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EDIZIONE CRITICA A CURA DI FABRIZIO LOMONACO PRESENTAZIONE DI FULVIO TESSITORE ANASTATICA DELL'EDIZIONE F. MOSCA NAPOLI 1713 LIGUORI 2005 RISPETTIVAMENTE LXIV-506 E 507-937 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI IMPERFEZIONI AI MARGINI DELLE SOVRACCOPERTE (SU ENTRAMBI I VOLUMI), PER IL RESTO PERFETTI E INTONSI. Presentata da Fulvio Tessitore, la ristampa anastatica delle Origines Juris Civilis del filosofo e giurista calabrese Gianvincenzo Gravina è curata da Fabrizio Lomonaco, professore di Storia della Storiografia filosofica nell'Università degli di Napoli Federico II. L'esemplare riproposto è tratto dalla prima e completa edizione napoletana del 1713, successiva all'edizione lipsiense del 1708; nella due "Appendici" sono riprodotti la recensione-"compendio" (in italiano) delle Origines e l'elogio dell'Autore nel "Giornale de' Letterati d'Italia" del 1711 e del 1718. L'iniziativa prosegue il lavoro della "Fondazione Pietro Piovani per gli studi vichiani" svolto a sussidio della nuova edizione delle opere di Vico. Non a caso, infatti, l'Introduzione (a cura di F. Lomonaco) indica le connessioni con la cultura "previchiana" da un lato, e con Vico stesso dall'altro. Tuttavia, non si propone un pensatore "previchiano" per opposizione o per attardato giusnaturalismo, e neppure un filosofo preparatore delle Scienze Nuove. Gravina è studiato in quanto portatore di una risposta diversa da quella di Vico a problemi non diversi: dalla polemica contro il dualismo cartesiano e la prevalenza della mens alla critica del razionalilsmo giusnaturalistico, dall'esigenza di fondare logicamente e sistemare storicamente l'ordine della humanitas, scosso dalla prepotenza hobbesiana, alla fondazione di una scientia humanitatis che, per Gravina, deve garantire l'animi tranquillitas, ripensando il nesso ciceroniano di honestas e utilitas. Ed è qui che la via di Vico diverge, incalzato dalla consapevole necessità di fondare la historia come scienza della vita, animata, fino ad essere inquieta, dagli incommoda e anfractuosa vitae, dalle affectiones, in cui si esprime tutta la forza degli uomini. Perciò, anche il comune platonismo neoplatonico, egualmente letto dalla prospettiva dell'intimismo della coscienza agostiniana, conduce Gravina e Vico a conclusioni diverse che sono, per il primo, il "sistema" della recta ratio iuris su cui si regge la "ragione universale della tranquillità pubblica" e, per il secondo, la definizione, tutta moderna, della storicità del diritto come sistema delle utilità in vista della "teologia civile ragionata", in cui l'umanità consegue la congiunzione di pietas e sapientia in nesso indissolubile e, però, mai certo o assolutizzato.
ix + 227pp., 25cm., in the series "International archives of the history of ideas" vol.133, hardback (cloth, bit soiled), stamp at verso of title page, interior and text VG, [English translation of "Traité de morale"], ISBN 0-7923-1763-7, F70918
In 16, pp. (12) + 754 + (2). Lieve danno al p. post., per il resto ottima legatura in p. pl. coeva con 5 nervi al dorso. Ed. originale di quest'opera di Thomassin, padre oratoriano, autore di diversi trattati, manuali didattici - come questo - dove da una parte applicava alla poetica e alla retorica la filosofia di Nicholas Malebranche, dall'altra avanzava una critica violenta ai testi di Richard Simon che, in l'Histoire critique di Vieux Testament, metteva in dubbio l'autenticita' mosaica del Pentateuco. Thomassin aveva infatti ricevuto dal superiore generale degli oratoriani, Abel de Sainte Marthe, l'incarico di contrastare l'ortodossia minacciata. Ottimo esemplare.
In-8, plein veau marbré de l'époque, dos à 5 nerfs orné de caissons fleuronnés, pièce de titre de maroquin rouge, roulette dorée sur les coupes, tranches rouges, (1) f., (6), 127 p. Edition originale de l'une des pièces principales dans la querelle philosophique qui opposa Malebranche, Arnauld et Bayle et qui enflamma le milieu intellectuel de l'époque. Arnauld critiqua violemment la proposition de son ancien ami Malebranche qui affirmait que "les plaisirs des sens rendent heureux". Bayle, dans un compte rendu des "Nouvelles de la République des Lettres", prit parti pour Malebranche. Il tenta de démontrer contre Arnauld que la propriété de "rendre heureux" attribuée par Malebranche aux plaisirs sensibles a pour fondement leur spiritualité: les plaisirs des sens ne sont pas matériels. Arnauld réplique et développe sa pensée. L'adresse serait fictive, l'ouvrage aurait été imprimé à Bruxelles, par E.H. Fricx, d'après le matériel typographique. (Barbier, I, col. 1079. Pour le lieu de parution: Weller, 2, 42). (Cf. Denis Moreau, 'Deux Cartésiens: la polémique entre A. Arnauld et N. Malebranche', Vrin 1999). Reliure épidermée, mors fendillés. Dos légèrement frotté. Reliure solide. Très bon état intérieur.
In 12° (15,2x8,5 cm); due tomi in un volume: (10), 237, (1 b.) pp. e 218, (6) pp. Bella legatura coeva in piena pelle spugnata. Titolo e ricchissimi fregi in oro ai tasselli ed ai nervi. Legatura a cinque nervi. Qualche strofinatura al piatto posteriore. Nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. Tagli spruzzati in rosso. Prima rara edizione di questa celebre opera, finita nell'indice dei libri proibiti nel 1690, del grande filosofo e scienziato francese, Nicolas Malebranche (Parigi, 6 agosto 1638 – Parigi, 13 ottobre 1715) che appartenente alla congregazione dell'Oratorio di Gesù e Maria Immacolata di Francia, fu studioso di Agostino d'Ippona prima e della filosofia cartesiana poi arrivando ad essere considerato, insieme all'olandese Arnold Geulincx (1624-1669) il più importante esponente dell'occasionalismo. Esiste un'edizione di quest'opera datata 1683 ma in realtà, come ben dimostrato da Sauvy a pagina 85 della sua nota opera “ Livres saisis à Paris entre 1678 et 1701”. Sauvy infatti ricostruisce come l'opera qui presentata fu scritta nel 1683, senza dubbio su insistenza di alcuni suoi amici con il quale aveva dibattuto l'argomento, arrivando a finirla intorno alla fine di ottobre dello stesso anno e appoggiandosi anche agli studi di Lelong analizza questa falsa edizione come falsa sia nella data, 1683 che nel luogo di stampa, Colonia che in realtà dovrebbe essere Rouen. L'opera che ottenne un notevole successo, attirò ben presto gli strali del mondo cattolico che ben presto inserì il volume nell'Indice dei Libri Proibiti facendo sì che l'opera divenisse molto rara a reperirsi. Malebranche superò il dualismo cartesiano fra anima e corpo asserendo che fra anima e corpo non vi sia nessun rapporto e altrettanto, nessun collegamento fra di esse sia possibile e se è vero che l'anima può pensare il suo corpo ciò non toglie che l'anima, in sé, appartiene alla natura eterna di Dio. Nell'opera qui presentata, Malebranche elabora la sua teoria morale basata sul concetto di “ordine” arrivando a costruire un sistema dove l'obbedienza alla legge e l'amore per l'ordine concepito come un omaggio alla ragione sono un mezzo attraverso gli spiriti eletti operano per la gloria di Dio. Dopo aver studiato per tre anni teologia scolastica alla Sorbonne a partire dal 1656, senza particolare interesse per la materia, iniziò ad avvicinarsi alla Congregazione dell'Oratorio fondata da San Filippo Neri, dove poi entrò nel 1660. La Congregazione, con i suoi ritmi scanditi da regole precise e la grande attenzione allo studio e alla riflessione, gli permise di dedicarsi in modo continuativo alla sua ricerca filosofica, in particolare a quella cartesiana. Dopo aver pubblicato diverse opere di basilare importanza per il pensiero filosofico occidentale, nel 1699 fu nominato membro onorario dell'Académie des sciences. Nell'ultima parte della sua vita, il suo interesse si concentrò sugli studi matematici e particolarmente su quelli legati al calcolo infinitesimale che gli permisero di correggere le leggi cartesiane sul moto. Il suo interesse per la matematica nasce dalle idee immutabili ed eterne, come quelle matematiche, che secondo Cartesio sarebbero proprie dell'uomo in quanto innate nella sua coscienza. Malebranche, anche in questo caso, arriva in realtà a superare Cartesio arrivando a dimostrare che tali idee fanno parte della sapienza divina. Pensatore instancabile e geniale,arrivò ad elaborare una “teoria dei colori” basata sulle vibrazioni che in base alla loro differenza, darebbero origine alla percezione di colori differenti. La sua opera sulla morale rappresenta una delle tappe fondamentali dell'elaborazione del pensiero di Malebranche. Come scritto nel Dictionnaire des œuvres, VI, p. 486 “La première [partie], sur la “Vertu”, pose comme fondement de la morale la vertu essentielle : “l’amour habituel et dominant de l’ordre immuable”. L’ordre est la hiérarchie de l’Etre, la loi que Dieu lui-même suit dans l’exécution de ses projets. Les qualités de l’esprit nécessaires pour acquérir la vertu sont : la force, qui nous commande d’être attentifs à la vérité et nous empêche de nous distraire du travail méritoire de l’intellect, et la liberté qui nous permet de nous éloigner des biens finis pour ne regarder que vers l’Infini lui-même. Malebranche considère ensuite les causes occasionnelles des bons sentiments, sans lesquels on ne saurait acquérir l’amour de l’ordre, puis les causes occasionnelles de certains sentiments contraires à la grâce, et qui en diminuent l’efficacité, afin de permettre qu’on puisse mieux les éviter. La seconde partie, étroitement liée à la première, traite des “Devoirs”. Ceux-ci sont subordonnés à l’objet de l’obligation : ceux envers Dieu et ses attributs, puissance, sagesse et amour, viennent en premier. La règle pour bien les satisfaire est de se conformer à la loi, à la structure, à l’action divines, de suivre les raisons mêmes de la Trinité. On passe ensuite aux devoirs envers la société humaine, dont il ne faut considérer que la destinée éternelle des membres. Le livre s’achève sur la considération des devoirs qu’on a envers soi-même ; ceux-là consistent à travailler à son perfectionnement et à son bonheur propres.Issue du rationalisme cartésien, la morale de Malebranche reprend la dualité science-vertu, pour la transposer dans la vision totale de la réalité transcendante, en orientant toutes les exigences humaines vers leur fin éternelle. L’œuvre fait ressortir l’aspect le plus authentique de l’intellectualisme de Malebranche : l’obéissance à la loi et l’amour de l’ordre conçus comme un hommage à la raison […] Les corps sont faits pour les esprits, pour les servir ou pour les mettre à l’épreuve en vue de biens d’un ordre supérieur ; les esprits sont faits pour Dieu, la vie présente pour la vie future ; la société temporelle pour la société éternelle qui la suivra. L’ordre exige que les intérêts actuels soient subordonnés et souvent sacrifiés à ceux de la vie future. […] L’ordre de la morale repose sur une immobilité d’être, une clarté de raison, qui en constituent la première et la plus authentique valeur.”. Bellissima prima edizione in legatura coeva. Rif. Bibl.: Brunet, III, 1336 ; Barbier, Dictionnaire des ouvrages anonymes, IV, 772.
A Paris, chez André Pralard, 1678- 1677 et 1678. 3 volumes in-12. Tome 1 :15 ff n.ch - 448 pp-9 (1) pp n.ch. Tome II : 56 pp chiffrées et 496 pp- 5 n ch. Tome III : 11 ff n.ch , 425 p et 7 pp non chiffrées pour la table et l'errata. EDITION EN PARTIE ORIGINALE. Le tome III est en édition originale (collatin conforme à l'EO décrite par Rochebelière) et renferme les éclaircissements sur les six livres.(Brunet, III-1335 ; En français dans le texte, III). " Entre la première édition de la Recherche de la vérité parue en 1674, et la quatrième édition in-4 de 1678, Malebranche aura considérablement remanié et enrichi de nombreux éclaircissements ce qui aura été son premier ouvrage, qui font ainsi de cette oeuvre le travail d'une vie entière. Ouvrage majeur de la philosophie de Malebranche, De la Recherche de la vérité constitue un moment clé dans la réflexion philosophique à l’âge classique. Si son inspiration est cartésienne, Malebranche y soutient d’emblée une théorie originale de la connaissance, de la vérité et de la causalité : notamment la thèse de la « vision en Dieu » des idées et l’analyse des causes de l’erreur. Plus qu’une théorie de la connaissance, c’est donc une théorie complète de l’esprit humain et de ses multiples fonctions que nous livre l’ouvrage (Jean-Christophe Bardout)."