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Paris, Editions du Sagittaire, Simon Kra, La Revue Européenne - N° 36, 1928. In-12, broché, 213 pp. Portrait en frontispice. Première édition.
Wolfgang Sahlfeld affronta da un'angolatura nuova uno dei "miti" più antichi della storia della critica pirandelliana - quello di un Pirandello considerato, in virtù dei suoi studi a Bonn, più "tedesco" che "italiano" in quanto ad idee filosofiche - mettendone in rilievo pregiudizi, false piste ed errori vari accumulatisi fino ai giorni nostri. Autori: Wolfgang Sahlfeld.
ill., br. Grazie all'analisi di tre significative opere metareferenziali del Novecento italiano (la commedia Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello, il romanzo Menzogna e sortilegio di Elsa Morante e il film Amleto di Carmelo Bene), il volume mira a dar prova della capacità dell'arte di gettare una luce nuova sulle questioni transdisciplinari del fenomeno linguistico e dei fondamenti della conoscenza. Dopo aver approfondito, nel capitolo introduttivo, come nel Novecento la riflessione autoreferenziale abbia interessato discipline come la filosofia continentale, la filosofia (post)analitica e la matematica, il volume si concentra sulle tre fonti primarie. Nell'indagare i modi e i limiti dei rispettivi media, esse mimano il tentativo auto-fondazionale del pensiero logico-linguistico, esibendo performativamente lo stallo aporético a cui tale sforzo pare destinato. Le opere artistiche esaminate costituiscono dunque le tappe di un percorso interpretativo transmediale, che permetterà di mettere gradualmente a fuoco la soglia estrema del dicibile e del conoscibile: la presa di coscienza dell'in-intelligibilità dell'accadere linguistico, inaccessibile origine del sapere. Prefazione di Alessandro Carrera.
Volume in 8°, brossura editoriale, titolo inquadrato al piatto ed al dorso, occhiello, frontespizio, 251 pp.. Le due belle commedie di Pirandello in una edizione dell'inizio Novecento. Lieve brunitura della carta. In bello stato, in barbe.
pp. 228, in 8°, bross., Publ. dell'Istituto di Studi Pirandelliani, 9
br. Fa meraviglia - osserva l'autore - che Pirandello non conoscesse Freud. La sua stessa esistenza fu determinata da quel tema del doppio che costituisce il centro della sua poetica. Da un lato, per la prima volta, scopriamo un "sentimento del pudore" dominante che segna di vibrante disperazione sia l'inesausta passione senza amore per la moglie preda di turbe psichiche inguaribili, sia l'amore senza speranza per la giovane Marta Abba, sua creatura artistica e donna restia a ogni rapporto sentimentale. Dall'altro l'instancabile confessarsi nelle opere: "credo che nessuno scrittore più di Pirandello abbia rivelato se stesso e la propria vita nelle novelle, nei romanzi e nei drammi; a volte con veli esilissimi a volte direttamente". Questa doppia chiave, il pudore e il disvelarsi, offre a d'Amico - che, sposo della nipote del grande drammaturgo, poté vedere le vicende del nonno molto da vicino - la traccia per seguire Pirandello in una biografia intellettuale e sentimentale parallela, con episodi e valutazioni critiche del tutto nuovi. In una circolazione continua della vita nelle opere e delle opere nella vita, il racconto biografico si accosta al pulsare doloroso del "grande e infelice artista", ma offre anche un modello originale di far critica viva.
297, [2] pp.; 24 ill. in nero f.t.; 19,5 cm. Tela edit. senza sovrac. Dorso scolorito, fioriture ai tagli e alle prime e ultime pagine, modeste tracce d'uso. Firma al riguardo
pp. 293, cm 23x14, bross.
Milano, Mondadori, (1944), in-8, cartone editoriale, titolo oro, pp. 297, (2). Con 24 tavole in b.n.
Milano, Mondadori, 1944, in-8, tela editoriale, fregi e scritte oro sul dorso. pp. 297. Fotografia di Pirandello in antiporta e tavole fuori testo.
8°, pp.291 (5) + 24 tavv. f.t. T. tela edit., picc. mancanze al dor. Firma all'occh. Indice: La patria; La famiglia materna e paterna; Il pulcino; Io sono il tuo signore Iddio; Rivelazione dell'amore e della morte; Origini della cultura e fondazionbe d'un teatro; Rovesci di fortuna, si passa a Palermo; Prova pratica della morte e dell'amore; Il convento;Le poesie; Suicidio per amore; Banca Romana; Bonn am Rheim; Primavera sul Reno; Da sposo a frate; Prende moglie; La meteora; La sfortuna; La frustata; Gelosia; Ritorno; Marito; I segreti; L'animale ragionevole; Tra Musco e la guerra; Antonietta; Bengala; Tra la metafisica e una villa; Il teatro Odescalchi; Marta Abba.
In 8o, pp. 246, brossura. Prima edizione, leggere fioriture, difetti al dorso (tracce di colla), firma di proprietà, ma ottimo (08724/LUIGI PIRANDELLO)
br. Il presente volume affronta, sulla base di documentazione archivistica, l'esperienza di Luigi Pirandello accademico d'Italia. Occupando gli ultimi otto anni dell'esistenza dello scrittore (1929-1936), tale carica ne emblematizza l'intera parabola umana e artistica, in tutte le sue contraddizioni. A cominciare da quella della fedeltà al fascismo, la cui nota problematicità viene ulteriormente suffragata dal rapporto con la massima istituzione culturale del regime, nei cui confronti egli fu certo insofferente pur però senza mancare di adoperarsi in diverse occasioni, se non altro allo scopo di vedere coronate talune aspirazioni: su tutte, la vittoria del premio Nobel per la letteratura nel 1934. Il ritratto delineato è quello di una personalità che nell'incarico di accademico vedeva messo alla prova un irrisolto contrasto tra anarchismo del grande artista e necessità di ossequiare le regole indispensabili all'assecondamento dei propri obiettivi: ne scaturisce il profilo di un compromesso difficoltoso, emblematico di una vicenda che come poche altre nel Novecento culturale italiano ha sperimentato i privilegi ma anche i tormenti dell'uomo pubblico.
In-16 (cm 18,5x11), pp. 167, brossura edit. ill. Manca frontespizio, sottolineature a penna al sommario. Interno buono
In 16°, br. edit. con ali, pp. 4,180,(4); PRIMA ED., copia molto buona. (x027) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
In 8o, pp. 284, brossura. Prima edizione, leggere fioriture e tracce di colla al dorso, firma di proprietà, ma egualmente ottimo (08725/LUIGI PIRANDELLO)
Nino Genovese, Sebastiano Gesù La musa inquietante di Pirandello: il cinema. , Bonanno 1990, Condizioni buone: copertina sporca dorso con lievi segni di usura, tagli sporchi, pagine come a nuovo Buono (Good) . <br> <br> Copertina flessibile <br> 504<br> 8877960000
Milano, Mondadori, 1959, 16mo cartonato originale, pp. 174 (Maschere nude). Piccoli strappi riparati al dorso.
pp. 193, in 8°, brossura, Biblioteca di Cultura Moderna, 1045. Nuovo.
Firenze, Università degli Studi di Firenze - Facoltà di Lettere e Filosofia, 1980, in-8, piena tela, pp. (2), 141, (5). Con ampia bibliografia. Testo stampato solo al recto. Invio autografo dell'autore.
br. Il saggio di Rosaria Lo Russo indaga uno degli aspetti centrali della poetica di Pirandello: il mistero della creazione del personaggio dalla mente dell'autore. Appena acquisita concretezza come immagine, il personaggio rivendica la propria autonomia e chiede di vivere nella dimensione narrativa o drammaturgica. Ciò comporta, per il teatro, che l'attore, in particolare l'attrice nel ruolo di Primadonna, interprete prediletta dallo scrittore siciliano, si presti a reduplicare lo stesso processo creativo avvenuto nella mente dell'autore. L'analisi spazia attraverso tutta l'opera di Pirandello, dalle prime poesie al Mito dell'arte e, in questo percorso minuziosamente analitico, si produce uno scarto molto significativo quando viene evocato il mito di Endimione in cui Luciano di Samosata raffigura il mondo dei Seleniti, esseri lunari che si riproducono per partenogenesi. Si rivela così un Pirandello lunare che era emerso talora nei discorsi critici ma che non era mai stato analizzato con la profondità e l'esaustività del saggio di Lo Russo. Le implicazioni di questo studio inducono a ripensare tutta l'opera dello scrittore sotto una nuova luce.
trad. di Libero Bigiaretti n. 22 tela edit. con sovrac. ill., taglio sup. colorato, rotture e lievi mancanze in sovrac.
Legatura in cartoncino rigido, con titolo in tasselli dorati, a piatto e dorso, protetto da sovraccoperta con bandelle, leggermente lesionata e brunita. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, ossidate da tonalità seppia, come i tagli. Volume n. CLXXXVIII ( 188 ) della collana. Numero pagine 163. USATO
br. In un epistolario assolutamente immaginario, l'autore mette a confronto due giganti del secolo scorso: Leonardo Sciascia e Luigi Pirandello chiamandoli a dibattere su quello che è stato il tema centrale della loro opera: la verità, e a rispondere a quello sconvolgente interrogativo - quid est veritas - che duemila anni fa Ponzio Pilato rivolse a Gesù Cristo. Dal raffronto tra i punti di vista di Pirandello e Sciascia, emergono convergenze, dissensi, contraddizioni che sono stimolo per una riflessione non inutile e non banale.