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Le Dauphin Blanc 2016, In-8 broché, 253 pages. Très bon état
in-8°, 302 pages, -, broche, couverture illustree plast. Bel exemplaire. [CA28-4]
Broch?. 396 pages.
EDITORI RIUNITI 1992 XIV-179 PP. SEGNI DEL TEMPO, QUALCHE ABRASIONE (COME DA FOTO), VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO
Volume degli anni '30 del '900 in stato discreto, coperta in mezzatela con angoli, piatti illustrati in cartone rigido, alcuni segni del tempo, tracce di fioritura sparsa, bruniture, tagli e margini delle pagine un po' bruniti, pagine in buono stato, prime e ultime lievemente ambrate. Presenta 6 illustrazioni in b. e n. nel testo, VI tavole, su carta patinata, con illustrazioni in b. e n. fuori testo. Numero Pagine 392 USATO
Matita misure: mm 296 x 417 Pittore e disegnatore italiano. Mario è il quinto dei fratelli Maserati (Carlo, Bindo, Ernesto, Alfieri, Mario, Ettore), e anche l’unico ad non occuparsi di meccanica. Contribuisce tuttavia al progetto dell'omonima casa automobilistica disegnando il famoso logo del tridente prendendo spunto dalla nota statua di Nettuno di Giambologna in piazza Maggiore a Bologna. Sin da giovanissimo inizia a disegnare frequentando gli ambienti artistici a lui vicini e studiando le pitture di Pellizza da Volpedo, Giovanni Segantini, Paul Cézanne e dei pittori francesi. Frequenta l’Accademia di Brera, allievo di Giuseppe Mentessi e Cesare Tallone, interrompe gli studi a causa della guerra dalla quale tornerà ferito, e si diploma nel 1919. Successivamente con la famiglia si trasferisce a Bologna dove ha uno studio nell'officina del fratello. A partire dagli anni '20 torna a dividersi fra Milano dove abita e la sua amata Voghera dove aprirà uno studio e dove insegna arti applicate. Molti sue opere sono andate distrutte nel bombardamento dello studio nel 1946, restano molti affreschi in chiese ed edifici pubblici. Le sue rappresentazioni spaziano dalla "rigidità" accademica alle nuove tendenze metafisiche e divisioniste, la sua ricerca si concentra soprattutto dal punto di vista cromatico. In questo foglio intenso e profondo il tratto marcato della grafite steso su una carta cerulea conferisce drammaticità alla composizione. In un paesaggio spoglio, appena accennati due alberi sterzati dal vento sulla sinistra, assistiamo ad una sorte di "parata della Morte". La Morte è uno scheletro, sopra un cavallo enorme ma magro e sfiancato, regge l'asta di una bandiera nera mossa dal vento. Ai suoi fianchi un fiume di persone, di derelitti, avanza dal fondo della scena. Sulla destra uomini stanchi, raffreddati, spaventati, indossano lo stesso abito che pare una tuta da lavoro, camminano inermi, c'è chi si copre il volto forse per il vento, forse per la disperazione, e chi stringe al petto le braccia. Sulla sinistra procedono le donne nei loro lunghi abiti, affrante, doloranti, la prima con un bambino in braccio. Il primo piano è occupato dal corpo esanime di un uomo a terra su cui è riversa una donna disperata. In basso a destra, a matita, firma e data. Il soggetto potrebbe rientrare nel genere che raffigura soggetti di ispirazione sociale, di denuncia della condizione operaia o della miseria di certe classi sociali. Mario potrebbe essersi ispirato a qualche sciopero o manifestazione visto frequentando il mondo dell'industria meccanica o forse propone una riflessione sugli orrori che avrebbe da lì a poco mostrato il primo conflitto mondiale. La composizione riporta alla mente il dipinto di Pellizza da Volpedo il Quarto Stato. Buono stato di conservazione, eccetto qualche piega verticale. Si notino fori ai quattro angoli del foglio per un precedente esposizione senza cornice. Al verso, a matita e sanguigna, viene realizzato uno studio per le gambe di un uomo disteso a terra.
Buono stato, coperta illustrata in cartoncino patinato semimorbido, pochi segni d'uso, cerniera stretta, tagli appena ambrati, pagine in ottimo stato. Fa parte della collana I libri di Sant'Egidio. Numero Pagine 253 USATO
Prefazione di François Mitterrand
Mariano José de Larra (1809-1837) è il maggior rappresentante del romanticismo letterario spagnolo. Giornalista, scrittore satirico e critico letterario, pubblicò nel corso della sua breve vita oltre 200 articoli di costume raccontando al mondo, meglio di chiunque altro, la società spagnola dell'epoca. Morì suicida a 28 anni uccidendosi con un colpo di pistola alla testa. Venerato dalle successive generazioni di scrittori spagnoli, Larra in Italia è ancora molto poco conosciuto. Questa pubblicazione intende proporre con un attento corredo critico un primo importante approccio ad uno dei maggiori scrittori spagnoli di sempre. E lo fa raccogliendo gli articoli che lo scrittore dedicò alla questione della pena di morte, ai suoi risvolti etici e morali, al problema della spettacolarizzazione della tragedia. Articoli che ne testimoniano la straordinaria modernità di pensiero e le grandi doti satiriche, oltre che la bellezza di una prosa che ha contribuito a fondare la nuova saggistica europea. (Prefazione di pasquale Ciriello) Autori: Mariano Jose de Larra. Curatori: A. Guarino.
Adulti e bambini di fronte a lutti, separazioni e distacchi in famiglia. Autori: Maria Varano.
LIGUORI 1989 152 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO.<br/>
Mondadori Interno Giallo, gennaio 1995. Traduzione di Pietro Ferrari. Titolo originale: The Hand Of Chaos. Rilegato con sovraccoperta. Prima edizione. L'angolo del prezzo è tagliato. Spedizioni tracciabili con raccomandata entro 24 ore dall'ordine. First edition. Hardback cover with dust jacket in fine conditions, price clipped, no inscriptions or markings inside. Worldwide delivery.
Mondadori Superblues, ottobre 1995. Traduzione di Pietro Ferrari. Titolo originale: Into The Labyrinth. Rilegato con sovraccoperta. Prima edizione. Spedizioni tracciabili con raccomandata entro 24 ore dall'ordine. First edition. Hardback cover with dust jacket in fine conditions, no price clipped, no inscriptions or markings inside. Worldwide delivery.
8°, br., pp.(6)-324. Le pene, secondo l'autore, non devono essere un mezzo per suscitare il terrore attraverso l'esempio della punizione del colpevole poiché la società civile deve provvedere alla conservazione della società stessa e alla pubblica sicurezza senza vendetta
br. Quando un lutto colpisce una famiglia, si tende a tacere con i più piccoli, per proteggerli. Bisogna invece affrontarlo anche con loro: se un bambino che subisce una perdita viene «accompagnato» dagli adulti in modo paziente e rispettoso dei suoi tempi, dei suoi sentimenti e delle sue emozioni, attraverserà il tunnel di quella sofferenza uscendone non solo integro ma spesso anche rafforzato. Perché dare un nome ai fantasmi aiuta a renderli tollerabili. Ma come parlare ai bambini della morte e del dolore? Con le parole più semplici e piane possibili, con favole, immagini e metafore, suggerisce Alba Marcoli, per far sì che un lutto non elaborato non diventi un trauma bloccando la crescita psicologica ed emotiva.
molto buono
Broché. 346 pages.
Roma, Loescher, s.a., in-8, brossura editoriale. Estratto di pp. 11 dalla “Rivista scientifica del Diritto” Anno I, fasc. V. Annotazioni e sottolineature a matita.
ill., br. Il volume ricostruisce in un percorso cronologico, accompagnato da un suggestivo corredo iconografico, le testimonianze del legame fra arte figurativa e medicina prodottesi in Sicilia dalla preistoria al XX secolo. Il binomio medicina-arte nell'Isola prende infatti l'avvio dai graffiti preistorici dell'Addaura, pregni di significati simbolici magico-medici-religiosi, per arrivare ai novecenteschi visionari disegni di Bruno Caruso dedicati agli alienati del manicomio di Palermo, passando per i templi greci di Asclepio, le terme romane e gli hospitalia medievali per i lebbrosi.
Cerf 1972, In-8 broché, 88 pages. Bon état.
ril. Il mondo cambia velocemente, la tecnologia trasforma le nostre abitudini quotidiane, anche le più consolidate. La morale da un lato e le leggi dall'altro faticano a tenere il passo. Eppure, certi temi, certe questioni ci impongono una riflessione attenta, puntuale, veloce. Dacia Maraini, una delle più note e apprezzate scrittrici di oggi, dialoga in questo piccolo libro con il giurista Claudio Volpe sulla delicata questione del 'fine vita'. È ammissibile che una persona decida di morire, a prescindere dalla sua condizione fisica e di salute? La libertà di togliersi la vita può essere considerata una libertà degna? Si tratta di un diritto che, in estremo, può essere sancito da una legge, tenendo conto che comunque la Costituzione afferma che «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario» e che mai è consentito «violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana»? Dalle parole di Maraini e Volpe emergono molti spunti di riflessione, anche suscitati dalla cronaca di ogni giorno. Muovendosi fra il mondo giuridico-normativo e quello delle testimonianze dirette, della letteratura e della mitologia antica, "Il diritto di morire", con parole semplici e un tono sempre riguardoso, perfino commovente, aiuta il lettore a ragionare senza pregiudizi di sorta, sempre al riparo dal luogo comune, su un tema cruciale della nostra contemporaneità.
In-8 (cm. 22.30), tela editoriale, sovracoperta editoriale illustrata (minimo taglietto), pp. 314, (6). Prima edizione. In buono stato di conservazione (good copy).
br. È solo un cane. È come se fosse morto un familiare. Queste due opposte reazioni alla morte di un essere vivente sono alla base delle domande che si pone questo libro. Come reagisce l'uomo al dolore e alla morte degli animali? E perché le reazioni umane sono tanto differenti? Partendo dallo stereotipo dell'animale sano e forte, si indaga sulle ragioni e sulla natura del legame che unisce l'uomo con un animale vecchio e debole. Si esaminano poi le cause e le ragioni del male che l'uomo provoca agli animali; ed infine, attraverso interviste a veterinari e visite a cimiteri per animali, ci si sofferma sul dolore dell'uomo causato dalla morte dell'animale e sulle strategie per elaborarlo e superarlo (dai riti più o meno religiosi alla decisione di adottare un altro animale) rivolgendo particolare attenzione alle difficoltà dei bambini.
br. Apparentemente avvolta dal silenzio e dalla censura, la morte è oggi in realtà oggetto di un unico discorso, quello della tecnologia medica che pretende di definirla una volta per tutte e mette a disposizione i mezzi per manipolare quello che è sempre stato considerato un ambito "indisponibile" per l'essere umano. Contestando la monoliticità di questa narrazione unica, Mantegazza va alla ricerca di quanto si è perduto della pluralità degli altri modi di "narrare la fine". Nel folklore, nei riti religiosi, nella storia dell'arte e nell'antropologia si propone una visione della morte a più voci che, senza rifiutare il contributo della scienza e della tecnologia mediche, non vi sacrifichino il senso del mistero, l'apertura alla domanda, la problematizzazione etica e umana che la morte ha da sempre portato con sé.