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195033477Nrf, "La Galerie de la Pleiade", 1950. In-folio (36 x27 cm) couverture souple et rempliée éditeur, en feuilles, 171 pages, avec 38 planches en couleurs contrecollées. Introduction à la méthode de Léonard de Vinci et son annotation marginale par Paul Valéry. Vie de Léonard de Vinci par Stendhal. Textes de Goethe, Chateaubriand, Hegel, Ruskin, Th. Gautier, Michelet, W. Pater, H. James, Nietzsche, Wilde, Barrès, Spengler, malraux, Poussin, Redon, Delacroix, Prud'hon. Reproductions en noir, sépia et sanguine, et planches hors-texte en couleurs. Très bon état.
2254Nrf, Galerie de la pléiade, Gallimard, Paris, 1950.
Mm 130x205 Storia e Società. Volume cartonato rigido di pagine 441, sovraccoperta figurata con piccoli strappi ai margini. Una lacuna all'ultima pagina dell'indice con perdita di una parola, fioriture alle pagine di guardia. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
DEDALO 1999, LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME PERFETTO, MAI SFOGLIATO. La guerra sembra essere un evento che si sottrae, quasi per definizione, ad ogni possibile definizione logica. Eppure, in tutto l'arco dela storia della cultura occidentale, si è costantemente cercato di "pensare la guerra", di comprenderne la logica, anche là dove essa sembrava oscura o assente. Si può anzi affemare che non vi è autore o filone speculativo nel quale non sia possibile ritrovare il realistico riconoscimento della "dura realtà" della guerra. Nello stesso tempo, in quella stessa tradizione è ricorrente la tensione al superamento di questo vincolo e lo sforzo per individuare le condizioni per l'instaurazione di qualcosa che almeno assomigli alla "pace perpetua".
EDITORI RIUNITI 1975 413 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO, TRACCE DI POLVERE AI TAGLI, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO.
PENDRAGON 1999 192 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO, PERFETTO E INTONSO. Il libro è insieme una introduzione al pensiero di Deleuze - uno dei più importanti filosofi contemporanei - e una ricerca originale sulla concezione di “istituzione” rintracciabile soprattutto nei primi scritti. L’autore raccoglie in questo suo testo, con modifiche e integrazioni rilevanti, alcuni suoi contributi realizzati per diverse sedi: riviste, introduzioni a volumi ecc., per proporre un passo in avanti negli studi deleuziani, un approfondimento dei temi essenziali per la comprensione dell’intera ricerca del pensatore francese. In quest’ottica va appunto collocata la sottolineatura del pensiero di Deleuze su concetti come “istituzione” e “istinto” (un presupposto “forte”, quest’ultimo, per la collaborazione successiva con F. Guattari) e la proposta della centralità filosofica della “coppia” Spinoza-Nietzsche per un pensiero attento alle dimensione del corpo, del desiderio, della potenza di vita. Ubaldo Fadini insegna attualmente alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze. È autore di Il corpo imprevisto. Filosofia, antropologia e tecnica in Arnold Gehlen (Franco Angeli 1988), e Configurazioni antropologiche. Esperienze e metamorfosi della soggettività moderna (Liguori 1991). Ha pubblicato inoltre numerosi saggi sulla filosofia del Novecento (da T. Lessing a G. Deleuze e P. Virilio). Ha curato negli ultimi anni la raccolta di colloqui tra Adorno, Canetti, Gehlen, Desiderio di vita. Conversazioni sulle metamorfosi dell’umano (Mimesis 1996); la raccolta di saggi di G. Deleuze, Divenire molteplice (Ombre corte 1996); l’edizione italiana di P. Virilio, La velocità di liberazione (Strategia della Lumaca 1997).
1991124244Darmstadt: Wiss. Buchges. 1991. 224 S. Reg. Kart.mS.
Mm 155x210 Collana "Il pensiero e la storia / Istituto italiano per gli studi filosofici". Volume nella sua brossura originale con alette, 191 pagine. Opera in condizioni molto buone, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta, timbri al frontespizio, colophon e all'interno del volume; la copertina mostra leggeri segni d'uso. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
pp. 191, cm 24x16, rileg. edit. con sopracoperta.
196152932Darmstadt : Wissenschaftliche Buchgesellschaft / WBG, 1961. 487 S. (25 cm) Leinen / gebundene Ausgabe
1989F108770Rome, 1989 266pp., 21cm., text in German, Doctoral Dissertation (Inaugural-Dissertation zur Erlangung des Grades eines Doktors der Philosophie in der Fakultät für Philosophie der Pontificia Universita Lateranense, Rom), stamp at verso of title page, text is clean and bright, good condition, F108770
266pp., 21cm., text in German, Doctoral Dissertation (Inaugural-Dissertation zur Erlangung des Grades eines Doktors der Philosophie in der Fakultät für Philosophie der Pontificia Universita Lateranense, Rom), stamp at verso of title page, text is clean and bright, good condition, F108770
196938832Emmendingen: W. Treher. 1969. 374 S. 8° 1. Ausgabe Orig.pappband, Vorsatzblatt entfernt, sonst gutes Ex.
19752081402110004114Iwanami bunko 1975. Soft Cover. Fine. Number of books: 3 Iwanami bunko paperback
19952092902137502990Iwanamishoten 1995. Soft Cover. Fine. Size: A5 Number of books: 2 Iwanamishoten paperback
196713171CBNeuwied / Berlin, Luchterhand Verlag (= Soziologische Essays), 1967. 8°, 101 S., original Kartonage (Paperback), Einband minimal berieben und am Buchrücken unten wenige Kleberestspuren eines Signaturschildes, Bibliotheksexemplar mit den üblichen bibliothekarischen Stempeln und Vermerken, sonst gutes, textsauberes Exemplar (2ho)
197121022CBNeuwied am Rhein [u.a.], Luchterhand (= Soziologische Texte Band 10), 1971. 8°, 363 S., original Kartonage (Paperback), 3. Auflage zwei zarte Längsfalten auf Buchrücken, kleiner Besitzervermerk oben auf Vorsatzseite, auf den ersten Seiten einige feine Bleistiftunterstreichungen und gelegentliche Bleistiftkurzanmerkungen am Seitenrand, sonst schönes, sauberes Exemplar
Mm 150x230 Edizione inglese / English edition - Brossura editoriale di x450 pagine, interno come nuovo / book pages as good as new. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE
pp. 450, mm 235x155, rileg. edit. con sopracoperta.
In-8°, pp. 263, brossura editoriale.
prefazione di Lelio La Porta La Città del Sole 2005 311 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO, PARI AL NUOVO. Filosofo autonomo evoca il titolo del saggio di Tibor Szabó: «filosofia originale e autonoma» ricorda l’autore a più riprese in corso d’opera, affidando all’ipotesi di un tertium datur l'incoatività di un percorso teorico che miria una «ricostruzione scientifica e disinteressata» di quanto, in un continuo-discontinuo, l’impresa filosofica e vissuta di György Lukács ha lasciato in eredità al secolo ‘globale’. Un tertium datur che, entro e oltre l’indiscussa vis polemica attraverso la quale gli scritti e il personaggio di Lukács hanno impresso sul trascorso selciato filosofico, estetico e politico la loro contraddittoria pregnanza, permetta di rileggere e di riconsiderare in «totalità» la figura del pensatore ungherese, restituendo al dibattito intellettuale i lineamenti storico-teorici dell’evoluzione della riflessione lukácciana. Una «vita complessa, multiforme, non rettilinea, non omogenea ma autonoma», sottolinea l’autore, fornendo tra numerosi aneddoti biografici, un’articolata ricostruzione dell’itinerario scientifico del pensatore Lukács. In ciò metaforicamente ‘fedele’ al principio lukácciano secondo cui giusto compito è «ristabilire nella vita stessa l’uomo ‘totale’, l’uomo completo… oltre ogni deformazione e frantumazione», lo studio di Szabó lascia scorgere in toto, attraverso un ricorso serrato alle fonti e in un puntuale confronto con l’ermeneutica critica lukácciana, l’equilibro instabile sul quale giacciono i nuclei teorici essenziali del pensiero di Lukács. Senza indulgenza verso gli spettri più inquietanti della personalità e della prassi di pensiero lukácciana, misurando inoltre l’immagine ufficiale e stereotipata del filosofo con i tentativi altrettanto strumentali di depoliticizzarne gli intenti, l’autore non rinuncia a verificare di volta in volta l’irriducibilità del contributo lukácciano a un primo o a un secondo momento della sua speculazione. Né il «mito ideologico del giovane Lukács», né una sopravvalutazione della riflessione matura del filosofo sono atti a rendere la complessità del profilo dottrinale dell’opera lukácciana la quale, benché non si presti neppure ad un’operazione di riduzione sintetica unitaria, registra al suo interno una peculiare costante. Peculiare, in quanto costante e ‘peculiare costante’ in quanto in sé ambivalente: è in simile orizzonte che il saggio di Szabó rintraccia la componente originale delle considerazioni e della personalità di Lukács. È in questione qui una singolare tensione etica che, accompagnando per intero a mo’ di ragione interna l’opera del filosofo, costituisce senza soluzione di continuità e non senza apparente incongruenza la ‘ragione’ stessa dei tournants e delle scelte più eticamente discutibili dell’operato di György Lukács. ‘Tattica e etica‘, «fermezza e flessibilità», per l’appunto; diade contraddittoria che, se al cospetto della «coerenza, verità intransigenza e responsabilità» dell’esempio gramsciano fa di Lukács il «grande sopravvissuto», costituisce allo stesso tempo l’asse portante dell’ ontologia, dell’estetica e dell’antropologia luckácciana. Più simile alla soluzione etica aristotelica (Aristotele, ricorda l’autore, «fuggì da Atene dopo essere stato accusato») che alla scelta morale socratico-gramsciana, la condotta lukácciana, afferma Szabó, ricorda in immagine e contro il modello di Giordano Bruno, la politica di ritrattazione operata da un altro grande del Rinascimento, Galileo Galilei: «per sopravvivere nelle situazioni di crisi, Lukács riconobbe la necessità del cambiamento di atteggiamento[...] si sente assolto dalla colpa in quanto “esistono delle situazioni – tragiche situazioni – nelle quali è impossibile agire senza attirare su di sé una colpa[…] e se Iddio avesse posto il peccato tra me e l’azione che mi è stata imposta, chi sono io che possa sottrarmi ad essa?”». I presupposti e gli esiti di simile ‘ragione’ etica si riscontrano – in un tentativo mai raggiunto di edificare un'etica sociale «scientifica» fondata ontologicamente – nell'elaborazione conclusiva di una antropologia filosofica la quale, come interrogazione sull'essenza e sul ruolo sociale dell’uomo a contatto con la necessità storica, convoglia in sé le tesi più proficue dell’intera produzione del filosofo. Non è un caso, infatti, che la soluzione luckácciana rintracci il proprio nucleo tematico esattamente a ridosso di quel concetto di Totalità, categoria-cardine del suo progetto filosofico e ideologico. Unità nella Totalità che – tertium datur – ‘si dà’ , si impone a titolo di superamento d’ogni dualismo giacente al di sotto della coppia antinomica per eccellenza dell’universale-singolare e dell’oggettivo-soggettivo. E’ in tale sede, difatti, che Tibor Szabó rintraccia, ricostruendo l’«originale» operazione di commistione sintetica attraverso la quale Lukács procede alla formulazione della propria teoria (ricorrendo anche a tesi in precedenza severamente criticate) gli apporti più significativi della sua riflessione. Non senza rilevarne opportunamente l’andamento ideologico, l’ingenuità valutativa e il grado di astrattezza, è al tenore delle considerazioni lukácciane sulle nozioni di democrazia, di manipolazione e di critica al totalitarismo, che l’autore riconosce il valore d’insegnamento e un accento contemporaneo. Ne raccoglie l’eco, il Testamento Politico di György Lukács, in appendice al saggio: da «ideologo», non da politico («non mi considero un politico», precisa Lukács) il filosofo - pronunciandosi in merito alla situazione ungherese allora attuale - appronta, con uno sguardo retrospettivo sul trascorso storico stalinista, una esquisse per una teoria e per una auspicata realizzazione di una triplice dinamica di democratizzazione della vita quotidiana, di corretta politica per un lavoro qualitativamente ben fatto e di progressiva opera di culturalizzazione. E’ qui che Lukács lascia scorgere, contro ogni «estetizzazione del passato» e oltre i toni astratti dell’Ontologia, una diversificata e avvertita concettualizzazione del fenomeno lavoro, di una «qualità del lavoro» e di una «cultura di qualità» che, uniche, dovrebbero - desideratum -rivestire il campo della necessità per la libertà umana e assurgere a conditio sine qua non di un’autentica consapevolezza democratica.
19791156293Frankfurt am Main : Suhrkamp, 1979. 223 S. ; 18 cm, broschiert.
197020804Berlin, Walter de Gruyter, 1970. Gr.-8vo. XI, 459 S. OLwd. m. geprägt. Deckel- u. Rückentitel sowie Orig.-Schutzumschlag.
198239527Berlin, New York: de Gruyter 1982. VII, 55 S. OKart. 21x13 cm.