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Mm 110x180 Collection "Agora". Brossura editoriale di pp. 285 con a colori fuori testo. Opera in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE. WORLDWIDE DELIVERY.
br. "La ricostruzione sensibile e partecipe di alcuni momenti decisivi della poesia e della riflessione hölderliniane consente a Otto di farne il paradigma del tentativo più alto e più religiosamente ispirato di riafferrare l'antico in seno alla modernità ma, al tempo stesso, il paradigma anche del suo ineluttabile fallimento. La definizione di ciò che è il «tragico» dell'esperienza hölderliniana, dietro la quale s'intravede l'ombra lunga dello scacco per molti versi analogo di Nietzsche, è la premessa dell'ultima mossa dell'indagine di Otto. Essa consiste nella riproduzione, dinanzi al fallimento del naturalismo goethiano col suo anarchico individualismo così come dinanzi al fallimento della mistica cultualità hölderliniana, della religiosità olimpica come autentica, eterna creazione del genio greco, nell'ambito di una Kulturkritik radicale, senza nostalgia né utopie. Tale è dunque la linea ispiratrice del libro, che si risolve nella constatazione dell'incapacità della poesia moderna di rivivere l'esperienza della grecità olimpica, di rifarsi epos eroico." (Dallo scritto di Gianni Carchia)
formato 24X19,5. Brossura editoriale pagine. Tiratura numerata su carta Alfa da 351 a 2850 (557) Bella copia
In-8 (cm. 22), tela editoriale, sovracoperta (sgualciture), pp. (4), 456, (2). In buono stato di conservazione (good copy).
br. Nella sua opera Friedrich Hölderlin (1770-1843) ha posto al centro una condizione di lacerazione ed estraneità, che si ribalta continuamente nella nostalgia di un altrove. Negli studi raccolti in questo volume, l'autore indaga con rigore filologico e amore per il dettaglio temi, motivi e figure di un complesso filosofico-letterario immenso e seducente, mostrandone le relazioni intertestuali, le connessioni storiche, gli interrogativi di fondo.
br. Friedrich Holderlin (1770-1843), di cui qui si indaga l'opera, è unanimemente considerato grandissimo poeta. Permangono tuttavia giudizi contrastanti sui testi scritti nel suo tardo periodo creativo, segnato dalla schizofrenia. Ciò che comunque sorprende è la loro levità/felicità espressiva. Colpisce la sconcertante pacatezza delle strofe, quasi l'uomo lacerato dalla psicosi avesse davvero raggiunto la Vollkommenheit, la compiutezza cui fa cenno l'ultima splendida poesia del cantore folle.
Mm 140x225 Collection "monographies". Brossura originale, 135 pagine di testo in lingua francese - french text. Copia in buone-ottime condizioni, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 130x195 Brossura originale muta con sovraccoperta incamiciata, 246 pagine. Solo una leggera, inevitabile brunitura al dorso, firma di precedente proprietario. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. BUONE CONDIZIONI GENERALI: SEGNI DEL TEMPO, LIEVE SCOLLATURA DELLA COPERTINA, LIEVE BRUNITURA E DORSI RIGATI, VOLUMI INTEGRI. Descrizione bibliografica Titolo: La lirica di Hoelderlin VOLUME 1: Riduzione in versi italiano: saggio biografico e critico; 326 pagine VOLUME 2: Commento; 260 pagine Autore: Vincenzo Errante (1890-1951) Editore: Firenze: Sansoni, Giugno 1943 Edizione: Seconda, 2 Collana: Le opere di Vincenzo Errante Soggetti: Friedrich Hölderlin, Critica letteraria, Classici, Poetica, Analisi, Studi letterari, Poesia tedesca, Letteratura, Settecento, Ottocento, Vita, Opere, Biografia, Testi, Diotima, Natura, Versi, Liriche, Reno, Istro, Temi, Heidelberg, Patria, Pace, Odi, Tempo, Cristologia, Germania, Danubio, Palinodia germanica, Scardanelli, Bibliografia, Edizioni critiche, Württemberg, Filosofia, Teologia, Schiller, Fichte, Goethe, Novalis, Herder, Hyperion, Sämtliche Werke und Briefe, Gesammelte Werke, Iperione, Eremita, Grecia, Empedocle, Inni, Elegie, Antologie, Poeti tedeschi, Libri rari, Literary Criticism, History Parole e frasi comuni anelito Araldi avverte beata bimbo Bordeaux canto celeste cielo componimento Cristo cuore Danubio umanità demenza Denkendorf destino Dioniso Diotima Divino elegie Ellade ellenica entro Eroi Età dell'oro Etere eterno evocazione fantastica Festa d'Autunno figli fiori fiume Francoforte Germania gioia Grecia grembo gruppo Hauptwyl Hellingrath Homburg Hyperion Iddio supremo immensa Iperione anima L'Arcipelago Iddio inno lirica di Hòlderlin lirica hòlderliniana luce madre Maulbronn mitica mito mondo mortali Natura Neckar Notte novella Numi nuovo Nurtingen occhi pace di Lunéville padre paesaggio Pane e Vino Patmos patria poesia hòlderliniana poeta poetico potenza prodigio proprio religiosa Reno ritorno sacra santa Sinclair sogno soltanto spirito spirituale Stoccarda strofa Suzette Gontard tedesco tema terra nativa tramonto transustanziarsi Tubinga Ultima Cena ultimi inni umano uomini verso vivere Waltershausen Zink Mich Zinkern Zinkernagel
Leipzig, Insel Verlag, 1922, in-8, cartone editoriale, pp. 84. Con una tav. in b.n. e facsimili.
br. Quando, intorno al 1822, il diciottenne Wilhelm Waiblinger comincia a frequentarlo, Hölderlin vive ormai da oltre vent'anni recluso nella "Torre" in riva al Neckar, obnubilato, isolato dal mondo - non è più, insomma, "da considerarsi tra i vivi". Va su e giù come "le fiere ... nelle loro gabbie", suscitando in Waiblinger un brivido di orrore, recita giorno e notte un monologo incessante, e rivolge ai rari ospiti un profluvio di parole sconnesse in una lingua inventata. Mosso da un'ardente devozione, Waiblinger scruta con amorevole pietas la vita quotidiana del poeta, ma, soprattutto, riesce a penetrarne il delirio, parlando con lui di poesia, di musica e del passato, facendo in sua compagnia lunghe e rasserenanti passeggiate in riva al fiume o nella pace delle vigne. Di questa intensa frequentazione Friedrich Hölderlin, che Waiblinger scrisse tra il 1827 e il 1828 in Italia - dove si era trasferito per sfuggire alla miseria e all'autodistruzione -, è il frutto: un ritratto fra novella romantica e dramma del destino, in cui il lettore troverà delineati la giovinezza di Hölderlin e i suoi studi, le passioni e gli amori infelici (come quello per Susette Gontard, la sua Diotima). Ma, al tempo stesso, molto di più: Waiblinger fu il primo a intuire la grandezza di Hölderlin, a cogliere il valore dei suoi manoscritti, a interrogarsi sul tormentato processo della sua scrittura, sicché questa testimonianza assume il peso di un precoce, essenziale gesto di fondazione critica.
br. Pubblicato postumo nel 1831, il testo che qui presentiamo, insieme a lettere e testimonianze del periodo 1802-1843, è un documento raro e insostituibile per comprendere la vita di Hölderlin negli anni della follia. L'autore, Wilhelm Waiblinger (1804-1830), fu il primo biografo di Hölderlin ed ebbe modo di raccogliere per esperienza diretta le testimonianze della sua vita. Acuto osservatore, dotato di una fantasia vivissima e di una intelligenza non comune, Waiblinger seppe entrare in sintonia con l'esistenza devastata, inavvicinabile di Hölderlin, riuscendo a individuare le fila sottili che collegavano l'oscuro presente del poeta al suo passato fecondo e geniale. E lo stesso Hölderlin testimoniò al giovane una considerazione e un affetto che non manifestò per nessun altro nel periodo della sua follia; a sua volta Waiblinger viveva negli incontri con il poeta una sorta di trasposizione ideale e di immedesimazione, considerandolo la più alta testimonianza di vita spirituale del tempo. Così Waiblinger scrive nel suo diario: «Uno spirito come quello di Hölderlin, che da una innocenza celeste è caduto, a causa di una crisi spaventosa, nella più tremenda devastazione, è ben superiore allo spirito dei deboli, che permangono eternamente sugli stessi binari. Hölderlin è certo l'uomo che cercavo. La sua vita è il grande, terribile, enigma dell'umanità. Questo spirito elevato doveva soccombere - o non sarebbe stato tale».