1 640 résultats
pp. 62, cm 21x14, brossura. Nuovo.
pp. 137, cm 23x16, rilegatura editoriale in t.t., Beihefte zur Zeitschrift fur Romanische Philologie, 134.
pp. 885, cm 24x17, brossura con sopracoperta
pp. 342, cm 24x17, brossura, Nuovo.
pp. 366, cm 22x15, brossura.
pp. 118, cm 18x12, brossura.
In 16°, brossura editoriale ornata, pp. 140, (4), coll. "Testi e manuali N°26", intonso, lievi bruniture ma buon esemplare. (MAG ZD3) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
311pp., pour la plupart non coupé, bel état, dans la série "Académie Royale de Belgique, Classe des lettres et des sciences morales et politiques. Mémoires, in-8" Tome XLVIII fasc.1, T30821
pp. 121, cm 25x17, brossura, Publications Romanes et Francaises, CXI.
pp. 151, cm 21x14, brossura, Biblioteca Medievale, Saggi 4. Nuovo.
br. Tra i monumenti letterari che attestano la fase più antica del fortunato mito medievale di Tristano e Isotta si colloca il breve testo antico-francese in octosyllabes della "Folie Tristan", tramandato in due diverse redazioni risalenti al xii secolo: una più corta, detta di Berna (che qui si presenta), l'altra più lunga, detta di Oxford. Travestito da folle, Tristano torna alla corte di re Marco per rivedere l'amata Isotta. Da lei tenta di farsi riconoscere, rievocando con un discorso apparentemente insensato gli episodi salienti della loro storia. La regina - dapprima diffidente - finirà per cedere, e dopo l'agnizione finale gli amanti riusciranno a ricongiungersi per un'ultima breve stagione. Ennesima maschera tristaniana, la simulazione della follia permette la messa in atto di un geniale dispositivo della "ricordanza", che restituisce nella miniatura di un breve poemetto le vicende più note degli amanti di Cornovaglia.
in-4, 32 pages, couv. illustrée. Dos de la couverture un peu usagé, intérieur en bon état. [PROF] RARE.
Città di Castello, S. Lapi Tipografo-Editore, 1893, in-16, cartonatura di poco successiva in carta imitante una pelle “radicata”, titolo su tassello al dorso, conservata all'interno la copertina anteriore della brossura originale, pp. IV, 224, [2]. Bell'esemplare, in gran parte intonso. Ex-libris Caproni.
24 X 17 CM., 344 PP., BROSS. EDIT., COP. (LIEVISSIME TRACCE D'USO), OTTIMO STATO (F).<BR>ISBN 8886441118 G 110
Indice degli autori, documentario, lessicale e linguistico. In ottimo stato
In-8° pp. 343, bross. edit. ill. Targhetta al dorso.
br. Il libro, chiaro e accessibile, si propone come nuovo manuale di riferimento per la filologia romanza, vale a dire la filologia delle lingue che hanno tratto origine dalla frantumazione e dalle trasformazioni del latino parlato nell'Impero romano. Nella prima parte si definisce l'oggetto di studio e si offrono i cenni indispensabili sull'origine e gli sviluppi della disciplina. La seconda parte presenta un quadro storico-linguistico dei cambiamenti avvenuti nel passaggio dal latino alle varietà romanze e descrive i sistemi delle lingue derivate. La terza parte, infine, è dedicata alla ricca letteratura romanza medievale di cui si offre al lettore una sintetica visione d'insieme.
br. Se un giorno la filologia morisse, la critica morirebbe con lei, la barbarie rinascerebbe, la credulità sarebbe di nuovo padrona del mondo». Così Ernest Renan ne "L'avenir de la science" (1890) tesseva un altissimo elogio della filologia, una delle scienze regine del XIX secolo. Oggi, al tempo delle fake news e della post-verità, quelle parole ci ricordano che la filologia può essere ancora argine alla barbarie. E ci ricordano che la filologia, quella con aggettivi e quella senza, è intrinsecamente politica. Non è utile o interessante in sé: lo è quando è schierata, militante, "calda", quando tocca interessi, quando serve interessi. Quando è "al servizio" di un Principe o di un partito o di uno Stato o di una visione del mondo. Ci ricordano insomma che la filologia è anche politica, come sapevano Lorenzo Valla e Baruch Spinoza, Ernest Renan e Ulrich Wilamowitz-Möllendorff, Gaston Paris e Paul Meyer, Eduard Koschwitz e Joseph Bédier, Ernst Robert Curtius e Erich Auerbach, Cesare Segre e Edward Said. Eppure la filologia, con o senza aggettivi, oggi sa di polvere e di noia. Ciò sollecita varie domande: perché questa antica "scienza del testo" si è ridotta al margine della cultura di oggi? Può tornare al centro dei bisogni intellettuali dell'uomo contemporaneo? Quale tipo di filologia può ancora servire il mondo e servire al mondo?
199 pp., cartone editoriale, molto buono 920 E366
pp. 277, cm 18x11, brossura, texte etabli et traduit, introduction, notes, bibliographie et chronologie par Jean Dufournet, collana Garnier-Flammarion.
pp. 553, cm 25x16, brossura, Etudes de Philosophie Medievale, LIX, Intonso.
Collana: Romance, maggio 2004. Traduzione di Elisabetta De Medio. Titolo originale: The Song Reader. Rilegato con copertina rigida e sovraccoperta. Prima edizione. Spedizioni tracciabili con raccomandata entro 24 ore dall'ordine. First edition. Hardback cover with dust jacket in fine conditions, no price clipped, no inscriptions or markings inside. Worldwide delivery.
pp. 95, cm 25x16, brossura, piccola mancanza alla prima di copertina.
pp. 195, cm 24x16, brossura, Publications Romanes et Francaises, CCIV.