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Edizione originale. Esemplare n. 365 dei 375 tirati in carta simil Japon (tiratura complessiva di 515 esemplari). Lievemente sbiadito ai margini della brossura e al dorso, uno strappetto di pochi mm sul margine di c. [5], lontano dal testo, nel complesso un ottimo esemplare. Punta più alta e insieme manifesto del Dadaismo belga, «Le Pan Pan au cul du nu nègre» fu composto da Pansaers nel 1919 e vide la luce nel 1920 a Bruxelles. Era l'opera prima dell'autore di origini fiamminghe, che negli anni dell'occupazione tedesca aveva fondato la rivista «Résurrection», di taglio fortemente antimilitarista, internazionalista e schierata a favore della rivoluzione russa (venne per questo presto censurata). L'opera è suddivisa in due parti: la prima, intitolata «Le Nu Nègre», è composta interamente in prosa, con un susseguirsi di aforismi, frasi brevi e spezzate, parole affastellate in rapida successione, a volte evidenziate graficamente dall'uso del bold, incuranti della sintassi. «L'Aphorisme est un cataplasme de consolation: Vivre est une maladie imaginaire», annuncia in apertura Pansaers, chiarendo immediatamente l'intonazione del libro. --- Nella seconda parte, intitolata «Pan-Pan», irrompere invece la poesia: ma Pansaers impiega il verso solo in funzione ritmica, riducendolo a espressione onomatopeica che riproduce il suono dei tamburi che scandiscono il ritmo serrato di una danza: «Une bonne finale se danse. Avis aux amateurs: Ici commence le / Pan-Pan / avec les absents / Pan-pan / qui le dansent ailleurs à cette même heure / Pan-pan-Pan-pan / Pan-pan / pan». La sperimentazione formale, pur portata all'estremo, non offusca però le idee politiche dell'autore, il suo anticapitalismo, l'avversione al colonialismo e la forte denuncia dell'omicidio di Rosa Luxemburg: è così che i tonfi del tamburo che invita alla danza si tramutano nei colpi di pistola sparati dall'assassino: «Pan-pan – Pan-pan / Rosa la rouge / Pan-pan / Pan-pan-rouge!». L’opera fu accolta con grande favore, e permise a Pansaers di essere riconosciuto come uno dei campioni dei Dadaisti: «Depuis longtemps je n'avais pas été à pareille fête», scrisse André Breton dopo aver letto «Le Pan Pan». --- Per dare conto della personalità, non solo sul piano artistico, di Pansaers (1885-1922), basti il ritratto che ne fece un altro grande esponente del Dadaismo, Philippe Soupault: «Sa personnalité était extrêmement forte. Et je me souviens que, par exemple, il a beaucoup impressionné un homme qui était difficile à impressionner, qui était Picabia. Picabia avait le sens de cette espèce de force qu'il y avait chez Pansaers. Il avait un côté tragique, c'est extraordinaire. Il s'appelait Clément, ce qui était insensé quand on pense à son personnage, c'était une sorte de contradiction. C'était un révolté. Il avait cette espèce de puissance de la révolte qui n'existait pas chez beaucoup de gens mais qui chez lui était quelque chose de vital» («Contre l’oubli: un dadaïste, Clément Pansaers», RTB, 16 juin 1968). --- La figura di Pansaers venne per anni dimenticata: a partire dagli anni ‘70 del Novecento si è assistito a una decisa riscoperta dell'autore, oramai collocato tra i grandi esponenti del Dadaismo europeo. Nell'ambito della rivalutazione del suo lavoro, tutte le sue opere sono state ristampate, compresi i numeri di «Résurrection». Ornano l'edizione due belle tavole incise dall'autore, una in antiporta, l'altra all'ultima carta.
Prima edizione. Più che buon esemplare (ruggine alla pinzatura; dorso scurito e lievi segni del tempo perimetrali alla copertina), internamente pulito e con normale uniforme brunitura. Fondamentale antologia di manifesti e testi letterari del movimento Dada. Contributi di Tristan Tzara (le sue «Chronique Zurichoise 1915-1919» tutte parolibere alle pagine 10-29), Hans Baumann, Francis Picabia, Ribemont-Dessaignes, Maria d'Arezzo (Volata a p. 50), Hugo Ball (la parolibera «Karawane a p. 51), Philipe Soupault, Hans Arp, Paul Dermée, Raoul Hausmann, Vincente Huidobro e altri. Contiene tra gli altri il «Dadaistisches Manifest» impaginato creativamente alle pagine 36-41 (con le firme di Tzara, Grosz, Janco, Huelsenbeck, Hausmann, Ball, Albert Birot, d’Arezzo, Cantarelli, Prampolini, Arp, etc.), il «Manifest Cannibale Dada» di Picabia alle pagine 47-49 Dada Zürich 1916-1920 (Berlin 2016), n. 55
Edizione originale. Ottimo esemplare, fresco e pulito alla copertina e all’interno, parzialmente a fogli chiusi. Non facile a trovarsi in queste condizioni. Raccolta di sedici racconti tra i quali il racconto lungo eponimo e «Le Roi-Lune». In antiporta ritratto dell’autore-soldato di Rouveyre «Le Sous-Lieutenant Guillaume Apollinaire». -- «La veste editoriale del libro è, a suo modo, testimonianza di un momento drammatico nella vita dello scrittore; uscirà durante il suo periodo di convalescenza dopo la trapanazione del cranio effettuata a seguito della ferita provocata dallo scoppio di un obice: commovente la copertina macchiata di rosso dal sangue che il cavaliere, quasi un fantasma a cavallo, perde dalla fronte» (Collezione Manzitti, 2001, n. 39)
Edizione originale. CON DEDICA Minimi segni del tempo alla copertina, ma ottimo esemplare: senza numero nella tiratura dei 300 su «papier vergé», pregiato dalla dedica autografa dell’autore alla prima carta. Celebre libro d’artista dove il poema del titolo è aperto e chiuso dall’impronta della mano sinistra del poeta. Oltre la tiratura comune una tiratura di testa in 18 esemplari.
Edizione originale. Ottimo esemplare (contenute normali lacerazioni a testa e piede del sottile dorso). Raro reperto del compositore italo-egiziano, le cui marce furono usate per musicare i balli plastici di Depero.Numero editoriale 1391. L’edizione raccoglie la «Marcia funebre per un uccellino», la «Marcia nuziale per un coccodrillo» e la «Marcia militare per le formiche». Lo spartito è datato in fine «dicembre 1920». -- «La compagnia di Van Doesburg, molto interessata alla musica d’avanguardia italiana, restò poi in contatto con Rieti e accolse con entusiasmo la partitura delle ‘Tre marcie’ che il compositore le inviò da Roma. Il 23 settembre 1922, nel corso di una serata dada organizzata da Tzara all’Hotel Furstenhof di Wiemar, in occasione del congresso d’artisti d’avanguardi, Nelly eseguì così al piano le ‘Tre marcie’ di Rieti davanti a un gruppo di dadaisti e costruttivisti, di cui faceva parte anche il futurista Vasari, riportando un grande successo» (Lista). Cammarota, Futurismo, 399.1; Lista, Dada in italia, p. 125
[8] pages Broché, feuillets réunis par une agrafe, couverture rose illustrée, chemise demi-chagrin noir moderne avril 1922, avril 1922, in-8, [8] pages, Broché, feuillets réunis par une agrafe, couverture rose illustrée, chemise demi-chagrin noir moderne, "Aucun de nos collaborateurs n'engage son prochain aux propos qu'il tient ici. Quelques affirmations de certains sont la preuve que notre autobus n'est qu'un journal sans pare-boue". Unique numéro de cette célèbre revue dadaïste, publiée par Tristan Tzara en réponse aux attaques dirigées contre lui par André Breton dans le Comoedia du 2 mars 1922 ; elle est intégralement imprimée sur papier rose, y compris la couverture emblématique de l'esthétique Dada. Outre Tzara, les collaborateurs de ce journal éphémère sont Georges Ribemont-Dessaignes, Paul Éluard, Th. Fraenkel, Vincent Huidobro, Mathew Josephson, Benjamin Péret, Erik Satie, Serner, Rrose Sélavy (Marcel Duchamp) et Philippe Soupault. Annonce importante à la dernière page de la publication de « Champs délicieux » de Man Ray. Le 6 juillet 1923, Tzara organise la fameuse "Soirée du Coeur à barbe" au théâtre Michel, qui marque la rupture entre dadaïstes et surréalistes. Exemplaire en bel état
Edizione originale, emissione in francese. Esemplare integro e pulito in più che buone condizioni di conservazione (piccola lieve gora all’angolo interno alto, appena visibile sulla copertina superiore e su un paio di pagine interne; poche fioriture al taglio alto di alcune carte [1/2, 5/6, 13/14, 19/20, 27/28, 31/32], che sono anche un po’ brunite; minima lacerazione senza perdite al piede interno dell’ultima carta). Ultima uscita zurighese della rivista «Dada», fondata e diretta da Tristan Tzara a partire dal 1917 (nn. 1-2, seguiti dal n. 3 nel 1918). Sarà continuata a Parigi per altre due uscite fino al marzo 1920, per poi chiudere definitivamente. Straordinario numero doppio, ricchissimo di contenuti impaginati assai creativamente — su falsariga futurista — su carte di vario colore e con ampio uso di tipografia sperimentale e parolibera, non a caso chiamato «Anthologie Dada» in copertina. Come il precedente numero della rivista, anche «Dada» 4/5 fu pubblicato in una versione tedesca e in una francese, che differiscono per sole nove pagine. L’emissione francese non presenta alcuni dei testi in tedesco, ma ha in più tre xilografie di Arp non presenti nell’emissione tedesca, per un totale di sette incisioni (sei a mezza pagina e una testatina) stampate su carta colorata. Completano il notevolissimo apparato iconografico di questo numero tre litografie a piena pagina da disegni di Francis Picabia (tra i quali il «Réveil matin» al frontespizio), due litografie astrattiste a piena pagina di Viking Eggeling, una xilografia a mezza pagina di Hans Richter e due xilografie a mezza pagina di Raul Hausmann (per tacere delle tavole patinate applicate che riproducono opere di Augusto Giacometti, A. van Rees, Hans Richter, Vassilij Kandinskij, Arp e Paul Klee). Sul versante dei contenuti, alcune poesie e un «Autre petit manifeste» di Picabia sono seguiti da Tristan Tzara (Note 14 sur la poésie; Proclamation sans prétention DADA 1919; Aa 24 IX; Bilan), Jean Cocteau (3 pièces facile pour petites mains), Pierre Reverdy (Globe; 199 Cs), Philippe Soupault (Servitudes), Louis Aragon (Statue; Le délire du fantassin – dedicata a De Chirico), André Breton (Pour Lafcadio), Raymond Rediguet (A plusieures voix), Pierre Albert-Birot (Catastrophe; Extrait de «Poèmes à la chair»), Georges Ribemont Dessaignes (Le coq fou; Trombone à coulisse), Gabrielle Buffet (Gambit de la reine), J. Perez Jorba (Elle a deux têtes). Dada Zürich 1916-1920 (Berlin 2016), n. 25; Ilk, Janco graphische Werk, n. 37; Arntz, Graphischen Arbeiten von Hans Arp, pp. 40-44
Edizione originale nella tiratura di testa. CON DEDICA Esemplare XXXIII/L nella tiratura di testa dei soli 50 a grandi margini «sur Vélin d’Arches», ben completo della litografia originale a colori di Léger, siglata a inchiostro blu; firme autografe del poeta e dell’artista al colophon. In condizioni quasi perfette, conservato in cofanetto di pregio in mezza pelle. Unica collaborazione tra il già dadaista poeta franco-rumeno e il pittore francese campione del cubismo. Monod, Manuel, n. 10798 ; Saphire, Léger: The Complete Graphic Work, p. 210
- 26 février 1955, 21,1x27cm et 14,5x11,2cm, 2 pages sur 2 feuillets, 4 pages sur 4 feuillets et une enveloppe. - Two complete, handwritten, signed manuscripts entitled "Magie quotidienne" First version with many crossing-outs and corrections, followed by the final version [with] envelope with handwritten notes 26 February 1955 | 21.1 x 27 cm and 14.5 x 11.2 cm, 2 pages on 2 leaves, 4 pages on 4 leaves and an envelope Complete handwritten, signed working manuscript entitled "Magie quotidienne", two pages written in fine handwriting in black ink on two leaves from the à l'étoile scellée gallery. Many crossing-outs and corrections. Complete signed final manuscript of the same article, four pages written in blue ink on four leaves. An envelope attached containing - in black ink - Breton's handwritten notes reused in his manuscript. Important and long manuscripts of this article which will be published in the first issue of La Tour Saint-Jacques in November 1955. "1955: with this text entitled "Magie quotidienne", Breton gives a distant echo to the beautiful phrase the "wonderful daily" which closed the first chapter of Le Paysan de Paris, in 1926. But far from Aragon passed to Stalinism, it is to the young Jean-Louis Bédouin that a text is dedicated, which may appear as one of the sketches of Breton's great project that year, a book dedicated to L'Art magique. For the time being, it is to the fascinating game of correspondence, formerly understood under the Hegelian category of objective chance, that these pages are devoted, which will appear, accompanied by a long letter from "G.D." (Georgina Dubreuil) in the first issue of La Tour Saint-Jacques, in November." (Breton Archives) This long manuscript, abundantly corrected and made up of six parts defined by dates - from 21 to 26 February 1955 -, takes the form of a diary recounting troubling coincidences encountered by the writer. [FRENCH VERSION FOLLOWS] 26 février 1955 | 21,1 x 27 cm et 14,5 x 11,2 cm | 2 pages sur 2 feuillets, 4 pages sur 4 feuillets & 1 enveloppe Manuscrit de travail autographe complet signé intitulé «?Magie quotidienne?», deux pages rédigées d'une écriture fine à l'encre noire sur deux feuillets de la galerie à l'Étoile Scellée. Nombreuses ratures et corrections. Manuscrit définitif autographe complet signé du même article, quatre pages rédigées à l'encre bleue sur quatre feuillets. On joint une enveloppe contenant des notes manuscrites de Breton à l'encre noire réutilisées dans son manuscrit. Importants et longs manuscrits de cet article qui paraîtra dans le premier numéro de La Tour Saint-Jacques en novembre 1955. «?1955?: avec ce texte intitulé «?Magie quotidienne?», Breton donne comme un écho lointain à cette belle formule du «?merveilleux quotidien?» qui fermait le premier chapitre du Paysan de Paris, en 1926. Mais, loin d'Aragon passé au stalinisme, c'est au jeune Jean-Louis Bédouin qu'est dédié un texte qui peut apparaître comme l'une des esquisses du grand projet de Breton cette année-là, un livre consacré à L'Art magique. Pour l'heure, c'est au jeu fascinant des correspondances, autrefois appréhendé sous la catégorie hégélienne du hasard objectif, que sont consacrées ces pages qui paraîtront, accompagnées d'une longue lettre de «?G. D.?» (Georgina Dubreuil) dans le premier numéro de La Tour Saint-Jacques, en novembre.?» (Archives Breton) Ce long manuscrit, abondamment corrigé et constitué de six parties délimitées par des dates - du 21 au 26 février 1955 - prend la forme d'un journal relatant des coïncidences troublantes vécues par l'écrivain.
Edizione originale. CON DEDICA Esemplare VIII / XXV, ben completo di tutte le estroflessioni numerate e firmate dall’artista. Opera tirata in soli 115 esemplari in tre serie (1-75, I-XXV, dieci prove numerate e cinque prove d’obbligo) su carte di pregio in barbe, a varia grammatura, della cartiera Sicars. Raccoglie diciotto componimenti inediti di Villa, di cui dieci riprodotti e manuscripto, alternati a cinque «estroflessioni» di Enrico Castellani su carte appositamente sagomate, ciascuna numerata e firmata dall’artista. Postfazione di Aldo Tagliaferri: «I testi dei “Trous” qui raccolti risalgono agli stessi anni in cui Villa scrisse quelli delle “Sibyllae” (1980-1985) e hanno caratteristiche che li accomunano a questi ultimi».