone nuove riflessioni anche sulla relazione di aiuto medico-paziente, relativamente all'equilibrio tra rispetto della volontà del paziente e libertà di scelta del medico, secondo scienza e coscienza; e, in generale, su tutte le relazioni di aiuto, indagando la legittimità di "interpretare" la volontà di coloro che non possono manifestarla o metterla in atto.
br. Quando un bambino deve elaborare il lutto per la perdita di una persona cara si trova di fronte a un compito più o meno arduo, che può essere portato avanti con successo o interferire con i processi di sviluppo determinando disturbi affettivi, cognitivi e/o comportamentali. In una cultura che tende a rimuovere il tema della morte, gli adulti hanno spesso timore di affrontarlo con i piccoli, con l'esito di non aiutare i bimbi a elaborare il trauma in maniera sana. L'autore accompagna i genitori a parlare coi propri figli, ad affrontare le loro domande e le loro angosce. E a divenire consapevoli che, per poter tentare con loro una qualche risposta, dovranno porre, anzitutto a se stessi, molte domande. Nella prima parte del volume l'autore affronta, a partire dal famoso aforisma di Montaigne "Chi educherà gli uomini a morire li educherà a vivere", le problematiche dell'educazione alla morte indicando e illustrando le varie alternative. Nella seconda analizza, con esempi clinici, la concezione scientifica - anzitutto psicologica - dell'educazione alla morte e la concezione religiosa della stessa educazione alla morte, soffermandosi soprattutto sulla concezione cristiana, senza trascurare ebraismo, islam, induismo e buddhismo. Nella terza parte illustra la propria proposta di educazione alla morte, basandosi su ciò che la critica alle altre concezioni avrà evidenziato e sull'idea che la morte è destinata a sfuggire alle concettualizzazioni umane restando un "mistero".
Paris, 1972, in-8, brossura editoriale. Ristampa dell'edizione del 1957. Buone condizioni.
br. È del 1766 il discorso dell'avvocato generale al Parlamento di Grenoble, Servan: «Drizzate le forche, accendete i roghi, portate il colpevole nelle pubbliche piazze, chiamatevi il popolo a gran voce: voi l'intenderete allora applaudire alla proclamazione dei vostri giudizi, come a quella della pace e della libertà: voi lo vedrete accorrere a questi terribili spettacoli come al trionfo della legge». Alla perorazione dell'avvocato, ripresa in seguito nei fatti e nel tono dal Terrore rivoluzionario, Albert Camus contrappone l'appello all'Europa: «Senza la pena di morte Gabriel Péri e Brasillach sarebbero forse ancora tra noi, e noi potremmo emettere senza vergogna un giudizio su di loro, secondo la nostra opinione, mentre invece sono essi che ora ci giudicano, e noi dobbiamo tacere». Sì, per il grande scrittore francese i condannati a morte ci giudicano, loro che già sono stati giudicati da una giustizia che si vuole definitiva e risarcitoria, senza comprendere che la simmetria degli omicidi annulla la possibilità stessa del risarcimento e della necessaria prevenzione dei delitti. La pena di morte non scoraggia gli assassini, si limita a moltiplicarli. A tal punto che «non è più la società umana e spontanea che esercita il suo diritto alla repressione, ma l'ideologia che, regnando, esige i suoi sacrifici umani». Un testo, quello di Camus, la cui attualità è vivissima, oggi che l'erogazione della morte per mano del boia è del tutto scomparsa in Europa ma rimane ancora nella piena disponibilità di Stati e comunità nei quali l'irriducibilità della vita umana sembra perdere il valore che aveva acquistato subito dopo l'immensa carneficina delle guerre mondiali.
br. Questo pamphlet nacque come saggio da pubblicare unitamente a uno scritto di Arthur Koestler, promotore di una campagna per l'abolizione della pena capitale nel Regno Unito, intitolato "Reflections on hanging", che Manès Sperber aveva fatto tradurre in francese. Pubblicato nel giugno e luglio 1957 sulla Nouvelle Revue Française, il testo di Camus non rappresenta soltanto un testamento morale lucidissimo ma anche le domande e i dubbi di un intellettuale di fronte a un tema cruciale che non cessa di essere d'attualità.
Introduzione di Jean Bloch - Michel.In 8o piccolo.Brossura edit.illustrata.Prima edizione.Ottima copia.Pp.222
Milano, Longanesi,1958. In 16°pp.143n.+16nn.bross.orig.
in-8°, 238 pages, broche, couv. Bel exemplaire. [CA31-5]
in-8°, 238 pages, broche, couverture à rabats. Bel exemplaire. [CA33-5]
br. Il libro propone di affrontare quei momenti che mettono in contatto con la malattia e con la morte: il lato notturno della vita. La malattia è quella esperienza terribile che minaccia la vita di noi tutti e che ci costringe per la paura del contagio a vivere nel terrore, lontani dalle nostre abitudini e dai nostri amici. Un'esperienza, dunque, non facile da elaborare e che ci costringe a riflettere molto e a non dimenticarci della nostra debolezza e fragilità. E l'esperienza del Coronavirus ha purtroppo avvicinato tutti a questo problema. Il libro si occupa sia della malattia del paziente sia di quella dell'analista. La riflessione dei diversi autori si concentra sulla malattia somatica, sulla sofferenza e sull'angoscia che provoca e sul ruolo dell'analisi rispetto a quest'esperienza. L'analisi rappresenta spesso una possibilità per poter continuare a vivere e superare l'angoscia di annichilimento e di morte attivate dalla malattia e un aiuto alla capacità di trovare nuove risorse e nuove possibilità. Il metodo psicoanalitico di comprensione e vicinanza emotiva risponde alle specifiche necessità di questi pazienti (bambini, adolescenti, adulti e anziani) così sofferenti e degli stessi analisti e riesce ad aprire degli squarci inediti sul vissuto della malattia, sul terrore e sullo spavento che essa attiva, ma anche sulla ricchezza delle nuove esperienze. I vissuti più inquietanti che la malattia comporta riguardano il rapporto della stessa con la morte. È lì che essa ci mostra il suo aspetto più insidioso, più terribile e catastrofico.
Biblioteca Adelphi 446 - Nota editoriale 1 22x14 cm., in brossura, in copertina illustrazione a colori 'Il vaso di Delfit' di Louis Tessier, pp. 119 (4), prima edizione italiana, ottime condizioni. Canetti appartiene a quegli scrittori che nella vecchiaia hanno raggiunto un grado altissimo di libert? e sovranit? dello spirito - qui applicata a ritessere ancora una volta il suo pensiero su temi che lo hanno da sempre accompagnato: la massa, la morte, il mito...
br. I suicidi, eventi drammatici come pochi altri, hanno da sempre costituito una sfida per l'immaginazione sociologica. Se Emile Durkheim aveva dimostrato le capacità esplicative della sociologia, le sociologie costruzioniste - e, in particolare, interazionismo simbolico, etnometodologia, fenomenologia - hanno operato la resa dei conti con gli approcci positivisti. I saggi che qui presentiamo offrono una summa di grande interesse dei modi originali con cui le sociologie costruzioniste hanno re-immaginato lo studio dei suicidi andando oltre la rigidità dello schema "cause e cure" degli approcci positivisti ed arricchendo di sfumature la nostra comprensione del fenomeno. Di fronte a un panorama sociologico per cui lo studio del suicidio è ancora sinonimo di analisi durkheimiana e di dati statistici, i testi offerti in traduzione italiana illustrano l'inventiva metodologica e interpretativa delle sociologie costruzioniste e la loro capacità di illuminare aspetti inediti, tra tutti la natura socialmente costruita dei suicidi e la capacità individuale di proiettare significati oltre la morte.
Milano, Rizzoli, 1991, in-8, tela editoriale, sovraccoperta illustrata a colori, pp. 437, [11].
IN-8°, PP. 441 (5), CART. EDIT., SOVR. ILL. COL. (LIEVI TRACCE D'USO), LEGGERE BRUNITURE AI MARGINI DELLE CARTE, LIEVI SOTTOLINEATURE SPARSE A PENNA, ALCUNE POSTILLE A PENNA, STATO DI CONSERVAZIONE: MOLTO BUONO (VG/VG), (COLLANA STORICA RIZZOLI).<BR><BR>DALL'INDICE GENERALE:<BR>IN GRECIA:<BR>- IL CASTIGO<BR>- LA VENDETTA<BR>- L'ESPIAZIONE<BR>A ROMA: <BR>- IL CASTIGO<BR>- L'ESPIAZIONE<BR>- LA VENDETTA<BR>INDICE DEI NOMI, DEI LUOGHI E DELLE COSE NOTEVOLI M 426
Broch?. 167 pages.
Dustjacket is protected in mylar. ; 8.7 X 5.7 X 0.9 inches; 245 pages
In-16 (cm. 16.50), brossura illustrata, pp. 73, (7). In buono stato di conservazione (good copy).
ill., br. Il "paesaggio" è il genere nella storia dell'arte che meglio ci aiuta a comprendere lo sguardo dell'artista. Nasce liberamente dal desiderio di dare forma al mondo e di coglierne l'essenza che si sostanzia nella Natura. "Naturans. Il paesaggio nell'arte contemporanea" analizza questo sguardo in uno scorcio storico - dalla seconda metà dell'Ottocento al Novecento, fino ai giorni nostri - durante il quale, attraverso la creazione artistica, il paesaggio si trasforma in un modello per verificare la complessità del fare arte: a partire dalla pittura, passando per gli interventi sul territorio, fino alla riproduzione fotografica, in video e cinematografica. L'arte contemporanea ha articolato attorno al "paesaggio" un discorso appassionato che ha superato ogni confine, attraversato culture diverse, avvicinando Oriente e Occidente, ed è giunta a proporre una possibile risposta all'interrogativo più antico, "che cosa è l'arte?".
in-12, 463 pages, broche, couv. Bel exemplaire, non coupe. [NV-5]