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Brossura con copertina flessiblie plastificata, illustrata da ritratto fotografico dell'Autore in prima, toni appesantiti dalle luce lungo i bordi, patinato graffiato, complessivamente in buono stato. Pagine integre, prive di sgualciture, uniformemente ingiallite. Dedica con probabile firma autografa all'occhietto. N. pag. 63. USATO
Stato discreto, coperta illustrata in cartoncino patinato semirigido, qualche segno d'uso, lievi bruiture, tagli un po' ambrati, pagine in ottimo stato. Numero Pagine 82 USATO
Due voll. in-8°, pp. 187, 91. Bross. edit. Legg. tracce del tempo al ppiatto ant. del I° vol. Buona la conservazione.
Collana I poeti del nostro tempo, Lo Faro, volume n. 394. Opera finalista Premio 2000 Colosseo d'Oro. Brossura in ottimo stato, solo lievemente imbrunita ala copertina in cartoncino. Piaga accidentale all'angolo del piatto posteriore. Interno integro, pagine pulite e perfettamente conservate. Numero pagine 62. USATO
in 8°; pp. 144; br.
Ristampa anastatica identica all'originale. Brossura fresata con buon aspetto generale, copertina illustrata, con toni lievemente alterati dalla luce, patinato alterato da manipolazione e sfregamento, fogli molto ben preservati, ombre di pulviscolo ai tagli. N. pag. 191. USATO
trad. di Ugo Malaguti similpelle edit. con sovrac. ill., minimi difetti al bordo sup. della sovrac.
bross. edit. ill., piccolo rottura al dorso
Brossura flessibile in cartoncino illustrato, opera a cura di Fabio Ciceroni, lievi segni di usura agli angoli delle cerniere, fogli chiari perfettamente godibili e tagli scuriti da fattore tempo. Numero pagine 191. USATO
Incipit: “Farfa il tuo volo d’aquila bicipite / decolla in pista grave di macigni / e d’informe sterpaglia [...]. Explicit: “scendi dall’Olimpo stratosferico / donando magistrali “parole in libertà” / missive ultraossigenate al cammino vittorioso”. La pittrice Maria Ferrero Gussago, (1893-1982) apprezzata da Marinetti, fu un’esponente del secondo Futurismo.
“Oh mia limpida vena, o mie ridenti / Fantasie graziose ove ne andaste?... / Perché rotti stentati i miei concenti / S’informan solo a visioni infauste?... […]”.
Molto buono, bross. ill., spillato, in-8, 71 pp, ill. bn
Dattiloscritto rilegato, pp. 239 (5), cartonato con cofanetto. Contiene un poema in ottave e versi liberi, con numerosi “intermezzi” che costituiscono liriche a sé stanti. L’autore è Vilfredo (o Wilfredo) Bevilacqua, poeta e librettista del primo Novecento: tutto il materiale è inedito. Dedica manoscritta: “A te Ulrico e col tempo a Fiammetta mia consegno questo libro, ultimo scritto da Lui, a Lui particolarmente caro, sublime per l’idea che l’informa, per la poesia che l’illumina. Sia sacro per voi. 3 marzo 195(0).
Prima edizione, seconda tiratura («Seconda edizione»). Ottimo esemplare, fresco e pulito. «Le quattro poesie della vergogna» apparvero in un’edizione privata in pochissime copie in occasione del premio “Elsa Morante” assegnato il 20 settembre 1997 a Procida. Si rese evidentemente necessaria una subitanea ristampa (presente esemplare) che varia dall’edizione originale per alcuni decisivi dettagli: la copertina è ricomposta e (cambia il font del nome autore, il corpo dei caratteri è più piccolo, non vi è il marchio editoriale impresso a secco), la carta interna è una vergata fine bianchissima (l’originale ha carta liscia avorio), le pagine sono 8 invece di dodici; inoltre, dal colophon spariscono le menzioni di Dacia Maraini e del premio “Elsa Morante”, nonché il nome di Giuliano Grittini. Rimane in copertina la xilografia di Fiume impressa su carta di cotone a mano, variante da esemplare a esemplare, probabilmente ristampata dalle stesse 29 diverse matrici usate per l’originale. Nonostante questa ristampa, il titolo continua a mancare dal catalogo bibliotecario nazionale e dai repertori bibliografici consultati. La plaquette raccoglie quattro poesie, poi ripubblicate in «La poesia luogo del nulla» (Lecce: Manni, 1999).
Come indicato dall’autore in fine alla poesia, il testo è tratto dalla raccolta “Venezia” stampata nel 1890.
La poesia di Gabriele D’Annunzio, pubblicata in Poema Paradisiaco del 1892; è trascritta e firmata con il nome del poeta dal figlio Gabriellino. Incipit: “Voi non mi amate ed io non vi amo. Pure / qualche dolcezza è ne la vostra vita / da ieri: una dolcezza indefinita / che vela un poco, sembra, le sventure / nostre e le fa, sembra, quasi lontane [...]”.
Poesia compilata dal figlio di Niccolò Tommaseo e suddivisa in quattro stanze. Incipit: “Alto l’ufficio tuo, donna. Il Signore / ad una madre, angiol tra noi, ci affida; / Che, appena nati, con pietoso amore, Veglia fu noi, consolatrice e guida [...]”. Explicit: “[...] Perdono aver poss’io, figliuolo ingrato?” / E la madre dal cuor: “T’ho perdonato”.
Edizione originale. CON DEDICA Esemplare 93/140, in ottime condizioni (minima lacerazione al dorso della cartella, senza perdite), con tutte le acqueforti firmate dall’artista. Rara cartella fuori commercio tirata nel torchio a mano di Franco Riva in soli 140 esemplari numerati a stampa. Seconda pubblicazione a riunire Giudici e Steffanoni nell’accogliente officina tipografica di Franco Riva; questa volta poeta e artista raddoppiano: sono sei i componimenti, qui per la prima volta raccolti in volume (erano apparsi in pre-originale qualche mese prima su «La Battana» 15, maggio 1968), e tre le acqueforti originali. In apertura, impresso in rosso in elegante carattere maiuscolo, il motto flaubertiano «la Bovary c’est moi», che fa da titolo alla suite poetica poi ricompresa in «Autobiologia» (Lo specchio 1969). Jentsch, Libri d’artista, n. 565; Zucco, Giudici: I versi della vita, p. 1411
Carlotta Ferrari fu poetessa e compositrice.
2 componimenti autografi firmati della poetessa friulana.
“Poesia Europea Vivente” Testo originale e traduz. a fronte. RP7.
In-8°; Primo volume: cc.(4), pp. 106, cc.( 7). Marca tipografica al frontespizio, testatine e capilettera incisi su legno. nota manoscritta all’ultima carta bianca. Secondo volume: cc (8), pp. 95,(1), 93, (1). Stemma di Lucrezia d'Este sul frontespizio, capilettera e testatine xilografate. Mancanza delle carte E3 (pagg. 69-70) e F1 (pp. 81-82) e della ultima carta. Note di possesso sulla carta du guardia datate 1751, legatura in mezza pergamena e cartonato , con titolo manoscritto sul dorso e datato 1598.
Incipit “me pur la Musa bella provocante e loquace”.