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ill.
Broché. 346 pages.
queste mie noterelle non hanno alcuna pretesa, n? letteraria n? artistica...le presento per quel che sono, cos? come son venute, col sapore del momento, come son nate nell'orto, non frutta esotiche n? figlie d'ingegnosi insetti, ma semplici, naturali, agrette e selvagge. Contraddittorie come tutto ci? che vive. Mi piaccion cos? 24x16,5 cm., in brossura, pp. 131 (1), prima edizione, in italiano, leggeri segni del tempo, buon esemplare.
Broch?. 113 pages.
[8], 92 p.+ 80 p. manoscritte in bella e regolare grafia con le Osservazioni; 18,5 cm. Tutta pergamena rigida coeva. Ottima copia, rara, unica per le osservazioni manoscritte (autore sconosciuto)
br. Questo pamphlet nacque come saggio da pubblicare unitamente a uno scritto di Arthur Koestler, promotore di una campagna per l'abolizione della pena capitale nel Regno Unito, intitolato "Reflections on hanging", che Manès Sperber aveva fatto tradurre in francese. Pubblicato nel giugno e luglio 1957 sulla Nouvelle Revue Française, il testo di Camus non rappresenta soltanto un testamento morale lucidissimo ma anche le domande e i dubbi di un intellettuale di fronte a un tema cruciale che non cessa di essere d'attualità.
br. Sogyal Rinpoche è oggi uno dei più popolari interpreti del buddhismo tibetano. Propone con questo libro una serie di riflessioni e brevi racconti che vogliono fornire lo spunto per avvicinarsi alla grande "sapienza della morte" tibetana.
In 12° (15x8,4 cm); (10), 148 pp. e una bella tavola d’antiporta incisa da Filippo Neri. Legatura di fine settecento in mezza pelle chiara con filetti e incisioni in oro al dorso e piatti foderati con bella carta coeva. La legatura conteneva una miscellanea di opere di devozionalia delle quali rimane ora solo questa. Un piccolo taglio, senza perdita di carta alle prime due carte, un leggerissimo alone, mai intenso (massima intensità al frontespizio), alle prime 5 carte e per il resto in buone condizioni di conservazione. Tagli spruzzati in azzurro. Testo in francese e italiano. Testatine, finalini e iniziali ornate. Prima edizione assai rara un solo esemplare censito in ICCU, stampato a Roma da Mainardi, di questo bel testo di devozionalia dedicato alla sacra messa ed al modo migliore per accogliere l’eucarestia. L’ultima parte contiene dei precetti per la buona accettazione della morte.
8°, pp.33 (7) + 1 tav. f.t. con ritratto fotoinc. Cop. posticcia. Fioriture. Contiene: G. De Giudici: Sul feretro di Antonio Guidotti al camposanto suburbano di Pisa gli scolari dell'universita il giorno 9 giu.1862; un ricordo dell'ab. R. Francesconi; epigramma di F.Squaglia; D.A.Bonuccelli: Carme; P.Pacini: Canzone; G.Pierotti: Stanze; Sonetti di R.Fornaciari, F.Bongi, L.Gini.
Milano, Garbini, 1883, fascicolo completo della Rivista Illustrata Settimanale, N. 217, articolo e due incisioni xil.
Toulouse, Editions Erès, 1987, in-8, brossura editoriale, pp. numerate da 285 a 919. Con interventi di importanti giuristi penalisti internazionali come M.C. Bassiouni, H.J. Vogel, A. Adinolfi, S. Rozès, A. Torio-Lopez, H. Röstad, M.-J. Boosuyt, M. Mohrenschlager, G. Kellens, M. Sassoli, L. de Cataldo Neuburger, etc. Ottime condizioni.
Paris Au Bureau de la Revue des Deux Mondes 1894, In-8 broché, 200 pages. Bon état. LA FRANCE ET L'EUROPE APRES 1815 par E. OLLIVIER -- LES COMEDIENS FRANCAIS PENDANT LA REVOLUTION ET L'EMPIRE par Victor du BLED -- L'HEREDITE MORBIDE par Ch. FERE -- Etc...
brossura Non ti aspetteresti di sentire anche dopo. Eppure la musica continua a uscire dall'autoradio, attraverso le lamiere fumanti. E Mia continua a sentirla, mentre vede se stessa sul ciglio della strada e i genitori poco più in là, uccisi dall'impatto con il camion. Mia è in coma, ma la sua mente vede, soffre, ragiona e, soprattutto, ricorda. La passione per il violoncello e il sogno di diventare una grande musicista, l'ironia implacabile di Kim e la scazzottata che ha inaugurato la loro amicizia, l'amore di un ragazzo che sta per diventare una rockstar e la prima volta che, tra le sue mani, si è sentita vibrare come un delicato strumento. Ma ricorda anche quello che non troverà al suo risveglio: la tenerezza arruffata di suo padre, la grinta di sua madre, la vivacità del piccolo Teddy, l'emozione di vivere ogni giorno in una famiglia di ex batteristi punk e indomabili femministe. A tanta vita non si può rinunciare. Ma cosa rimane di lei, adesso, per cui valga la pena restare anche domani?
br. Sono ancora nelle mente di tutti alcuni casi che hanno turbato l'Italia: il caso Englaro, il caso Welby: casi in cui il diritto alla vita è sembrato scontrarsi col diritto alla cura, la libertà col dovere terapeutico. Su questi temi così controversi si confrontano in questo libro due voci diverse: quella di un laico - Umberto Veronesi - e quella di un credente - Giovanni Reale -, quella di un medico, impegnato nella cura del corpo, e quella di un filosofo, preoccupato per definizione dello spirito. A unirli, nel confronto dialettico delle ragioni dell'uno e dell'altro, la convinzione che la moderna medicina debba recuperare il fattore umano, come avveniva nella medicina antica, debba tenere in debito conto le sofferenze psicologiche prodotte dai mali fisici e, soprattutto, debba rispettare la libertà della scelta. Nessuno può decidere sulla vita di un uomo, e meno che mai può decidere lo Stato, per legge. L'autodecisione, per guanto riguarda la vita, è irrinunciabile. Togliere all'uomo l'autodecisione significa negargli la libertà, ossia il bene più grande che Dio gli ha dato. E per questo laici e credenti possono concordare.
in-8°, 207 pp., frontispice, figures, broche, couv. Bon etat. [BL-10]
in-8°, 232 pages, relie cartonnage ed., jaquette illustree plast. Bel exemplaire (CA-27/6) [CA27/6]
Mm 145x225 Brossura originale, 167 pagine. Testo in lingua francese - french text. Ottima copia. Spedzione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In 16, pp. 28. Br. coeva. Libello antigesuitico pubblicato subito dopo il regicidio Henry IV Le Grand, avvenuto per mano di Ravaillac. Questi, fanatico cattolico, perseguitato da visioni, si convinse che il Re volesse far guerra al Papa. Decise di ucciderlo, cosa che fece il 14 maggio 1610 in Rue de la Ferroviere, pugnalandolo sulla sua carrozza. Durante il processo, nonostante le torture cui fu sottoposto, non rivelo' di avere altri complici. Mori' il 27 maggio, squartato da 4 cavalli, tra atroci torture. Subito dopo si scateno' una feroce diatriba tra coloro che indicavano i gesuiti come i mandanti del regicidio, e i gesuiti che, con alcuni scrittori come il Mariana, Coton e il Bellarmino, arrivavano addirittura a sostenere la legittimita' del tirannicidio quando il sovrano fosse eretico o senza una forte convinzione religiosa. Quando il 6 giugno il parlamento emano' un 'arret' che condannava il tirannicidio, inizio' la lunga querelle portata avanti a forza di libelli, perlopiu' anonimi quelli antigesuitici, con autore dichiarato invece quelli redatti dalla Compagnia. Il primo a comparire e' proprio questa 'Remostrance' con la quale si afferma che la mano di Ravaillac fu armata dai buoni padri. Tornando pero' al regicidio di Ravaillac, occorre considerare che se in ogni infrazione c?e' un crimen majestatis e nel piu' infimo dei criminali un regicida in potenza, il regicida a sua volta e' il criminale assoluto. Invece di fare la lotta al potere, attaccando la volonta' del potere sovrano, egli ne attacca il principio nella persona fisica del Principe. La punizione ideale per il regicida dovrebbe formare la somma di tutti i supplizi possibili: la vendetta infinita. Non esistendo una pena specifica per questo reato, per Ravaillac era stato necessario inventarla, combinando tra loro le piu' crudeli. Lo stesso accadra' nel 1757 a Damiens, fallito regicida di Luigi XV. Si puo' persino considerare che queste due atroci esecuzioni rappresentarono una moderazione dell?efferatezza della vendetta del potere, paragonata all?esecuzione dell?omicida di Guglielmo d?Orange nel 1582, durata addirittura 18 giorni. Cfr. Foucault, Sorvegliare e punire, p. 58. Duchini, Faire voir, faire croire, pp. 90-91.
227p. Hardcover Good condition, spine ends chipped Introduction signed: E.S.G.
110 pages including glossary and bibliography. "When faced with the issue of life after death, we are confronted with the greatest riddle human existence can offer. If we fail to solve this riddle, it promises to destroy us." - from back cover. Unmarked. Average wear. Solid copy. Book
in-8°, 238 pages, broche, couv. Bel exemplaire. [CA31-5]
Book is in excellent condition with very light shelf wear to covers only. Binding is solid and square, covers have sharp corners, exterior shows no blemishes, text/interior is clean and free of marking of any kind.
ISBN : 2226094539. ALBIN MICHEL. 1997. In-8 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 394 pages- bandeau d'éditeur (abîmé)
ISBN : 2226094539. ALBIN MICHEL. 1997. In-8 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 394 pages