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Mm 240x305 Brossura editoriale di XII pagine + 104 tavole in nero, copertina illustrata, testo in inglese, tedesco, spagnolo, italiano. In stato di nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
con 520 ill. di cui 40 a colori. Tela editoriale, sovraccoperta illustrata. Ottimo esemplare.
1^ ediz. ital., in 8° quadrotto, pp. 395, leg. edit. p/tela nera con sovracop. ill. Una delle più complete monografie sull'attività artistica di Man Ray, basata su documentazione, conversazioni e conoscenza dei suoi scritti, con 520 ill. di cui 40 a colori, bibliogr., indice delle ill. e dei nomi. 547/28
Mm 225x225 Volume cartonato rigido, sopracoperta originale, x-46 pp. con tavole in nero e a colori. Intense e splendide fotografie di Man Ray dedicate a sua moglie Juliet Browner. Libro in stato di nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 225x225 Seconda edizione riveduta. Catalogo della mostra tenuta a Roma, Palazzo delle Esposizioni, luglio - settembre 1975 - Brossura editoriale di 283 pagine con numerose illustrazioni in nero e a colori. Segni d'uso al dorso e lievi, non deturpanti graffi ai piatti, nel complesso ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 220x280 Catalogo della mostra di Nuoro, ottobre 2008 - gennaio 2009. Volume in copertina rigida con sovraccoperta, 392 pagine profusamente illustrate in nero e a colori. Testo in italiano ed inglese, english-italian texts. Libro in condizioni di nuovo - brand new.
ill., br. Il dadaismo è il movimento artistico che ha svelato il segreto dell'arte. Il linguaggio, i suoi strumenti si possono usare in mille modi perché è solo nel lavoro continuo di combinazione che diventano arte. Dada non vuol dire nulla. Oppure vuol dire tutto: il nome di un animale sacro per alcune popolazioni africane, il verso senza senso di un bambino, che racchiude il mondo dell'eterna scoperta. Dada ha svelato o distrutto l'arte? In questo testo originale, gli elementi per capire e per ricreare l'esperienza del dadismo.
con 53 illustrazioni f.t. Bibliografia. Prima edizione italiana.
In-8°, pp. 134, 53 illustrazioni f.t., tela editoriale con sovracc. illustrata. Leggere usure alla sovracc.
br. Per la prima volta in italiano ecco il manifesto dadaista di uno scrittore antiborghese e maudit, la coscienza tedesco-austriaca che tra il 1915 e il 1927 irride alla cultura europea dominante, forte dell'inaudito coraggio di mettersi e di mettere gli altri in ridicolo, per scampare alla svalutazione di tutti i valori del primo Novecento. In una flaneurie del pensiero coltissima e familiare ad un tempo - non senza allusioni alle oscenità e alle pratiche truffaldine tipiche del demi-monde delle capitali Parigi, Berlino, Roma e Napoli tra le due guerre, il manuale teorico Affrancamento definitivo e la sua applicazione pratica instaurano un rapporto provocatoriamente pedagogico con il lettore - conformemente agli stilemi della tradizione aforistica - il tutto condito con molta, molta ironia. Nei singoli aforismi vengono derisi i luoghi comuni più ricorrenti (sulle donne, gli ebrei, i mocciosi, gli storpi, i vecchi, le metropoli estere) che fanno di questo manuale un caustico quanto umoristico elogio della mediocrità borghese. Dopo gli aforismi dada del manuale teorico, quello pratico si snoda in tappe che abbracciano i vari ambiti della socialità novecentesca: a una ouverture sui "principi elementari" e sulla "conoscenza umana", seguono le sezioni "in viaggio e in albergo", "donne", "accorgimenti", "allenamento", "istruzioni", "questioni di particolare importanza", "uomini", "abbigliamento e maniere", "raccomandazioni", "lettere e denaro", "superstizione", culminando infine nel "numero di chiusura": «Il mondo, si sa, vuole essere ingannato. Ma se non lo fai, andrà davvero su tutte le furie!»
Mm 255x285 Volume in copertina rigida con immagine applicata a piatto, custodia protettiva editoriale, 126 pagine con figure in nero e a colori lungo l'intero testo. Copia eccellente pari al nuovo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 170x240 Brossura editoriale con bandelle, 259 pagine con figure in nero nel testo. Importante studio sulle forme , la simbologia e i significati nascosti nell'opera del padre del Dadaismo. Lievi segni d'uso ai margini della copertina, peraltro ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 140x190 Collana "Saggidue" - Brossura originale, 150 pagine con disegni nel testo e tavole in nero non comprese nel testo in italiano. Introduzione alla edizione italiana di Alberto Boatto. Copia in buone-ottime condizioni; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Edizione originale. Marginale gore alla copertina, con minute mancanze al dorso e consunzione agli angoli; brunitura ai tagli; nel complesso, più che buon esemplare. Contiene tre tavole fuori testo su carta patinata con riprodotti i bozzetti di Grosz per i costumi. Costumi e scenografie del dramma furono curati da Grosz e John Heartfield, in uno stile molto dada-cubista.
Rara edizione originale. CON DEDICA Esemplare 195 di 200 numerati, in ottime condizioni (leggere bruniture) ai piatti e alle carte). Firma autografa dell’autore al colophon. Notevole libro d’artista, un leporello lungo 1 metro e 75 (1765 mm) con il lavoro dell’artista (manoscritti antichi, sette-ottocenteschi, rielaborati con interventi a colori e bianco e nero). Tiratura di 200 esemplari numerati. Alechinsky: The Complete Books, n. 24
ill., br. La presente pubblicazione è dedicata a Joan Miró (1893-1983). In sommario: Tra eclettismo e azzardo sperimentale; Con la bandiera catalana. Miró figurativo e neotradizionalista; A Parigi. Corteggiando la ''tabula rasa''; Sguardi, dardi, bersagli; Miró contro la ''buona pittura''; Autoritratti di gruppo. Come tutte le monografie della collana Dossier d'art, una pubblicazione agile, ricca di belle riproduzioni a colori, completa di un utilissimo quadro cronologico e di una ricca bibliografia.
Edizione originale. Ottimo esemplare, fresco e pulito, a fogli chiusi. Secondo intervento pubblico di Andrè Breton in reazione alla bizzarra accusa rivolta a Luis Aragon nel gennaio 1932, quando il suo componimento «Front rouge» fu denunciato per sobillazione militare, istigazione all’omicidio e propaganda anarchica. La proposta di Breton a difesa di Aragon, in realtà, si collocava entro un dibattito molto più ampio incentrato sulle qualità politiche “attive” della letteratura, laddove la proposta bretoniana di una “immunità letteraria” sembrò piuttosto sostanziare la linea di un surrealismo apolitico. «On aurait tort de considérer comme anecdotique la querelle entre Breton et Aragon. Ce sont deux conceptions antagonistes de la littérature qui s’affrontent cette année-là. Dans un premier temps, Breton et le groupe surréaliste vont prendre la défense de Louis Aragon dans un tract [«L’Affaire Aragon»]: ils en appellent, dans les grandes lignes, à l’immunité pour le poète. “L’Humanité”, dans un contexte déjà conflictuel avec le surréalisme, va précisément s’opposer à cette immunité. Et toute la question de la responsabilité et de l’engagement se pose déjà. Pour l’organe du PCF, Breton et les surréalistes seraient coupables de ne pas assumer leur vocation révolutionnaire. Dans un second temps, Breton écrit alors “Misère de la poésie”; la référence à Marx est claire et son objectif aussi: réussir à conserver l’intégrité du projet surréaliste, en toute indépendance, tout en restant fidèle au marxisme et au matérialisme historique. Dans les grandes lignes, il condamne, encore à demi-mot, l’orientation esthético-politique de Louis Aragon; corollairement, il définit l’orientation du surréalisme à partir des années 30» (Th. Boixière, «Front rouge», articolo online su «The Conversation, 19 feb. 2018).
New English Paperback. Pbo. 4to. (31 x 24 cm). In English and Turkish. 112 p., b/w and color ills. Murat Akagündüz. VErtigi. [Exhibition catalogue]. Edited by Süreyyya Evren, Ilkay Baliç. Murat Akagündüz's exhibition Vertigo brings together 13 paintings from the "Kaf" series. In this new series the artist depicts some of world's highest mountain peaks as seen on Google Earth. How is the act of painting transformed once we rely upon the mediation of digital data to depict an actual physical landscape? The exhibition thus refers to the ontological consequences of such digital mediation in our relationship to the Earth and its implications in terms of vision and image production. While the series, named after the Kaf Mountain, emphasises a mythological narrative, each painting in the "Kaf" series takes its title from the latitude and longitude values defining the position of the images on Google Earth. Akagündüz offers us views over the peaks of the Alpide Belt, spreading across three continents, and provides us with the coordinates of the Kaf Mountains at the same time. In juxtaposing mathematical exactitude with the perceptually challenging monochromatic use of the colour white, Akagündüz's intention is to explore the minimal conditions of visual representation. The "Kaf" series, in its search for a language using different shades of white, winnows down the minimal conditions of pictorial representation to a bare-bones relationship between light and shade and approaches the threshold of visual perception. In the "Kaf" paintings, the line of the horizon is either invisible or it escapes the eye by merging with the upper corner of the canvas. Adopting a satellite view of the Earth the paintings represent a vertical, groundless perspective. As the horizon is nowhere to be found, our sense of being grounded in space is unsettled and a sense of vertigo sets in. This vertigo effect is also echoed in the spatial construction of the exhibition through a subtle intervention on the walls delineating the first floor of Arter. The "Kaf" paintings bring the process of emergence of image to the eye and to memory, between appearance and disappearance, through reverberations in time. At first sight, these appear to be abstract fragments that are difficult to read in terms of their relationships of scale to the reality they were cut off from. The even distribution of light on the entire surface and its movements through various shades of white, by evading the eye, catch and hold the gaze. The stains, which slip away and alter the moment we think we have caught an image, are contiguous with the void and create a silent space of tension. Vertigo denotes the dizziness and loss of balance felt when a subject or the objects surrounding them appear to be moving in space. As reflected through Murat Akagündüz' "Kaf" series, vertigo is a relational phenomenon, it points both to a spatial disorientation on psychological and physiological levels, and to an uncertainty regarding subject-object relationships as perceived within space. By opening up a space for silent contemplation, the paintings invite the viewer to sense the new possibilities found in this loss of ground and thus produce a new perception of the world.
In 8°, cartoncino editoriale ill. , pp. 12 su carta lucida con riproduzioni b/n di alcune delle opere esposte e ritratto dell'autore. Breve testo introduttivo dell'autore, in collaborazione con Erik Satie. Testo del catalogo "Quando gli oggetti sognano" di Tristan Tzara. I testi sono in lingua italiana, inglese e francerse. Buon esemplare.
In 8° quadr., leg. edit. T.Tela con sovr. in acetato con disegno a col. al piatto, pp. 70 circa con 44 tavv. b/n e col. Unito fascicolo con traduz. del testo in francese, inglese e tedesco.
In 8, cm. 23 x 27, pp. 209 + (3), con 2 illustrazioni fotografiche a piena pagina in bianco e nero a che ritraggono l'artista, numerose illustrazioni in bianco e nero intercalate nel testo e 189 tavole in bianco e nero e a colori che riproducono i suoi dipinti e le opere grafiche. Brossura editoriale illustrata. Ottimo esemplare. Il catalogo e' stato realizzato in occasione dell'omonima mostra tenutasi a Genova presso il Museo d'Arte Contemporanea di Villa Croce dal 30 luglio al 14 settembre 1986. Otto Dix, pittore tedesco, esponente di spicco della "Neue Sachlichkeit" (Nuova oggettivita'), dipinse le sue opere piu' note durante gli anni della fragile Repubblica di Waimar, incentrate su temi forti e rappresentati con crudezza: la guerra e la morte al fronte, i reduci, le deformita', il rapporto tra eros e morte, oltre a numerosi ritratti e autoritratti che realizzera' con costanza per tutta la vita. Al termine della seconda guerra mondiale aderi' al gruppo espressionista della Secessione di Dresda ma ben presto, con Grosz, Schlichter e Heartfield, diede vita al gruppo dadaista tedesco, organizzando nel 1920 a Berlino la Prima fiera internazionale dada.
FIRST EDITION of this poem by Picabia. 8 pp. EDITION LIMITED TO 13 COPIES PRINTED ON FINE WOVE PAPER, OF WHICH THIS IS NUMBER 7. INITIALED BY P.A. BENOIT. Square 24mo. Original wraps. FINE AND BRIGHT, AS NEW. Exceedingly rare.
In 4, cm 21 x 30, pp. 576 con moltissime illustrazioni nel testo in b/n e a colori. Brossura editoriale. Ricco e importante catalogo sulle avanguardie culturali, i movimenti letterari e politici tra Francia e Germania: espressionismo, dada, costruttivismo, bauhaus, fotografia, cineama, teatro ecc.
ill., br. "Perverso e paranoico" raccoglie i testi che Salvador Dali scrisse negli anni trenta, i più decisivi per la definizione della sua poetica surrealista e per la sua maturazione artistica. Ne nasce l'autoritratto della più grande «mente immaginativa del secolo scorso», che illumina di luce nuova le sue opere - ma anche il suo pensiero sul rapporto fra arte e politica, sul sesso e sulla religione, sulla scienza e sulla psicoanalisi -, l'amicizia con Luis Bunuel e Federico Garcia Lorca, il tormentato sodalizio artistico con i surrealisti e la passione per il cinema e la fotografia. L'ossessione, il sogno, l'estasi, il delirio: l'irrazionalismo è il più fertile dei fattori espressivi e creativi grazie al metodo paranoico-critico, vera e propria chiave di volta del percorso di Dali. Nel suo universo artistico ogni rigida distinzione intellettuale, ogni comoda categoria pratica, persino il più ovvio rapporto di causa-effetto sembra implodere e dichiararsi «altro» da sé. L'inorganico trapassa improvvisamente nell'organico, istinto sessuale e istinto alimentare si fondono, mentre Freud e Einstein vengono eletti degni successori di maghi e alchimisti per aver dimostrato - ciascuno a modo suo - che la materia è instabile. Ci vuole un «genio» - un genio che, inutile dirlo, Dali identifica con se stesso - per portare a termine l'aspirazione alchemica prima: mostrare, proprio attraverso una radicale, mistica trasmutazione della materia, come sia possibile perseguire un analogo cambiamento di coscienza: un'«estasi», cioè uno stato nel quale «ogni giudizio cambia in modo sensazionale», e da cui solo può sgorgare l'arte.
Introduction par Georges Hugnet; 14 ill. in 7 pagine patinate f.t. Edizione stampata in 2020 esemplari.