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In-8°, legatura in tutta tela editoriale, pp. 552; con alcune illustrazioni fotografiche.
Mm 155x235 Collana "Einaudi Storia" - Volume in copertina rigida con sovraccoperta, 386 pagine. Libro in condizioni di nuovo con ancora il suo cellophane originale - brand new in original shrink-wrap. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
in-8 (mm 183 x 120), pp. 4. Le prime due pp. comprendono la Sentenza ed Estratto ai danni di Melchiorre Signori, le altre due pp. descrivono i fatti, ovvero atti di rapina e furto presso le abitazioni di Gio Stefani di Pozzolengo, dei coniugi Maria e Giuseppe Bortolotti di Puegnago, dei coniugi Giacomelli di Rivoltella, di Teresa Laini di Desenzano, e di omicidio: "Ma per enorme che fosse, pur non era qui tutta la malvagità di Signori. Marito e padre di quattro teneri figli teneva amorosa tresca colla moglie di Andrea Cerini da Desenzano. Questa turpe passione, che facilmente trascorre alle più abominevoli scelleraggini, lo trasse a formare il disegno di toglier di vita il Cerini, di toglier di vita la propria moglie e di unirsi in matrimonio coll'Amasia". I fatti avvennero nell'arco dell'anno 1840. La sentenza fu emanata dal Tribunale Provinciale di Brescia, in data 21 Dicembre 1842. Esemplare in buono stato di conservazione. Firma manoscritta nella partre inferiore della prima pagina.. .
Firenze, Tipografia Luigi Pezzati, 1821, secondo volume (su cinque), in-8, br. editoriale, pp. 363, [1]. Solo secondo volume d'una edizione in cinque volumi che comprendeva, oltre all'opera del Beccaria, l'esame di Aldobrando Paolini e altri testi. Questo che proponiamo in vendita contiene la seconda e terza parte dell'”Esame critico” del Paolini. Piccole mancanze alla brossura editoriale. Interno buono.
In-16°, pp. 98 + 8 di sterminato catalogo della benemerita editrice (tra cui la pubblicità illustrtata del Pinocchio). Bross, edit. in bianco e rosso con il mitico marchio del canguro. Ben 10 pagine di introduzione di Luciano VENTURA.
in-8, pp.336, antiporta allegorico fig. inc.(il rame ricalca con fedeltà quello originale del 1765), alle p. 190 e 196 fregi silografici con colomba con scettro e palma. Legatura coeva in perg. rigida, titolo su tassello al dorso. Edizione rara, probabilmente successiva alla ''sesta'' di Parigi 1766. Seguono il testo di Beccaria altre opere tra cui il ''de tormentis'', anonimo ma da attribuire a Salv. Venturini; il ''meditazioni sulla felicità'' è di Pietro Verri e appare qui per la prima volta. Nel testo della ''Risposta'' contro i Facchinei (pp. 191-275) i rimandi alle pagine del Dei delitti sono aggiornati, così non fu necessario allegare in fine un ''Avvertimento''. Esempl. assai bello.. Firpo n.10, pp.473-476. Firpo, Beccaria, n. 13..
In Lausanna [i.e. Livorno] / In Siena, [tipografia Coltellini] / per Francesco Rossi stamp. del pubblico, 1765 / [1786], due titoli legati in un volume, in-8 piccolo, legatura coeva in piena pergamena, titolo manoscritto al dorso, tagli screziati. Beccaria: pp. [2], 141, [3], 135-229, [3], l'ultima carta bianca. Con antiporta incisa in rame, vignetta calcografica (bilancia in equilibrio su spada spezzata) sul frontespizio, e fregio xilografico al recto di carta A2, con i simboli delle arti. L'irregolarità della paginazione fu causata dalla volontà del tipografo di reintegrare, rispetto ad una prima composizione a stampa, le numerose pagine omesse nel Giudizio del De Soria. Terza edizione assoluta di questa "pietra miliare" del pensiero giuridico e prima in assoluto a recare l'antiporta allegorica incisa in rame immaginata dal Beccaria. Edizione pubblicata dalla tipografia Coltellini: cfr. L. Firpo, Le edizioni del "Dei delitti e delle pene", p. 544-547, n. 4 in Edizione nazionale delle opere di Cesare Beccaria, v. 1, Milano 1984. Var. C: vignetta calcografica sul front. (bilancia in equilibrio su spada spezzata) e fregio a p. 3. Atti del Convegno Internazionale su Cesare Beccaria, Torino, 4-6 ottobre 1964, pp. 399-403. Riforma della legislazione criminale toscana: pp. 80. Con stemma xilografico di Pietro Leopoldo granduca di Toscana sul frontespizio. Il 30 novembre del 1786 il Gran Ducato di Toscana sotto Pietro Leopoldo promulgò il nuovo codice criminale; per la prima volta nella storia degli stati moderni, con questo documento, furono abolite la pena di morte e la tortura. Timbretto di possesso privato sul frontespizio dell'opera del Beccaria. Volume unico che riunisce il testo teorico fondativo dell'abolizione della pena capitale e la sua prima applicazione pratica nella storia. Ottime condizioni di conservazione.
In-16 gr. (mm. 192x123), cartonato muto coevo, pp. (8),116,(2), con fregio xilografico al frontespizio. Il vol. contiene: “Prefazione dell’editore - Introduzione - Idea dell’opera - Doppia origine delle pene - Origine di diritto delle pene - Del fondamento del sovrano di punire - Ristretto, e circoscritto l’uso e l’applicazione della pena capitale alla punizione de’ rei incorreggibili.., etc.”. "Edizione originale". “Giovanni Battista Gherardo d'Arco (1739-1791), aristocratico, economista e letterato nato ad Arco (Trentino). Ha scritto numerose opere di economia: il primo lavoro che gli valse una certa rinomanza fu la dissertazione presentata all'Accademia delle scienze di Mantova in seguito a un concorso bandito nel 1770 e pubblicata successivamente col titolo “Dell'armonia politico-economica fra la città ed il suo territorio”. Si è occupato anche di diritto costituzionale, arte, filosofia e storia”. Così Diz. Biograf. Ital.,III, pp. 789-793. Esemplare ben conservato, con ex-libris al risguardo.
Una serie di episodi delittuosi accaduti nel nostro Paese, analizzati con l'aiuto della statistica e della criminologia.
pp. 588, cm 23, brossura, nuova edizione riveduta, PBE nuova serie 650. Nuovo.
A quarantanni di distanza da cristiano davanti alla morte, dedicato a quello che accade di fronte alla morte a cristiani ed esseri umani in generale, il teologo Paolo Ricca affronta - anche attraverso un ampio excusus storico-teorico -, il tema ulteriore della possibile esistenza di un aldilà e di una vita futura, oltre la morte. "Ha senso parlare dell'aldilà, sapendo di non saperne nulla? Fin dall'antichità più remota sono state formulate sull'argomento molte teorie, tutte ipotetiche, alcune, forse, più plausibili, altre meno, che meritano di essere conosciute prima di venire eventualmente scartate. Il fatto incontestabile che non ci siano certezze (a prescindere, per un momento, da quelle della fede) non impedisce di ritenere che qualcosa, pur non essendo certo, sia possibile, a cominciare dalla possibilità che esista un aldilà, nel senso di una vita oltre la morte. Non ci sono prove che un aldilà o la vita oltre la morte esistano, ma neppure che non esistano. L'aldilà non è certo, ma è possibile." (Paolo Ricca) Autori: Paolo Ricca.
ill., br. A quarantanni di distanza da cristiano davanti alla morte, dedicato a quello che accade di fronte alla morte a cristiani ed esseri umani in generale, il teologo Paolo Ricca affronta - anche attraverso un ampio excusus storico-teorico -, il tema ulteriore della possibile esistenza di un aldilà e di una vita futura, oltre la morte. "Ha senso parlare dell'aldilà, sapendo di non saperne nulla? Fin dall'antichità più remota sono state formulate sull'argomento molte teorie, tutte ipotetiche, alcune, forse, più plausibili, altre meno, che meritano di essere conosciute prima di venire eventualmente scartate. Il fatto incontestabile che non ci siano certezze (a prescindere, per un momento, da quelle della fede) non impedisce di ritenere che qualcosa, pur non essendo certo, sia possibile, a cominciare dalla possibilità che esista un aldilà, nel senso di una vita oltre la morte. Non ci sono prove che un aldilà o la vita oltre la morte esistano, ma neppure che non esistano. L'aldilà non è certo, ma è possibile." (Paolo Ricca)
br. Nel 1995, anno della sua prima edizione, questo saggio ha scatenato aspre polemiche e accesi dibattiti, tanto da diventare un punto di riferimento imprescindibile, un classico ampiamente diffuso e tradotto. Il teologo Hans Ki'mg e lo storico della letteratura Walter Jens discutevano di una morte che viola la dignità dell'uomo: quella che spegne, talvolta dopo sofferenze prolungate artificialmente dalla medicina, un corpo e una mente piagati da malattie incurabili. Da allora i dubbi, i timori, la diffidenza che accompagnano le pratiche di eutanasia non si sono placati; Chiesa, politica e morale faticano ancora a trovare un punto d'incontro. E Walter jens oggi sta vivendo in prima persona il dramma su cui si interrogava: affetto da alcuni anni da demenza senile, è sprofondato in un mondo al di là del pensiero, al di là delle parole. Nei contributi inediti di questa nuova edizione, Hans Kling, insieme a Inge Jens - la moglie di Walter, che racconta la sua sofferenza e la sua disperata ricerca di una direzione da seguire - tira le fila del dibattito attuale e lancia un appello per una discussione oggettiva, che metta al primo posto l'uomo e la sua volontà, e sopratutto che riconosca al malato la libertà di scegliere come lasciare questo mondo.
8°, br., pp.(6)-324. Le pene, secondo l'autore, non devono essere un mezzo per suscitare il terrore attraverso l'esempio della punizione del colpevole poiché la società civile deve provvedere alla conservazione della società stessa e alla pubblica sicurezza senza vendetta
In -16° (19 x 12 cm). 52, (2) pp. Brossura editoriale. Dissertazione letta all'Accademia di Padova.
In-8 p. (mm. 207x169), cartonato rustico coevo (dorso restaur.), pp. (12),LXII, fregio tipografico xilografato al frontespizio. "Prima edizione", dedicata dall’A. al Barone Giuseppe De Sperges e Palenz (Cavaliere dell’Insigne Reale Ordine di Santo Stefano d’Ungheria, etc.). Trattato suddiviso in 16 paragrafi che contengono: “Della necessità, del fine, e della misura delle Pene in generale - Di alcune Nazioni, le quali non hanno dato la Pena di Morte - Pretesa contradizione della Pena di Morte - Se la Religione diminuisca l’impressione della Pena di Morte - Incovenienti della troppo grande estensione della Pena di Morte - Delle leggi, le quali decretano la Pena di Morte contro il Furto, ecc.”. “Il milanese Paolo Vergani (1750-1821) approfondì gli studi in storia e diritto canonico divenendo prelato. Si formò nell’ambiente intellettuale e culturale milanese dei fratelli Pietro e Alessandro Verri, oltre che di Cesare Beccaria, dal quale successivamente in parte prese le distanze. D’impronta moderata e illuminista, nel 1777 pubblicò con l’editore Malatesta "Della pena di morte", in cui si poneva l’obiettivo di elaborare una sorta di difesa del sistema criminale allora vigente, nella convinzione dell’ineluttabilità della pena di morte. La sua posizione oscillava, tuttavia, tra la necessità che la pena di morte venisse inflitta esclusivamente nei casi di maggiore gravità, in presenza di prove certe, e l’effetto intimidatorio insito nella stessa per la repressione dei reati. Anche per Vergani le leggi penali dovevano avere come fine l’utilità sociale ma, diversamente da Beccaria, sosteneva quanto le disuguaglianze delle condizioni sociali potessero giustificarne l’inflizione.. Ricevette per quest’opera il plauso su riviste come il “Journal encyclopédique”. Così Diz. Biograf. Ital., vol. 98. Fresco esemplare ben conservato, con bell’ex-libris al risguardo.
Cm. 18,5, br. edit., pag. (4) 495 più catalogo edit. di 20 pagine aggiornato al febbraio 1865 cucito in origine. Edizione originale. Importanti riflessioni etiche e filosofiche contro la pena di morte. Esemplare perfetto a fogli chiusi.
In-8, brossura, pp. 27. Estratto dal "Politecnico" fascic. XLIV, febbr. 1860. Alcune leggere sottolineature a matita, peraltro ben conservato.
Mm 140x220 Collana "Saggi". Ricerca condotta con Jean-Michel Oughourlian e Guy Lefort. Brossura originale con bandelle, 548 pagine. Timbro di biblioteca privata dismessa al frontespizio, peraltro ottima copia, poco o nulla frequentata. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Dragone, Angelo Delleani. La vita, l'opera, il suo tempo. Biella - Torino, Cassa di Risparmio di Biella (A cura della) - Stamperia Artistica - Nazionale dei Fratelli Carlo e Piero Carmagnola (corso Siracusa, 37) 1974 italian, in quarto Volume 1° (pp. XXIV+812)+Volume 2° (pp. 508)=1344 Edizione numerata impressa per il Centro Studi Piemontesi (Torino, via Carlo Alberto 59) in occasione del sessantesimo anniversario della morte del Delleani (1908-1968). Opera stampata sotto la direzione di Aldo Galli, Proto Giovanni Vespa. Esemplare n. 442. L'opera è composta da due volumi in-4° rilegati, con sovraccoperta in carta bianca con grafica in nero riportante un dipinto dell'A. a colori e riposti entro coofanetto editoriale in mezza tela verde con i piatti rifiniti in carta bianca con grafica in nero e illustrati come le sovraccoperte dei volumi (Legatoria Editoriale di Aldo Casini in Torino). Con 337 illustrazioni in b/n e CXXXIV tavole f.t. con illustrazioni a colori applicate più altre piccole illustrazioni in b/n nel repertorio. Alcune illustrazioni sono completate con foglio di carta lucida con schema grafico dell'opera. Nella maggior parte le fotografie sono state espressamente eseguite dai fotografi Giustino Rampazzi di Torino, Italo Martinero e Aldo Massini di Biella, Bacci e Perotti di Milano, De Antoniis di Roma, Giovetti di Novara e Giacomelli di Venezia o fornite da archivi professionali ed enti. Stato buono dell'opera nel complesso. Volume 1° (pp. XXIV+812. Sovraccoperta: Delleani, Il trenino, 16.7.83. Olio su tavoletta, cm 37,2x25,5): Dedica - Indice - presentazione del Presidente della Cassa di Risparmio di Biella (maggio 1974) - Prefazione del Consiglio di Amministrazione - Congedo introduttivo --- Delleani rivisitato - La nascita di un artista - Tra quadro "storico" e realtà - Sotto Superga e a Venezia - Dal "Salon" al Lungo Senna (via Venezia) - la tentazione del paesaggio - Quies, senza conversione - Oropa: l'uomo e la natura - Il coro: la processione d Fontanamora - D'inverno nella Capitale - Itinerario olandese - In montibus sanctis - La conquista del paesaggio - Rustica musa - Roma nel 1866 - Genius loci - Suggestioni lagunari - Visione come conoscenza - Fra ritratti e paesaggi - Motivi di vita torinesee - Il pittore e il suo poeta nell'inquieta fine dle secolo - Sulla soglia del nuovo secolo: arte e società - Forma e colore - L'età dei riconoscimenti - Da albi e cartelle: disegni e incisioni - L'ultima svolta - La 'scuola' dei Delleani e gli allievi - Dalle ottimistiche attribuzioni agli 'autentici' falsi --- Indice delle ilustrazioni - Indice dei nomi e dei luoghi citati - Riassunti nelle lingue francese, inglese e tedesco - Errata corrige. Volume 2° (pp. 508. Sovraccoperta: Delleani, Donne a riposo, 12.5.88. Olio su tavoletta, cm 45x31): Testimonianze e florilegio critico (L'Artista e i suoi critici - Antologia) - Il "valore"sul mercato (La fortuna commerciale - L'evoluzione dei prezzi; Sergio Ricossa - "I dati") - Repertorio cronologico delle opere - Bibliografia delleaniana; Piergiorgio Dragone - Firme, date, dediche e autentiche (Lorenzo Delleani and C.: la grafia ccome strumento di indagine - Il pittore e i suoi autenticatori: vero e falso, a connfronto; Aurelio Ghio - Documentazione iconografica) - La tavolozza dell'artista - Apparati (Indice analitico delle appendici - Albero genealogico - Documenti biografici - Attività espositiva e mostre postume - Riconoscimenti e onorificenze - Disposizioni testamentarie di Lorenzo Delleani ed estratto dell'atto di morte - Inventario delle cose e dei dipinti esistenti nello studio di L. Delleani alla sua morte -Partecipazioni di cordoglio, monumenti, vie, testi commemorativi - Regesti e tavole isocroniche - Cronache postume - Referenze fotografiche).
Mm 155x215 Prima edizione italiana. Volume nella sua brossura originale, 406 con tre cartine in nero fuori testo. Copia in buone-ottime condizioni; spedizione in 214 ore dalla conferma dell'ordine.
32p. The last story from his larger collection of the same name. Paperback Very good condition Signed by the author.
Mm 170x240 Brossura editoriale con alette, pp. 302. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In 8, p. 36. Br. ed. Raro documento testimonianza della congiura ordita dal famigerato conte Girolamo Riccini, ai danni di Giuseppe Ricci, guardia nobile del Duca, accusato di attentato alla vita di Francesco IV. Montanari e Tosi, accusati di furto, dichiararono di essere stati convocati dal Ricci in una sua villa presso Bastiglia con la promessa di 200 napoleoni d'oro nel caso avessero ucciso il Duca in occasione di una sua visita alla Chiesa dei Benedettini. Col Ricci venivano accusati di essere presenti al convegno altri quattro cospiratori: Piva, Guicciardi, Gasparini e Borghi. Il processo, ampiamente falsato, si concluse con la morte del Ricci e dei suoi presunti complici. Solo piu' tardi, nel 1865, venne riabilitato da una corte dell'Italia unita e ascritto nell'empireo dei martiri risorgimentali. L'ennesima beffa per il povero Cavaliere Ricci, duchista e anti liberale convinto.
Broché. 188 pages.