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Roma, Associazione Educazione Demografica (Editrice Litografica Casalotti), 1975, in-16, br. editoriale gialla, pp. 79, (1). Con illustrazioni in b.n. e bibliografia. Timbro della Associazione Demografica di Firenze (segnaliamo che all'interno del volumetto si trova il "Comunicato nazionale di solidarietà per il dott. G. Conciani", il ginecologo triestino attivo a Firenze, e impegnato nelle battaglie per i diritti civili. Allegato opuscolo pubblicitario.
Warszawa, Wolff, 1927, in-8 piccolo, legatura successiva in piena tela rossa, pp. 60 - 4. Ottime condizioni.
in-8°, 387 pages, notes, index, broche, couverture illustree. Bon etat. [NV-15]
Milano, Centro Studi Sociali, 1965, in-8, tela edit. con sovraccoperta, pp. 677, [3]. “Problemi morali di vita moderna”, vol. I.
Milano, Rusconi, 1977, in-16, br. pp. 383.
In 8°, br. edit. ill., pp. 509,(3), con num. fot. b.n. in tavv. f.t.; coll. "Documentazione. 1"; prima ed., copia molto buona. (cx009) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
In-8°, pp. VIII-310. Bross. edit. illustrata, leggeri aloni d'uso e del tempo sui piatti.
br. «Non riesco ad affrontare il dolore. Fa troppo male. Non so come fare. Aborto volontario, nove mesi fa...». «Ciao, mi sto separando da mio marito, ho una figlia di cinque anni che soffre moltissimo l'assenza del padre». «Ciao, ho appena scoperto di essere incinta, non so chi sia il padre, ho deciso di portare avanti la gravidanza da sola, ma sto incontrando dei problemi nella mia famiglia». Tre donne, tra le tantissime che hanno scritto sulla chat del sito del Movimento per la Vita di Varese (www.VitaVarese.org), ma anche uomini, ragazzi, per chiedere consiglio o ottenere aiuti materiali. Protagoniste di questo libro sono persone reali, in dialogo con le volontarie Vittoria Criscuolo e Susanna Primavera, pronte ad accogliere in qualunque momento ogni richiesta di sostegno. In appendice i contributi di Stefano Parenti, Maurizio Gagliardini, Giuseppe Noia, Gabriele Mangiarotti, Medua Boioni Dedé, Massimo Gandolfini, Romana Poleggi, mons. Giuseppe Vegezzi: esperti a diverso titolo, anche loro sempre accoglienti verso chi è in difficoltà.
pp. xii, 277 + Plus frontis. Illustrated. Paste downs and fly leaves slightly foxed. Small 4to. Original full blue cloth binding, slightly worn. Illustrated gynecological and obstetrical Monograph. MED 1
A well worn book with creases on cover and child's scribbles inside front cover and on first page. Age-toned pages. Interior text clean and unmarked. 174 pages.
Nell'ottobre 2009, quando Abby Johnson si licenziò da direttrice di una clinica texana in cui si eseguivano aborti, negli Stati Uniti il suo caso ebbe una grossa risonanza. I giornali e le televisioni accorsero da tutto il paese per conoscere la sua storia. In questo libro la Johnson racconta la sua drammatica conversione da sostenitrice dell'aborto ad attivista cristiana per la vita. Non si tratta però di un libro ideologico. L'autrice narra i fatti che ha vissuto in prima persona, le sue emozioni, il suo dialogo con Dio, gli scrupoli morali che l'hanno portata a rifiutare per sempre l'aborto come soluzione ai problemi delle donne. Abby Johnson non esita a parlare dei segreti più terribili della sua vita, ma non usa mai, verso nessuno, parole d'odio o di condanna. La sua vicenda dimostra che l'amore, la gentilezza e la compassione possono fare la differenza nel dibattito sull'aborto. Autori: Abby Johnson. Traduttori: G. Piombini.
br. Quando l'attesa si interrompe si propone di offrire una risposta agli interrogativi più comuni quando si perde un bimbo nell'attesa o subito dopo la nascita. È difficile parlare di questo dolore, perché al dispiacere si aggiunge anche la devastante consapevolezza di non essere comprese. Uscire dal silenzio che molto spesso avvolge questi argomenti, rendendoli quasi dei tabù, può essere di grande aiuto non solo per la donna, ma anche per chi le sta accanto (partner, familiari, amici, operatori sanitari) e vorrebbe offrirle il proprio sostegno emotivo. Grazie ai contributi di numerosi esperti (ostetriche, psicologi, ginecologi, neonatologi) l'autrice Giorgia Cozza offre una chiave di lettura delle reazioni fisiche ed emotive della donna (e della coppia), riflettendo sulle tappe e sui tempi di elaborazione del lutto. Le testimonianze, intense e commoventi, di tanti genitori che hanno perso il proprio figlio vogliono essere una mano tesa verso ogni donna che sta soffrendo e ha bisogno di sapere che non è sola. Prefazione di Piera Maghella.
ril. Nell'ottobre 2009, quando Abby Johnson si licenziò da direttrice di una clinica texana in cui si eseguivano aborti, negli Stati Uniti il suo caso ebbe una grossa risonanza. I giornali e le televisioni accorsero da tutto il paese per conoscere la sua storia. In questo libro la Johnson racconta la sua drammatica conversione da sostenitrice dell'aborto ad attivista cristiana per la vita. Non si tratta però di un libro ideologico. L'autrice narra i fatti che ha vissuto in prima persona, le sue emozioni, il suo dialogo con Dio, gli scrupoli morali che l'hanno portata a rifiutare per sempre l'aborto come soluzione ai problemi delle donne. Abby Johnson non esita a parlare dei segreti più terribili della sua vita, ma non usa mai, verso nessuno, parole d'odio o di condanna. La sua vicenda dimostra che l'amore, la gentilezza e la compassione possono fare la differenza nel dibattito sull'aborto.
br. Come reagisce un uomo alla notizia della gravidanza della donna? Perché la spinge all'aborto o cerca in tutti i modi di convincerla a tenere il bambino arrivando a gesti estremi per salvarlo? Perché i maschi di oggi tacciono, o devono tacere, non riuscendo a esprimere una posizione forte sull'aborto? L'incapacità di accogliere la vita nascente è connaturata alla figura maschile o è espressione delle tendenze secolarizzate e abortiste del nostro modello culturale? Quale influenza hanno, nel ricorso maschile e femminile all'interruzione di gravidanza, le critiche condizioni economiche in cui viviamo? La non conoscenza della crudeltà delle procedure abortive alimenta il silenzio della coscienza negli uomini? La legge 194 ha un effetto diseducativo sui giovani perpetuando nei maschi il disorientamento verso la vita concepita? L'esperienza dell'aborto ha un impatto traumatico sulla psiche maschile? Se sì, chi e come può rispondere al bisogno di ascolto e comprensione di questi uomini tormentati?
In-16 (Cm 20,5 x 12), pp. 71, br. ed. Ordinari segni del tempo. OTTIMO
Firenze, Testimonianze, 1980, A. XXIII, n.11 novembre, 8vo brossura editoriale, pp. 100 (Terrorismo e degenerazione del potere. Aborto e referendum. Il caso italiano tra galassia Gutenberg e galassia elettronica).
Cm. 22, cart. edit., pag. 170 (2). Interessante resoconto dell'iter che porterà al referendum sull'aborto. Ottimo esemplare.
257 pagine; 21 cm. Brossura editoriale
Mm 110x170 Collana "Strumenti di ricerca". Volume nella sua brossura originale, dorso muto, 232 pagine. Opera in buone condizioni, presenta una firma in apertura del volume e fioriture ai tagli. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Collana 'L'altro segno' - '...e noi vedemmo chiaro negli occhi di quegli uomini: chiuse in casa ci volevano, docili e quiete, a ricamare i giorni con molti silenzi chiuse in una vita che noi rifiutavamo chiuse in abiti che noi ci strappavamo...L'infanzia felice? - Tu sei, egli ?, io non sono - Alla Standa: compra...chiamami..- E il sesso? - Aborto - Dove sono le donne - Le fate avranno le mani pesanti - No, tu non sognavi 1 24x14 cm., in brossura, fumetti con testi in carattere manoscritto minuscolo, pp. 91 (4), prima edizione, in italiano, leggeri segni del tempo, buon esemplare.
ill., br. Giulia, Monica, Elisa, Loveth. Quattro donne sole. Quattro gravidanze non desiderate. Quattro corpi in cui perdersi. Quattro storie di libertà negate.
br. Attraverso un'analisi comparata tra la teoria malthusiana del controllo delle nascite, le interpretazioni della teoria darwiniana dell'evoluzione per selezione naturale e la teoria moreliana della degenerazione, è stata delineata la cornice storico-concettuale all'interno della quale, nell'Italia post-unitaria, raggiunse il suo apice la discussione sulla contraccezione. Per di più, dall'esame approfondito di illuminanti fonti del periodo trattato, sono emerse alcune tra le principali contraddizioni della morale sessuale che contribuirono a determinare il significato di concetti come quello di "pudore" e "normalità sessuale". Soprattutto, poi, oltre a trattare la più nota bibliografia sulla questione del controllo delle nascite, nel presente volume si è voluta rimarcare l'importanza di un periodico di divulgazione popolare pubblicato in Italia tra il 1913 e il 1915: la rivista di neomalthusianismo e di eugenica «L'educazione sessuale». Con la sua pubblicazione si concretizzò, in Italia, uno dei primi tentativi di cimentarsi in una propaganda, libera e senza tabù, su sessualità e contraccezione, con la consapevolezza che una buona educazione sessuale avrebbe rappresentato un elemento essenziale per la salvaguardia del nostro paese. Prefazione di Franco Bacchelli.
br. Serena Marchi ha percorso 33613 chilometri, per incontrarle. Dall'Ucraina al Canada, dal Texas al Regno Unito, passando per la California fino ad arrivare in Italia. Nessuna intervista via Skype, nessuna telefonata, nessuna domanda via email, nessuna risposta scritta. Faccia a faccia, pelle a pelle. Ha visto dove abitano, ha incontrato le loro famiglie, ha vissuto nel loro ambiente. Un viaggio nel mondo della maternità surrogata per ascoltare le donne che prestano il loro utero e una parte della loro vita per partorire figli di altri. Per soldi, per interesse, per altruismo, per senso di responsabilità, per amicizia, per amore. Sicuramente, scegliendo. Serena Marchi decide di raccontare il non detto, di dare voce a chi non l'ha avuta fino a oggi e lo fa con il suo stile chiaro, diretto, senza giudizi. "Mio Tuo Suo Loro" ci aiuterà a rimettere a posto tutti i pezzi del puzzle e a dare la giusta centralità alla scelta della donna, qualunque essa sia. Anche se non è la scelta che avremmo fatto noi.
br. "Questo è un libro davvero necessario, quello che mancava, una piccola chiave preziosa per cercare di aprire il cuore, di sfondare quella barriera che sembra inesorabilmente dividere quando si parla di aborto, di comunicare nel modo giusto con le donne che sono tentate dal dire no alla vita, ma soprattutto con quelle che hanno già fatto quel passo. È un libro che parla ai cuori spezzati con un cuore spezzato dal loro dolore, capace di una compassione profonda, che credo oggi sia l'unica via da provare a percorrere per trovare ascolto anche tra le orecchie più chiuse dai preconcetti. È incredibile come Jorge María Randle riesca a giudicare con chiarezza le azioni, mantenendo nello stesso momento uno sguardo dolcissimo e misericordioso sulle persone." (Dalla Prefazione di Costanza Miriano). Sono milioni ogni anno i bambini non nati a causa dell'aborto. Le vittime non sono però soltanto coloro a cui viene tolta la vita nel grembo materno, ma anche le loro madri e i loro padri. Queste pagine sono state scritte per loro. E, di conseguenza, mostrano che cosa dire, che cosa fare a chiunque si trovi accanto una persona che asoffre a causa di un aborto.
ill., br. Il tentativo di sabotare le normative che regolamentano l'interruzione di gravidanza, l'autodeterminazione delle donne e il loro diritto ad un aborto sicuro è, in Europa e nel mondo, una costante che ciclicamente si ripropone. Così anche in Italia, negli oltre 40 anni trascorsi dall'approvazione della legge 194 e dal referendum che l'ha confermata. Nei primi anni Duemila, dopo l'approvazione della normativa sulla procreazione medicalmente assistita, il governo di centrodestra riapre il dibattito politico sull'applicazione della legge, cercando di rimettere in discussione il diritto delle donne a decidere del proprio corpo e della propria vita. E allora il movimento femminista, con le sue eccedenze, alleanze, condivisioni, torna a far sentire la propria voce. Questa volta l'onda parte da Milano, da una mail che la giornalista Assunta Sarlo invia a colleghe e amiche: "Care tutte, ma dove siamo, dove siete? Stanno facendo la guerra alla nostra libertà. Non so come, ma c'è bisogno dei nostri pensieri e della nostra opposizione". In poche ore la rete si riempie di risposte di donne, le più diverse. Partono una serie di iniziative e assemblee, migliaia di donne si rendono conto che la partita dell'autodeterminazione in materia di interruzione di gravidanza è ancora e sempre aperta e riprendono parola contro l'attacco portato dal fronte conservatore e dalla Chiesa. E allora si torna a manifestare. Il 14 gennaio 2006 Usciamo dal silenzio (Uds) porta in piazza Duomo a Milano 200.000 donne e non pochi uomini, in una delle più grandi manifestazioni di donne mai registrate nel nostro Paese. È l'inizio di una storia di movimento lunga dieci anni che qui viene ricostruita, attraverso l'archivio di Uds riordinato e custodito dalla Fondazione Badaracco e con uno sguardo dall'oggi di alcune delle fondatrici su quell'esperienza che si iscrive nella lunga e appassionante vicenda del femminismo italiano. Postfazione di Manuela Cartosio, Maddalena Gasparini, Cristina Pecchioli, Assunta Sarlo.