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Paris, P. Lethielleux, 1913. 2 grands in-8, brochés, 214 et 192 pp. Première série) 1. Papes - II. Prêtres et prélats - III. Religieux et missionnaires - IV. Religieuses et femmes du monde. Deuxième série) 1. Deux récits bibliques - II. Hommes d'état - III. Soldats - IV. Ecrivains - V. Marthyrs et hommes de bien.
Fine English Paperback., Very good., 23 x 16 cm, [xxv], 222 p., b/w and color ills. Âkil Muhtar Özden, MUHTAR TEVFIKOGLU, Türk Kültürünü Arastirma Enstitüsü Yayinlari, Ankara, 1996"
New English Paperback. 4to. (29 x 24 cm). In English and Turkish. 591, [1] p., b/w and color ills. Âbidin Elderoglu in the adventure of Turkish abstraction and abstract painting.= Türk resminin soyutlama ve soyut serüveninde Abidin Elderoglu. Text by Ahmet Kamil Gören. Edited by Çiçek Öztek. Âbidin Elderoglu In The Adventure of Turkish Abstraction and Abstract Painting book published by Dirimart will be launched at the conversation of members of Âbidin Elderoglu family and Ahmet Kamil Gören, the author of the book, taking place at Dirimart Nisantasi.
in-8°, 125 pages, ill. h.t. n&b, -, broche, couverture illustree Bel exemplaire (dos leg. sali). [CA29-6]
in-4° 76 pages, abdt ill. in-t. n./coul., fac-sim. de documents et d’archives intercalEs dans l’ouvrage, rel. cartonnage ill. plast. (maq. de P. FAUCHEUX). Bel exemplaire. [P-41]
Prólogo de Montserrat Roig. Ilustrado con fotografías en blanco y negro.
Estefania de Monaco la joven princesa transforma en éxito todo lo que emprende. ¿Por qué? Es lo que explica el autor en este libro en el que la naturaleza profunda prevalece siempre sobre lo superficialy el ser sobre el parecer. INCLUYE FOTOGRAFÍAS. 159 paginas. NUNCA ANTES DE ELLA UNA PRINCESA HABÍA LOGRADO TRIUNFAR EN EL MUNDO DE LA MODA.
Este libro singular recoge los testimonios en carne viva de mas de sesenta personas que desnudan su alma escribiendo una carta a Dios responden a entrevistas sobre la influencia de Dios en sus vidas.
Mucho mas que icono o referencia generacionalestamos ante el autorretrato(sincero y libreesclarecedor y sombriocritico y tambien autocritico)de una mujer valiente y comprometida quesin apenas darse cuentaha visto como el tiempo ha pasado deprisa. Muy deprisa. CONTIENE FOTOGRAFIAS.
brossura Chiamato a succedere a Cavour nel giugno del 1861, Bettino Ricasoli si misurò con una realtà sostanzialmente inedita quale quella dello Stato liberale costituzionale forgiato dall'insigne scomparso. La transizione compiutasi tra il 1859-1861, infatti, segnò per i protagonisti una rottura così profonda da metterli di fronte ad un sistema politico completamente nuovo, le cui basi in molti dovevano ancora far proprie. Nello stesso tempo occorreva operare scelte decisive per il consolidamento del neonato Regno d'Italia. Bettino Ricasoli, il «barone di ferro», si confrontò con entrambe queste esigenze, spesso non trovandosi a suo agio in un mondo, quello della politica, di cui stentò a comprendere ed accettare i rituali pur rimanendo al suo interno, con passione, fino alla morte. Perciò in politica si sentì sempre «un leone alla catena corta».
ril. Una nobildonna di Rovereto, Teresa Partini Piomarta, vedova di un ricco mercante, nel 1773 perde, in seguito a grave malattia, anche il giovane figlio, sul quale riponeva grandi aspettative. Per colmare il vuoto lasciato, chiede al cognato, marchese Gabriele Dionisi, residente in Verona, di permettere che suo figlio Giovanni Francesco vada a vivere con lei. Così accade, e il giovane resta nella sua casa di Rovereto per quasi undici anni, finché, scomparso il fratello primogenito, non è richiamato in famiglia dal padre. Rimasta nuovamente sola, la baronessa Teresa avvia con Giovanni Francesco uno scambio di lettere che si protrae fino al luglio del 1793. Il carteggio, appartenente al genere delle lettere familiari, offre la testimonianza di un'esperienza singolare, in cui affetti familiari e interessi patrimoniali s'intrecciano indissolubilmente, lasciando intravedere sullo sfondo la realtà sociale di una piccola città ai confini dell'Impero, già scossa dalle notizie provenienti dalla Francia rivoluzionaria nell'ultimo scorcio dell'età dell'Antico Regime.
ill., br. "Cosa pensò Rita, la giovane maestra ebrea dai capelli rossi, quando nel mirino del moschetto vide i nazifascisti venirle addosso? Perché era rimasta indietro a sparare, mentre gli altri partigiani, incluso il suo uomo, si erano dati alla fuga? Aveva forse saputo che il suo ex fidanzato era stato ammazzato ad Auschwitz? Non voleva più vivere nell'Italia avvelenata dalle leggi razziali? Una storia vera, piena di ombre, con domande cui nemmeno un processo per omicidio e una medaglia d'oro - l'unica, concessa a un'italiana morta in combattimento - riescono a dare risposta definitiva. Le vicende di Rita e dei due uomini della sua vita: "Kubi", un triestino di origine polacca di cui l'autore trova le ultime appassionate lettere in Abruzzo in un palazzotto in rovina, e il colonnello Ricca, un reduce di Russia guascone e tombeur de femmes. Tre vite nella tempesta, nelle quali è impossibile non immedesimarsi." (Paolo Rumiz)
br. Gaetano Azzariti (Napoli 1881 - Roma 1961) fu magistrato del Regno, segretario per la revisione dei codici delle colonie e segretario particolare dei ministri Scialoja e Mortara nell'Italia liberale giolittiana. Potente direttore dell'Ufficio legislativo per tutta l'epoca fascista, consigliere di Corte d'Appello e presidente di sezione della Cassazione, dopo l'emanazione delle leggi razziste del 1938, che contribuì a redigere, divenne anche presidente del Tribunale della razza. Alla caduta del fascismo, fu brevemente ministro di Grazia e Giustizia durante il governo Badoglio. Dopo la guerra, sottoposto a procedimento di epurazione, riuscì a sottrarsi alla richiesta di messa a riposo e anzi venne cooptato da Palmiro Togliatti nel Ministero di Grazia e Giustizia, dove contribuì a scrivere l'amnistia per i reati fascisti del 1946. Dal 1957 fu giudice della Corte costituzionale repubblicana, diventandone presidente l'anno dopo e fino alla morte. In tale veste redasse la storica sentenza n. 1 della Corte, e fu protagonista di aspri scontri con i primi governi repubblicani. Gaetano Azzariti è stato dunque un uomo in grado di attraversare la storia del nostro paese sempre in posizioni di primo piano e di passare indenne attraverso tutti i cambiamenti più traumatici, dal regime liberale alla dittatura fascista, e da questa alla democrazia. Onorato da una via a lui dedicata a Napoli e da un busto al palazzo della Consulta, la sua vicenda iniziò a fare scandalo nel 2015; in seguito, la via venne cancellata e intitolata a una bambina ebrea deportata, mentre il busto venne rimosso, ufficialmente per restauro. Il nodo centrale era, naturalmente, il Tribunale della razza e il ruolo del magistrato nel regime fascista. In questo libro, Massimiliano Boni mette in luce per la prima volta, grazie anche a documenti inediti, la vicenda paradigmatica di Azzariti, uomo di apparato, la cui carriera inesorabile lo vide sempre ai vertici, inamovibile al mutare degli eventi, ogni volta proteso verso nuovi traguardi, raggiunti a costo di tanti silenzi e compromissioni.
br. Tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del nuovo secolo, all'emigrazione economica si sovrappose e si mischiò anche quella politica e in particolare quella dei socialisti e degli anarchici in fuga dall'Italia di Crispi. Tra le diverse diaspore italiane, quella degli anarchici ebbe un ruolo del tutto particolare, caratterizzata da un'elevata mobilità circolare fatta, oltre che di militanti, anche di giornali, riviste, fogli unici e, con essi, editori, pubblicisti e redattori. È all'interno di questo contesto che si posiziona la figura di Roberto D'Angiò che potremmo definire come una sorta di «redattore errante». La sua attività politica ed editoriale infatti si sviluppa tra Italia, Egitto, Inghilterra, Uruguay e Argentina esprimendosi in italiano, spagnolo e francese, anche perché «pur cambiando l'idioma si parlava lo stesso linguaggio». Un segmento dell'esperienza dell'emigrazione politica di fine secolo che va ad aggiungersi ad un quadro storicamente complesso che privilegia un approccio transnazionale allo studio delle migrazioni e dei movimenti politici.
¡Viven! El triunfo del espíritu humano relata esta escalofriante peripecia y la de los familiares de sus protagonistas que nunca dejaron de buscarlos. En 1972 partió de Montevideo con destino a Santiago de Chile un avión Fairchild Hiller FH-227 de las fuerzas aéreas uruguayas en el que viajaba el equipo de rugby Old Christians y sus acompañantes. Sin embargo les aguardaba un destino muy distinto del que habían proyectado. Las infernales condiciones climatológicas determinaron la catástrofe y el aparato se estrelló con los Andes.
El 14 de julio de 2009 tras varias horas de cosecha en el campo Asia Bibi tuvo sed se acercó a un pozo y bebió. En ese momento una vecina gritó que el agua era de las mujeres musulmanas y la estaba contaminando. El tono de la disputa fue subiendo hasta que surgió una acusación: ¡Baslfemia!. En Pakistán esa palabra significa muerte. La suerte de Asia estaba echada.Tras propinarle una brutal paliza la encarcelaron. Un año después fue condenada a la horca. Hoy a la espera de una apelación se pudre en una celda sin ventana. Su familia ha tenido que huir del pueblo amenazada por los extremistas. Los dos hombres que quisieron ayudarla el gobernador del Pendjab musulmán y el ministro de las Minorías cristiano han sido asesinados.Desde el fondo de su prisión Asia Bibi nos cuenta cómo era su vida antes de aquel incidente y cómo es ahora.Una historia que la ha convertido en icono mundial para cuantos luchan por la libertad religiosa.
New English Paperback. Pbo. Demy 8vo. (21 x 14 cm). In Turkish. 240 p. Zâkirlik geleneginin degisen yaratim ve icra ortami, Zâkirlikten âsikliga: Âsik Niyazi.
Hardcover in very good condition, no jacket as intended, in Polish language. Light shelfwear to boards, minor bump on spine head. Binding is sound and text is clean. AE Used
180x135mm. XXIV+516 pages. Hardcover with gilt spine. Gilt lettering and framing on spine faded. Cover and spine rubbed. Spine stained and faded/yellowing. Cover corners and spine edges bumped and worn. Front whitepage detached. Pages 53-60 almost detached from binding. Pages yellowing, age-stained and wavy. Else in good condition.
ISBN : 2709603721. JCL - Philippine Prod.. 1985. In-8 Carré. Broché. Bon état. Couv. légèrement passée. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 279 pages. Martha Freud. Adèle Hugo. Alma Mahler...
78pp.met buitentekstills., 17cm., enkele stempeltjes, goed
64pp.geïll., 22cm.
In-4 (cm. 29.50), cartonato editoriale telato, titolo in oro al piatto, pp. 182, (8), (14bi.), con illustrazioni in bianco e nero nel testo e due carte ripiegate fuori testo. Contributi in tedesco e documenti in italiano, tedesco, latino non in traduzione. Deutscher text. Una carta scollata (e ricollata ad un angolo). Minime tracce d’uso alle cuffie; peraltro, volume in buono stato (good copy).