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br. L'analisi della comicità in Kafka di Guido Crespi ha una carica innovativa rispetto all'interpretazione che di Kafka vede solamente l'artefice di un'opera che contestava dall'interno le ragioni che rendono possibile il totalitarismo. È evidente, come scrisse Kundera nei "Testamenti traditi" che lo scrittore, lungi dall'essere alienato dal suo riso, in realtà "si diverte per noi" mentre inscena le sue storie condendole con crudeltà e sadismo, tanto più notevoli perché serviti freddi con una prosa al tempo stesso allusiva e trasparente (in apparenza, ma sempre con la doppia camera di compensazione del "simbolo nascosto"). David Foster Wallace nel 2005 scrisse che "la comicità di Kafka dipende da una sorta di letterarizzazione radicale di verità solitamente trattate come metafore" dispiacendosi di non essere capace di far comprendere ai propri studenti "che Kafka è comico". Il maggior studioso contemporaneo dello scrittore boemo, Reiner Stach, si è voluto concedere alla fine del monumentale lavoro biografico durato circa vent'anni, un libro propriamente "kafkiano", ovvero composto con "99 reperti" che ci offrono tutti insieme i tratti somatici dell'Uomo-Metamorfosi. Eccone alcuni: "Kafka bara all'esame di maturità", "Kafka s'infuria", "Kafka vorrebbe essere come Voltaire", "Kafka e Brod perdono al gioco i soldi della cassa comune per il viaggio". Il ritratto che ne esce, dove si mettono a nudo i tic di un uomo apparentemente come altri, ma che delle sue ossessioni - compresa quella sessuale, su cui il comico di Kafka si sbizzarrisce non poco (la sua Brunelda era rimasta nel cuore di Fellini, anche se non riuscì a farci il film che avrebbe desiderato, all'incrocio fra la Gradisca e la Grosse Margot) - ha saputo darci il succo più puro e per questo anche il più pericoloso, è a tutti gli effetti una maschera da Commedia dell'arte e non è da escludere che la figura longilinea di Kafka, i suoi tratti minuti e appuntiti del volto, possa trasformarsi nel burattino del ventriloquo, in perfetto abito di gala, che apre e chiude la sua bocca per pronunciare battute franche e crudeli a cui si dà ascolto come un divertimento ma che arrivano a toccare i nostri più nascosti orgogli. Come il saggio di Crespi dimostra. Prefazione di Alessandro Paci.
No marks or inscriptions . No creasing to covers. A very clean very tight copy with bright unmarked boards and no bumping to corners. 163p. This issue includes Billy Bunter annuals and paperbacks, John Creasey's pseudonymous works, Franz Kafka, Bette Davis, Sir Charles Oman historian, London Book Fairs, Erskine Childers, index and letters and classified..
In-8 (cm. 22.70), brossura illustrata, pp. 443, (3). Texte en français. Introduction de Elian-J. Finbert. Carte ancora intonse. Tracce d’uso ai tagli della brossura. Ex libris e segnatura al risguardo anteriore. Peraltro, volume in buono stato di conservazione (good copy).
Saggi 758. In 8°, bross. e sovraccop., pp.286.
in-8°,, 313 pp., broche, couv. Bel exemplaire, complet de sa bande pub. [MI-3] Analyse de l"oeuvre de romanciers et de philosophes tels que Dostoïevski, Kafka, Graham Greene, Malraux, Koestler, Malebranche, Kant, Hegel, Jaspers, etc.
br. "Come entrare in un'opera come quella di Kafka? un'opera che è un rizoma, una tana?". Proprio come il Castello, essa presenta molteplici ingressi, senza che si sappia quali siano le leggi che ne regolano l'uso e la distribuzione. Si potrà allora entrare da un punto qualsiasi, non ce n'è uno che valga più dell'altro, nessun ingresso è principale o secondario. Deleuze e Guattari scelgono di partire dal concetto di lingua (e letteratura) minore, facendone il cardine di un vero e proprio programma filosofico-politico e la chiave per rileggere, insieme con l'opera di Kafka, tutta la letteratura del Novecento. Letteratura minore non vuol dire letteratura in una lingua minore, ma letteratura di una minoranza che impiega una lingua maggiore. Di fronte a una triplice impossibilità (impossibilità di non scrivere, impossibilità di scrivere in tedesco, impossibilità di scrivere in un'altra lingua), Kafka ha deciso di usare - e qui sta il suo genio - il tedesco come lingua minore. "Di grande, di rivoluzionario non c'è che il minore. Odiare ogni letteratura di padroni. Attrazione di Kafka per i servi e gli impiegati - stessa cosa, in Proust, per i servi e il loro linguaggio. Ma, altrettanto interessante, la possibilità di fare della propria lingua un uso minore. Essere nella propria lingua come uno straniero... Quanti stili, o generi, o movimenti letterari, anche minimi, sognano una cosa sola: assolvere una funzione maggiore del linguaggio, offrire i propri servizi come lingua di Stato, lingua ufficiale... Fare il sogno al contrario: saper creare un divenir-minore - c'è una chance per quella filosofia che per secoli formò un genere ufficiale e referenziale? Oggi l'antifilosofia vuol essere linguaggio del potere. Approfittiamone".
brossura A un secolo di distanza dalla sua stesura, il Processo kafkiano è sempre di stretta attualità. Il presente lavoro si propone di inquadrare l'opera dal punto di vista del suo frammento originario, l'apologo "Davanti alla legge", l'unico che Kafka ritenne degno di essere pubblicato come racconto e che sarà inserito nel penultimo capitolo del romanzo. Orson Welles, cogliendone la portata fondamentale, farà di quel frammento il prologo del suo film ispirato all'opera kafkiana, offrendone allo spettatore una chiave di lettura contemporanea.
in-8°, 112 pages, broche, couv. COMME NEUF. [NV-8][NV-33] Jorge Luis Borges, L’Aleph ; Franz Kafka, Le Château. etc.
Fine English Paperback. Pbo. Demy 8vo. (21,5 x 16 cm). In Turkish. 120, [1] p. First Edition. Insan - mekân iliskileri ve Kafka.
EDIZIONI PAOLINE 1960 695 PP. SOVRACCOPERTA STANCA E CON QUALCHE STRAPPETTO, TIMBRO DI BIBLIOTECA ESTINTA ALL'ANTIPORTA E AI MARGINI DI QUALCHE PAGINA (SENZA COMPROMISSIONE NELLA LETTURA DEL TESTO), TALLONCINO DI CATALOGAZIONE AL DORSO DELLA SOVRACCOPERTA, PER IL RESTO OTTIME CONDIZIONI GENERALI.
F. KAFKA Il processo d Franz Kafka. Versione e prefazione di Alberto Spaini. Torino, Frassinelli 1960 italian, 349 BTT65 Copertina rigida volume in buone condizioni,copertina in buone condizioni, interno in ottimo stato eccetto firma di appartenenza, legatura salda, con cafanetto morbido 349 pagine circa Copertina come da foto
ill. Ferrari inizia rilevando: "I dati sono inequivocabili: uno studio del 1988 mostra come, escluso Shakespeare, ogni anno sono stati pubblicati più studi critici su Kafka che su ogni altro scrittore". Di fronte a tale primato, un nuovo studio critico assume significato se ha un'impronta di assoluta originalità, in una materia così polivalente per la quale, come scrive lo stesso Ferrari, le interpretazioni anche più contrastanti trovano qualche aggancio nello scrittore praghese. è quanto accade con questo libro, la cui originalità consiste nel verificare documentatamene, nella tematica kafkiana, una delle manifestazioni letterarie più efficaci della piena affermazione di quella mentalità che Ferrari aveva trattato nel suo monumentale (quasi mille pagine) "La nascita dell'individualismo economico".
br. "Potrebbero addirittura commuovere le parole che Franco Fortini rivolge a Kafka in un testo uscito sulla «Lettura» del 17 gennaio del 1946, forse perché pensate da un giovane che all'epoca non aveva ancora compiuto trent'anni e sentiva il peso della Storia attaccata come fango alle suole delle scarpe. «Kafka è morto nel 1924» - scrive -. «Potrebb'esser morto l'anno passato, a Auschwitz, o a Belsen, questo ebreo di Praga». [...] Posticipare di vent'anni la sua morte (nient'altro che un'ipotesi suggestiva, una chiave di lettura a posteriori) è dunque un espediente attraverso cui Fortini intende fissare una propria categoria interpretativa, l'unica a suo giudizio in grado di dare credibilità all'idea di un Kafka che travalica le porte del tempo per farsi "angelo della Storia", secondo la definizione di Walter Benjamin, per avvalorare in altre parole l'immagine di un Kafka trattato alla maniera di un profeta o di un legislatore i cui passi provengono dal passato e si rivolgono all'infinito. «Egli ha saputo quello che noi abbiamo soltanto vissuto»: è sempre Fortini che scrive così. Sapere è qualcosa che precede l'azione del vivere, è la lucida epifania di chi ha già visto l'apocalisse e la vuole raccontare a un'umanità incredula." (Giuseppe Lupo). Note bibliografiche a cura di Elisabetta Nencini.
Collana “Narratori Stranieri Tradotti”, XXXI. Un volume di XII-205 pagine, brossura editoriale (manca la sovracoperta). Dimensioni: 16x22 cm. In barbe. Minime tracce d'uso alla brossura, per il resto ottime condizioni. Ritratto in b/n dell'Autore in antiporta. Prefazione e traduzione di Alberto Spaini.
Franz Kafka I racconti. Milano, Biblioteca Universale Rizzoli 1980 italian, 626 ST1169 Opera con copertina morbida in brossura. 626 p. ; 18 cm.
Franz Kafka Il messaggio dell'imperatore. , Frassinelli 1900, Libro usato in buone condizioni ingiallito dal tempo. Tagli regolari e bruniti. Copertina rigida in cartone con lieve usura sul dorso. Sovraccoperta in carta con alette informative ingiallita, con tagli e strappi ai margini. Buono (Good) . <br> <br> <br> 483<br>
IN 8°, pp.XLVI + 185 + INDICE, COPERTINA EDITORIALE ILLUSTRATA A COLORI CON TITOLO,<BR>IN ANTIPORTA , RITRATTO DI KAFKA IN OVALE. TRADUZIONE DI ERVINO POCAR, INTRODUZIONE DI CLAUDIO MAGRIS. FRANZ KAFKA ( PRAGA 1883 - KIERLING 1924 ), <BR>SCRITTIRE CECO DI LINGUA TEDESCA, UNA DELLE MAGGIORI FIGURE DELLA LETTERATURA<BR>DEL XX SECOLO. IL SENSO DI SMARRIMENTO E DI ANGOSCIA DI FRONTE ALL'ESISTENZA,<BR>SONO LE SUE TEMATICHE PORTANDOLO AD ESSERE CONSIDERATO L'ANTICIPATORE<BR>DELL' ESISTENZIALISMO. VECCHIA FIRMA AL FRONTESPIZIO, OTTIMA CONSERVAZIONE.<BR> ID 2165
Volume brossurato in cartoncino flessibile, dalla copertina illustrata, con bandelle. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, velate da tonalità avorio, come i tagli. Disegni di Nicola Console. Premessa di Luigi Lo Cascio. Traduzione di Alessandro Miliotti. Numero pagine 76. USATO
Copia ben conservata, pagine ingiallite dal fattore tempo.
Franz Kafka Lettere a Milena. , mondadori 1960, Copertina imperfetta, è presente una chiazza di umidità sul taglio superiore da pagina 260 in poi. nel complesso pagine in buone condizioni anche se imbrunite dal tempo. Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> 331<br>
Franz Kafka, Giuliano Baioni (a cura di) Skizzen - Parabeln - Aphorismen. Milano, Mursia 1961 german, 183 ST1138 Opera con copertina rigida, sovraccoperta.
Franz Kafka, Giuliano Baioni (a cura di) Skizzzen - Parabeln - Aphorismen. Milano, Mursia 1961 german, 183 ST1138 Opera con copertina rigida, sovraccoperta.
Exemplar aus dem Vorbesitz des Germanisten Michael Berger, Träger des Josef-Mühlberger-Preises 1999 und Dozent für die Literatur zum Prager Kreis.Sehr sauber erhalten. Danksagung 10 Einleitung 14 Erster Teil «Prag läßt nicht los . . . » Kapitel e i n s Der Sohn 34 Kapitel zwei «Der dunkle Komplex des allgemeinen Judentums» 68 Kapitel d r e i Liebe, Sex und Phantasien 106 Zweiter Teil «Der Lohn für Teufelsdienst» Kapitel v i e r Nachtfahrt 146 Kapitel f ü n f Der Dichter und seine Welten 174 Kapitel sechs Eine letzte Suche nach Sinn? 214 Anhang Anmerkungen 235 Bildnachweis 248 Register 249 ISBN 9783406637407
Mm 150x210 Brossura editoriale con bandelle, pp. 252. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
La burocrazia sconcerta non perché semplicemente aliena, bensì in quanto “aumenta” la realtà con cui interagiamo. A livello percettivo facciamo un salto di quantità e di qualità rispetto al mondo che ci circonda: la classe di oggetti che ci offre l’apparato amministrativo dilata il nostro orizzonte di esperienza, ponendoci a contatto con entità che non dovrebbero esistere. Ed è così che un certificato può far sì che noi – presenti in carne e ossa davanti a un funzionario – non esistiamo; o che i morti, anziché starsene in pace, abbiano ancora dei doveri di cui render conto, perpetuandosi nell’aldiquà, al nostro fianco, come affaccendatissime esistenze protocollari. Questa situazione paradossale è stata colta con maestria da Franz Kafka attraverso acute analisi sociologiche travestite da enigmi letterari. Ma, per comprendere appieno il suo pensiero, occorre contestualizzarlo nell’ambito di un’articolata discussione su norma, violenza, apparato militare e stato d’eccezione. Ambito in cui teologia e diritto ammiccano l’un l’altra vicendevolmente e, in una spaesante promiscuità, s’intersecano e si confondono. Autori: Gianluca Cuozzo.